Arrivano i nostri!
Monday, October 2nd, 2006
Ebbene sì, nella dura battaglia contro il silenzio del Web letterario italico sul trentennale della morte di Antonio Pizzuto è scesa in campo l’artiglieria pesante: Armando Adolgiso, che ricorda il trentennale nella sezione Cosmotaxi del suo ormai mitico webmagazine Nybramedia, precisamente qui.
Nybramedia è in rete dal febbraio 2000. Per chi ancora non lo conoscesse, seguono alcune informazioni tratte dalle note redazionali del sito.
Sul sito www.nybramedia.it, oltre alle sezioni che informano sull’attività artistica di Adolgiso e sui suoi appuntamenti, figurano anche altri momenti.
Enterprise: un’immaginaria vineria installata a bordo della famosa nave spaziale di Star Trek, dove, se s’avrà la pazienza di leggere appresso, si capirà perché, nonostante il luogo, la fantascienza c’entri poco.
Qui si trovano incontri con personaggi dello scenario culturale italiano
A questa Sezione, se n’è affiancata nel 2003 un’altra. Si chiama Nadir: segni e suoni dalla Terra. E’ dedicata a filmmakers, fotografi, musicisti, pittori, poeti fonovisuali, webperformers, e presenta un assaggio delle loro opere, accompagnate da una dichiarazione di poetica e un’essenziale biografia.
Ultima nata, fra le sezioni del sito, nel 2004, è Cosmotaxi. Presenta ogni giorno brevi notizie ragionate – avvalendosi anche di dichiarazioni di autori – su pubblicazioni editoriali (poesia lineare esclusa) e discografiche, mostre, concerti, novità teatrali o cinematografiche, rassegne, convegni umanistici e scientifici.
Grazie ai buoni uffici di
[ringrazio
Settima puntata della pizzuteide di letturalenta (si veda la categoria Pizzuto per l’elenco completo degli interventi) e secondo contributo del battagliero professor Gualberto Alvino, che non ringrazierò mai abbastanza per la sua disponibilità. La pizzuteide, come sanno i lettori più affezionati, è la mia privata celebrazione di Antonio Pizzuto nel trentennale della morte. Pizzuto è uno dei maggiori autori italiani del Novecento, nonché uno dei meno conosciuti in Italia. La sua scarsa notorietà deriva soprattutto dal suo essere un autore difficile, che molti critici, anche tra i più esperti e qualificati, non hanno esitato a definire illeggibile.
Nella breve introduzione all’articolo allegato a questo post, Maria Pizzuto - figlia di Antonio Pizzuto ed energica animatrice della Fondazione a lui intitolata - scrive:
La mia passione per Antonio Pizzuto risale a poco più di due anni fa. Nel gennaio del 2004, infatti, scrivevo su ICL (il newsgroup it.cultura.libri) un’entusiastica recensione della mia prima lettura pizzutiana. In questi due anni ho letto molto altro di questo ineffabile gigante della narrativa, ma devo dire che l’entusiasmo misto a naïveté di quella prima lettura non è venuto meno. Pizzuto è un po’ così: più lo leggi più ti accorgi che al suo cospetto sei un poppante della letteratura, le cui certezze e supposte (è il caso di dire) conoscenze letterarie si sciolgono come glicerina in corpore vili.
Nel trentesimo anniversario dell’eradicazione di Antonio Pizzuto dal palcoscenico grottesco che non senza sprezzo del ridicolo siamo soliti definire vita, le pagine culturali dei maggiori quotidiani nazionali pullulano di omaggi, ricordi, notizie, discussioni, recensioni, dibattiti, picche e ripicche, sillogi monografiche, citazioni e dotte disquisizioni sul massimo rappresentante della narrativa italiana, a suo dire ingiustamente trascurato o bistrattato dai critici: Alessandro Baricco.
Nell’ambito della commemorazione di Antonio Pizzuto che qui si celebra, a trent’anni dalla di lui dipartita, in forma privata, segreta, quasi clandestina, pubblico un breve testo luminoso e intenso che dovrebbe sfatare il mito dell’illeggibilità di questo ardito esploratore linguistico.
Antonio Pizzuto è autore ctonio, infero, sotterraneo, aduso a propagarsi lentamente per rari e inconsapevoli contagi fra sparuti e timidi lettori. Con analoghe modalità,