vibrisselibri a Milano
Approfitto di questo annuncio - beceramente copincollato con pochissime varianti da quello di Giulio Mozzi in vibrisse - per comunicare al lettore di passaggio che sono vivo, sto bene e lotto insieme a lui. Spero di poter riprendere presto ad aggiornare letturalenta a intervalli leggermente meno che geologici.
Martedì 12 dicembre alle ore 18, a Milano presso la Libreria Feltrinelli di via Manzoni 12 (due passi dalla Scala), vibrisselibri presenta i suoi primi due libri: L’organigramma di Andrea Comotti e Una tragedia negata di Demetrio Paolin. Saranno presenti gli autori, Giulio Mozzi, e Margherita Trotta della redazione di vibrisselibri. Altre vibrisselibraie e altri vibrisselibrai (quorum ego) si confonderanno tra la folla.
Lettori tutti - specialmente se milanesi e limitrofi - partecipate numerosi!
December 11th, 2006 at 15:37
tu ci vai? quasi quasi se posso…
December 11th, 2006 at 17:35
zop, non mancare! Io ci sono, sarò uno di quelli confusi (nel mio caso, molto confuso) tra la folla.
December 11th, 2006 at 20:28
credo che mi confonderò anch’io
December 12th, 2006 at 12:14
C’è mica Imbriani, qui?
December 13th, 2006 at 22:30
Maria! Guarda che l’ho visto, l’erostratos, l’ho visto eh! Digli pure che appena lo becco gli faccio un mezzo che giustifica i fini, gli faccio.
Mel e zop, se c’eravate e non vi ho visti mi dispiace un sacco. Se non c’eravate, pazienza. In ogni caso sono sicuro che ci saranno altre occasioni.
December 14th, 2006 at 16:23
epperò, non è punto giusto che noi s’abbia a patire di detti tuoi rinnovellati ancorché pugnaci impegni
December 14th, 2006 at 19:23
gabryella, c’era una cosa che soleva dirsi al Tassinari quando pareva che… una specie di augurio ecco… che andasse e tornasse… Che se mi autorizzi tu la dico (ma la saprai di certo)… ma se la sai perché, perché non la dici?
Ma… dilla!
December 14th, 2006 at 19:26
ma no, era un’idea. dovrai pure rimpinguare la tua plèiade onorata, prima o poi. te ne dico un altro, mi’: il lorenzo viani scrittore. anche il pittore, si capisce, ma nella fattispecie lo scrittore. cioè, convulso scialatore della lingua non che nocchiero degli eslegi, e nero, famelico, affebbrato come un lupo. quel bel cofanaccio vallecchiano dei vàgeri l’hai mai azzannato? [dicesi vàgero, da navagero, l’uomo di bordo rotto a tutti i perigli e a tutte le navigazioni: uomo d’onore e di rispetto. da vagàtio il vagare e fors’anche da vage - sparsamente, qua e là - perché si dice pure del vagabobondo terrazzano.] e quella parigi patibolare di ponte alle grazie?
December 14th, 2006 at 23:44
Maria, non mi mettere in imbarazzo la gabry! Mi spedisco da solo, guarda: Ma vaffanculo, Tassinari, va’!
Erostratos, ma che scherzi? Ma ti pare che uno come me - lettore lento oltre ogni dire e in progressione lineare alfabetica - possa essere già arrivato alla ‘v’ di Viani? per tacere della ‘v’ di Vallecchi e della ‘v’ di vàgero. Or non è guari, però, mi sono immerso nelle pagine straordinarie di un altro grande genio guastatore delle patrie lettere, Paolo Giovio, e ieri, con improvviso piglio da gambero, ho comprato ‘Le diaboliche’ di Barbey D’Aurevilly (che non so ancora se classificare sotto la ‘b’ o sotto la ‘d’).
Come vedi sono troppo preso da mille cose, quindi facciamo così: mi mandi rece, saggi o quant’altro ti viene in mente su Imbriani, Viani o chi vuoi tu e io te li parnasizzo qui, all’istante e a occhi chiusi.