Archive for December, 2006

È stato un buon anno

Saturday, December 30th, 2006

Orbene.

Con rara puntualità, in anticipo perfino, anche quest’anno è giunto il momento ineludibile del bilancio, o consuntivo o rendiconto che dir si voglia. Al fine di rendere l’edifizio rendicontatorio ancora più pericolante di quanto risulterebbe a volerlo costruire con un pizzico di criterio, comincerò dalla fine, ovverossia dal tetto.

Gli ultimissimi tempi di letturalenta sono stati segnati da un fenomeno raro e prezioso – la catalessi dell’ADSL – che entra oggi nel fatidico settimo giorno, termine ad quem per certificarne la definitiva scomparsa. Sette giorni disconnessi, utilissimi per dedicarsi a intense letture e meditazioni rapinose.

Letture mostruose, eroiche e imprudenti, come è imprudente l’eroe che scava a mani nude fra le rovine e le macerie di un cataclisma alla ricerca di un timido segnale di vita: egli dimentica le cure del giorno, gli affetti familiari, le ambizioni, i sogni e financo il blog, pur di non sopravvivere accanto all’orrendo rimorso di aver tralasciato qualcosa di utile a salvare il salvabile.

Quanto alle meditazioni, non tema il lettore: non si tratta di profonde discese gnoseologiche, né di vertiginose ascese verso le sfere somme dei massimi sistemi, bensì di piccole gitarelle fuori porta, magari in collina, nel tentativo di osservare le proprie imprese da una distanza ragionevole, ancorché non abissale.

Più di un anno fa, al termine di un anno dedicato alla commemorazione di Pier Paolo Pasolini, annunciavo tra il serio e il faceto che l’anno venturo – ovvero questo declinante 2006, sarebbe stato dedicato alla memoria di Antonio Pizzuto, uscito dal novero dei mortali il 23 novembre 1976. Fui facile profeta nel prevedere che la commemorazione pizzutiana sarebbe passata quasi inosservata nel turbinoso mondo delle patrie lettere. A differenza di Pasolini, infatti, Pizzuto non può garantire elevati profitti editoriali, e quindi tacquero le pagine culturali dei quotidiani, tacquero i maggiori blog letterari, tacquero i sedicenti critici che affollano sgomitanti le redazioni di riviste più o meno letterarie.

A maggior ragione, quindi, sono molto soddisfatto di non aver taciuto io, piccolo e marginale profeta involontario di una grandezza a me incommensurabile. Con me non tacquero, arricchendo con i loro contributi la mia piccola pizzuteide: Maria Pizzuto, Gualberto Alvino, Benedetta Panieri, Gian Maria Molli, Gabriella Mosca, Salvatore Butera, Felice Paniconi, Rosalba Galvagno, Maurizio Sperati, diversi siti e blog amici, Andrea Camilleri, l’editore Polistampa. A tutti, inclusi quelli che potrei aver colpevolmente dimenticato, dico ancora una volta: grazie, grazie, grazie. La pizzuteide resterà aperta, naturalmente, perché con Antonio Pizzuto non è davvero possibile chiudere.

Fui facile profeta, dissi poco fa. Ebbene, quest’anno mi è capitato anche questo, ovvero di essere nominato sul campo profeta del lentismo in un articolo di Fabio Sindici pubblicato su La Stampa il 9 novembre. Il giorno successivo questo umile blog ha sfondato per la prima volta il muro delle mille visite giornaliere, traguardo stracciato solo in occasione della presentazione di vibrisselibri, quando il freddo contatorino ha superato quota milletrecento. Ah, dimenticavo, naturalmente non ho idea di cosa sia codesto lentismo di cui sono ufficialmente profeta, altrimenti che razza di profeta sarei, scusa, se profetizzassi qualcosa che conosco.

Il paragrafo precedente, nominando vibrisselibri e i lettori del mio bloggo per gli appunti, mi offre il destro per concludere degnamente questi stralunati Season’s Greetings. Lavorando in vibrisselibri (sì, lavorando, anche se senza contropartite economiche) ho conosciuto un sacco di belle persone. Belle davvero, dico. Dovessi nominarli uno a uno farei notte, ma sappiano tutti i vibrisselibrai eventualmente in ascolto, e dico proprio tutti, che quest’anno per me è stato un buon anno soprattutto grazie a loro.

E ai lettori di letturalenta cosa posso dire? Dico che io non ho ancora capito perché essi perseverino nel deprecando vizio di leggere libri, ma ancor meno capisco come mai a quello aggiungano il vizio di passare ogni tanto di qua. Chi ha la pazienza di farlo, tuttavia, sa bene che io apprezzo in modo particolare le cose che non capisco, che dimentico, che capitano a prescindere, soprattutto a prescindere da me, e quindi grazie, o lettori!

Che vi siano lievi tutti gli anni a venire, a partire dal prossimo.

Citazioni

Friday, December 22nd, 2006

«Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».
(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 32)

Omicidio: «uccisione di una o più persone»
(http://www.demauroparavia.it/76014)

Uccidere: «privare della vita, far morire, specialmente con mezzi o modi violenti».
(http://www.demauroparavia.it/124317)

«Roma, 21 dic. (Adnkronos) – Arrestare i ”colpevoli di questo omicidio”. E’ quanto afferma il capogruppo dell’Udc alla Camera Luca Volonte’ dopo la morte di Piergiorgio Welby».
(http://www.luca-volonte.it/News.aspx)

«Interdire l’elezione a parlamentare a chi parla come se la Costituzione e i dizionari non esistessero».
(http://letturalenta.net/)

[dtfn] IX – Chimica

Thursday, December 21st, 2006

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/Più ti leggo e più mi convinco che tu nutra un sincero amore per la verità e un’ottima disposizione d’animo nei confronti dell’attesa e delle avversità. Raramente un uomo vede i suoi sogni realizzati nel breve lasso di sua vita mortale, e ancor più di rado, credimi, questa sorte tocca ai racconti. Per rendere salda e inattaccabile codesta similitudine dovrei spiegare tritamente in che consiste la vita mortale di un racconto, e cosa la distingua da quella che precede la sua nascita e da quella che segue la sua morte, ma il timore di cedere a quell’afflato gnomico e didascalico che tanto male ha recato e reca alla narrativa di tutti i tempi mi trattiene dal farlo. La Storia di un giapponese anonimo che si dimenticò di morire allude in minimissima parte a questo mistero così denso e affascinante, ma quanto ancora si dovrebbe dire su di esso, se solo le parole vi aderissero.
(more…)

Frammento d’autore

Wednesday, December 20th, 2006

A.Pizzuto - Pagelle

 

(cliccare l’immagine per ingrandirla)

Didascalia 1: era incalzato dalla necessità di scrivere con estenuante lentezza (Gianfranco Contini)

Didascalia 2: foto di una pagina manoscritta di Pagelle, precisamente l’incipit dell’Uomo dal berrettino bianco. Questa preziosa istantanea della scrittura pizzutiana è dono di Gualberto Alvino (grazie!), che proprio su questa opera di Antonio Pizzuto ha fondato il suo progetto di ricerca all’università La Sapienza. Allego anche una chiosa del donatore: Vedrai che bellezza! Il massacro… l’incontentabilità… la pagina come spazio simbolico e vitale al tempo stesso… Saprei spiegare meglio di così questo frammento d’autore? Credo proprio di no, quindi mi taccio.

Persone speciali

Monday, December 18th, 2006

Su sinestetica.net, blog della mai doma Gaja Visp…, ehm, Cenciarelli, campeggia la notizia del secolo: vibrisselibri, la gabbia di lettori psicopatici alla quale mi onoro d’appartenere, è stata nominata persona dell’anno dalla prestigiosa rivista Time! Leggere per credere.

Intorno a Huet

Friday, December 15th, 2006

Pierre-Daniel Huet, tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Pierre_Daniel_HuetAnche lui, porello, ho dovuto metterlo in un angolino. Non ci rinuncio, no, ma sono costretto a dirgli di portare pazienza. Altri libri inesistenti, vissuti fin qui nella tenebra di un cassetto o di un hard-disk, premono per conquistare un posticino al sole delle vetrine librarie. Ma tornerà il suo tempo, oh se tornerà!

Nell’attesa, o lettore, ascolta attentamente ciò che Francesco Muzzioli elabora a partire dalla lettura del Trattato di Huet. Qui non si tratta più delle ondivagazioni di un lettore dilettante come me, ma del pensiero in atto di un maestro .

Intorno a Huet
di Francesco Muzzioli

L’origine dei romanzi: innanzitutto, mi chiedo, perché l’origine? Il romanzo esiste, il romanzo si scrive, il romanzo piace. Che bisogno ha di rifarsi al passato? Ha bisogno di un pedigree?

Mi rispondo: è la storia della borghesia. La borghesia è la classe “nuova”. La borghesia ha il denaro, ma la nobiltà ha l’origine. Di qui un’esigenza borghese di “nobilitarsi” che forse non è finita del tutto nemmeno oggi, nel capitalismo compiuto, nella società “senza classe”. Ora, se il romanzo è il genere per eccellenza borghese, che nasce con la borghesia, ecco la risposta alla domanda “perché l’origine?”; si tratta di nobilitare il romanzo.

Il romanzo non fa parte della teoria classica dei generi, bisogna farglielo entrare, un po’ come il borghese che si affaccia nel salotto della nobiltà e non consoce l’etichetta. Occorre far vedere che ha le carte in regola. E poiché i paradigmi della “poetica” ufficiale sono Aristotele e Orazio, è da lì che deve passare il romanzo, per acquisire il diritto di cittadinanza letteraria.
(more…)

vibrisselibri a Milano

Monday, December 11th, 2006

vibrisselibriApprofitto di questo annuncio – beceramente copincollato con pochissime varianti da quello di Giulio Mozzi in vibrisse – per comunicare al lettore di passaggio che sono vivo, sto bene e lotto insieme a lui. Spero di poter riprendere presto ad aggiornare letturalenta a intervalli leggermente meno che geologici.

Martedì 12 dicembre alle ore 18, a Milano presso la Libreria Feltrinelli di via Manzoni 12 (due passi dalla Scala), vibrisselibri presenta i suoi primi due libri: L’organigramma di Andrea Comotti e Una tragedia negata di Demetrio Paolin. Saranno presenti gli autori, Giulio Mozzi, e Margherita Trotta della redazione di vibrisselibri. Altre vibrisselibraie e altri vibrisselibrai (quorum ego) si confonderanno tra la folla.

Lettori tutti – specialmente se milanesi e limitrofi – partecipate numerosi!

Sul ponte di Avignone

Monday, December 4th, 2006

Oggi ulteriore arricchimento della già ricca dotazione di firme della pizzuteide. È la volta di Rosalba Galvagno, da anni una delle più attente studiose di Antonio Pizzuto. L’articolo qui proposto è già apparso sulla rivista «Il caffè illustrato» (n.24, anno V, maggio-giugno 2005) all’interno di un dossier su Pizzuto curato da Gualberto Alvino.

«Se Seguirai tua stella…»
Sul ponte di Avignone e l’illusione della scrittura

di Rosalba Galvagno

Nel romanzo Sul ponte di Avignone[1] si dispiega una delle più significative configurazioni moderne[2] del tema dell’illusione.

La configurazione letteraria del tema sfrutta spesso la scena teatrale, reale o metaforica (si tratta propriamente di scena fantasmatica), nella quale entrano in gioco il soggetto che si illude o che illude, l’oggetto dell’illusione generalmente idealizzato, l’al di là di questo oggetto che si rivela essere ‘niente’ o ‘assente’ e, infine, il velo, che fa da interposizione tra il soggetto e l’oggetto e sul quale quest’ultimo viene immaginariamente proiettato.[3]
(more…)

[dtfn] VIII – Fisica

Saturday, December 2nd, 2006

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/Mi piacerebbe conoscere la tua opinione su di me. Ne ricaverei materiale sufficiente, suppongo, per un trattatello che intitolerei verosimilmente De te fabula narratur e inserirei fra i miei capitoli vigesimo e vigesimo primo, a mo’ di ludica digressione. Non lo scriverei in latino, certo: farei la figura dello spocchioso elitario che vuole a tutti i costi distinguersi dalla massa. E la massa considera il latino una lingua morta, nevvero? Nella nostra società, tuttavia, non di rado discutiamo sulle proprietà e i requisiti capaci di connotare la vitalità di una lingua. Non ti stupirai di questo nostro interesse per quegli insiemi volubili di suoni e grafismi, dato che essi hanno per noi il medesimo valore dei mattoni per il muratore, delle farine per il fornaio, delle distanze per l’agrimensore, delle pandette per il giudice. Materia prima, particelle elementari che andremo a legare con saldo collante di sintassi per costruire i nostri mirabili edifizi letterari. Noi tutti, molto prima di presentare al mondo il nostro incipit, meditiamo a lungo su quali siano le parole più adatte alla nostra vocazione diegetica, e su qual tipo di legante meglio si presti a tenerle saldamente serrate in commendevole unità architettonica. Non diversamente il muratore sceglie le pietre meglio squadrate, e dosa con cura maniacale acqua sabbia e cemento fin quando formino la migliore delle malte possibili. Analogamente il fornaio setaccia la sua farina per renderla affatto monda di crusca, e attinge acqua scrupolosamente limpida per impastarla. Né ad altro attende l’agrimensore quando s’accerta che l’istrumento suo sia perfettamente in scala, e che le distanze rilevate entrino senza turbamento d’errore nelle armoniose formule trigonometriche. E parimenti il giudice compulserà i suoi digesti alla ricerca dei codicilli che più minutamente si adattano al caso in giudizio, per eleggerli a solide fondamenta di inoppugnabile sentenza, né confonderà abigeato con latrocinio o truffa con simonia.
(more…)