Archive for the ‘tempi moderni’ Category

Son profeta mica per niente

Wednesday, November 9th, 2011

Cinque mesi fa, alla vigilia del quadruplice referendum che secondo alcuni, se vinto, avrebbe determinato la caduta del governo, profetizzai:

Del significato politico dei referendum, se cioè possano contribuire alla caduta o alla tenuta del governo in carica, me ne infischio. Anni e anni di storia repubblicana dovrebbero aver insegnato che i governi nascono e muoiono in parlamento: con o senza manovre di palazzo, con o senza spallate, con o senza bizantinismi più o meno decifrabili, ma sempre in parlamento, e questa volta non sarà diversa dalle altre.

Dopo quello che è successo ieri, per l’appunto in parlamento, c’è qualche speranza che il peggior governo della storia repubblicana finisca davvero.

Ti racconto la storia

Saturday, October 22nd, 2011

Shoah, tratto da filosofiastoria.wordpress.com(preso pari pari da qui)

Sono online sul sito web dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma, da fine settembre 2011, le testimonianze audiovisive di 433 superstiti italiani della Shoah.

L’archivio digitale è parte della più ampia racconta mondiale conservata dalla Shoah Foundation di Los Angeles, l’istituzione culturale creata da Steven Spielberg nel 1994 per la raccolta delle testimonianze dei sopravvissuti alla Shoah. Si tratta della più grande raccolta esistente di interviste audiovisive (circa 52.000, raccolte in 70 paesi e in 37 lingue diverse). Sono stati intervistati testimoni della persecuzione fascista e nazista contro gli ebrei, gli omosessuali, i sinti e rom e le vittime di esperimenti eugenetici, a partire dal 1933 e fino al termine della seconda guerra mondiale. Fra loro, i sopravvissuti ai campi di concentramento e sterminio, le persone che si sono salvate dall’arresto con la fuga o nascondendosi, chi li ha aiutati e soccorsi, e poi ancora uomini e donne appartenenti a formazioni della resistenza, soldati che hanno liberato i campi e persone che, a diverso titolo, hanno partecipato a processi per crimini di guerra.

Le 433 interviste in lingua italiana, oltre che nell’A rchivio Centrale dello Stato di Roma, sono conservate presso l’archivio dell’Istituto del Dornsife College of Letters, Arts & Sciences della University of Southern California. Il software per la fruizione online è stato messo a disposizione dalla Shoah Foundation, che permette la visione in streaming attraverso la conversione di oltre duemila filmati in formato digitale mpeg1 e flv.

L’accesso al materiale audiovisivo viene effettuato dall’utente previa registrazione online al servizio; malgrado l’esistenza delle liberatorie rilasciate dagli intervistati, la particolare delicatezza delle testimonianze ha suggerito una procedura non automatica di accesso ai filmati. Le credenziali vengono rilasciate comunque in tempi molto rapidi.

Il neutrino vittorioso

Sunday, September 25th, 2011

Che l’attuale governo sia composto da una manica di incapaci l’ho già detto più volte, quindi non lo ripeterò (gramo espediente retorico: l’ho appena ripetuto). Aggiungo solo che avere Tremonti alla guida del ministero dell’economia o Maroni agli interni o Frattini agli esteri mi preoccupa molto più del fatto che a capo della pubblica istruzione ci sia Mariastella Gelmini: i danni prodotti dall’incompetenza dei primi tre possono avere conseguenze molto più immediate e letali di quelle pur drammatiche che può produrre l’ultima.

O forse no.

Come tutti sanno, l’altro ieri la Gelmini ha creato una delle migliori battute comiche dell’ultimo millennio sostenendo in un comunicato che l’Italia ha contribuito “alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso”, ovvero il percorso che un fascio di neutrini avrebbe recentemente coperto a una velocità superiore a quella della luce, naturalmente in assenza di tunnel veruno. Vabbe’, la ministra è deboluccia in fisica, geografia e tunnelologia, e questo fa giustamente ridere.

C’è però un’altra perla in quel comunicato che è stata un po’ trascurata dalla rete[1], forse perché battuta sul filo di lana dell’assurdità dal tunnel fantasma. Eccola:

Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Ho provato a immaginare la scena che doveva avere in mente la ministra un attimo prima di immortalarla in indelebile comunicato ufficiale: i ricercatori del Cern e quelli del Gran Sasso, armati di birra e popcorn, guardano la gara in TV (la finale dei 730 chilometri in tunnel deve esserci per forza in TV). Partiti! La luce scatta alla consueta velocità di duecentonovantanove e fischia mila chilometri al secondo. Per i primi nanosecondi i neutrini subiscono l’iniziativa dell’avversaria, quand’ecco che a trenta chilometri dalla fine accade l’imprevedibile: un neutrino finanziato dal governo italiano allunga la falcata; la luce tenta di reagire, ma è in evidente difficoltà; il neutrino la supera in volata tagliando per primo il traguardo con un vantaggio di quindici metri! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Grida di vittoria dagli anfratti del Gran Sasso; un ricercatore del Cern abbraccia convulsamente i colleghi urlando “Vittoria! Vittoria! Vittoria epocale!”. Sono tutti felici tranne uno, poveretto, che aveva scommesso venti euro sulla luce.

Non riesco a decidere se devo ridere ancora di più o passare dal riso sarcastico al pianto sconsolato. Altro che declassamento del debito pubblico: una così può rovinarci la reputazione per i prossimi venti secoli.

——
[1] Un commento l’ho trovato qui

Libertà di stampa

Friday, September 23rd, 2011

Temete che il satellite UARS possa cascarvi sulla testa? Tranquilli! Da tempo la Nasa ha predisposto l’apposito sito per seguire da vicino le piroette di avvicinamento del coso al nostro pianeta.

L’ultimo aggiornamento risale alle 4 circa di questa mattina e dice questo:

As of 9:30 p.m. EDT Sept. 22, 2011, the orbit of UARS was 110 mi by 115 mi (175 km by 185 km). Re-entry is possible sometime during the afternoon or early evening of Sept. 23, Eastern Daylight Time. The satellite will not be passing over North America during that time period. It is still too early to predict the time and location of re-entry with any more certainty, but predictions will become more refined in the next 24 hours.

In soldoni, la Nasa ci informa che l’impatto con l’atmosfera avverrà più o meno questa notte, a un’ora imprecisata, in un luogo imprecisato, ma al di fuori del Nord America, e che al momento non è possibile fare previsioni più precise.

Questo secondo la fonte più autorevole in materia. A dar retta ai giornali italiani, invece, si può essere indotti a ipotizzare un serio rischio che i satellitari frammenti cadranno sul suolo patrio, precisamente a Parma e Piacenza, riunite per l’occasione nello storico ducato. (L’esempio viene da Repubblica, ma altre testate online non sono messe meglio).

Ecco, io non chiedo mica di abolire la libertà di stampa, che è un diritto fondamentale, ma abolire almeno la libertà di sparare cazzate a mezzo stampa è chiedere troppo?

Gli uomini non sono tutti uguali

Tuesday, July 19th, 2011

“Una sera sorprendo me stesso – una persona mite, una persona che ha studiato – a tirare una ciabatta contro il televisore, mentre su La7 un deputato di destra e un deputato di sinistra parlano di scuola”. Leggi tutto l’articolo sul blog di Claudio Giunta

Il voto in condotta

Tuesday, June 28th, 2011

In questo post dello Scorfano, insegnante di scuola secondaria superiore, c’è qualcosa che non mi convince, cioè la netta separazione istituita fra educazione intesa come insegnamento delle buone maniere, che sarebbe responsabilità esclusiva dei genitori o di chi ne fa le veci, e istruzione, ovvero trasmissione di saperi e competenze, che sarebbe responsabilità esclusiva degli insegnanti.

Una separazione così netta renderebbe paradossale il voto in condotta.

Dando per buona la distinzione, infatti, se si ritiene che il comportamento in classe sia un risultato dell’educazione, quindi responsabilità dei genitori, a che titolo gli insegnanti lo valutano con il voto in condotta? Non sarebbe più coerente abolirlo? Se invece si ritiene che il comportamento in classe sia responsabilità degli insegnanti, giustificando il voto in condotta, perché la scuola dovrebbe chiedere la collaborazione dei genitori quando gli alunni si comportano male? Non dovrebbero sbrigarsela gli insegnanti a colpi di cinque in condotta ai più maleducati?

L’esistenza in vita del voto in condotta suggerisce una visione meno manichea in cui educazione e istruzione sono due elementi di un processo più ampio, la formazione, dove i ruoli di attori diversi talvolta si sovrappongono. Quando i ruoli si sovrappongono nascono inevitabilmente conflitti, i famosi conflitti di competenza. Una volta accettata l’ineluttabilità del dissidio, non sarebbe più pratico che genitori e insegnanti collaborassero per comporre civilmente le controversie, anziché limitarsi all’antichissimo gioco dello scaricabarile? Gioco qui riconducibile alla forma:

Genitore: caro insegnante, se mio figlio fa casino in classe è colpa tua che non sai mantenere la disciplina.
Insegnante: caro genitore, se tuo figlio fa casino in classe è colpa tua che non sai insegnargli l’educazione.

Non sarebbe più pratico, dico, darsi come obbiettivo comune un punto in cui genitori e insegnanti possano pronunciare all’unisono qualcosa di più sensato? Qualcosa del tipo: caro ragazzo, se fai casino in classe è possibile che con te non abbiamo lavorato bene. Aiutaci a capire se e come possiamo migliorare.

Risultati

Monday, June 13th, 2011

tratto da bigbigbrother.com/

E un cordiale pernacchione a tutti quelli che “spero che i referendum falliscano”, “meglio andare al mare” e altre scemenze.

Quorum

Monday, June 13th, 2011

tratto da bigbigbrother.com/

Referendum

Tuesday, June 7th, 2011

Domenica 12 e lunedì 13 giugno oltre 47.000.000 di elettori sono chiamati ad esprimersi su quattro quesiti per l’abrogazione di disposizioni di leggi statali. I seggi saranno aperti dalle 8 alle 22 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Lo speciale referendum approntato sul sito del ministero dell’interno sintetizza così i quesiti referendari:

referendum popolare n. 1Scheda di colore rosso — Modalità e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione; il quesito prevede l’abrogazione di norme che attualmente consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati.

referendum popolare n. 2Scheda di colore giallo — Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norme; il quesito propone l’abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore.

referendum popolare n. 3Scheda di colore grigio – Abrogazione dei commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31 marzo 2011 n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011, n. 75. Abrogazione parziale di norme; il quesito propone l’abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare.

referendum popolare n. 4Scheda di colore verde — Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale; il quesito propone l’abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

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Come voterò, nell’ordine: Sì, No, Sì, Sì.

Quanto ai due quesiti sull’acqua, sono ben consapevole che i promotori hanno condotto una campagna fondata sul falso allarme della “privatizzazione delle risorse idriche”. Le norme vigenti, infatti, mantengono saldamente in mano pubblica l’acqua e le reti di distribuzione, mentre aprono all’iniziativa privata solo per la gestione del servizio.

Ciò nonostante risponderò sì al primo quesito, per indicare al legislatore che preferisco un quadro normativo in cui le società chiamate a gestire la distribuzione idrica siano sì aperte agli investimenti privati, ma siano anche controllate da soggetti pubblici. Risponderò no al secondo perché è irragionevole che il costo di un investimento, sia esso pubblico o privato, non sia coperto dal prezzo del servizio reso, e allo stesso tempo è assai più ragionevole che la copertura sia attuata attraverso la tariffa, che è proporzionale per definizione, anziché da tasse indipendenti dall’intensità del consumo..

Questo no è anche un modo per mandare ai promotori un segnale di fastidio per una campagna referendaria condotta all’insegna dell’equivoco, se non dell’aperta menzogna. Anche su questo punto, infatti, i promotori hanno giocato sporco, presentando la remunerazione del capitale investito come “profitto”, mentre si tratta appunto di costo degli investimenti, niente di sostanzialmente diverso dagli interessi che si pagano sui prestiti bancari o sui mutui.

Risponderò sì al quesito sul nucleare perché durante i miei primi quasi cinquant’anni di vita ho avuto abbondanti prove del fatto che le centrali nucleari creano più problemi che vantaggi, e sono fermamente deciso a non tediare il lettore con i dettagli.

Infine risponderò sì al quesito sul legittimo impedimento perché non voglio che chi ha responsabilità di governo sia incoraggiato a sentirsi al di sopra della legge.

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Del significato politico dei referendum, se cioè possano contribuire alla caduta o alla tenuta del governo in carica, me ne infischio. Anni e anni di storia repubblicana dovrebbero aver insegnato che i governi nascono e muoiono in parlamento: con o senza manovre di palazzo, con o senza spallate, con o senza bizantinismi più o meno decifrabili, ma sempre in parlamento, e questa volta non sarà diversa dalle altre.

Non fa ridere

Wednesday, May 25th, 2011

Gary Clement su National Post, 18 maggio 2011, tratto da nationalpost.tumblr.com

Questa vignetta firmata da Gary Clement è stata pubblicata dal quotidiano canadese National Post il 18 maggio scorso. Poi, come apprendo dal blog anellidifumo, è stata ripresa il 22 maggio dal New York Times, raggiungendo quindi un pubblico molto più ampio di quello canadese.

Condivido l’opinione di Andrea Meloni, ambasciatore italiano in Canada: non fa ridere.

Meno festa

Sunday, May 1st, 2011

meno festa, più lavoro. Tratto da senzaqualita.splinder.com

Oggi provo una sensazione di mancanza, percepisco un’assenza, proprio come il mio amico Armando Adolgiso. Il primo maggio è meno festa senza la tradizionale interpretazione di Pellizza da Volpedo ad opera di senzaqualità.

Quella sopra si intitola meno festa, più lavoro, quella sotto quarto potere & quinto stato. Entrambe sono, ahimè, attualissime.

quarto potere & quinto stato, tratto da senzaqualita.splinder.com

Aggiornamento: ne ha fatta un’altra! Si intitola oremus, fratres :-)

Naftalina

Tuesday, April 19th, 2011

mercoledì 06 aprile 2011: quando incontra i capigruppo del Pdl a Palazzo Grazioli prima del voto della Camera sul conflitto di attribuzione, il Cavaliere non lesina affondi: contro di me, sentenzia, è in atto un vero e proprio «brigatismo giudiziario». (tratto da un articolo di Adalberto Signore su il Giornale)

Poi, come da cronaca, Roberto Lassini — un candidato del PdL alle prossime elezioni comunali — si prende la responsabilità per l’affissione a Milano dei manifesti con la scritta via le BR dalle procure.

Oggi personalità di spicco del PdL come Renato Schifani, Roberto Formigoni e Letizia Moratti condannano senza se e senza ma il gesto di Lassini, unanimi nell’intimargli di ritirare la sua candidatura. Un vero e proprio ostracismo senza possibilità di replica.

Di fronte a cotanta potenza dissociatoria, il coordinatore del Pdl in Lombardia, Mario Mantovani, ha scritto a Lassini: “Vogliamo riformare la giustizia ma quella da lei intrapresa non è la strada giusta e la provocazione da lei promossa, facendo riferimento alle Br, risulta essere inaccettabile e pertanto da respingere fermamente”.

La reazione dei vertici PdL è ovviamente una buona notizia, ma non si può fare a meno di notare l’incompletezza dell’azione, sia perché coerenza vorrebbe che anche il riferimento di Berlusconi alla brigate rosse fosse censurato, sia perché in tutto questo fiorire di dissociazioni manca la più pesante, cioè appunto quella del leader.

Lo schema consolidato del PdL quando uno dei loro la fa un po’ troppo fuori dal vaso — penso ad esempio al caso Scajola — è noto: negli immediati dintorni del fatto il birichino viene messo in naftalina, per essere recuperato come se niente fosse quando le acque si calmano. Spero di sbagliarmi, ma non mi sorprenderei di ritrovare il Lassini in cronaca fra qualche mese, candidato PdL alle prime elezioni disponibili o magari già titolare di qualche pubblica prebenda.

Finalmente una buona notizia

Saturday, April 16th, 2011

Torino, 16-04-2011 — “La Corte di Assise di Torino ha riconosciuto l’omicidio volontario con dolo eventuale per i sette morti del rogo alla Thyssenkrupp. L’amministratore delegato dell’azienda, Herald Espenhahn, è stato condannato a 16 anni e mezzo di reclusione”.

La sentenza ha stabilito un principio importantissimo: l’imprenditore che omette scientemente di adottare misure di sicurezza adeguate ai rischi progetta di fatto l’uccisione dei lavoratori e, se il delitto si compie, sarà chiamato a rispondere di omicidio volontario. C’è solo da sperare che l’idiozia degli attuali legislatori non impedisca a questo principio basilare di essere confermato per tempo in Cassazione.

Trapani, bel suol d’amore

Wednesday, March 23rd, 2011

Stefania Prestigiacomo, ministro dell’ambiente, ha detto: “La chiusura al traffico civile dell’aeroporto di Trapani-Birgi è una conseguenza dell’intervento in Libia che la Sicilia non può sopportare. Attorno allo scalo trapanese ruota gran parte dell’economia turistica della Sicilia occidentale”.

Nell’ora in cui gli assetti geopolitici mondiali stanno cambiando a tutta velocità, mentre i popoli si sollevano contro i tiranni e scenari impensabili fino a ieri pongono domande epocali alla comunità internazionale, Stefania Prestigiacomo si erge a paladina dell’economia turistica della Sicilia occidentale. Sottolineo: non della situazione economica generale si preoccupa Stefania Prestigiacomo in quest’ora così grave, no, ma dell’economia turistica della Sicilia occidentale. Ripeto: economia turistica della Sicilia occidentale.

La prima competenza che i cittadini dovrebbero aspettarsi di trovare nei politici è quella di stabilire delle priorità, la seconda è saper fare (e dire) la cosa giusta al momento giusto. Noi italiani oggi siamo governati da persone che, mentre il mondo va a rotoli, non trovano niente di meglio da fare che perorare la causa dell’economia turistica della Sicilia occidentale.

Nucleare 2

Friday, March 18th, 2011

Stefania Prestigiacomo, ministro dell’ambiente, ha detto: “È finita. Non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Dobbiamo uscirne, ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare niente, decidiamo tra un mese”.

E finalmente, grazie a uno slancio di sincerità diventato di pubblico dominio per caso, possiamo vedere in diretta le priorità di chi ci governa: vincere le elezioni è molto più importante della tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Fino a ieri la stessa Prestigiacomo puntava molto sul ritorno al nucleare, tanto da esporsi al pubblico ludibrio con minchiate come quella che il nucleare è ecologico perché non emette anidride carbonica. Fino a ieri la tattica giudicata vincente era quella di sparare minchiate, sapendo che sono minchiate, pur di creare il consenso necessario per realizzare un piano perfettamente inutile sotto il profilo della politica energetica, dannoso sotto quello ambientale, disastroso sotto quello economico.

Oggi, dopo essersi accorti di avere contro la maggioranza degli elettori, la tattica viene aggiornata: il nucleare, che fino a ieri era imprescindibile, viene messo nel dimenticatoio, non perché la Prestigiacomo o i suoi colleghi hanno finalmente capito che è un’idiozia, ma perché mette a rischio il consenso elettorale. Aspettiamoci di veder rispuntare a breve il ponte sullo stretto di Messina, perché è così che funziona. Una classe politica sana chiede il consenso per andare al potere, mentre questi figuri fanno il contrario: usano il potere per creare consenso attorno a cantieri miliardari, inutili o dannosi per i cittadini, ma utilissimi per distribuire favori e creare clientele.

Ieri ho detto che non mi vanto né mi vergogno di essere italiano, perché essere italiano non è un mio merito. Sono invece orgoglioso e fiero di non aver mai dato il mio voto a questi piazzisti.