Breve meditazione sulla solitudine di una rosa

A volte capiterà anche a te, lettore periferico e saltuario, di chiederti se la lettura serve a qualcosa o se non sia piuttosto una forma mascherata di vagabondaggio, un desiderio inconfessabile di nulla, di vuoto, di assenza, assenza di fatica e di dolore, in primo luogo.

A me talvolta succede. Non tanto spesso, per carità, altrimenti va a finire che comincio a raffigurare me stesso in una di quelle orrende pose da aspirante intellettuale, come uno che si fa fotografare con la mano chiusa a sostenere il fardello di una pesantissima intelligenza, lo sguardo intensamente perduto in meditazioni così profonde da condurre il soggetto all’annegamento mentale.

Però a volte succede, specialmente dopo aver speso una manciata di mezzore a leggere un romanzuccio tristanzuolo e pretenzioso, sebbene da molti laudato un po’ a paperella, l’uno via l’altro, quasi per contagio epidemico di idee ricevute.

Quando arriva la fatidica domanda — serve a qualcosa leggere? — il rischio maggiore che si corre è tentare di darsi una risposta. Le risposte a domande del genere sono una forma di consolazione simile a quella di cui chiunque si sarà gratificato almeno una volta nella vita, trovandosi in un precipizio di estremo bisogno o pericolo, quando la mente comincia a ripetere ossessiva «no, non succederà nulla di male; ora l’abisso si ritira e io rimetto i piedi a terra; verrà l’angelo a farmi da paracadute; dopo lo schianto mi rialzerò come se niente fosse stato».

Poi, nel bel mezzo di questo stato allusivamente depressivo che solo la rilettura integrale di Guerra e pace potrebbe risolvere, capita che il feed di un blog ti restituisca questa frase:

morte e vita sono una rosa sola

Un frammento poetico incastonato in una prosa diaristica, un verso isolato e segnato dall’ipotesi, non so quanto fondata, di dovere l’esistenza a un refuso, a quel rosa che il senso comune esigerebbe essere cosa.

La lettura serve a qualcosa? Serve, serve, a patto di non vanificare la riposta positiva con una teoria di inutili perché e percome.

Tags: ,

3 Responses to “Breve meditazione sulla solitudine di una rosa”

  1. Sebastian says:

    Stupendo!
    Grazie di esistere Letturalenta! (alias Tassinari).

  2. letturalenta says:

    maddài, tutto questo entusiasmo per una rosa sola :-)

  3. Dalimin says:

    and also what’s to come for the rest of the year. a0If you haven’t signed up for the Glamour mliaing list yet, it’s being sent out soon, so don’t miss it! a0Head over to the main site and fill

Leave a Reply