Vignette sì, vignette no

Dato che a volte (non spesso, per fortuna dei simpatici frequentatori di ‘sto blog) oltre agli amati libri leggo anche riviste e quotidiani, stavo pensando a questa faccenda delle vignette danesi e relative reazioni e controreazioni. Se ne sta parlando un po’ dappertutto, in rete e sulla carta stampata, quindi vado dritto al punto senza troppi preamboli. Mi piacerebbe considerare separatamente tre aspetti della questione che nelle discussioni e nei resoconti di questi giorni vedo spesso allegramente mescolati:

1. Un giudizio sulle vignette
2. Libertà di espressione
3. Satira o insulto?

1. Un giudizio sulle vignette: sacrilegio o razzismo?
Quasi tutti i commenti che ho letto partono dal presupposto che le vignette siano offensive perché sacrileghe, ovvero perché violano il divieto islamico di raffigurare il volto del profeta Maometto. Quasi nessuno si sofferma su un’ipotesi che a me sembra molto più evidente e indipendente dalle convinzioni religiose: io credo che alcune delle vignette in questione siano razziste.

Ne considero due in particolare: una rappresenta Maometto che accoglie in paradiso alcuni terroristi suicidi dicendo loro: ferma! stiamo finendo le vergini! Un’altra mostra ancora Maometto (ma non cambierebbe molto se si trattasse di un ‘semplice’ musulmano) con una bomba al posto del turbante. In entrambi i casi passa a mio avviso un messaggio ben preciso: i musulmani sono terroristi. Questo messaggio è un messaggio razzista.

Se la mia impressione è giusta, allora quelle vignette sono indifendibili, a prescindere dall’eventuale contenuto sacrilego: anche se i musulmani non trovassero nulla da ridire sulla raffigurazione del volto di Maometto, tutte le persone civili dovrebbero trovare molto da ridire sulla divulgazione di messaggi razzisti.

2. Libertà di espressione
Gran parte delle reazioni occidentali – a partire dalla ripubblicazione delle vignette su France Soir – è all’insegna della difesa della libertà di espressione, libertà invocata a prescindere dai contenuti delle vignette. In altre parole, si sta difendendo il diritto a dire e manifestare pubblicamente qualunque cosa passi per la testa di un ‘libero cittadino’ o gruppo di cittadini.

Mi chiedo: può esistere il diritto di far circolare idee razziste? Mi rispondo: no. E se non esiste questo diritto, allora chiedere di non pubblicare quelle vignette non è una violazione della libertà di espressione. Anzi, se quelle vignette sono razziste, farle circolare equivale a propagare un insulto razzista. Non mi sembra una cosa buona. Se quelle vignette sono razziste, la cosa migliore da fare è prenderne atto e chiedere scusa alle persone che sono state offese. Sottolineo: che sono state offese, non che si sono sentite offese.

Non credo che la libertà di espressione possa essere assoluta, specialmente se si tratta di espressione della maggioranza sulle minoranze. Molti ordinamenti civili, mi pare, hanno leggi o regolamenti che limitano l’espressione di determinate opinioni: in Francia l’antisemitismo è reato; in Germania chi nega la Shoah va in galera; in Italia c’è la legge Mancino contro l’istigazione all’odio razziale; nell’Unione Europea si può rifiutare l’insediamento a un commissario con idee discriminatorie nei confronti degli omosessuali. Limitare o vietare l’espressione e la divulgazione di idee e opinioni razziste mi sembra una norma saggia.

3. Satira o insulto?
Satira è il debole che ride del potere. Insulto è il potere che ride del debole. A occhio e croce direi che in Europa i musulmani sono deboli e che i mass media sono espressione del potere (che non coincide necessariamente con i partiti di governo). I media hanno il potere di influenzare e indirizzare l’opinione pubblica, e quando usano questo potere per insultare le minoranze e per diffondere pregiudizi andrebbero stigmatizzati senza se e senza ma.

Leggo adesso che il maggior quotidiano iraniano, Hamshahri, avrebbe lanciato un «concorso a premi per la realizzazione delle migliori vignette sull’Olocausto, in risposta alle vignette su Maometto pubblicate da alcuni giornali europei». Dato che il patron ufficiale del concorso sembra essere l’ex sindaco di Teheran – lo stesso che va in giro a dire che la Shoah è un mito e che Israele andrebbe cancellata dalla faccia della terra – non è difficile prevedere che il tasso di antisemitismo delle vignette presentate sarà un criterio premiante.

Premesso che non si capisce bene cosa c’entrino gli ebrei con la questione delle vignette, e premesso che secondo me questa trovata, se è vera, è idiozia allo stato puro, il quotidiano iraniano pone una domanda interessante, che giro tal quale a chi ha tempo e voglia di pensarci su: quando queste vignette antisemite saranno rese pubbliche, i giornali europei le divulgheranno in nome della libertà di espressione?

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20 Responses to “Vignette sì, vignette no”

  1. daldivano says:

    ho passato la mia infanzia con “Il Male” in mano, questo potrebbe fare di me persona di parte… ci penso :-)

    daldivano

  2. letturalenta says:

    Eh, ma il Male è (era, sob) tutto un altro pianeta. Lì prendevano per il culo presidenti del consiglio, ministri, banchieri, industriali, papi e re, e lo facevano a rischio di querele, galera e soprusi vari. Altra statura, altro stile.

  3. gabryella says:

    credo che in ognuno di noi s’annidi un bieco animo razzista: io, per esempio, odio le zucchine e gli scarafaggi (ma, di questo, preferisco non parlare – specialmente con gli scarafaggi)

    ..e comunque, pubblicare vignette tanto insulse quanto blasfeme (soprattutto ora, alla luce della catena di “gravi conseguenze” che ciò sta generando), nuoce gravemente a chi le crea, a chi le diffonde, a chi le osserva, a chi ne parla, a chi le ignora, al buon gusto e offusca non poco i già incerti margini della libertà d’espressione

  4. melpunk says:

    il male era di altro livello. ricordo quando annunciarono la morte dell’allora cardinale di napoli ursi: dissero che si era seccato il suo nero sangue. la storia delle vignette è, a parte ogni discroso sulla libertà di espressione ecc ecc, una colossale idizozia. al mio paese si dice che la cosa equivale a “sfottere la mazzarella di sangiuseppe”. insomma, che senso ha pubblicare quelle cose in questo momento in questo mondo?
    bah
    saluti letturalenta
    mel

  5. “The cartoons were largely unnoticed outside Denmark until a group of Muslim leaders there made a point of circulating them, along with drawings far more offensive than the relatively mild stuff actually printed by the paper, Jyllands-Posten. It’s far from the first time that an almost-forgotten incident has been dredged up to score points with the public during politically sensitive times”

    (International Herald Tribune del 7 febb.)
    vedi mio blog

  6. letturalenta says:

    Lucio, ho già sentito anche questa storia, che potrebbe essere vera o falsa (non mi sembra che il Tribune citi nomi, fatti, riscontri e circostanze precise).

    Poniamo che sia vera. Cosa cambierebbe? Le vignette originali sono 12, sono ben note e facilmente reperibili in rete e altrove (anche seguendo il link a Wikipedia di questo post, per esempio) e sono razziste (secondo me, ci mancherebbe).

    Se qualche fanatico le ha falsificate in peggio per fare i suoi interessi (= dare argomenti ad altri fanatici per alzare il livello dello ‘scontro di civiltà’) gli originali non smettono di essere le porcherie che sono.

  7. La vera porcheria è la reazione (incendiare, ammazzare, estendere l’ira a TUTTA LA DANIMARCA

  8. [continua] anziché, magari, alla sola redazione jutlandese. Ma andassero a cagare ‘sti fondamentalisti, di qualunque religione o fede politica siano.

  9. letturalenta says:

    Su questo sono perfettamente d’accordo, Lucio, a patto che si tengano ben distinti i fondamentalisti (danesi, italiani, egiziani o afgani che siano) da gente che con loro non ha nulla a che vedere. A me, per esempio, dispiacerebbe non poco essere accomunato a Borghezio solo perché parliamo la stessa lingua o abbiamo lo stesso simbolo sul passaporto.

  10. fB says:

    Giudizi morali, per mia natura, non ne emetto. Son refrattario alla morale.

    Trovo interessante che i quotidiani inglesi e statunitensi (tutti, per quanto ne so, sicuramente la maggior parte) si siano astenuti dal ripubblicare le vignette.

    Trovo altrettanto interessante la reazione di un quotidiano iraniano, che ha indetto un concorso per vignette satiriche sull’olocausto. Sarà istruttivo osservare le diverse reazioni.

    Comunque la libertà non consiste nel lanciare il sasso e nascondere la mano, io faccio quel che mi pare, ma devo anche esser capace di prevedere le conseguenze e di assumere le mie responsabilità

  11. fB says:

    Errata:

    > di un quotidiano iraniano

    del quotidiano iraniano

  12. Nel mio blog c’è il link al video con le dichiarazioni del primo ministro danese.
    Luca, mi spiace per te ma per i fondamentalisti islamici tu sei tutt’uno non già con Borghezio, ma con gli infedeli tout court.

  13. letturalenta says:

    fb, non dico tu o io, ma i mass-media che hanno divulgato allegramente quella roba avrebbero dovuto darlo il giudizio morale, secondo me, o quanto meno farsi qualche domanda.

    Lucio, se loro sono fondamentalisti, non vedo buone ragioni per diventarlo anch’io. Pensino un po’ quello che gli pare e, come giustamente dicevi, vadano un po’ a cagare, i fondamentalisti. Resta il fatto che quelle vignette sono razziste, e non ho ancora sentito argomenti in grado di convincermi del contrario. Il premier danese lo guarderò con calma più tardi. Grazie del link.

  14. Miku says:

    Me ne esco con i miei apo(s)tegmi, perché l’Islam non riscuote in me alcuna simpatia (così come mono- e politeismi vari), e la koinè (pasticcio) cristiano ha più di uno scheletrino nell’arma-dio (scusate l’integralismo postilluminista da quattro soldi), e mi guarderò con tutta calma lo scontro (non di civiltà, bensì di epoche) che ci porterà alla distruzione: Mediaevo reale vs. Medioevo ideale.

    Si accettano scommesse.

  15. letturalenta says:

    Secondo me è sbagliato affrontare la questione vignette, e più in generale le considerazioni che si porta dietro, con un taglio ideologico o, peggio ancora, religioso. Se i musulmani percepiscono le vignette come un’offesa alle loro convinzioni religiose, l’unico commento che mi viene in mente è: mi dispiace, ma non mi interessa. In questo bel mondino di merda in cui viviamo (per nostra fortuna dalla parte di chi produce merda, non da quella di chi è costretto a spalarla) circolano offese di gran lunga peggiori, perché sono offese ai diritti elementari degli uomini (cibo, casa, lavoro, ecc.) e non alle loro opinabilissime opinioni.

    A me interessa di più che la nostra civiltà – che si fregia spesso a casaccio di illustri fondamenta illuministe, tolleranti e pacifiste – si evolva verso un’autolimitazione della produzione di merda, ovvero verso una promozione reale dei princìpi migliori che gli illustri di cui sopra hanno pensato: tolleranza, soluzione pacifica delle contese, rispetto delle idee altrui, ecc.

    A tal fine forse sarebbe bene andarsi a rileggere con calma il trattato sulla tolleranza di Voltaire. Magari ci si ricorderebbe che Voltaire non proponeva di abolire le religioni (radere al suolo chiese, sinagoghe e moschee, come ha detto di recente un sedicente ‘tollerante’), ma di moltiplicarle, e non perché fosse un tipo particolarmente religioso, ma perché era abbastanza intelligente da capire che se apri un dialogo dando per prima cosa del deficiente troglodita terrorista oscurantista all’interlocutore, forse quello proverà a spaccarti la faccia, prima di sedersi ad ascoltare con raro interesse e sussiego le tue ragioni.

    Se al mondo ci sono cretini convinti che sia giusto imporre le loro idee agli altri con la forza, non mi sembra il caso che noi – i civili! i tolleranti! gli illuministi! – adottiamo i loro stessi schemi mentali. E i suddetti cretini, a scanso di equivoci, non sono necessariamente musulmani. Anzi.

    Chiedo venia per il pippone.

  16. Miku says:

    Uhm: abbiamo visto che la faccia te la spaccano lo stesso, e allora viva il giuseppinismo!

    P.s.
    Un giuseppinismo moderato, questo sì, sul serio.

  17. fB says:

    > Uhm: abbiamo visto che la faccia te la spaccano lo stesso

    Loro pensano la stessa cosa di noi, che dalle loro parti abbiam mandato l’esercito e mica in un momento qualunque, ma pochi anni dopo aver sostenuto che mandar là gli eserciti fosse male.

    O devo proprio ricordare a tutti che fine ha fatto, e per colpa di chi, il presidente afgano Najib Ullah? Quello era un progetto che avrebbe meritato ben altro sostegno da parte dell’illuminato occidente.

  18. Miku says:

    La ruota gira, fb: meno di 500 anni fa erano alle porte di Vienna, dopo una pausa espansiva che aveva visto la macchina statale panaraba, poi anche africana, di gran lunga superiore a quella delle corti intineranti di un Carlo Magno – che di grande aveva solo il nome, e che di gente ne ha ammazzata, se non convertita, in discreta quantità – spingersi a fondo nel continente, prima delle martellate dell’altro Carlo. Insomma la ruota gira, benché noi con essa, senza scampo, a seguire la moneta: capita aut navim.

  19. fB says:

    Confondere tra loro Arabi e Turchi non è segno di grande attenzione, neh…

  20. Miku says:

    Stavamo parlando dell’Islam, mi sembra, non delle singole costruzioni statali che ne hanno portato la corazza. Mi rendo però conto che la mia sintesina è fonte di oscurità e inesauribili distinguo: me ne scuso.

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