<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/2.2" -->
<rss version="2.0" 
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
<channel>
	<title>Comments on: [dtfn] I – Presentazione</title>
	<link>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/</link>
	<description>Non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente frettolosa</description>
	<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 12:29:15 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.2</generator>

	<item>
		<title>By: letturalenta &#187; Blog Archive &#187; [dtfn] - Glossa fuori testo</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-72419</link>
		<author>letturalenta &#187; Blog Archive &#187; [dtfn] - Glossa fuori testo</author>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 14:48:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-72419</guid>
		<description>[...] DTFN è nato a metà luglio del 2004 e ha apparentemente cessato le trasmissioni all&#8217;inizio di ottobre del 2005, per poi riprenderle a sorpresa alla fine di marzo del 2006, periodo in cui ho trascritto gli ultimi due capitoli. Il lettore di questi appunti forse noterà che esito a definirmi autore di questo sedicente racconto. Il motivo è che DTFN aspira a essere un testo anonimo per prendere su di sé tutti gli onori e gli oneri della Fama, sospingendo in una tenebra definitiva lo scriba che ne ha pazientemente subito il dettato. Esso racconto mette le cose in chiaro fin dal primo capitolo, che si conclude con una beffarda denigrazione dell&#8217;autore: [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] DTFN è nato a metà luglio del 2004 e ha apparentemente cessato le trasmissioni all&#8217;inizio di ottobre del 2005, per poi riprenderle a sorpresa alla fine di marzo del 2006, periodo in cui ho trascritto gli ultimi due capitoli. Il lettore di questi appunti forse noterà che esito a definirmi autore di questo sedicente racconto. Il motivo è che DTFN aspira a essere un testo anonimo per prendere su di sé tutti gli onori e gli oneri della Fama, sospingendo in una tenebra definitiva lo scriba che ne ha pazientemente subito il dettato. Esso racconto mette le cose in chiaro fin dal primo capitolo, che si conclude con una beffarda denigrazione dell&#8217;autore: [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-16104</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2006 21:49:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-16104</guid>
		<description>Bart, la tua ipotesi non è punto peregrina. Chissà che dietro il nom de plume "Michele Levantoni" non si celi proprio il poliedrico Pignagnoli...

Un saluto all'ineffabile, inesauribile e inattingibile Pierre Menard. Averlo fra noi è un onore inatteso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bart, la tua ipotesi non è punto peregrina. Chissà che dietro il nom de plume &#8220;Michele Levantoni&#8221; non si celi proprio il poliedrico Pignagnoli&#8230;</p>
<p>Un saluto all&#8217;ineffabile, inesauribile e inattingibile Pierre Menard. Averlo fra noi è un onore inatteso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Bartolomeo Di Monaco</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-16024</link>
		<author>Bartolomeo Di Monaco</author>
		<pubDate>Sat, 07 Oct 2006 05:54:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-16024</guid>
		<description>"La mia impressione di lettore privilegiato è che questo sedicente racconto un riassunto non ce l’abbia proprio."

Allora il suo autore è Learco Pignagnoli:-)

Bart</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La mia impressione di lettore privilegiato è che questo sedicente racconto un riassunto non ce l’abbia proprio.&#8221;</p>
<p>Allora il suo autore è Learco Pignagnoli:-)</p>
<p>Bart</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: gabriella</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-15803</link>
		<author>gabriella</author>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2006 23:30:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-15803</guid>
		<description>Buona sera.
Mi chiamo Pierre  Menard. Ho scritto un libro che si  chiama "Don Chisciotte" .
Sono capitato qui per caso e m'è  subito    venuto un colpo. Sapete com'è. Captemi.  M'è venuto di pensare  "credevo che il mio bucato fosse bianco, finchè non l'ho lavato con l'OLA".
Mi gira la testa, scusatemi. Mi ritiro ma se le forze (intellettive)  reggono, continuero' a leggere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buona sera.<br />
Mi chiamo Pierre  Menard. Ho scritto un libro che si  chiama &#8220;Don Chisciotte&#8221; .<br />
Sono capitato qui per caso e m&#8217;è  subito    venuto un colpo. Sapete com&#8217;è. Captemi.  M&#8217;è venuto di pensare  &#8220;credevo che il mio bucato fosse bianco, finchè non l&#8217;ho lavato con l&#8217;OLA&#8221;.<br />
Mi gira la testa, scusatemi. Mi ritiro ma se le forze (intellettive)  reggono, continuero&#8217; a leggere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-15782</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2006 12:24:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-15782</guid>
		<description>Ti risponderei volentieri, Michele, ma non posso. Io altri non sono che il primo lettore, e ora anche editore on-line, di questo manoscritto ritrovato. Certo, sono un lettore privilegiato, dato che a tutt'oggi solo due persone hanno letto per intero il testo, e uno sono io. La mia impressione di lettore privilegiato è che questo sedicente racconto un riassunto non ce l'abbia proprio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti risponderei volentieri, Michele, ma non posso. Io altri non sono che il primo lettore, e ora anche editore on-line, di questo manoscritto ritrovato. Certo, sono un lettore privilegiato, dato che a tutt&#8217;oggi solo due persone hanno letto per intero il testo, e uno sono io. La mia impressione di lettore privilegiato è che questo sedicente racconto un riassunto non ce l&#8217;abbia proprio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: michele</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-15780</link>
		<author>michele</author>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2006 09:49:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2006/10/dtfn-i-%e2%80%93-presentazione/#comment-15780</guid>
		<description>In "altre (e più vere) inquisizioni", pare che gli uomini si "fratturino" : La terra occupa il centro dell'universo. E' una sfera immobile; attorno ne girano nove sfere concentriche. Le prime sette sono i cieli planetari (i cieli della luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno); l'ottava il cielo delle stelle fisse; la nona, il cielo cristallino chiamato anche Primo Mobile. Questo è circondato dalll'Empireo, che è fatto di luce. Tutto questo laborioso apparato di sfere vuote, trasparenti e rotanti (un sistema ne esigeva cinquantacinque), era divenuto una necessità mentale; De hypotheesibus motuum coelestium commentariolus è il titolo che Copernico, negatore di Aristotele, mise al manoscritto che trasformo la nostra visione del cosmo. Per un uomo, per Giordano Bruno, l'infrangersi delle volte stellari fu una liberazione. Proclamò, nella Cena de le ceneri, che il mondo è l'effetto infinito di una causa infinita e che la divinità è vicina, "giacchè sta dentro di noi più ancora che noi stessi stiamo dentro di noi". Cercò le parole per manifestare agli uomini lo spazio copernicano e in pagina famosa stampò: "Possiamo affermare con certezza che l'universo è tutto esso centro, o che il centro dell'universo sta dappertutto e la sua circonferenza in nessun luogo" (De la causa principio et uno,) Ciò fu scritto con esultanza, nel 1584, ancora nella luce del Rinascimento; settanta anni dopo, di quel fervore non rimaneva traccia e gli uomini si sentirono perduti nel tempo e nello spazio. Nel tempo, perchè se futuro e passato sono infiniti non vi sarà realmente un quando; nello spazio, perchè se ogni essere dista ugualmente dall'infinito e dall'infinitesimale, non vi sarà neppure un dove. Nessuno sta in nessun giorno, in nessun luogo; nessuno conosce le dimensioni del proprio volto.
E' questo un probabile (ed inesistente naturalmente) riassunto dell'opera?
Se NO, avrei altre e interessantissime e lunghissime ipotesi. (ben tornato let.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In &#8220;altre (e più vere) inquisizioni&#8221;, pare che gli uomini si &#8220;fratturino&#8221; : La terra occupa il centro dell&#8217;universo. E&#8217; una sfera immobile; attorno ne girano nove sfere concentriche. Le prime sette sono i cieli planetari (i cieli della luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno); l&#8217;ottava il cielo delle stelle fisse; la nona, il cielo cristallino chiamato anche Primo Mobile. Questo è circondato dalll&#8217;Empireo, che è fatto di luce. Tutto questo laborioso apparato di sfere vuote, trasparenti e rotanti (un sistema ne esigeva cinquantacinque), era divenuto una necessità mentale; De hypotheesibus motuum coelestium commentariolus è il titolo che Copernico, negatore di Aristotele, mise al manoscritto che trasformo la nostra visione del cosmo. Per un uomo, per Giordano Bruno, l&#8217;infrangersi delle volte stellari fu una liberazione. Proclamò, nella Cena de le ceneri, che il mondo è l&#8217;effetto infinito di una causa infinita e che la divinità è vicina, &#8220;giacchè sta dentro di noi più ancora che noi stessi stiamo dentro di noi&#8221;. Cercò le parole per manifestare agli uomini lo spazio copernicano e in pagina famosa stampò: &#8220;Possiamo affermare con certezza che l&#8217;universo è tutto esso centro, o che il centro dell&#8217;universo sta dappertutto e la sua circonferenza in nessun luogo&#8221; (De la causa principio et uno,) Ciò fu scritto con esultanza, nel 1584, ancora nella luce del Rinascimento; settanta anni dopo, di quel fervore non rimaneva traccia e gli uomini si sentirono perduti nel tempo e nello spazio. Nel tempo, perchè se futuro e passato sono infiniti non vi sarà realmente un quando; nello spazio, perchè se ogni essere dista ugualmente dall&#8217;infinito e dall&#8217;infinitesimale, non vi sarà neppure un dove. Nessuno sta in nessun giorno, in nessun luogo; nessuno conosce le dimensioni del proprio volto.<br />
E&#8217; questo un probabile (ed inesistente naturalmente) riassunto dell&#8217;opera?<br />
Se NO, avrei altre e interessantissime e lunghissime ipotesi. (ben tornato let.)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
