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	<title>Comments on: Jonathan Littell - Le benevole</title>
	<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/</link>
	<description>Non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente frettolosa</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 07:26:50 +0000</pubDate>
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		<title>By: giamapolo baraccani</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-75181</link>
		<author>giamapolo baraccani</author>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 00:18:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-75181</guid>
		<description>E' cosi raro , per me lettore di alte ambizioni ma basse probabilità, leggere commenti cosi concreti e coscienti. Apprezzo e ringrazio per l'attinenza critica che a me non faccio spettare. Condivido. Farò attenzione al tuo nome come credito. Ciao con presunzione di confidenza. Giampaolo da Firenze-Livorno</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; cosi raro , per me lettore di alte ambizioni ma basse probabilità, leggere commenti cosi concreti e coscienti. Apprezzo e ringrazio per l&#8217;attinenza critica che a me non faccio spettare. Condivido. Farò attenzione al tuo nome come credito. Ciao con presunzione di confidenza. Giampaolo da Firenze-Livorno</p>
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		<title>By: mario guidetti</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-75047</link>
		<author>mario guidetti</author>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 10:41:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-75047</guid>
		<description>complimenti per la recensione. Ne ho scritta una anche io per BOL, ma troppo ironica, credo verrà rifiutata. Sono d'accordo con te, eccetto forse che per un punto: non trovo particolarmente artistica la parte "aria". Il delirio onanistico è davvero una mazzata, poichè arriva a appena un centinaio di pagine della fine, quando proprio non se ne può più. Il libro è completamente "sbagliato" quanto a timbro, scansione temporale e registro (nonostante quanto l'autore se la "meni" con la musica")...alterna passi di una pesantezza allucinante (la digressione sulle lingue caucasiche è terribile...) a siparietti da avanspettacolo (Clemens e Weser come Zuzzurro e Gaspare?). Alla fine, soddisfazione per essere giunti a riveder le stelle a parte, il libro non tocca, non ferisce, e non fa nemmeno pensare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>complimenti per la recensione. Ne ho scritta una anche io per BOL, ma troppo ironica, credo verrà rifiutata. Sono d&#8217;accordo con te, eccetto forse che per un punto: non trovo particolarmente artistica la parte &#8220;aria&#8221;. Il delirio onanistico è davvero una mazzata, poichè arriva a appena un centinaio di pagine della fine, quando proprio non se ne può più. Il libro è completamente &#8220;sbagliato&#8221; quanto a timbro, scansione temporale e registro (nonostante quanto l&#8217;autore se la &#8220;meni&#8221; con la musica&#8221;)&#8230;alterna passi di una pesantezza allucinante (la digressione sulle lingue caucasiche è terribile&#8230;) a siparietti da avanspettacolo (Clemens e Weser come Zuzzurro e Gaspare?). Alla fine, soddisfazione per essere giunti a riveder le stelle a parte, il libro non tocca, non ferisce, e non fa nemmeno pensare.</p>
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	<item>
		<title>By: silvia</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-75008</link>
		<author>silvia</author>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 19:42:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-75008</guid>
		<description>secca vedersi nudi eh??? meglio sentirsi  verdi, solari, puri, nonviolenti... non piace all'uomo la sua natura... non gli è mai piaciuta... e si racconta, e se la racconta...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>secca vedersi nudi eh??? meglio sentirsi  verdi, solari, puri, nonviolenti&#8230; non piace all&#8217;uomo la sua natura&#8230; non gli è mai piaciuta&#8230; e si racconta, e se la racconta&#8230;</p>
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	<item>
		<title>By: sandstorm</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74958</link>
		<author>sandstorm</author>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 13:52:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74958</guid>
		<description>chimatemi pazzo ma alcuni passaggi mi richiamano i romanzi di guerra di 40 e passa anni fa di sven hassel.
I profili dei personaggi ricordano molto i profili dei nostri capuffici e colleghi, le loro virtù e i loro difetti, con la sola differenza che in questo caso c'era uno sterminio di mezzo....
Ma chi erano i cattivi nel Nazismo allora?
questa lettura mi lascia confuso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>chimatemi pazzo ma alcuni passaggi mi richiamano i romanzi di guerra di 40 e passa anni fa di sven hassel.<br />
I profili dei personaggi ricordano molto i profili dei nostri capuffici e colleghi, le loro virtù e i loro difetti, con la sola differenza che in questo caso c&#8217;era uno sterminio di mezzo&#8230;.<br />
Ma chi erano i cattivi nel Nazismo allora?<br />
questa lettura mi lascia confuso&#8230;</p>
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	<item>
		<title>By: studentello</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74513</link>
		<author>studentello</author>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 00:23:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74513</guid>
		<description>Sto leggendo questo libro per un esame sugli Inferni letterari.
Non sono d'accordo con alcuni punti della critica.
La fratellanza di cui si parla nell'incipit, è una fratellanza nella colpa che viene ribadita in più punti, colpa condivisa anche da chi appartiene alla cosiddetta zona grigia come l'ha chiamata Levi nei Sommersi e i Salvati, una zona grigia che qui viene visualizzata nell'interiorità del singolo, che ci richiama a riconoscere la nostra, di zona grigia, in quanto esseri umani capaci in egual misura di dispensare odio, amore, ma soprattutto indifferenza e obbedienza, che al contrario delle prime due, significano la negazione della volontà.
I concetti chiave del libro vengono espressi in maniera esplicita, ma non ne riassumono l'esperienza. Le 900 e passa pagine, esorbitanti di dettagli e momenti che ci paiono il più delle volte estranei al concept espresso nell'incipit, oppure fuorvianti,  (la minuzia delle ricostruzioni storiche e le più o meno morbose avventure dell'io) mi sembrano non tanto "dattilografia", nè stakanovismo archivistico, bensì mi paiono tempi dell'attesa coerenti col discorso, che ce lo fanno vivere con gli occhi del ricordo, un ricordo che per essere tale si vuol rendere il più possibile di carne ed ossa.

Non so se mi son spiegato bene, nè se il punto di vista interessa. Ciò detto buone letture a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sto leggendo questo libro per un esame sugli Inferni letterari.<br />
Non sono d&#8217;accordo con alcuni punti della critica.<br />
La fratellanza di cui si parla nell&#8217;incipit, è una fratellanza nella colpa che viene ribadita in più punti, colpa condivisa anche da chi appartiene alla cosiddetta zona grigia come l&#8217;ha chiamata Levi nei Sommersi e i Salvati, una zona grigia che qui viene visualizzata nell&#8217;interiorità del singolo, che ci richiama a riconoscere la nostra, di zona grigia, in quanto esseri umani capaci in egual misura di dispensare odio, amore, ma soprattutto indifferenza e obbedienza, che al contrario delle prime due, significano la negazione della volontà.<br />
I concetti chiave del libro vengono espressi in maniera esplicita, ma non ne riassumono l&#8217;esperienza. Le 900 e passa pagine, esorbitanti di dettagli e momenti che ci paiono il più delle volte estranei al concept espresso nell&#8217;incipit, oppure fuorvianti,  (la minuzia delle ricostruzioni storiche e le più o meno morbose avventure dell&#8217;io) mi sembrano non tanto &#8220;dattilografia&#8221;, nè stakanovismo archivistico, bensì mi paiono tempi dell&#8217;attesa coerenti col discorso, che ce lo fanno vivere con gli occhi del ricordo, un ricordo che per essere tale si vuol rendere il più possibile di carne ed ossa.</p>
<p>Non so se mi son spiegato bene, nè se il punto di vista interessa. Ciò detto buone letture a tutti.</p>
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	<item>
		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74333</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 11:46:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74333</guid>
		<description>Ciao Luigi. Ma sai che mi accorgo solo adesso che hai aperto un blog? Ben fatto!

I pareri su Le benevole sono in effetti molto discordanti. Emanuele Trevi, che non è uno sprovveduto, ha saggiamente "ipotizzato" il capolavoro, senza darlo per certo, mentre Piperno, se non ricordo male, si è lanciato in un peana dorrichesco. Genna e Roberto Bui ipotizzano il fallimento, ma considerano il libro una pietra miliare o quanto meno un libro importante, da leggere. L'unico che l'ha cassato senza mezzi termini, fra quelli che ho letto io, è Demetrio Paolin, nella "bottega di lettura" di vibrisse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Luigi. Ma sai che mi accorgo solo adesso che hai aperto un blog? Ben fatto!</p>
<p>I pareri su Le benevole sono in effetti molto discordanti. Emanuele Trevi, che non è uno sprovveduto, ha saggiamente &#8220;ipotizzato&#8221; il capolavoro, senza darlo per certo, mentre Piperno, se non ricordo male, si è lanciato in un peana dorrichesco. Genna e Roberto Bui ipotizzano il fallimento, ma considerano il libro una pietra miliare o quanto meno un libro importante, da leggere. L&#8217;unico che l&#8217;ha cassato senza mezzi termini, fra quelli che ho letto io, è Demetrio Paolin, nella &#8220;bottega di lettura&#8221; di vibrisse.</p>
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	<item>
		<title>By: Luigi Weber</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74330</link>
		<author>Luigi Weber</author>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 23:56:33 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74330</guid>
		<description>Devo dire che, con tutte le recensioni che ne ho letto, specie per l'alternanza di responsi divaricati tra capolavoro e ciofeca, ha finito per incuriosirmi non poco, questo libro, forse anche grazie alla sua copertina magnifica. Così, strategicamente, a Natale l'ho regalato a mio fratello, e frattanto che stavo da lui mi son messo a leggerlo. Le prime cinquanta pagine, che son quanto son riuscito a fare tra un pranzo e una cena, mi son sembrate molto irritanti, ma capisco che è poco per dare un giudizio.  
Certo, dal punto di vista editoriale è una bella scommessa, concedere mille pagine a un esordiente, ma lì hanno nasato lo scandaletto, secondo me: un ebreo che scrive di shoah mettendosi nei panni dell'SS. 
Per Einaudi, invece, con un Prix Goncourt alle spalle, non era 'sto gran azzardo. 
Comunque concordo con il responso, di certo il narratore non lo trovo né semblable né frère.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che, con tutte le recensioni che ne ho letto, specie per l&#8217;alternanza di responsi divaricati tra capolavoro e ciofeca, ha finito per incuriosirmi non poco, questo libro, forse anche grazie alla sua copertina magnifica. Così, strategicamente, a Natale l&#8217;ho regalato a mio fratello, e frattanto che stavo da lui mi son messo a leggerlo. Le prime cinquanta pagine, che son quanto son riuscito a fare tra un pranzo e una cena, mi son sembrate molto irritanti, ma capisco che è poco per dare un giudizio.<br />
Certo, dal punto di vista editoriale è una bella scommessa, concedere mille pagine a un esordiente, ma lì hanno nasato lo scandaletto, secondo me: un ebreo che scrive di shoah mettendosi nei panni dell&#8217;SS.<br />
Per Einaudi, invece, con un Prix Goncourt alle spalle, non era &#8217;sto gran azzardo.<br />
Comunque concordo con il responso, di certo il narratore non lo trovo né semblable né frère.</p>
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	<item>
		<title>By: Lucio Angelini</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74325</link>
		<author>Lucio Angelini</author>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 11:09:48 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74325</guid>
		<description>Insomma consideri "Le benevole" cibo in scatola e mi consigli di mangiarlo (visto che non siamo più amici):- )</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Insomma consideri &#8220;Le benevole&#8221; cibo in scatola e mi consigli di mangiarlo (visto che non siamo più amici):- )</p>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74324</link>
		<author>letturalenta</author>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 10:53:10 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74324</guid>
		<description>Questo è impossibile dirlo. Valutare la pubblicabilità di un libro e recensirlo sono due cose diverse. In breve, la differenza è più o meno la stessa che passa tra fabbricare cibo in scatola e consigliare a un amico di mangiarlo (o di lasciarlo sullo scaffale).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è impossibile dirlo. Valutare la pubblicabilità di un libro e recensirlo sono due cose diverse. In breve, la differenza è più o meno la stessa che passa tra fabbricare cibo in scatola e consigliare a un amico di mangiarlo (o di lasciarlo sullo scaffale).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>By: Lucio Angelini</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74323</link>
		<author>Lucio Angelini</author>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 07:49:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://letturalenta.net/2008/01/jonathan-littell-le-benevole/#comment-74323</guid>
		<description>Ho capito. Fosse stato per te, le soglie di selezione di Vibrisselibri non le avrebbe mai superate:- /</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho capito. Fosse stato per te, le soglie di selezione di Vibrisselibri non le avrebbe mai superate:- /</p>
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