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	<title>letturalenta &#187; hypterodonte</title>
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	<description>Non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente frettolosa</description>
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		<title>A volte ritornano</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Sep 2006 16:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[hypterodonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma tu pensa, a mesi e mesi di distanza l&#8217;Hypderodonte continua a dar segni di vita. Ho ricevuto il testo che segue da un gentile signor Kumar Iqbal Chandrimarathan, che pubblicamente ringrazio. A margine consiglio anche la ricerca hypterodonte nutella in Google&#8230; Un&#8217;e-mail hypterodontica dal sig. Kumar Iqbal Chandrimarathan Egregio Sig. Tassinari, Sono capitato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 0px 0pt" alt="Hypterodonte in viaggio per la luna, tratto da www.ariverneversleeps.com" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/viaggiolunare.jpg" /><em>Ma tu pensa, a mesi e mesi di distanza l&#8217;Hypderodonte continua a dar segni di vita. Ho ricevuto il testo che segue da un gentile signor Kumar Iqbal Chandrimarathan, che pubblicamente ringrazio. A margine consiglio anche la ricerca <a href="http://www.google.it/search?q=hypterodonte+nutella">hypterodonte nutella</a> in Google&#8230;</em></p>
<p><b>Un&#8217;e-mail hypterodontica dal sig. Kumar Iqbal Chandrimarathan</b></p>
<p>Egregio Sig. Tassinari,<br />
Sono capitato per caso sul suo blog e con grande sorpresa ho scoperto la pagina<br />
dedicata all&#8217;Hypterodonte.</p>
<p>Non immaginavo che l&#8217;interesse per l&#8217;Hypterodonte fosse così grande. Io lo conoscevo soltanto tramite le ricerche del prof. Franco Binda, archeologo rupestre della Svizzera italiana. Stranamente, non ho trovato nessun contributo che citasse il prof. Binda nel suo blog e mi sono quindi permesso di mandarle qualche informazione al riguardo.</p>
<p>Il Prof. Binda, grande esperto di massi cuppellari nella Svizzera italiana, ha ipotizzato l&#8217;esistenza di un &#8220;percorso dell&#8217;hypterodonte&#8221; marcato da certe cuppelle (incavi preistorici eseguiti nel granito) coniche straordinarie presenti sui massi della  Svizzera italiana e del nord della Lombardia e del Piemonte. Sembra che i massi segnati da queste cuppelle coniche siano disposti su una linea arcuata che inizia forse già nei pressi di Cuneo (l&#8217;autenticità dei rari ritrovamenti di cuppelle coniche in questa provincia non è accertata), per passare in Valle d&#8217;Aosta, nel Cantone Ticino (Svizzera) e disperdersi nella provincia di Sondrio. </p>
<p>Il prof. Binda afferma che le cuppelle coniche (assolutamente atipiche rispetto a quelle che si incontrano normalmente nelle Alpi) siano state scavate dagli hypterodonti lungo il percorso della loro transumanza ciclica. La forma delle cuppelle sarebbe infatti difficilmente realizzabile dagli abitanti della zona nel paleolitico e coincidono invece esattamente con la forma e le dimensioni dell&#8217;unghia dell&#8217;indice dell&#8217;hypterodonte, secondo i rari ritrovamenti dei resti degli arti di questa specie.</p>
<p>Spero che questo contributo possa interessarla e, se volesse più dettagli al riguardo, le consiglio di consultare le pubblicazioni del prof. Binda.</p>
<p>Distinti saluti,</p>
<p>K. I. Chandrimarathan</p>
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		<title>Ciò che io non desidero non esiste</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Mar 2006 23:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[hypterodonte]]></category>
		<category><![CDATA[esistenza]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[parole e cose]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Era una notte di luna piena. Incipit alquanto banale, ne convengo, ma che altro si può dire di una notte di luna piena se non che era una notte di luna piena? Certo, uno scriba di solido mestiere e regolarmente iscritto al sindacato cercherebbe e forse troverebbe soluzioni più eleganti. Che so, potrebbe sostenere che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 0px 0pt" alt="Hypterodonte in viaggio per la luna, tratto da www.ariverneversleeps.com" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/viaggiolunare.jpg" />Era una notte di luna piena. Incipit alquanto banale, ne convengo, ma che altro si può dire di una notte di luna piena se non che era una notte di luna piena? Certo, uno scriba di solido mestiere e regolarmente iscritto al sindacato cercherebbe e forse troverebbe soluzioni più eleganti. Che so, potrebbe sostenere che la tenebra notturna cedeva il passo al fulgore pieno e rotondo di Selene; oppure potrebbe concentrarsi su un sasso, un timido sasso abitualmente grigio che, sfavillando come un diamante, proiettava un&#8217;ombra nerissima sulla sabbia candida di luce. Questi o altri artifizi aiuterebbero senz&#8217;altro lo scriba a guadagnare fama e recensioni positive, ma non cambierebbero di una virgola la nuda realtà dei fatti, ovvero che senza alcun dubbio era una notte di luna piena.<br />
<span id="more-89"></span><br />
In questa notte luminosa, in un periodo dell&#8217;anno grosso modo estivo, un hypterodonte volava tranquillo verso il grande disco bianco, obbedendo all&#8217;istinto che da migliaia di anni spingeva la sua specie a celebrare i riti d&#8217;accoppiamento lassù, lontano dalle quotidiane insidie terrestri. In realtà non è esatto dire che volava <em>lassù</em>, perché alto e basso erano concetti ignoti all&#8217;hypterodonte, al pari di destra e sinistra, avanti e indietro, qui e là. Dire che <em>volava</em>, poi, è un modo impreciso e anche un po&#8217; subdolo per rendere comprensibile al lettore umano un evento che l&#8217;hypterodonte percepiva in tutt&#8217;altra maniera.</p>
<p>Non si vedeva anima viva in giro. Quasi sempre trovava lungo il tragitto compagni di viaggio ben disposti a chiacchiere amene, gare di avvistamento di asteroidi e altri piacevoli espedienti per alleggerire la noia del trasferimento, ma non quella notte. Il silenzio perfetto e la solitudine gli ispirarono una serena riflessione sulle leggi universali e sulla condizione hypterodontica.</p>
<p>«Quando io desidero il disco bianco, il disco bianco si avvicina a me. Quando smetto di desiderarlo, e desidero al suo posto il disco azzurro, ecco che il disco bianco si allontana e il disco azzurro si avvicina. La loro dimensione, inoltre, muta al mutare del mio desiderio, assecondandolo con grazia e sollecitudine. Il disco che io desidero si fa sempre più grande man mano che aumenta l&#8217;intensità del mio desiderio, e quando questo raggiunge l&#8217;apice, il disco si fa così grande e accogliente che io posso toccarlo e posarmi sopra di lui. Il disco che io non desidero si fa invece più piccolo quanto più io desidero l&#8217;altro, e perde buona parte dei suoi colori diventando quasi tutto azzurro o quasi tutto bianco. Da questo comportamento dei dischi io capisco di avere un grande potere sulle cose. Se un giorno desiderassi intensamente uno di quei minuscoli dischi argentei che punteggiano le tenebre &#8211; e che fino a oggi ho desiderato con moderazione &#8211; questo si ingrandirebbe per accogliermi, mentre il disco azzurro e il bianco rimpicciolirebbero fino a scomparire. Posso quindi concludere che è il mio desiderio delle cose a decidere la loro esistenza: ciò che io non desidero non esiste».</p>
<p>Questa concezione hypterodontocentrica dell&#8217;universo non è facilmente comprensibile a noi esseri dotati di capacità razionali ben più elevate di quelle dell&#8217;hypterodonte. Se un essere umano dichiarasse di essere al centro del mondo e di avere potere di vita e di morte sulle cose verrebbe certamente preso per pazzo. Tuttavia non è difficile capire che la sua particolare visione del mondo, in cui tutto dipendeva dalla propria volontà e dal proprio desiderio, faceva dell&#8217;hypterodonte un essere molto felice e incapace d&#8217;angoscia. L&#8217;idea che il mondo potesse finire, per esempio, non poteva nemmeno sfiorarlo, dato che la sua percezione di sé come centro immobile dell&#8217;universo gli precludeva la concezione del tempo e dello spazio: per lui ogni istante era presente, eterno, immutabile. Non concepiva il divenire, l&#8217;invecchiamento, la morte, e quindi non poteva esserne turbato.</p>
<p>All&#8217;improvviso l&#8217;hypterodonte avvertì un dolore fortissimo alla testa: il piccolo asteroide che aveva distrattamente desiderato si stava rimpicciolendo rapidamente dopo l&#8217;impatto e quasi subito scomparve, indesiderato. Vedendo tutti i dischi del cielo farsi sempre più sfocati, capì che il desiderio delle cose lo stava abbandonando. Lottò contro quella sensazione mai provata per tentare di salvare il mondo che egli amava.</p>
<p>Alla fine cedette. Tutti i dischi del cielo si spensero per sempre e lui, ormai libero da ogni desiderio, precipitò.</p>
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		<title>Di cosa parliamo quando parliamo di hypterodonte</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Mar 2006 23:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[hypterodonte]]></category>
		<category><![CDATA[parole e cose]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso mi coglie il dubbio che le parole non siano necessariamente comunicative, dubbio che si fa più tenace quando penso alla letteratura. Infatti, se non è del tutto irragionevole ipotizzare che chi scrive un discorso elettorale, o uno spot pubblicitario, o il manuale d&#8217;uso di un ordigno, o un trattato di astrofisica abbia un qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 0px 0pt" alt="Odradek, tratto da www.kafka.org" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/odradek.jpg" />Spesso mi coglie il dubbio che le parole non siano necessariamente comunicative, dubbio che si fa più tenace quando penso alla letteratura. Infatti, se non è del tutto irragionevole ipotizzare che chi scrive un discorso elettorale, o uno spot pubblicitario, o il manuale d&#8217;uso di un ordigno, o un trattato di astrofisica abbia un qualche intento comunicativo, mi sembra esercizio alquanto ozioso formulare la stessa ipotesi per chi scrive un racconto o un romanzo o altra opera finzionale. Cos&#8217;avrà mai voluto comunicare Cervantes con il Don Chisciotte, se non il Don Chisciotte medesimo, inteso come organizzazione premeditata di frasi, paragrafi, capitoli e punteggiatura?</p>
<p>Son problemi, osserva un onesto visitatore, ma che c&#8217;entra l&#8217;hypterodonte?<br />
<span id="more-85"></span><br />
C&#8217;entra, c&#8217;entra. Considera, onesto visitatore, che <em>hypterodonte</em> è innanzitutto una parola, e una parola affatto particolare, dato che fino a pochi giorni fa non esisteva. Tralasciando per ora altri aspetti che vedremo in seguito, hypterodonte è una parola che ha il potere di creare una cesura temporale, come Cristo, Egira, Urbe Condita: è possibile distinguere l&#8217;epoca anteriore alla comparsa di questa parola dall&#8217;epoca posteriore.</p>
<p>Questo potere è proprio di tutte le parole, in realtà, ma raramente salta agli occhi. Esiste sicuramente un&#8217;epoca <em>prima di rosa</em> e un&#8217;epoca <em>dopo rosa</em>, ma rosa è parola così antica che non siamo più in grado di datare con esattezza la cesura. Possiamo invece stabilire con mirabile precisione la data di inizio dell&#8217;epoca <em>dopo hypterodonte</em>, per esempio rispetto al calendario gregoriano: 22 febbraio 2006, ore 17:24 sul fuso orario GMT + 1.</p>
<p>A partire da allora la parola hypterodonte esiste e ci sono numerose testimonianze della sua esistenza, e quando una parola esiste può essere usata per parlare o per scrivere. È probabile che la parola hypterodonte finora sia stata utilizzata soprattutto nella scrittura sui blog, ma nulla vieta che domani due blogger si incontrino e scambino due chiacchiere su <em>questa faccenda dell&#8217;hypterodonte</em>. E non è impossibile che dopodomani un signore ardito e tendenzialmente psicotico organizzi un ciclo di conferenze sull&#8217;hypterodonte. S&#8217;è visto di peggio.</p>
<p>Ma non è solo la parola hypterodonte a esistere: esiste anche l&#8217;hypterodonte come <em>oggetto</em> o <em>cosa</em> che dir si voglia. Per esempio è un gioco che alcuni hanno giocato e che altri potranno giocare: un grado di esistenza simile a quello del cruciverba o del gioco dell&#8217;oca, cose indubbiamente molto <em>reali</em>. Esiste inoltre come creatura fantastica con attributi abbastanza precisi, almeno quanto quelli di un licantropo o di un unicorno, e chi oserà affermare che il licantropo e l&#8217;unicorno non esistono? Va be&#8217; &#8211; diranno gli aridi materialisti &#8211; ma sono esistenze fantastiche, immateriali, non fanno parte della <em>realtà</em>. Eccerto!, viene spontaneo rispondere a costoro, come dire che Rabelais &#8211; riposi in pace &#8211; è più reale di Gargantua, che gli sopravvive da mezzo millennio circa.</p>
<p>D&#8217;accordo, insiste l&#8217;onesto visitatore, ma alla fin fine di cosa parliamo quando parliamo di hypterodonte?</p>
<p>Porta pazienza, onesto visitatore, ma la domanda va un poco specificata. Chiedendo <em>di cosa</em> parliamo tu dai per scontato che le parole abbiano una presa forte e definitiva sulle cose, che siano cioè in grado di avvolgerle come la cartina avvolge la caramella, di renderne conto in toto, senza sbavature, resti, scarti, rimasugli. Ma a mio avviso non è così che funziona. Di cosa parliamo quando parliamo di sogno, di pietra, di vento, di acqua? Che cosa possono dire queste parole del tuo ultimo sogno, della pietra che forma i muri di casa tua, del vento che ne fa vibrare i vetri, dell&#8217;acqua che bevi? Poco o nulla, no? E dicono poco anche del mio sogno, della mia pietra, eccetera, che peraltro sono diversi dai tuoi.</p>
<p>Le parole non sono in grado di indicare le molteplici manifestazioni di ciò a cui alludono. Quando diciamo <em>sogno</em> parliamo di un&#8217;idea condivisa di sogno, del sogno in sé, del sogno noumenico. E che cos&#8217;è il sogno noumenico se non la medesima parola <em>sogno</em>? Ecco, io credo che le parole parlino sempre e soltano di loro stesse, non di cose. Le cose sono manifestazioni fenomeniche delle parole: togli la parola <em>sogno</em> e i sogni cesseranno di esistere. Il che non significa che tu e io smetteremo di sognare, sia chiaro, ma solo che non saremo più in grado di parlare di sogni.</p>
<p>Così è per l&#8217;hypterodonte, onesto visitatore. La parola esiste ed esistono le cose che la parola ha creato, ma fra queste due esistenze non c&#8217;è una relazione stabile. Prima del 22 febbraio 2006, ore 17:24 sul fuso orario GMT + 1 era impossibile parlare di hypterodonte, non perché prima di quel momento non esistesse l&#8217;hypterodonte, figuriamoci, ma perché non esisteva la parola <em>hypterodonte</em>. Quando questa parola cesserà di esistere &#8211; e ci sono ottime probabilità che questo accada prima di quanto possiamo immaginare &#8211; non potremo più parlare di hypterodonte.</p>
<p>Ecco perché è importante parlarne qui e ora, anche se non sappiamo esattamente <em>cosa</em> sia. Il nostro obbiettivo comune, quando parliamo, non è comunicare con qualche labile e impermanente esattezza le cose di cui parliamo, ma tenere in vita le parole, perché sappiamo che se perdessimo le parole perderemmo anche le cose.</p>
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		<title>Impronte d&#8217;hypterodonte</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/02/impronte-dhypterodonte/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Feb 2006 09:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[hypterodonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo a eventuali visitatori veloci e distratti la presenza della pagina Hypterodonte, facilmente raggiungibile dalla sezione &#8216;Pages&#8217; di questo medesimo blog. Essa pagina è un compendio della letteratura hypterodontica che va sviluppandosi in rete in questi giorni. Nel ringraziare i generosi blogger che hanno fin qui aderito alla campagna per la salvaguardia dell&#8217;hypterodonte, ricordo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo a eventuali visitatori veloci e distratti la presenza della pagina <a href="http://letturalenta.net/hypterodonte/">Hypterodonte</a>, facilmente raggiungibile dalla sezione &#8216;Pages&#8217; di questo medesimo blog. Essa pagina è un compendio della letteratura hypterodontica che va sviluppandosi in rete in questi giorni.</p>
<p>Nel ringraziare i generosi blogger che hanno fin qui aderito alla campagna per la salvaguardia dell&#8217;hypterodonte, ricordo che si tratta di campagna permanente, aperta alla partecipazione di chiunque voglia postare sul proprio blog testi e immagini hypterodontici, secondo i propri tempi e costumi blògghici. Non ci sono premi in palio, se non una menzione speciale nella Storia universale dell&#8217;hypterodonte, che prima o poi qualcuno certamente pubblicherà.</p>
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		<title>Appello per la salvaguardia dell&#8217;hypterodonte</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2006 12:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[hypterodonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sembra assai scorretto che i motori di ricerca ignorino completamente l&#8217;hypterodonte, e ritengo che sia giunto il momento di porre rimedio a questa grave ingiustizia. La cortina di silenzio che avvolge questo argomento è indubbiamente il sintomo di pericolose derive censorie che, se non adeguatamente contrastate, possono arrivare a minacciare seriamente l&#8217;inalienabile diritto alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 0px 0pt" alt="Giotto, La Giustizia, Cappella degli Scrovegni. Tratto da www.anisa.it" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/giustiziagiotto.jpg" />Mi sembra assai scorretto che i motori di ricerca ignorino completamente l&#8217;hypterodonte, e ritengo che sia giunto il momento di porre rimedio a questa grave ingiustizia. La cortina di silenzio che avvolge questo argomento è indubbiamente il sintomo di pericolose derive censorie che, se non adeguatamente contrastate, possono arrivare a minacciare seriamente l&#8217;inalienabile diritto alla libertà di espressione. Tacere oggi dell&#8217;hypterodonte significa preparare il terreno per tacere domani della deriva dei continenti, o del prezzo del riso, o del commercio di figurine adesive, consegnando scientemente all&#8217;oblio conoscenze vitali per lo sviluppo sociale ed economico del genere umano.</p>
<p>Lancio pertanto qui e ora un appello per la salvaguardia dell&#8217;hypterodonte. Blogger di tutto il mondo, uniamoci! Si dia inizio su tutti i blog alla diffusione sistematica e martellante di notizie su questa creatura vissuta ai confini fra sogno e veglia, oggi ingiustamente dimenticata. Facciamo conoscere al mondo le sue abitudini, i suoi comportamenti, i vizi e le virtù, le inclinazioni morali e politiche, testimonianze scritte o iconografiche su avvistamenti remoti o recenti, saghe e leggende che lo vedono come protagonista o deuteragonista, testi scientifici, discorsi e conferenze tenuti da o su l&#8217;hypterodonte. <a href="http://www.google.com/search?q=hypterodonte">Google</a>  e <a href="http://www.technorati.com/search/hypterodonte">Technorati</a> saranno testimoni della nostra tenacia!<br />
<span id="more-82"></span><br />
<strong>Elementi di evoluzione e storia dell&#8217;hypterodonte</strong>.<br />
L&#8217;hypterodonte è un antenato dell&#8217;ippogrifo comparso tra il tardo Paleocene e il basso Eocene, tra i 60 e i 50 milioni di anni fa. I pochi resti fossili disponibili non consentono di descriverlo con esattezza, ma l&#8217;ipotesi prevalente nella comunità scientifica è che l&#8217;hypterodonte primitivo avesse corpo e zampe posteriori di hyracoterium, testa e ali di pteranodonte e zampe anteriori di archeopterix.</p>
<p>Pur essendo per lo più erbivoro, si cibava anche di uova di rettile e carogne di piccoli mammiferi. Animale notturno e schivo, durante il giorno si ritirava in piccoli anfratti rocciosi, scegliendo di preferenza quelli nascosti da arbusti e sterpaglia. Nelle notti estive volava fino alla luna, dove avevano luogo i riti di accoppiamento. Questo comportamento spiega la sua presenza nell&#8217;iconografia selenitica, spesso in forme stilizzate e vagamente ieroglifiche, indizio che depone a favore dell&#8217;ipotesi che l&#8217;hypterodonte fosse considerato animale sacro presso quelle popolazioni.</p>
<p>Ancora in epoca miocenica la sua scatola cranica &#8211; come dimostra il reperto rinvenuto in Germania nel 1868 &#8211; era piuttosto piccola e con ridotto sviluppo frontale, cosa questa che lascia supporre un&#8217;assenza totale di articolazione del linguaggio e capacità cognitive piuttosto limitate. Tuttavia aveva molto probabilmente discrete abilità intellettive e mnemoniche che gli consentivano una primitiva coscienza di sé. Pur privo di parola, egli era in grado di intuire una differenza fra sé e altri oggetti e di stabilire rudimentali rapporti fra la propria interiorità e il mondo esterno e fra oggetti distinti del mondo esterno.</p>
<p>Il reperto australiano del 1921, risalente a circa due milioni di anni fa, mostra un notevole ingrandimento dell&#8217;area frontale e un aumento generale delle dimensioni della scatola cranica. L&#8217;ipotesi che all&#8217;epoca l&#8217;hypterodonte avesse già sviluppato alcune capacità linguistiche non è dimostrabile, ma l&#8217;evoluzione posteriore autorizza a credere che l&#8217;hypterodonte pleistocenico non fosse completamente afasico.</p>
<p>La rarità dei reperti potrebbe essere un indice di scarsa diffusione della specie e la mancanza di resti posteriori al medio Pleistocene indurrebbe a ipotizzarne l&#8217;estinzione. Tuttavia, alcune incisioni rupestri di difficile interpretazione rinvenute in Francia nel 1987 e alcune varianti di racconti trasmessi oralmente presso popolazioni siberiane sembrano indicare la presenza dell&#8217;hypterodonte in epoche variabili fra cinquantamila e i trentamila anni fa. </p>
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