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	<title>Comments on: Variazioni sul gatto [3]</title>
	<link>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/</link>
	<description>Non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente frettolosa</description>
	<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 11:33:19 +0000</pubDate>
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		<title>By: michele</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58592</link>
		<author>michele</author>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 12:58:12 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sono dimenticato di ringraziare, più che dimenticato è partito in automatico il tasto invio. Quindi ringrazio la risposta di erostratos e di letturalenta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono dimenticato di ringraziare, più che dimenticato è partito in automatico il tasto invio. Quindi ringrazio la risposta di erostratos e di letturalenta.</p>
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		<title>By: michele</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58591</link>
		<author>michele</author>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 12:53:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58591</guid>
		<description>La parola spirito spaventa. Ridurre "spirito" in parola, pare più vero, (ecco letteratura come menzogna come incapacità d'essere, perchè si è altri. Si è quello che non si riesce a comunicare)perchè non ci riguarda, il frequentarla è cosa altra. L'incubo è porta, provare per credere.  L'ombra è  "l'anima" o "animus" (ci sono tutte e due)che -inciampa-, che non riesce a liberarsi. Il "non (dover o voler) comunicare" manganelliano è riferito all'io, a quell'io eurocentrico e terribilmente ignorante nella sua saccenza vuota. Il linguaggio manganelliano va inteso come -cognizione dello spirito-  accettazione dello  spirituale in ogni cosa. "Spero che voi abbiate degli incubi, che siate dei nevrotici, ecc", è il primo passo per comprendere il meccanismo della "discenditiva".  Manganelli non è un narratore? Quindi è qualcosa. (volendo usare l'inutile logica)Manganelli va molto oltre Jung, perchè ormai Jung è junganesimo. La lettura paternalistica è figlia di quella cultura concentrica che ha avvolto tutto, con le sue spirali suggestive di falsi Dei. Non ci sono posti deputati per discutere, almeno io credo questo. Questo è un tentativo di risposta (anche se lapidario) non è atto polemico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La parola spirito spaventa. Ridurre &#8220;spirito&#8221; in parola, pare più vero, (ecco letteratura come menzogna come incapacità d&#8217;essere, perchè si è altri. Si è quello che non si riesce a comunicare)perchè non ci riguarda, il frequentarla è cosa altra. L&#8217;incubo è porta, provare per credere.  L&#8217;ombra è  &#8220;l&#8217;anima&#8221; o &#8220;animus&#8221; (ci sono tutte e due)che -inciampa-, che non riesce a liberarsi. Il &#8220;non (dover o voler) comunicare&#8221; manganelliano è riferito all&#8217;io, a quell&#8217;io eurocentrico e terribilmente ignorante nella sua saccenza vuota. Il linguaggio manganelliano va inteso come -cognizione dello spirito-  accettazione dello  spirituale in ogni cosa. &#8220;Spero che voi abbiate degli incubi, che siate dei nevrotici, ecc&#8221;, è il primo passo per comprendere il meccanismo della &#8220;discenditiva&#8221;.  Manganelli non è un narratore? Quindi è qualcosa. (volendo usare l&#8217;inutile logica)Manganelli va molto oltre Jung, perchè ormai Jung è junganesimo. La lettura paternalistica è figlia di quella cultura concentrica che ha avvolto tutto, con le sue spirali suggestive di falsi Dei. Non ci sono posti deputati per discutere, almeno io credo questo. Questo è un tentativo di risposta (anche se lapidario) non è atto polemico.</p>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58540</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 21:23:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58540</guid>
		<description>Ciao erostratos! Vedo solo ora il tuo commento. La sbobinatura è certamente una cerimonia. Nel numero di 'Riga' dedicato a Manganelli c'è un bel saggio di Domenico Scarpa che tocca anche questo aspetto 'rituale' (religioso) della scrittura manganelliana. E comunque, come dicevo poco fa, hai voglia a demanganellizzare il Manganelli: servirebbe una biblioteca intera, mica un blog o uno scambio di email.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao erostratos! Vedo solo ora il tuo commento. La sbobinatura è certamente una cerimonia. Nel numero di &#8216;Riga&#8217; dedicato a Manganelli c&#8217;è un bel saggio di Domenico Scarpa che tocca anche questo aspetto &#8216;rituale&#8217; (religioso) della scrittura manganelliana. E comunque, come dicevo poco fa, hai voglia a demanganellizzare il Manganelli: servirebbe una biblioteca intera, mica un blog o uno scambio di email.</p>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58539</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 21:15:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58539</guid>
		<description>Michele, tieni presente che quello riprodotto qui è un veloce scambio di opinioni molto informale, senza alcuna pretesa "scientifica". Anche perché una disamina approfondita dell'enigma Manganelli richiederebbe tempi e spazi inconcepibili per un umile blog di periferia, nonché una strumentazione critica di alto livello.

Ciò detto, dubito assai che Manganelli avesse l'esigenza di comunicare alcunché, e men che meno 'spiritualità'. Disse egli medesimo (non ricordo dove, ma credo in un intervista) che gli era incomprensibile persino il significato del verbo 'comunicare'.

Per Manganelli la letteratura era vera, autentica e inconfutabile menzogna, o, per dirla altrimenti, l'unico strumento utilizzabile dagli uomini per dar voce all'incubo, all'inconscio, al lato oscuro, all'ombra: tutte cose che hanno a che fare con i visceri più che con lo spirito.

In Manganelli la parola (il discorso, la retorica, l'artificio linguistico) è stemma e ombra, trascrizione alfabetica dell'inferno. Non c'è mediazione fra l'incubo e la sua rappresentazione linguistica: la lingua *è* l'incubo. E gli incubi non comunicano altro che loro medesimi.

Più che 'spirituale' a me il Manganelli narratore (che narratore non è) sembra 'sciamanico' o 'sapienziale'. Non a caso aveva scelto a emblema della sua scrittura il fool, il giullare, non il mistico o lo stilita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Michele, tieni presente che quello riprodotto qui è un veloce scambio di opinioni molto informale, senza alcuna pretesa &#8220;scientifica&#8221;. Anche perché una disamina approfondita dell&#8217;enigma Manganelli richiederebbe tempi e spazi inconcepibili per un umile blog di periferia, nonché una strumentazione critica di alto livello.</p>
<p>Ciò detto, dubito assai che Manganelli avesse l&#8217;esigenza di comunicare alcunché, e men che meno &#8217;spiritualità&#8217;. Disse egli medesimo (non ricordo dove, ma credo in un intervista) che gli era incomprensibile persino il significato del verbo &#8216;comunicare&#8217;.</p>
<p>Per Manganelli la letteratura era vera, autentica e inconfutabile menzogna, o, per dirla altrimenti, l&#8217;unico strumento utilizzabile dagli uomini per dar voce all&#8217;incubo, all&#8217;inconscio, al lato oscuro, all&#8217;ombra: tutte cose che hanno a che fare con i visceri più che con lo spirito.</p>
<p>In Manganelli la parola (il discorso, la retorica, l&#8217;artificio linguistico) è stemma e ombra, trascrizione alfabetica dell&#8217;inferno. Non c&#8217;è mediazione fra l&#8217;incubo e la sua rappresentazione linguistica: la lingua *è* l&#8217;incubo. E gli incubi non comunicano altro che loro medesimi.</p>
<p>Più che &#8217;spirituale&#8217; a me il Manganelli narratore (che narratore non è) sembra &#8217;sciamanico&#8217; o &#8217;sapienziale&#8217;. Non a caso aveva scelto a emblema della sua scrittura il fool, il giullare, non il mistico o lo stilita.</p>
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		<title>By: erostratos</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58534</link>
		<author>erostratos</author>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 20:52:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58534</guid>
		<description>michele, non posso risponderti (per quanto mi concerne, s'intende) se non so a cosa ti riferisci esattamente: "sbobinatore di incubi" è una simpatica definizione di luca.
io ritengo tuttavia che l'accento cada su sbobinatore più che su incubi. incubi che sono, peraltro, figura emblematica e autoriale che ben riassume la condizione 'patologica' dello scrittore. come disse infatti lo stesso manganelli di fronte a una platea di increduli junghiani: "solo nella misura in cui voi siete in qualche modo nevrotici noi possiamo riuscire a capirci. io spero che voi siate torturati da forme spaventose di nevrosi. spero che abbiate degli incubi, perché è in quegli incubi che noi abbiamo qualche cosa da dirci, perché è lì che la letteratura funziona".
nello sbobinamento vedo invece una pratica cerimoniale - e tutt'altro che onirica - di alta formalizzazione e di scongiuro: la scrittura medesima.
insomma, non capisco da cosa deduci l'intellettualismo progressista ed eurocentrico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>michele, non posso risponderti (per quanto mi concerne, s&#8217;intende) se non so a cosa ti riferisci esattamente: &#8220;sbobinatore di incubi&#8221; è una simpatica definizione di luca.<br />
io ritengo tuttavia che l&#8217;accento cada su sbobinatore più che su incubi. incubi che sono, peraltro, figura emblematica e autoriale che ben riassume la condizione &#8216;patologica&#8217; dello scrittore. come disse infatti lo stesso manganelli di fronte a una platea di increduli junghiani: &#8220;solo nella misura in cui voi siete in qualche modo nevrotici noi possiamo riuscire a capirci. io spero che voi siate torturati da forme spaventose di nevrosi. spero che abbiate degli incubi, perché è in quegli incubi che noi abbiamo qualche cosa da dirci, perché è lì che la letteratura funziona&#8221;.<br />
nello sbobinamento vedo invece una pratica cerimoniale - e tutt&#8217;altro che onirica - di alta formalizzazione e di scongiuro: la scrittura medesima.<br />
insomma, non capisco da cosa deduci l&#8217;intellettualismo progressista ed eurocentrico.</p>
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		<title>By: michele</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58514</link>
		<author>michele</author>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 14:55:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58514</guid>
		<description>Mi sono accorto di aver lasciato sopra una montagna di errori, comunque - "Venere" invece di "Vedere lunario dell'orfano sannina", mi sembra più che giustificato. Altra precisazione, io parlavo di Manganelli narratore, e non del Manganelli giornalista. Riporto qui un pezzettino assai esplicito di M.
da appunto Lunario dell'orfano... "In primo luogo, è intellettuale eurocentrico; (si parla dell'intellettuale progressista)poco importa che le sue simpatie siano planetarie, che psicologicamente militi in tutti i continenti: egli muove costantemente dall'Europa, anzi dalla Mitteleuropa, la sua culla primigenia; la logica, la dialettica, la storia, l'idea del futuro, del progresso che l'Europa ha elaborato negli ultimi due secoli sono l'unità di misura, il lessico, la grammatica delle idee destinate a informare il pianeta. In lui si illustra l'arcaica arroganza europea, la dura e retorica civiltà dell'Io, l'ottimismo metallico e minatorio. Da secoli l'Europa, si è  specializzata in se stessa: ha cercato di fare del resto del mondo, un deposito di bric-à-brac, di sopramobili esotici....."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono accorto di aver lasciato sopra una montagna di errori, comunque - &#8220;Venere&#8221; invece di &#8220;Vedere lunario dell&#8217;orfano sannina&#8221;, mi sembra più che giustificato. Altra precisazione, io parlavo di Manganelli narratore, e non del Manganelli giornalista. Riporto qui un pezzettino assai esplicito di M.<br />
da appunto Lunario dell&#8217;orfano&#8230; &#8220;In primo luogo, è intellettuale eurocentrico; (si parla dell&#8217;intellettuale progressista)poco importa che le sue simpatie siano planetarie, che psicologicamente militi in tutti i continenti: egli muove costantemente dall&#8217;Europa, anzi dalla Mitteleuropa, la sua culla primigenia; la logica, la dialettica, la storia, l&#8217;idea del futuro, del progresso che l&#8217;Europa ha elaborato negli ultimi due secoli sono l&#8217;unità di misura, il lessico, la grammatica delle idee destinate a informare il pianeta. In lui si illustra l&#8217;arcaica arroganza europea, la dura e retorica civiltà dell&#8217;Io, l&#8217;ottimismo metallico e minatorio. Da secoli l&#8217;Europa, si è  specializzata in se stessa: ha cercato di fare del resto del mondo, un deposito di bric-à-brac, di sopramobili esotici&#8230;..&#8221;</p>
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		<title>By: michele</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58511</link>
		<author>michele</author>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 13:53:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/02/variazioni-sul-gatto-3/#comment-58511</guid>
		<description>Non ho capito il senso. Ma comunque... se si decide di percorrere solo una strada e non a caso si percorre quella eurocentrica da "intellettuale" progressista, (venere: lunario dell'orfano sannita) si finisce per escludere gran parte della comprensione. Ciò che è facile, diviene "onirico" o peggio, tipo: raccontatore di incubi o sbobbinatore. Pochi autori sono comprensibili come Manganelli, basta allontanarsi, dalla logica. Al mio primo colloquio con Fellini, prima che mi prendesse come assistente, lui mi chiese perchè volevo fare del cinema, ed io gli risposi che non lo sapevo, ma sapevo cosa era il mio cinema. Manganelli come autore, non percorre "le strade tortuose" egli esclude che si possa comunicare nella centricipità del piccolo intellettuale progressista. Ho sottolineato più volte di leggere (qui) mitobiografia di Ernest Bernhard, Manganelli, è l'esecutore testamentario di Bernhard. Ma cosa significa?  Mi si permetta una critica su quello che ho letto qui su. Il tema non è cosa, ma perchè Manganelli comunica spiritualità. (e di questo che si parla) La centricipità europrogressista è troppo ignorante per accorgersi di quanta ragione e razionalità purà vi è in Manganelli. Senza offesa, credo che si legga Manganelli alla rovescia, pongo ora una domanda a Luca, hai letto o meglio avete letto mitobiografia? e se si, hai letto o avete letto le poesie di Manganelli? Sia Fellini (per questo mi sono permesso di lasciare qui una traccia  del mio passato da cineasta) che Manganelli sono legati assieme da questa esigenza, cioè di comunicare spiritualità. Ma è una spiritualità che va trovata da soli, compresa la strada tutto diviene più facile gatto incluso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho capito il senso. Ma comunque&#8230; se si decide di percorrere solo una strada e non a caso si percorre quella eurocentrica da &#8220;intellettuale&#8221; progressista, (venere: lunario dell&#8217;orfano sannita) si finisce per escludere gran parte della comprensione. Ciò che è facile, diviene &#8220;onirico&#8221; o peggio, tipo: raccontatore di incubi o sbobbinatore. Pochi autori sono comprensibili come Manganelli, basta allontanarsi, dalla logica. Al mio primo colloquio con Fellini, prima che mi prendesse come assistente, lui mi chiese perchè volevo fare del cinema, ed io gli risposi che non lo sapevo, ma sapevo cosa era il mio cinema. Manganelli come autore, non percorre &#8220;le strade tortuose&#8221; egli esclude che si possa comunicare nella centricipità del piccolo intellettuale progressista. Ho sottolineato più volte di leggere (qui) mitobiografia di Ernest Bernhard, Manganelli, è l&#8217;esecutore testamentario di Bernhard. Ma cosa significa?  Mi si permetta una critica su quello che ho letto qui su. Il tema non è cosa, ma perchè Manganelli comunica spiritualità. (e di questo che si parla) La centricipità europrogressista è troppo ignorante per accorgersi di quanta ragione e razionalità purà vi è in Manganelli. Senza offesa, credo che si legga Manganelli alla rovescia, pongo ora una domanda a Luca, hai letto o meglio avete letto mitobiografia? e se si, hai letto o avete letto le poesie di Manganelli? Sia Fellini (per questo mi sono permesso di lasciare qui una traccia  del mio passato da cineasta) che Manganelli sono legati assieme da questa esigenza, cioè di comunicare spiritualità. Ma è una spiritualità che va trovata da soli, compresa la strada tutto diviene più facile gatto incluso.</p>
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