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	<title>Comments on: Asserti irrefutabili</title>
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	<description>Non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente frettolosa</description>
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		<title>By: NostraDannus</title>
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		<dc:creator>NostraDannus</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 17:22:34 +0000</pubDate>
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		<description>Mi dà da pensare che un fatto inventato (storia di Karenina suicida sotto un treno) diventi senza ombra di dubbio, perché scritto su delle pagine di in un libro, irrefutabile e che un fatto vero (la morte di Hitler in un bunker) pur scritto su un giornale, non si possa dire che sia veramente successo. Perché lo scritto di un romanziere è vero, mentre quello di un giornalista non può esserlo? Se ogni scritto diventa irrefutabile quando viene scritto, anzi appena qualcuno lo legge, quand&#039;è che diventa vero, cosa lo fa diventare un fatto falso o un fatto vero? Il supporto cartaceo, il valore dello scrittore, l&#039;anno dello scritto, il fatto stesso, la credibilità del personaggio, la capacità espressività del testo scritto? Cosa lo rende ucronico, utopico, o credibile; (un punto e virgola?) come diventa vero? 
Non possiamo dire che la verità non può essere asserita o che nessuna asserzione può essere vera, perché nessuna verità è irrefutabile proprio perché ogni verità è irrefutabile.
Questo stesso scritto non è vero, non è niente, perché non dimostra e né testimonia una verità, ma nello stesso tempo è vero perché è scritto, su un blog ma è scritto. Neanche io sono vero ma sono sicuro di aver scritto un testo vero, ma non so se in esso esprimo la verità. Perciò, un testo scritto è sempre vero, ma il contenuto può non essere reale, ergo, possiamo dire che Anna Karenina non è mai esistita e che neanche Hitler è mai morto in un bunker perché fuggito in Argentina. La verità non esiste e nessuno può asserire che quello che dice è vera. Qualunque cosa diciamo o scriviamo è falsa. Diceva R.D. Laing in “NODI” - «L&#039;asserzione non addita, il dito è ammutolito». E se il dito è ammutolito chi è che scrive?
Boh, avrò mai detto la verità?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dà da pensare che un fatto inventato (storia di Karenina suicida sotto un treno) diventi senza ombra di dubbio, perché scritto su delle pagine di in un libro, irrefutabile e che un fatto vero (la morte di Hitler in un bunker) pur scritto su un giornale, non si possa dire che sia veramente successo. Perché lo scritto di un romanziere è vero, mentre quello di un giornalista non può esserlo? Se ogni scritto diventa irrefutabile quando viene scritto, anzi appena qualcuno lo legge, quand&#8217;è che diventa vero, cosa lo fa diventare un fatto falso o un fatto vero? Il supporto cartaceo, il valore dello scrittore, l&#8217;anno dello scritto, il fatto stesso, la credibilità del personaggio, la capacità espressività del testo scritto? Cosa lo rende ucronico, utopico, o credibile; (un punto e virgola?) come diventa vero?<br />
Non possiamo dire che la verità non può essere asserita o che nessuna asserzione può essere vera, perché nessuna verità è irrefutabile proprio perché ogni verità è irrefutabile.<br />
Questo stesso scritto non è vero, non è niente, perché non dimostra e né testimonia una verità, ma nello stesso tempo è vero perché è scritto, su un blog ma è scritto. Neanche io sono vero ma sono sicuro di aver scritto un testo vero, ma non so se in esso esprimo la verità. Perciò, un testo scritto è sempre vero, ma il contenuto può non essere reale, ergo, possiamo dire che Anna Karenina non è mai esistita e che neanche Hitler è mai morto in un bunker perché fuggito in Argentina. La verità non esiste e nessuno può asserire che quello che dice è vera. Qualunque cosa diciamo o scriviamo è falsa. Diceva R.D. Laing in “NODI” &#8211; «L&#8217;asserzione non addita, il dito è ammutolito». E se il dito è ammutolito chi è che scrive?<br />
Boh, avrò mai detto la verità?!</p>
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