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	<title>Comments on: Ombra fugace di una parola assente</title>
	<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/</link>
	<description>Non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente frettolosa</description>
	<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 04:13:49 +0000</pubDate>
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		<title>By: michele</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1408</link>
		<author>michele</author>
		<pubDate>Sat, 22 Apr 2006 11:32:46 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sono dovuto assentare. Daccordissimo niente compiti. Niente penna rossa e blu. Non sono io quello. Ci siamo riduttivamente mal capiti.  Intendevo rinnovare la mia adesione  ho detto ampliarsi per decifrare o tentare di capire tutti gli aspetti. Comprendo che si può mal capire la parola compito. Ma il romanzo in questo caso è oggetto non il soggetto "prima" della creazione" poi, dopo so da me che vi è indipendenza che non appartiene più a niente e a nessuno. Ma intendevo l'uomo e il suo percorso. Non vi è solo automatismo dello scrivere, non vì è solo poesia, vi è prima l'uomo così come è, poi testimonianza.  Ecco era esattamente l'opposto di quello che avete inteso. So che sono eccessivo, ma intendiamoci testimonianza significa comprendere che si è testimoni, che vi è bisogno di decifrare (o cercare di farlo) la realtà (chiamatela come vi pare) è qui vi è in gioco l'onestà, la difficoltà è questa: essere onesti. Non parlo di metafisica. Ne di visione geografica dell'io umano, ne antropologia, ne allucinazioni di auto analisi, corrente alternata tesa a questo o a quello. Non vi è, a me pare, una sola interpretazione, non vi è un solo aspetto, non trovo che vi sia un solo colore, il romanzo non ha il compito, ma nel romanzo ci devono essere gli aspetti i diversi aspetti dell'osservazione, prego non riducete tutto all'osservazione da gabinetto chilurgico, semmai evidenziate l'esigenza e il perchè vi è stato solo analisi da gabinetto chilurgico. Sono stato astratto ed incomprensibile, è vi è certo bisogno di certezze in questo periodo di facili suggestioni, e di suggestionati avrei voglia di continuare, d'essere più concreto. Insomma io me lo sono posto questo problema, e non vado oltre, mi sembrerebbe di cattivo gusto mi parrebbe di parlarmi addosso. Ora parliamo di quanto scritto qui sopra. E' molto pericoloso scivolare nei preconcetti. Ma siete stati voi a costruire un compito, e addirittura avete costruito il caso della mia letterarura ideolocizzata, come io avessi inteso questo, come io avessi detto questo, assegnato il compito alla socializzazione, alla costruzione di ideali pre razzistici, invece è l'inverso. E' da poco passata la pascqua cattolica, e pochi giorni prima la pasqua ebraica. Nella pasqua ebraica si celebra (questo lo sanno tutti lo so) la fuga dall'Egitto. Ma molti non sanno cosa significa veramente. A me sembra che con distrazione, è qui vi sono nate molte incomprensioni cattoliche-ebraiche, sull' interpetrazione. L'una è la casa dell' interpetrazione, l'altra è la non casa, la ricerca con la R maiuscola, non si specifica un aspetto, ma si tende ad analizzarli tutti. Si usano e si devono usare metri diversi e se questi non ci sono si devono trovare unità di misura atte a comprendere. Questa è la pasqua ebraica. Il padre con i suoi figli e i figli vedono diversamente la soluzione di un problema  la soluzione non è data dalla visione (di quel figlio ad esempio il dotto) o di quell'altro figlio con la sua visione e soluzione, o la visione di quell'altro ancora. Ma la soluzione è la comprensione delle differenti visioni. Mi fa specie pensare, che in un mondo che deve tanto all'ebraismo,  (non finiremo mai di ringraziare le menti che nascono da questa religione che sono figlie di questa religione) questo mondo occidentale comprende solo quello  che a lui interessa, cioè interpretare la realtà e dichiarare il giusto percorso   -prodotto  di una commissione- e in questa commissione nasce la realtà ed è difficile poi parlare di cose diverse... ti saltano addosso in nome di una verità finemente elaborata, anche la non-verità e il suo percorso e la negazione di questo. Insomma il corredo dell'ideologgia inconscio.  Si è propensi solo a storicizzare, ma mai ad analizzare. Così la domanda, non è solo quello dell'orfano al padre ombra tra le ombre (il Dio non si nomina, il Dio non si figura, è questa per la religione ebraica di massima importanza)  la  morte del padre è la sua pasqua la comprensione, forse la misura di questa comprensione.  Sono le interminabili piaghe che hanno dovuto e che devono subire gli uomini e le donne di religione ebraica, la continua non comprensione verso la religione  ebraica (che è poi la nostra, con l'interpretrazione del nuovo testamento )la presunzione nel voler eliminare la questione o le questioni con dei sott'intesi. E' vostra l'interpetrazione del non compito, ma a guardar bene vi siete subito prodigati, in un nuovo corso di interpetrazione nel compito, che il romanzo è solo arte divinatoria,  ed è solo il caso, il solo "io trovo e non cerco" . Mi scuso ancora, per le polemiche, ma trovo che oltre vi possa essere il sogno di una idea, chissà se si è in buona fede. michele</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono dovuto assentare. Daccordissimo niente compiti. Niente penna rossa e blu. Non sono io quello. Ci siamo riduttivamente mal capiti.  Intendevo rinnovare la mia adesione  ho detto ampliarsi per decifrare o tentare di capire tutti gli aspetti. Comprendo che si può mal capire la parola compito. Ma il romanzo in questo caso è oggetto non il soggetto &#8220;prima&#8221; della creazione&#8221; poi, dopo so da me che vi è indipendenza che non appartiene più a niente e a nessuno. Ma intendevo l&#8217;uomo e il suo percorso. Non vi è solo automatismo dello scrivere, non vì è solo poesia, vi è prima l&#8217;uomo così come è, poi testimonianza.  Ecco era esattamente l&#8217;opposto di quello che avete inteso. So che sono eccessivo, ma intendiamoci testimonianza significa comprendere che si è testimoni, che vi è bisogno di decifrare (o cercare di farlo) la realtà (chiamatela come vi pare) è qui vi è in gioco l&#8217;onestà, la difficoltà è questa: essere onesti. Non parlo di metafisica. Ne di visione geografica dell&#8217;io umano, ne antropologia, ne allucinazioni di auto analisi, corrente alternata tesa a questo o a quello. Non vi è, a me pare, una sola interpretazione, non vi è un solo aspetto, non trovo che vi sia un solo colore, il romanzo non ha il compito, ma nel romanzo ci devono essere gli aspetti i diversi aspetti dell&#8217;osservazione, prego non riducete tutto all&#8217;osservazione da gabinetto chilurgico, semmai evidenziate l&#8217;esigenza e il perchè vi è stato solo analisi da gabinetto chilurgico. Sono stato astratto ed incomprensibile, è vi è certo bisogno di certezze in questo periodo di facili suggestioni, e di suggestionati avrei voglia di continuare, d&#8217;essere più concreto. Insomma io me lo sono posto questo problema, e non vado oltre, mi sembrerebbe di cattivo gusto mi parrebbe di parlarmi addosso. Ora parliamo di quanto scritto qui sopra. E&#8217; molto pericoloso scivolare nei preconcetti. Ma siete stati voi a costruire un compito, e addirittura avete costruito il caso della mia letterarura ideolocizzata, come io avessi inteso questo, come io avessi detto questo, assegnato il compito alla socializzazione, alla costruzione di ideali pre razzistici, invece è l&#8217;inverso. E&#8217; da poco passata la pascqua cattolica, e pochi giorni prima la pasqua ebraica. Nella pasqua ebraica si celebra (questo lo sanno tutti lo so) la fuga dall&#8217;Egitto. Ma molti non sanno cosa significa veramente. A me sembra che con distrazione, è qui vi sono nate molte incomprensioni cattoliche-ebraiche, sull&#8217; interpetrazione. L&#8217;una è la casa dell&#8217; interpetrazione, l&#8217;altra è la non casa, la ricerca con la R maiuscola, non si specifica un aspetto, ma si tende ad analizzarli tutti. Si usano e si devono usare metri diversi e se questi non ci sono si devono trovare unità di misura atte a comprendere. Questa è la pasqua ebraica. Il padre con i suoi figli e i figli vedono diversamente la soluzione di un problema  la soluzione non è data dalla visione (di quel figlio ad esempio il dotto) o di quell&#8217;altro figlio con la sua visione e soluzione, o la visione di quell&#8217;altro ancora. Ma la soluzione è la comprensione delle differenti visioni. Mi fa specie pensare, che in un mondo che deve tanto all&#8217;ebraismo,  (non finiremo mai di ringraziare le menti che nascono da questa religione che sono figlie di questa religione) questo mondo occidentale comprende solo quello  che a lui interessa, cioè interpretare la realtà e dichiarare il giusto percorso   -prodotto  di una commissione- e in questa commissione nasce la realtà ed è difficile poi parlare di cose diverse&#8230; ti saltano addosso in nome di una verità finemente elaborata, anche la non-verità e il suo percorso e la negazione di questo. Insomma il corredo dell&#8217;ideologgia inconscio.  Si è propensi solo a storicizzare, ma mai ad analizzare. Così la domanda, non è solo quello dell&#8217;orfano al padre ombra tra le ombre (il Dio non si nomina, il Dio non si figura, è questa per la religione ebraica di massima importanza)  la  morte del padre è la sua pasqua la comprensione, forse la misura di questa comprensione.  Sono le interminabili piaghe che hanno dovuto e che devono subire gli uomini e le donne di religione ebraica, la continua non comprensione verso la religione  ebraica (che è poi la nostra, con l&#8217;interpretrazione del nuovo testamento )la presunzione nel voler eliminare la questione o le questioni con dei sott&#8217;intesi. E&#8217; vostra l&#8217;interpetrazione del non compito, ma a guardar bene vi siete subito prodigati, in un nuovo corso di interpetrazione nel compito, che il romanzo è solo arte divinatoria,  ed è solo il caso, il solo &#8220;io trovo e non cerco&#8221; . Mi scuso ancora, per le polemiche, ma trovo che oltre vi possa essere il sogno di una idea, chissà se si è in buona fede. michele</p>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1401</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2006 13:04:01 +0000</pubDate>
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		<description>Prova a sussurragli all'orecchio "lavimoddempluà". Se inarca la schiena e soffia, è lui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prova a sussurragli all&#8217;orecchio &#8220;lavimoddempluà&#8221;. Se inarca la schiena e soffia, è lui.</p>
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		<title>By: zycron</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1400</link>
		<author>zycron</author>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2006 12:28:43 +0000</pubDate>
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		<description>che ci fa il mio gatto sulle spalle di perec?
Mi sa che ha una doppia vita parigina che conduce durante le sue scorribande notturne.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che ci fa il mio gatto sulle spalle di perec?<br />
Mi sa che ha una doppia vita parigina che conduce durante le sue scorribande notturne.</p>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1394</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2006 18:58:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1394</guid>
		<description>Antonio, è mia umilissima opinione che le domande siano sempre più interessanti delle risposte, quindi sono ben contento di aprire interrogativi. 

Puoi trovare il mio indirizzo email nella pagina "chi sono?" (interrogativo), in alto a destra nella home page del blog.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio, è mia umilissima opinione che le domande siano sempre più interessanti delle risposte, quindi sono ben contento di aprire interrogativi. </p>
<p>Puoi trovare il mio indirizzo email nella pagina &#8220;chi sono?&#8221; (interrogativo), in alto a destra nella home page del blog.</p>
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		<title>By: Antonio</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1393</link>
		<author>Antonio</author>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2006 17:33:01 +0000</pubDate>
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		<description>Tema spinoso.
Post ottimo. 
Anche se questa tua frase ("compito del romanzo e della letteratura in genere è non avere compiti") apre davvero molti interrogativi.
A presto
Antonio

p.s. dove posso scriverti in privato? avrei delle cose da dirti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tema spinoso.<br />
Post ottimo.<br />
Anche se questa tua frase (&#8221;compito del romanzo e della letteratura in genere è non avere compiti&#8221;) apre davvero molti interrogativi.<br />
A presto<br />
Antonio</p>
<p>p.s. dove posso scriverti in privato? avrei delle cose da dirti.</p>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1385</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2006 08:48:30 +0000</pubDate>
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		<description>zop ci ricorda, e giustamente, che oltre al settantesimo compleanno di Perec quest'anno ricorre il trentesimo anniversario della morte di Queneau. (E volendo esagerare, anche il ventesimo di Borges).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>zop ci ricorda, e giustamente, che oltre al settantesimo compleanno di Perec quest&#8217;anno ricorre il trentesimo anniversario della morte di Queneau. (E volendo esagerare, anche il ventesimo di Borges).</p>
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		<title>By: zop</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1384</link>
		<author>zop</author>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2006 08:36:49 +0000</pubDate>
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		<description>perperec e perqueneu!  z</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>perperec e perqueneu!  z</p>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1383</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2006 07:44:47 +0000</pubDate>
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		<description>Benvenuto nel club, Mauro. Ormai siamo legione: la lotta agli orrendi compitisti letterari sarà dura, ma vinceremo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuto nel club, Mauro. Ormai siamo legione: la lotta agli orrendi compitisti letterari sarà dura, ma vinceremo!</p>
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		<title>By: maurogasparini</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1381</link>
		<author>maurogasparini</author>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 22:54:45 +0000</pubDate>
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		<description>se posso, contane tre.

e ci metterei anche quella splendida allegoria del romanzo ne "La vita istruzioni per l'uso", dato dal percorso degli acquerelli delle marine che tornano a sciogliersi nel luogo nel quale sono stati dipinti solo dopo essere stati giocosamente scomposti e ricomposti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se posso, contane tre.</p>
<p>e ci metterei anche quella splendida allegoria del romanzo ne &#8220;La vita istruzioni per l&#8217;uso&#8221;, dato dal percorso degli acquerelli delle marine che tornano a sciogliersi nel luogo nel quale sono stati dipinti solo dopo essere stati giocosamente scomposti e ricomposti.</p>
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	<item>
		<title>By: melpunk</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1379</link>
		<author>melpunk</author>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2006 16:27:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2006/04/ombra-fugace-di-una-parola-assente/#comment-1379</guid>
		<description>letturalenta
senza dubbio. è pur vero che nascono le avanguardie, nascono i generi, le scuole, le correnti. ma non credo nella premeditazione della letteratura. i compiti non si assegnano, nascono si sviluppano e muoiono tutt'al più come è normale che sia. difficile pensare il contrario, sapendo che la letteratura è influenzata anche dalla storia, dalla società ecc ecc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>letturalenta<br />
senza dubbio. è pur vero che nascono le avanguardie, nascono i generi, le scuole, le correnti. ma non credo nella premeditazione della letteratura. i compiti non si assegnano, nascono si sviluppano e muoiono tutt&#8217;al più come è normale che sia. difficile pensare il contrario, sapendo che la letteratura è influenzata anche dalla storia, dalla società ecc ecc.</p>
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