La mente varca a volo terra e mare
Ancora Shakespeare nelle mirabili traduzioni di severino cimitero, aka carlo andrea, ricevute per interposta maria strofa. (E mentre io pubblico le cosone del severino, il blog La poesia e lo spirito pubblica una cosina mia).
XLIV
Fosse pensiero questa carne greve,
della distanza non mi struggerei:
qualunque spazio correrebbe lieve
fino alla lontananza ove tu sei.
E che m’importa se dovessi stare
per strade e genti che ti son straniere:
la mente varca a volo terra e mare,
e concepir la meta è possedere.
Penso funesto, ché non son pensiero
non valico le miglia che ti vanno:
corpo concreto e duro, opera al nero,
gemo ed agogno il giorno ch’è tiranno.
Atomi lenti, io mi vi rassegno
con lacrime pesanti, triste pegno.
XLV
Due voci: arialeggera e fiammapura
sono con te, dovunque io mi sia.
Una è il pensiero, altra è di te la cura,
presenze assenti mosse in leggiadria.
Voci veloci mie, recate intanto
la legazione dell’amor gentile
ché altre due voci intonano un discanto
di morte e di mestissima atrabile.
Poi viene ricomposta l’armonia
dalle due messaggere che hai vedute:
eccole rincuorate sulla via,
mi dicono: “è felice, sta in salute”.
Ascolto e godo. Ma non prendon fiato,
che le rimando indietro preoccupato.
June 14th, 2007 at 12:13
lo ricordo, il Tetto.
COme dire: un pezzo che raggiunge le più alte vette letterarie
June 14th, 2007 at 12:31
già che ci sei, non potresti relazionarci anche sulle riflessioni della tetta?!
June 14th, 2007 at 13:22
eh, lo ricordo anch’io, Herr. L’occasione del mirabile scritto fu una riunione condominiale in cui fu approvato il rifacimento del coperto. E pochi giorni fa, a guisa di promemoria, l’amministratore ha inviato la ripartizione delle spese… ‘na botta indimenticabile!
gabry, lo farei volentieri, ma da bravo maschietto ho con la tetta un rapporto assai poco centrato su pensieri e riflessioni.
June 14th, 2007 at 18:23
dai poeti e dagli spiriti mi sono concesso un commento solo perché non mi conoscono. e soprattutto perché so che sei mooolto tollerante. :-)
June 14th, 2007 at 21:58
Be’, mica hai detto niente di intollerabile (comunque, nel dubbio, ho suggerito ai gestori di bannarti a vita :-))
June 17th, 2007 at 0:42
Solo ora mi accorgo che qui sono comparse traduzioni di Shakespeare nientemeno ad opera di Carlo Andrea!
E il profumo di Shakespeare non poteva non raggiungere Henry Newbolt, che del Vate e dell’Inghilterra tutto sa.
Un caro saluto ad entrambi, e a te, Luca.
Ora torno nell’ombra.
Bart
June 18th, 2007 at 8:54
Bart, se tu fossi a Venezia, potresti andare piuttosto “a ombre”:- )
June 18th, 2007 at 14:18
All’ombra dell’ultimo sole s’era assopito un pescatore (di ombrine, ovviamente). Ciao Bart e Lucio.