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	<title>Comments on: Il tetto</title>
	<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/</link>
	<description>Non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente frettolosa</description>
	<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 22:51:16 +0000</pubDate>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-65049</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2007 12:43:03 +0000</pubDate>
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		<description>Benvenuta Giuliana. E non litigate!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuta Giuliana. E non litigate!</p>
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		<title>By: michele</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-65033</link>
		<author>michele</author>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2007 09:52:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-65033</guid>
		<description>giuliana che è mia moglie, tua fan, alla mia insaputa. In famiglia si inizia a litigare. (buona giornata)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giuliana che è mia moglie, tua fan, alla mia insaputa. In famiglia si inizia a litigare. (buona giornata)</p>
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		<title>By: giuliana</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64951</link>
		<author>giuliana</author>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 20:38:56 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64951</guid>
		<description>dallo Spazio si vedono solo tetti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dallo Spazio si vedono solo tetti.</p>
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		<title>By: Laura</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64886</link>
		<author>Laura</author>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 09:40:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64886</guid>
		<description>1) Dicevo "parole vaghe" perché non sono abituata a scrivere di queste cose; ammettevo la mia inadeguatezza, non l'impossibilità oggettiva di spiegarle (esistono centinaia di trattati chiarissimi sull'argomento, e ormai si parla di Scienza della letteratura). 2) Non possiamo cambiare i nomi alle cose: un sasso è un sasso, una bottiglia una bottiglia; tu decidi di chiamarle scritture, libri e dintorni? liberissimo, ma quando pubblichi un testo narrativo pubblichi un testo narrativo, e quando parli di Balzac, parli di letteratura. 3) Tu credi che la scrittura non sia una scienza, ok; ma io credo che bisogna lasciarla fare a chi sa farla; oggi, invece, troppi scrivono e pretendono di sparare giudizi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1) Dicevo &#8220;parole vaghe&#8221; perché non sono abituata a scrivere di queste cose; ammettevo la mia inadeguatezza, non l&#8217;impossibilità oggettiva di spiegarle (esistono centinaia di trattati chiarissimi sull&#8217;argomento, e ormai si parla di Scienza della letteratura). 2) Non possiamo cambiare i nomi alle cose: un sasso è un sasso, una bottiglia una bottiglia; tu decidi di chiamarle scritture, libri e dintorni? liberissimo, ma quando pubblichi un testo narrativo pubblichi un testo narrativo, e quando parli di Balzac, parli di letteratura. 3) Tu credi che la scrittura non sia una scienza, ok; ma io credo che bisogna lasciarla fare a chi sa farla; oggi, invece, troppi scrivono e pretendono di sparare giudizi.</p>
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		<title>By: michele</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64733</link>
		<author>michele</author>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 23:22:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64733</guid>
		<description>non mi riferivo al condominio, inteso come condominio. Né ai verbali di questo. Ma piuttosto all'idea di esistenza di linea editoriale e forse, nell'immagine della montagna scavata, a qualcosa d'altro.. Che tu possa essere escluso dal midrash, è impossibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non mi riferivo al condominio, inteso come condominio. Né ai verbali di questo. Ma piuttosto all&#8217;idea di esistenza di linea editoriale e forse, nell&#8217;immagine della montagna scavata, a qualcosa d&#8217;altro.. Che tu possa essere escluso dal midrash, è impossibile.</p>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64724</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 21:27:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64724</guid>
		<description>michele, il condominio a cui accennavo qui sopra in risposta a un commento di gabryella è un banalissimo e storicamente determinato condominio in cui ho la ventura di abitare. E veramente in un'assemblea di codesto condominio tenutasi l'8 marzo scorso si è discussa l'ipotesi di rifacimento del coperto condominiale (ne fa fede l'apposito verbale d'assemblea). Vibrisselibri, una volta tanto, è innocente. Quanto al midrash, sono sicuro di "confonderne il senso" qualunque cosa io dica, dato che del midrash ignoro praticamente tutto.

Laura, io credo che tu stia usando parole vaghe per definire la "spina dorsale" di un testo scritto per un motivo sul quale credo si possa trovare facilmente un accordo, e che sintetizzo in una battuta: la scrittura non è una scienza. Per quanto ci sforziamo di trovare definizioni condivise, postulati, teoremi, quando parliamo di parola scritta va sempre a finire che formuliamo opinioni, non enunciati scientifici.

Quel che scrivo io, come vedi, è qui raccolto in una categoria che si chiama "scrittura", non certo "narrativa"; i post che parlano di libri sono raccolti in una categoria che si chiama "libri e dintorni", non certo "letteratura". Le parole sono cose e cerco di usarle con una certa prudenza. Poi tu sei liberissima di credere che io parli di letteratura o che io scriva narrativa, ma ci tengo a declinare ogni responsabilità in proposito.

E naturalmente ribadisco che sei la benvenuta e che su quello che scrivo puoi dire quello che ti pare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>michele, il condominio a cui accennavo qui sopra in risposta a un commento di gabryella è un banalissimo e storicamente determinato condominio in cui ho la ventura di abitare. E veramente in un&#8217;assemblea di codesto condominio tenutasi l&#8217;8 marzo scorso si è discussa l&#8217;ipotesi di rifacimento del coperto condominiale (ne fa fede l&#8217;apposito verbale d&#8217;assemblea). Vibrisselibri, una volta tanto, è innocente. Quanto al midrash, sono sicuro di &#8220;confonderne il senso&#8221; qualunque cosa io dica, dato che del midrash ignoro praticamente tutto.</p>
<p>Laura, io credo che tu stia usando parole vaghe per definire la &#8220;spina dorsale&#8221; di un testo scritto per un motivo sul quale credo si possa trovare facilmente un accordo, e che sintetizzo in una battuta: la scrittura non è una scienza. Per quanto ci sforziamo di trovare definizioni condivise, postulati, teoremi, quando parliamo di parola scritta va sempre a finire che formuliamo opinioni, non enunciati scientifici.</p>
<p>Quel che scrivo io, come vedi, è qui raccolto in una categoria che si chiama &#8220;scrittura&#8221;, non certo &#8220;narrativa&#8221;; i post che parlano di libri sono raccolti in una categoria che si chiama &#8220;libri e dintorni&#8221;, non certo &#8220;letteratura&#8221;. Le parole sono cose e cerco di usarle con una certa prudenza. Poi tu sei liberissima di credere che io parli di letteratura o che io scriva narrativa, ma ci tengo a declinare ogni responsabilità in proposito.</p>
<p>E naturalmente ribadisco che sei la benvenuta e che su quello che scrivo puoi dire quello che ti pare.</p>
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		<title>By: michele</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64716</link>
		<author>michele</author>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 19:42:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64716</guid>
		<description>Specifico: Laura e Petrarca, ovvero Laura il Canzoniere e Petrarca è una forma inclusiva, nella inclusività imago, figura, fantasma. -io, laura e petrarca,- cioè sono (parte)in accordo con quanto dici. Poi Il condominio, è (o potrebbe esserlo) la redazione di Vibrisselibri. Naturalmente sottrarre scavare roccia, oltre che costruire abitazione rupestre, è anche per negativo costruire un tetto. Inoltre credo che lettura lenta confondi il senso del midrash. Quando due grandi civiltà (ebreo babilonese, ebreo- egiz) si incontrano e si fondano, nascono "interpretazioni" di tipo inclusivo-esclusivo. Civiltà agricola babilonese, Civiltà di pastori quella Egiz. (Mose)Così midrash, "il poco che sorregge il molto" perchè il testo ha qualcosa che vibra con il lettore, il quale a sua volta fa vivere il testo perchè ogni volta legge gli spazi bianchi in modo diverso in una lettura infinita: il testo è il poco che sorregge il molto delle interrogazioni. La Torah, (l'insegnamento) (etimologicamente legato a un radicale iaroh, che significa "prendere l'arco, mirare e fare centro": se un maestro che insegna non fa centro nel discepolo, ha speso invano la sua fatica) se il testo invita a commenti costruttivi, questa è la sacralità del testo. Nulla si conclude lì, nella fase scritta. Ad esempio la sacralità del nome uomo -adam-, sta negli elementi che formano la parola stessa: A (che è la prima lettera dell'alfabeto, ma anche il numero 1, e infine ideogramma simile all'uomo che indica l'unicità spirituale di ogmi essere umano) e Dam (flusso vitale); la completezza dell'uomo, di adam, è data dall'unione di queste due parti (anche se adam rinvia etimologicamente ad adamà, Terra: l'essere fatto di terra) Un paradosso citato da Adorno nei Minima moralia afferma che "la vita non vive" e richiama l'attenzione sul fatto che in sè la vita non è un'entità, ma è sempre attribuita a qualche essere vivente. Detto questo forse ti ho portato (sembrerebbe)in altro "terreno" apparentemente sembrerebbe di si. Ma... in Italia questo insanabile, includere escludere, è forma di diatribe "politiche-scrittorie", pensa alla forma Ego, Io e al Se, come forma totale. Elementi che spostano e non di poco l'asse delle interpretazioni. Scuole di pensiero negli anni sessanta, (origine gruppo 63 e poi in sostanza smantellamento) hanno tentato con "l'antistoricismo" un tentativo di comprensione del "SE". Ma tempi ideologici si sono innestati, ora, ne è nata una grande confusione, e si è semplificato fino alla confusione e all'essere approssimativi. Detto questo non ho dato dell'approssimativo a nessuno, ma solo a me stesso, come si comprende da qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Specifico: Laura e Petrarca, ovvero Laura il Canzoniere e Petrarca è una forma inclusiva, nella inclusività imago, figura, fantasma. -io, laura e petrarca,- cioè sono (parte)in accordo con quanto dici. Poi Il condominio, è (o potrebbe esserlo) la redazione di Vibrisselibri. Naturalmente sottrarre scavare roccia, oltre che costruire abitazione rupestre, è anche per negativo costruire un tetto. Inoltre credo che lettura lenta confondi il senso del midrash. Quando due grandi civiltà (ebreo babilonese, ebreo- egiz) si incontrano e si fondano, nascono &#8220;interpretazioni&#8221; di tipo inclusivo-esclusivo. Civiltà agricola babilonese, Civiltà di pastori quella Egiz. (Mose)Così midrash, &#8220;il poco che sorregge il molto&#8221; perchè il testo ha qualcosa che vibra con il lettore, il quale a sua volta fa vivere il testo perchè ogni volta legge gli spazi bianchi in modo diverso in una lettura infinita: il testo è il poco che sorregge il molto delle interrogazioni. La Torah, (l&#8217;insegnamento) (etimologicamente legato a un radicale iaroh, che significa &#8220;prendere l&#8217;arco, mirare e fare centro&#8221;: se un maestro che insegna non fa centro nel discepolo, ha speso invano la sua fatica) se il testo invita a commenti costruttivi, questa è la sacralità del testo. Nulla si conclude lì, nella fase scritta. Ad esempio la sacralità del nome uomo -adam-, sta negli elementi che formano la parola stessa: A (che è la prima lettera dell&#8217;alfabeto, ma anche il numero 1, e infine ideogramma simile all&#8217;uomo che indica l&#8217;unicità spirituale di ogmi essere umano) e Dam (flusso vitale); la completezza dell&#8217;uomo, di adam, è data dall&#8217;unione di queste due parti (anche se adam rinvia etimologicamente ad adamà, Terra: l&#8217;essere fatto di terra) Un paradosso citato da Adorno nei Minima moralia afferma che &#8220;la vita non vive&#8221; e richiama l&#8217;attenzione sul fatto che in sè la vita non è un&#8217;entità, ma è sempre attribuita a qualche essere vivente. Detto questo forse ti ho portato (sembrerebbe)in altro &#8220;terreno&#8221; apparentemente sembrerebbe di si. Ma&#8230; in Italia questo insanabile, includere escludere, è forma di diatribe &#8220;politiche-scrittorie&#8221;, pensa alla forma Ego, Io e al Se, come forma totale. Elementi che spostano e non di poco l&#8217;asse delle interpretazioni. Scuole di pensiero negli anni sessanta, (origine gruppo 63 e poi in sostanza smantellamento) hanno tentato con &#8220;l&#8217;antistoricismo&#8221; un tentativo di comprensione del &#8220;SE&#8221;. Ma tempi ideologici si sono innestati, ora, ne è nata una grande confusione, e si è semplificato fino alla confusione e all&#8217;essere approssimativi. Detto questo non ho dato dell&#8217;approssimativo a nessuno, ma solo a me stesso, come si comprende da qui.</p>
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		<title>By: Laura</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64701</link>
		<author>Laura</author>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 17:48:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64701</guid>
		<description>Mi sono dimenticata di fare un'altra precisazione. tu dici di non fare narrativa, dici di parlare di libri e non di letteratura... Beh, chiamali pure Gino, Arturo o Federico, ma la sostanza non cambia: quello che scrivi è narrativa e noi qui stiamo parlando di letteratura. Non puoi cambiare il nome alle cose che un nome ce l'hanno, eccome! Se lo fai ti atteggi ad originale a ogni costo, e perdi solo tempo. Ecco, ho detto tutto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono dimenticata di fare un&#8217;altra precisazione. tu dici di non fare narrativa, dici di parlare di libri e non di letteratura&#8230; Beh, chiamali pure Gino, Arturo o Federico, ma la sostanza non cambia: quello che scrivi è narrativa e noi qui stiamo parlando di letteratura. Non puoi cambiare il nome alle cose che un nome ce l&#8217;hanno, eccome! Se lo fai ti atteggi ad originale a ogni costo, e perdi solo tempo. Ecco, ho detto tutto</p>
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		<title>By: Laura</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64700</link>
		<author>Laura</author>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 17:43:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64700</guid>
		<description>Non è che io sia una cima in queste cose (anzi!!!) ma provo a precisare "e contrario", come diceva la mia prof. di lettere. L'opposto di ciò che chiamo "spina dorsale" è il luogo comune, la scarsa densità di pensiero, la mancanza di tensione concettuale (forse sto usando parole troppo grosse e vaghe). Ma intendiamoci: si può anche costruire sul piccolo, sul minimo, sul niente, a patto però che ci sia una festa stilistica, una tessitura formale che compensi quella mancanza; ma laddove non c'è né una novità di contenuto né tanto meno una novità formale... Mi sono spiegata? Aggiungo una precisazione: sei stato tu per primo a distinguere tra partecipazione e completamento, non io: per me sono la stessa cosa.
Al Signor Michele vorrei chiedere scusa, non sapevo che non fosse amico di nessuno in questo blog, però così mi è sembrato, dato il suo gergo ermetico (Petrarca, riunioni condominiali... ??????????????????): mi sono sentita esclusa da un codice privato.
Grazie dell'accoglienza!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è che io sia una cima in queste cose (anzi!!!) ma provo a precisare &#8220;e contrario&#8221;, come diceva la mia prof. di lettere. L&#8217;opposto di ciò che chiamo &#8220;spina dorsale&#8221; è il luogo comune, la scarsa densità di pensiero, la mancanza di tensione concettuale (forse sto usando parole troppo grosse e vaghe). Ma intendiamoci: si può anche costruire sul piccolo, sul minimo, sul niente, a patto però che ci sia una festa stilistica, una tessitura formale che compensi quella mancanza; ma laddove non c&#8217;è né una novità di contenuto né tanto meno una novità formale&#8230; Mi sono spiegata? Aggiungo una precisazione: sei stato tu per primo a distinguere tra partecipazione e completamento, non io: per me sono la stessa cosa.<br />
Al Signor Michele vorrei chiedere scusa, non sapevo che non fosse amico di nessuno in questo blog, però così mi è sembrato, dato il suo gergo ermetico (Petrarca, riunioni condominiali&#8230; ??????????????????): mi sono sentita esclusa da un codice privato.<br />
Grazie dell&#8217;accoglienza!</p>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64683</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 15:30:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2007/03/il-tetto/#comment-64683</guid>
		<description>Per le metamorfosi al femminile ho ancora qualche problema logistico, ma ci sto lavorando!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per le metamorfosi al femminile ho ancora qualche problema logistico, ma ci sto lavorando!</p>
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