Archive for the ‘libri e dintorni’ Category

Un libro come tutti gli altri

Friday, July 27th, 2007

fettaIeri sul Corriere della Sera è uscito un articolo di Luigi Ferrarella dedicato alla presenza delle vittime del terrorismo in molti libri usciti di recente. Nell’articolo viene citato anche Una tragedia negata, che - come anche le suocere dei giornalisti sanno - è un saggio di Demetrio Paolin pubblicato da vibrisselibri.

Oggi Giulio Mozzi, dalla quiete del suo buen retiro vulcaniano, nota che l’articolo di Ferrarella «Cita il libro del Paolin come se fosse un libro qualunque. Un libro come un altro. Un libro che non ha bisogno di precisazioni. Un libro, in somma. Fatto e finito. Come tutti gli altri».

Ecco, anche questo è un risultato concreto dell’attività di vibrisselibri, un risultato in linea con quello che dicevo qualche giorno fa, cioè questo: là fuori, nel vasto mondo malato di velocità, qualcuno ogni tanto si ferma a leggere i libri che noi parsimoniosamente mettiamo in circolazione. Li legge, li commenta, li cita di striscio in un articolo di giornale, e poi - chessò - magari li consiglia ad amici e parenti, li salva su una chiavetta USB per portarseli nella casetta di campagna, li gira per email alla mamma o alla suocera, ecc.

Son soddisfazioni.

La cinquina

Friday, July 20th, 2007

Ovvero i cinque libri pubblicati da vibrisselibri negli otto mesi trascorsi dalla fondazione a oggi. Succede che là fuori qualcuno ne parla, segno che qualcuno li legge, segno che non furono pubblicati invano.

Elena F.Ricciardi su Appuntamento con il notaio di Alessio Paša.
Gianna Morselli su Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola.
Antonella Pizzo su Nenio di Eugenio De Medio.
Intervista di Michele Trotta a Demetrio Paolin, autore di Una tragedia negata.
E infine Ramona Corrado e Pino D’Emilio su L’organigramma di Andrea Comotti.

Di L’organigramma deposito qui il celebre frammento dedicato alla cerimonia del tè freddo alla pesca, degna risposta brianzola ad analoghi riti nipponici.

Il sole cossigava a picco e anche la sete di Nicotrain picconava apicalmente da non poter dilazionare oltre il rendez-vous col bicchiere mezzo litro di tè freddo alla pesca, che si era preparato sue proprie mani la mattina. Tè persicato, rècipe. Mettere a bollire il pentolone per rigatoni alla truppa e tuffarvi, pena che le bolle pigliano furiosamente ad aggallare, le fesine di quattro pesche gialle mature, col gialdone che trapassa ormai nel marrone, debitamente depilate e fatte opportunamente raggiungere, dopo che la broda ha preso a sprigionare il persico aroma, da quattro bustine di tè, sacrosantamente twining’s earl grey. (Da neppur carezzare la malpensata di un succedaneo.) Dar la mossa al cronografo, attendere il quinto passaggio a ore dodici, rimuovere le bustine smunte, con debita strizzatina ultima inferta dal mestolo di legno di ciliegio contro il cilindro d’acciaio, e dipoi cascatellare a pioggia lo zucchero q.b. (minimo sei cugiarate robuste a schiena d’asino), indi canonicamente rugare col predetto mestolo ligneo in moto alterno destrorso e sinistrorso per agevolarne il totale vivifico scioglimento. Una sgocciolata bondante di limone (da un minimo di uno a un massimo di due frutti, evitare le mezze misure) e di un’arancia gialla (rossa guai!), con somma cura che il beverone non si contamini di un’inseminata (all’uopo ricorrere al provvidenziale colino), darà il tocco finale del capolavoro. Penultimo tocco, pardon: il finale voglion le teiche divinità che appannaggio sia della gradazione pack primaverile del frigo.

Volta la carta la ze finia

Wednesday, June 27th, 2007

Libera nos a maloNon sapevamo più cosa dirci. Sopra di noi c’era una lampadina di vecchio stile, l’unica rimasta col suo piatto di banda, tra i lampioncini nuovi. «Bisogna darle una buona probabilità» ho detto io. «Solo un sasso per ciascuno, piccolo, e stando seduti». Ho tirato io, un po’ a destra, poi Mino, un po’ a sinistra. Poi ha tirato Nino e c’è stato un piccolo boato e pareva che fosse scoppiato un globo di buio. Abbiamo riso a lungo imbarazzati, e poi siamo andati via. Volta la carta la ze finia.

Sono le ultime parole di Libera nos a Malo di Luigi Meneghello, che altre parole, ahinoi, non ne potrà scrivere più.

Compleanno

Friday, June 15th, 2007

vibrisselibriOggi avrei voluto scrivere un post per fare gli auguri di buon compleanno a vibrisselibri, che è nata esattamente un anno fa. Poi ho visto che il post che volevo scrivere l’aveva già scritto Ramona Corrado, quindi che lo riscrivo a fare? Tanto vale andare a leggerlo di là, no?

In un anno abbiamo prodotto cinque libri, immesso in rete fior di contenuti multimediali, e fatto un po’ di baccano su stampa e web.

Avanti così, cari vibrisselibrai vicini e lontani, e buon compleanno a tutti!

La TV non è tutto, ma aiuta

Thursday, May 31st, 2007

vibrisselibriVenerdì 1 giugno, tra le 10 e le 11:30, vibrisselibri parteciperà a un programma di RaiUtile dedicato alla letteratura e all’editoria. Saranno presenti Giulio Mozzi e Alessio Paša, autore di Appuntamento con il notaio.

RaiUtile è disponibile in streaming e sul canale 816 di Sky.

(In vibrisselibri tira di nuovo quell’aria di cospirazione, trama, complotto e intrigo sotterraneo che al suo scorso spirare produsse un capolavoro del cinema muto contemporaneo. Chissà cosa produrrà questa volta… mah… boh… chi può dirlo…).

Biblioteca 2.0

Wednesday, May 30th, 2007

Quel che temevo da tempo è già successo da tempo, ma io - che sono lento - l’ho saputo da poco. Fra i duecentomila ambienti di social networking, o Web 2.0 o come si chiamano, c’è anche quello che ogni lettore con un minimo di sale in zucca dovrebbe schivare al pari dei ragionamenti di Marcello Pera, dei seminari di Claudio Moffa e delle dichiarazioni di monsignor Betori:

aNobii

Per dirla in due parole, questo strumento diabolico consente al lettore di pubblicare online la sua biblioteca personale, completa per ogni libro di dati bibliografici (ISBN, titolo, autore, editore, ecc.), immagine della copertina, date di inizio e fine lettura, giudizio, commento personale, ecc. In pratica è la versione condivisa del classico foglio elettronico sul quale i lettori sagaci - ovvero tutti tranne me - segnano amorevolmente una tacca per ogni libro acquistato o letto. A questa funzione basilare si aggiungono naturalmente i numerosi ammennicoli di socializzazione standard, come messaggistica o gruppi di discussione, e quelli più specifici come la compravendita dei libri.

Insomma, aNobii mi sembra un modo sicuro, e per di più gratuito, per perdere ore e ore a catalogare i libri propri e curiosare in quelli altrui, e quindi ho preso in proposito una decisione drastica e irrevocabile:

alla larga!

Il collezionista di tempo

Wednesday, May 16th, 2007

Marino Magliani, Il collezionista di tempoHo finito di leggere Il collezionista di tempo di Marino Magliani una decina di giorni fa, e l’ho lasciato decantare un poco prima di parlarne, come si fa col vino buono prima di berlo. Si tratta infatti di un libro complesso, un amalgama sapiente di sapori e aromi diversi che il lettore può divertirsi a rintracciare, riconoscere, degustare.

Il libro è suddiviso in quattro parti. Le prime tre raccontano la storia di Gregorio, fotografato in tre momenti distinti della sua vita: ancora bambino, quando frequenta la scuola media in un collegio di frati; a vent’anni, subito dopo il congedo dal servizio militare; a poco più di quaranta, emigrato in Olanda e in procinto di diventare scrittore. Una sorta di biografia discontinua, a strappi. L’ultima parte del libro è un racconto scritto dallo stesso Gregorio, intitolato L’archittettura del molo di Porto Maurizio, che narra gli ultimi giorni di un cane di nome Cobre portato a perdere dal suo padrone sulle colline del ponente ligure.
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Buràn 2, La città

Thursday, May 10th, 2007

Buràn 2, La cittàÈ uscito il secondo numero di Buràn, e questo già lo sapevano anche i muri, data la mia ontologica lentezza. Lo schema della rivista resta invariato rispetto al primo numero:

- il Materiale raccoglie racconti, articoli, saggi, immagini e altri contributi intorno a temi concreti.
- l’Immaginario raccoglie invece racconti, narrazioni storie inventate oltre i nostri confini

Il tema di questo secondo numero è La città.

La peculiarità di Buràn è quella di raccogliere scritture che prendono forma a migliaia di miglia dal nostro orticello italico, ma che la grande ragnatela avvicina fino a poterle sfiorare. Sfiorarle sì, ma non sempre è possibile leggerle, perché non tutti conosciamo a menadito inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, russo, polacco. Per esempio, io che non conosco il russo avrei qualche difficoltà a leggere un testo intitolato Московские вокзалы. Ленинградский, ma la squadra di intervento rapido di Buràn arriva sul posto e svelta converte il misterioso geroglifico cirillico, con tutto quel che segue, in leggibilissimi caratteri latini. Ed ecco pronto, a mia disposizione, uno splendido racconto che fino a pochi secondi prima era per me invisibile: Stazioni di Mosca - Leningradskij.

Fin qui le cose importanti, ma voglio aggiungere una mia quisquilia, a mo’ di ringraziamento personale ai bardi di Buràn per il lavoro preziosissimo che stanno facendo. Chi mi ama mi segua.
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C’è vibrisselibri

Tuesday, May 8th, 2007

Alessio Paša, Appuntamento con il notaioIl quinto vibrisselibro - completo di copertina, quarta di copertina, redazione e impaginazione, ma, come sempre accade per ogni neonato, ancora privo di carta - può essere scaricato gratuitamente dal sito della prolifica casa editrice anfibia.

Si intitola Appuntamento con il notaio e raccoglie quattro racconti in versi di Alessio Paša. Dalla quarta di copertina:

Quattro racconti in versi, diverse angolazioni che si aprono su porzioni di vita ordinarie e per questo emblematiche. I pensieri, i gesti e le parole dei protagonisti sono collezionate e disposte nello spazio di una strofa. Una poesia del quotidiano che riflette con una forza originale e autentica sulle relazioni affettive.

E questo è l’incipit, sul quale esercito il privilegio di poter leggere il primo verso come se fosse una dedica scritta apposta per me:

Scorre le pagine con accurata lentezza,
sottolinea le imprecisioni,
che chiama errori di battitura.
I capelli grigi, le spalle larghe,
serra forte nella mano la biro blu,
cerchia un intero paragrafo,
soffia, un alito spesso, appena trattenuto.
Falconi, c’è ancora molto da fare,
dovevamo consegnare ieri,
cerchiamo di chiudere per questo pomeriggio.

Appuntamento con il notaio è la prova migliore che vibrisselibri c’è, e lotta insieme a noi, ma poiché non di sole parole vive l’uomo, ma anche di immagini, è meglio non farsi mancare niente. Ragion per cui - grazie a Grenar e alla sua valente compagnia di attori - in vibrisselibri c’è anche il cinematografo. Un assaggio qui sotto. Il resto qui.

Audiovibrisselibri

Thursday, May 3rd, 2007

Maura Gancitano, direttrice di Bombasicilia e vibrisselibraia attivissima, fra le sue molte qualità annovera una splendida voce che ha prestato agli ultimi nati in casa vibrisselibri

Qui legge un brano di Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola
Qui, invece, un brano di Nenio di Eugenio De Medio.

E da oggi (4 maggio), tenete d’occhio il sito di vibrisselibri. Tira aria di trama e di mistero…

Silent, please

Da Shakespeare a vibrisselibri, passando per un ciarlatano

Tuesday, April 24th, 2007

Ambulante, tratto da http://site.voila.fr/egbmn/colp/colport.htmOggi, ma ormai è già ieri, è il compleanno di William Shakespeare, ma è anche l’anniversario della morte sua e di Miguel de Cervantes. Come tutti sanno, in realtà di Shakespeare conosciamo solo la data di battesimo, il 26 aprile 1564, mentre la data di nascita non è accertabile. Pazienza: per un mostro sacro della letteratura mondiale di tutti i tempi un po’ di leggenda non guasta. Come forse non tutti sanno, poi, Shakespeare morì dieci giorni dopo Cervantes. In Spagna vigeva infatti il calendario gregoriano, in Inghilterra quello giuliano. Quando Cervantes morì a Madrid, il 23 aprile 1616, a Stratford-upon-Avon lunari e almanacchi segnavano il 13 dello stesso mese.

Una trecentina d’anni dopo codeste auguste dipartite, vendere lunari e almanacchi era uno dei molti mestieri di Arturo Frizzi (1864-1940), famoso girovago, ciarlatano, strillone e colporteur mantovano. La sua vita romanzesca è racchiusa in un libro intitolato Il Ciarlatano, pubblicato a sue spese nel 1912 presso la Tipografia cooperativa “La Provinciale” di Mantova. Qualche notizia in più sul Frizzi e sul suo libro è disponibile sul blog I tempi e le idee, qui e qui.
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Vibrisselibri a Senigallia

Sunday, April 15th, 2007

Mercoledì 18 aprile, ore 18, presso la Sala Incontri dell’istituto, via Capanna, Senigallia (AN), l’Istituto Panzini di Senigallia presenta Parole, bit e gocce.

Occasione più unica che rara per incontrare in un colpo solo:
a. Due redattori di vibrisselibri (Gaja Cenciarelli e Pino D’Emilio)
b. Un’autrice pubblicata da vibrisselibri (Monica Viola)
c. Un buon bicchiere di vino marchigiano

Si parlerà di due libri qui molto amati, Extra Omnes di Gaja Cenciarelli e Tana per la bambina con i capelli a ombrellone di Monica Viola. E poi di copyleft, di liber liber e di vibrisselibri.

Il programma completo qui.

In memoria di Primo Levi

Wednesday, April 11th, 2007

L’11 aprile 1987 Primo Levi compiva il suo ultimo tragico volo. Vent’anni dopo, la magnifica Lina lo ricorda pubblicando sul suo blog un colloquio fra lei medesima e il grande alchimista della letteratura italiana. Una chicca da non perdere.

Per parte mia ricordo che il libro Chiacchiere di bottega di Philip Roth (Einaudi 2004) contiene una conversazione con Primo Levi datata settembre 1986, che da sola vale l’acquisto del volumetto. Quindi, o mio transeunte lettore, fila subito in libreria, compra e leggi, in memoria di questo grande ebreo italiano del secolo scorso.

Dico e altre famiglie

Wednesday, March 28th, 2007

Mammifero italianoGiorgio Manganelli ha vissuto in prima persona, e in tempi non sospetti, la disgregazione dell’istituto familiare tradizionale: cacciato di casa dalla moglie in quanto «non solo inutile ma anche dannoso», nel libro in effigie egli stesso si definì «padre da marciapiede, recuperato solo dalla tenacia irragionevole di una figlia che ha un’intensa vocazione redentrice» (pag. 129). Cattivo marito e peggior padre, fu anche figlio irriverente e ingrato: «Nella mia infanzia io ho posseduto una famiglia normale - o piuttosto ne sono stato posseduto - vale a dire quel tipo di famiglia che, per vivere, ti fornisce di laurea e di una certa quantità di demenza» (pag. 51). Non so immaginare uomo più titolato a sondare il lato oscuro della famiglia italicamente intesa.

Manganelli era un frequentatore assiduo dell’ombra, un collezionista certosino di altri lati delle medaglie, un archeologo votato a riportare in superficie tutto ciò che il senso comune e le retoriche dominanti usano seppellire sotto spessi paludamenti oleografici e consolatori. Sul tema della famiglia, a questa sua innata predisposizione per le escursioni infere, aggiungeva una buona scorta di acidi corrosivi accumulata in anni e anni di esperienza diretta.

Io, al contrario di Manganelli, sono stato un figlio mediamente fortunato, sono sposato da vent’anni con una donna impareggiabile per molte virtù - non ultima la sopportazione delle persone moleste - e padre di due figli che chi me li tocca muore. Qualora monsignor Bagnasco intendesse rinforzare la progettata nota pastorale della CEI sui valori non negoziabili con uno spot sulla Perfetta Famiglia Prolifica ed Eterosessuale, mi candido fin d’ora al ruolo di protagonista. E tuttavia non posso vantare meriti particolari per le gocce di felicità che mi sono toccate in sorte: sono solo uno che può dire a buon diritto di avere più culo che anima, perché ho ben presente quanto le gioie familiari siano aleatorie e costantemente soggette a usura e reversibilità.
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Pensavopeggio

Thursday, March 22nd, 2007

PensavopeggioQualche tempo fa ho incontrato Rossella Messina, poco dopo l’uscita del suo libro Pensavopeggio. L’ho salutata, l’ho castamente abbracciata e baciata sulle gote, e infine ho pronunciato la più trista battuta che essere umano potesse concepire in quel contesto: «pensavo peggio».

L’occasione era alquanto conviviale, per mia fortuna, e così Rossella Messina, invece di manifestare tutto il disprezzo che cotanta scemenza avrebbe meritato, mi ha gentilmente sorriso. Osservando quel sorriso ho notato un particolare insolito: era circoscritto alla bocca, mentre gli occhi restavano serissimi. Lì per lì, lo confesso, la cosa mi ha intimidito: ho avuto l’impressione di essere benevolmente graziato da una metà della donna che mi stava di fronte, mentre l’altra metà emetteva su di me un giudizio di severità inaudita.

Racconto questo episodio - che per l’ordinario dovrebbe rientrare nel fascicolo “fatti miei e, al limite, di Rossella Messina” - perché alcune settimane dopo il fatto ho letto Pensavopeggio, e non ho potuto fare a meno di leggerlo alla luce di quel sorriso serio. Pensavopeggio è una raccolta di dialoghi minimi fra due protagonisti astratti che si chiamano Lei e Lui, talvolta affiancati da comparse come Un’amica o Il cameriere. Il tema è l’amore, come recita il sottotitolo del libro, ambientato nei luoghi classici di una coppia normale: la casa, il ristorante, la villeggiatura. Alcuni esempi:
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