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	<title>Comments on: Charles Bovary ce l&#8217;aveva piccolo?</title>
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	<description>Non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente frettolosa</description>
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		<title>By: mic.</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/06/charles-bovary-ce-laveva-piccolo/comment-page-1/#comment-74943</link>
		<dc:creator>mic.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 07:25:14 +0000</pubDate>
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		<description>a Linnio, 
si condivido e se si potesse comprendere quanto dico... è Elpénore, è lui. Carattere sia personale che collettivo. Chissà se si riuscirà a saperne di più, tra questo Elpénore e Circe la &quot;mediterranea&quot; sbarcarcati, innestati malgrado loro stessi altrove....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a Linnio,<br />
si condivido e se si potesse comprendere quanto dico&#8230; è Elpénore, è lui. Carattere sia personale che collettivo. Chissà se si riuscirà a saperne di più, tra questo Elpénore e Circe la &#8220;mediterranea&#8221; sbarcarcati, innestati malgrado loro stessi altrove&#8230;.</p>
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		<title>By: linnio</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/06/charles-bovary-ce-laveva-piccolo/comment-page-1/#comment-74941</link>
		<dc:creator>linnio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 18:19:50 +0000</pubDate>
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		<description>tutto vero.
però scorrendo la bibliografia di Hans Mayer ( nom de plume jean amery) salta all&#039;occhio che in fondo charbovary era, a modo suo, uno di quelli che stava dalla parte dei soccombenti, di quelli la cui vita era stata vissuta all&#039;insegna dello scacco, dell&#039;echec. ed è questo il dato  che accomuna i vecchi, &#039;colro che levano la mano su di sè&#039; e quelli che hanno avuto la trsite sventura di ritenere la loro levatura intellettuale una zavorra insostenibile nell&#039;orrore concentrazionario ( i tre tempi della vita d&#039;amery, a pensarci bene).
Charles è una vittima, tout-court.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tutto vero.<br />
però scorrendo la bibliografia di Hans Mayer ( nom de plume jean amery) salta all&#8217;occhio che in fondo charbovary era, a modo suo, uno di quelli che stava dalla parte dei soccombenti, di quelli la cui vita era stata vissuta all&#8217;insegna dello scacco, dell&#8217;echec. ed è questo il dato  che accomuna i vecchi, &#8216;colro che levano la mano su di sè&#8217; e quelli che hanno avuto la trsite sventura di ritenere la loro levatura intellettuale una zavorra insostenibile nell&#8217;orrore concentrazionario ( i tre tempi della vita d&#8217;amery, a pensarci bene).<br />
Charles è una vittima, tout-court.</p>
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		<title>By: letturalenta</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/06/charles-bovary-ce-laveva-piccolo/comment-page-1/#comment-74940</link>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 08:31:23 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Linnio, ti ringrazio molto per questa accorata difesa di &#039;charbovarì&#039;, che è anche l&#039;unica possibile. Le cause del, diciamo, imbambolamento del personaggio sono chiaramente di natura amorosa: è così cotto di madame da perdere ogni barlume di ragionevolezza, e quando l&#039;impietosa realtà gli si squaderna davanti, perde definitivamente il senno e la voglia di vivere.

Quel che mi premeva sottolineare qui è che, al contrario della tua, la difesa di Améry è irricevibile, perché per essere accolta richiederebbe la riscrittura del libro. E puoi facilmente immaginare che razza di libro ne uscirebbe: una storia di cappa e spada, col prode Charles che sfida a duello i pravi attentatori del suo onore (e che magari - orrore! - vince pure).

In ogni caso, per me l&#039;imbecillità di marca flaubertiana è tutt&#039;altro che disprezzabile: Flaubert sa cogliere in modo unico quel quid di idiozia che è alla base di ogni vita umana. Bouvard e Pécuchet, al pari di Charles, sono miei fratelli di sangue!

A Pino: confessa, hai letto solo il titolo :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Linnio, ti ringrazio molto per questa accorata difesa di &#8216;charbovarì&#8217;, che è anche l&#8217;unica possibile. Le cause del, diciamo, imbambolamento del personaggio sono chiaramente di natura amorosa: è così cotto di madame da perdere ogni barlume di ragionevolezza, e quando l&#8217;impietosa realtà gli si squaderna davanti, perde definitivamente il senno e la voglia di vivere.</p>
<p>Quel che mi premeva sottolineare qui è che, al contrario della tua, la difesa di Améry è irricevibile, perché per essere accolta richiederebbe la riscrittura del libro. E puoi facilmente immaginare che razza di libro ne uscirebbe: una storia di cappa e spada, col prode Charles che sfida a duello i pravi attentatori del suo onore (e che magari &#8211; orrore! &#8211; vince pure).</p>
<p>In ogni caso, per me l&#8217;imbecillità di marca flaubertiana è tutt&#8217;altro che disprezzabile: Flaubert sa cogliere in modo unico quel quid di idiozia che è alla base di ogni vita umana. Bouvard e Pécuchet, al pari di Charles, sono miei fratelli di sangue!</p>
<p>A Pino: confessa, hai letto solo il titolo :-)</p>
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		<title>By: linnio</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/06/charles-bovary-ce-laveva-piccolo/comment-page-1/#comment-74939</link>
		<dc:creator>linnio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 05:24:34 +0000</pubDate>
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		<description>Caro luca,
e se il buon charles non fosse altro che un uomo innamorato ? Quella che tu chiami &#039;stupidità&#039; non è forse una forma di amor fou, in virtù della quale ogni gesto dell&#039;essere amato acquista una valenza ed un significato( inaccessibile agli altri) e che l&#039;innamorato/a declina in un alfabeto tutto suo, privato ed incomprensibile al prossimo? in proust (non mi ricordo di chi stesse parlando l&#039;autore della recherche, forse proprio di swann) c&#039;è la frase: &quot;cessò di essere folle. cominciò ad essere stupido&quot;. ecco, charles è uno che preferirei considerare nella categoria dei &#039;folli&#039;, più o meno puri, afflitto da quella demenza salvifica ( perchè è uno di quei momenti in cui la vita ci travolge e ci smaga) che ci invade quando siamo innamorati e che solo gli homais di cui è piena la terra possono considerare tout-court una forma dell&#039;imbecillità. So per certo ( anche se ti conosco solo internettianamente) che tu non appartieni a questa categoria, tristanzuola e logora. 
ciao
linnio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro luca,<br />
e se il buon charles non fosse altro che un uomo innamorato ? Quella che tu chiami &#8216;stupidità&#8217; non è forse una forma di amor fou, in virtù della quale ogni gesto dell&#8217;essere amato acquista una valenza ed un significato( inaccessibile agli altri) e che l&#8217;innamorato/a declina in un alfabeto tutto suo, privato ed incomprensibile al prossimo? in proust (non mi ricordo di chi stesse parlando l&#8217;autore della recherche, forse proprio di swann) c&#8217;è la frase: &#8220;cessò di essere folle. cominciò ad essere stupido&#8221;. ecco, charles è uno che preferirei considerare nella categoria dei &#8216;folli&#8217;, più o meno puri, afflitto da quella demenza salvifica ( perchè è uno di quei momenti in cui la vita ci travolge e ci smaga) che ci invade quando siamo innamorati e che solo gli homais di cui è piena la terra possono considerare tout-court una forma dell&#8217;imbecillità. So per certo ( anche se ti conosco solo internettianamente) che tu non appartieni a questa categoria, tristanzuola e logora.<br />
ciao<br />
linnio</p>
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	<item>
		<title>By: Giuseppe D'Emilio</title>
		<link>http://letturalenta.net/2008/06/charles-bovary-ce-laveva-piccolo/comment-page-1/#comment-74936</link>
		<dc:creator>Giuseppe D'Emilio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 09:10:25 +0000</pubDate>
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		<description>Il più bel titolo di post che io abbia mai letto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il più bel titolo di post che io abbia mai letto!</p>
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