Scrittura e lettura
Lettura e scrittura, come dicevo un paio di post fa, sono vizi confratelli. A riprova di questo, dalla blogosfera italica nascono con sospetta simultaneità due iniziative - l’una scrittoria, l’altra lettoria - separate quanto a comitato organizzatore, ma strettamente legate da eversivi lacciuoli sotterranei.
Sul fronte della scrittura, fervono i preparativi per le Scritture di strada, animate da volontari che metteranno carta e penna a disposizione di passanti desiderosi di lasciare una labile traccia scritta del loro passaggio terreno. Recita il bando: Domenica 7 Maggio andremo nelle vie e nelle piazze, ci fermeremo nelle perifierie o nei centri distratti, fermeremo la gente per strada, e daremo consapevolezza a chi forse diversamente non l’avrebbe, o l’ha smarrita e barattata, di avere cose da dire e da scrivere, e della necessità di farlo subito, con urgenza perfetta, proprio in quel luogo tra asfalto e cielo.
Lato lettura, invece, spunta dal tronco di Vibrisse un nuovo ramo intitolato per l’appunto Bottega di lettura, dove altri volontari - non paghi d’aver sottratto all’incremento del PIL ore preziose per dedicarle ai libri - doneranno alla congrega dei leggenti altro tempo speso a compilare accurate recensioni ricche di commenti mercuriali, irriverenti note a margine, chiose scaltre e glosse capziose. La bottega di lettura s’avvia a diventare silloge, epitome, centone e regesto nazionale del vizio di leggere.
Entrambe le iniziative sono aperte a nuove adesioni. Gli aspiranti estorsori di scritture e contrabbandieri di letture possono rivolgersi ai siti sopra linkati per informazioni.
March 14th, 2006 at 11:45
è nata prima la scrittura o la lettura (del mondo)?
March 14th, 2006 at 16:34
Si veda a tal proposito il saggio “Una sola pagina nera” del callido prof. Letturalenta.
March 15th, 2006 at 11:54
prima la lettura, son d’accordo anch’io.
Nel post sottostante da lei citato ho ritenuto, come atto di giustizia, di lasciare un imprescindibile contributo
March 15th, 2006 at 12:52
Lieto dell’accordo sulla successione cronologica. D’altronde ancora oggi permangono tracce della maggiore vetustà della lettura rispetto alla scrittura. Espressioni come “leggere i segni dei tempi” si riferiscono con tutta evidenza a esperienze archetipiche di lettura in assenza di codici pittografici, ieroglifici o alfabetici.
March 31st, 2006 at 12:52
Al di là della successione storico cronologica penso sia difficilissimo scindere le due attività: leggere è riscrivere e scrivere è rileggere.