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	<title>letturalenta &#187; usenet</title>
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	<description>Non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente frettolosa</description>
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		<title>Anniversario</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 08:01:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono passati due anni, sembrano venti. Il ricordo, man mano che il tempo passa, perde molti fronzoli, molti dettagli, e si riduce all&#8217;essenziale: un uomo di vasta cultura, dotato di un&#8217;intelligenza straordinaria e di un cuore molto capiente. Vaffanculo, maria strofa, va&#8217;, e riposa in pace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati due anni, sembrano venti. Il ricordo, man mano che il tempo passa, perde molti fronzoli, molti dettagli, e si riduce all&#8217;essenziale: un uomo di vasta cultura, dotato di un&#8217;intelligenza straordinaria e di un cuore molto capiente. Vaffanculo, <a href="http://mariastrofa.splinder.com/">maria strofa</a>, va&#8217;, e riposa in pace.</p>
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		<title>Continua a mancarmi</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 22:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri e dintorni]]></category>
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		<description><![CDATA[Carlo maria strofa Berselli è morto un anno fa, all&#8217;improvviso, senza avvisare. Quando ho ricevuto la notizia ho creduto che fosse uno scherzo, e so di non essere stato il solo a crederlo. L&#8217;incredulità che accompagna la morte improvvisa di una persona cara dev&#8217;essere una protezione istintiva contro un dolore troppo forte per poter essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo <a href="http://mariastrofa.splinder.com">maria strofa</a> Berselli è morto un anno fa, all&#8217;improvviso, senza avvisare.</p>
<p>Quando ho ricevuto la notizia ho creduto che fosse uno scherzo, e so di non essere stato il solo a crederlo. L&#8217;incredulità che accompagna la morte improvvisa di una persona cara dev&#8217;essere una protezione istintiva contro un dolore troppo forte per poter essere affrontato tutto e subito, in piena coscienza. È come se la mente si concedesse una pausa dilatoria, come se si ritirasse un poco per raccogliere le forze necessarie a parare il colpo.</p>
<p>Sul perché e il percome Carlo sia stato per me una persona cara, forse un giorno scriverò un trattatello apologetico che darò alle fiamme subito dopo averlo terminato, perché ci sono parole private che possono essere dette in pubblico, ma ce ne sono altre che devono restare private.</p>
<p>Qui dico solo che &#8212; fatta la tara di un anno intero di forzata separazione &#8212; Carlo continua a mancarmi. In un certo senso è come se mi ostinassi a credere che la notizia della sua morte sia stata davvero uno scherzo. E qui mi fermo per sopravvenuto magone.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo saluto</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 23:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì sono andato a salutare per l&#8217;ultima volta Carlo &#8220;maria strofa&#8221; Berselli. Vado di resoconto, ma prima vorrei che il lettore desse un&#8217;occhiata qui, dove troverà l&#8217;elenco dei link più recenti al blog di Carlo. Impressionante, vero? Sono tanti, davvero tanti a ricordarlo. E c&#8217;è anche Remo Bassini, che sta pazientemente collezionando i link ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì sono andato a salutare per l&#8217;ultima volta Carlo &#8220;maria strofa&#8221; Berselli. Vado di resoconto, ma prima vorrei che il lettore desse un&#8217;occhiata <a href="http://www.technorati.com/blogs/mariastrofa.splinder.com/?reactions">qui</a>, dove troverà l&#8217;elenco dei link più recenti al blog di Carlo. Impressionante, vero? Sono tanti, davvero tanti a ricordarlo. E c&#8217;è anche <a href="http://remobassini.wordpress.com/2008/06/10/silenzio-per-mariastrofa/">Remo Bassini</a>, che sta pazientemente collezionando i link ai post di saluto: (o)pera [*] benemerita.</p>
<p>[*] <em>Correzione richiesta dal diretto interessato nei commenti.</em></p>
<p>Sono arrivato in anticipo alla stazione di Carpi, dove noi blogger in transumanza pro-strofa ci eravamo dati appuntamento, e ho approfittato dei minuti a disposizione per fare colazione al bar di fronte, dove ho trovato una copia del Gazzettino di Carpi che ho iniziato a sfogliare tra un sorso di cappuccino e l&#8217;altro. Nelle pagine locali c&#8217;era un riquadro di annunci vari, tra cui un elenco di carpigiani defunti che si apriva così: Carlo Berselli, di anni 54.</p>
<p>Carlo, gli ho detto fra me e me, sei riuscito a primeggiare anche in questo, ti rendi conto? Sei il primo della lista! <a href="http://groups.google.it/groups?as_q=vaffanculo+tassinari&#038;num=10&#038;scoring=r&#038;as_epq=&#038;as_oq=&#038;as_eq=&#038;as_ugroup=it.cultura.libri&#038;as_usubject=&#038;as_uauthors=maria+strofa&#038;lr=&#038;as_drrb=q&#038;as_qdr=&#038;as_mind=1&#038;as_minm=1&#038;as_miny=1981&#038;as_maxd=13&#038;as_maxm=6&#038;as_maxy=2008">Ma vaffanculo, maria strofa, va&#8217;</a>!</p>
<p>Mi sono trasferito davanti all&#8217;ingresso della stazione e dopo un po&#8217; il cellulare ha squillato: &#8220;Ciao, sono <a href="http://cronomoto.splinder.com/">Lucia</a>&#8220;, ho sentito dire quando ho risposto. Però, che strano, l&#8217;ho sentito sia con l&#8217;orecchio sinistro (io per le telefonate sono mancino) sia con il destro. Ma che figata!, ho pensato, ciò il cellulare stereo! Poi mi sono voltato e ho visto alla mia destra una distinta stangona che parlava anche lei al cellulare, dicendo proprio le stesse cose che sentivo al mio. Anche lei si è voltata, ci siamo guardati in faccia e siamo scoppiati a ridere per la <em>gag</em> involontaria. Con Lucia c&#8217;era <a href="http://fruscii.splinder.com/">Cristina</a>. Sono partite da città diverse, accomunate dalla levataccia che hanno dovuto fare per arrivare in orario.</p>
<p>Devono aver visto un&#8217;alba romagnola anche <a href="http://contenebbia.splinder.com/">Andrea &#8220;contenebbia&#8221;</a> e <a href="http://paoloferrucci.splinder.com/">Paolo Ferrucci</a>, che ci hanno raggiunti di lì a poco. Quasi assieme a loro è spuntata <a href="http://cid-67e8e9f471b38e81.spaces.live.com/Blog/cns!67E8E9F471B38E81!159.entry">Serena</a>, vestita di nero e affranta, ma anche circondata da amici: una piccola schiera di ventenni che quasi la soffocavano di abbracci e parole di conforto. Presentazioni, facce lunghe, lacrime, tentativi di sdrammatizzare, qualche sorriso. Si parte.</p>
<p>Davanti alla camera ardente, Serena ci ha presentato la mamma Tiziana e la nonna Alba, due donne che basta guardarle per pensare &#8220;la signora dev&#8217;essere tosta&#8221;, ipotesi che l&#8217;esperienza non avrebbe tardato a confermare. Da lì ci siamo trasferiti in macchina all&#8217;autostazione, punto di partenza per il corteo funebre, che è poi stata una passeggiata di dieci minuti durante la quale la piccola blog-pattuglia ha avuto tempo e agio di scambiare quattro chiacchiere per approfondire la reciproca conoscenza.</p>
<p>All&#8217;ingresso del cimitero i presenti, un centinaio di persone, si sono disposti a semicerchio davanti alla bara, e Serena ha letto il ricordo di suo padre, strappando lacrime anche alle tempre più posate e meno emotive, come me medesimo o il Conte. A <a href="http://sgnapisvirgola.splinder.com/">Silvia</a> qualche anima buona ha procurato una sedia, perché non ce la faceva a reggersi in piedi. Poi Serena ha recitato a memoria il breve e famosissimo monologo tratto da Blade Runner (ho visto cose che voi umani&#8230;) che ha imparato da suo padre alla tenera età di quattro anni. Quando ha pronunciato l&#8217;ultima frase, &#8220;è tempo di morire&#8221;, gli astanti hanno taciuto all&#8217;unisono per qualche secondo: un segno di cordoglio unanime che mi ha procurato un brivido di commozione.</p>
<p>Durante la sepoltura il silenzio era rotto con discrezione da brevi conversari: il Conte apprezza la scelta della sepoltura in terra, e io non perdo l&#8217;occasione per fare una considerazione idiota sulla prossimità semantica tra inumare e umanità, roba che, se Carlo mi sentisse, mi abbatterebbe sul posto con un mazzolone <a href="http://mariastrofa.splinder.com/tag/ispettore+gabriello">etimologico</a> su <em>humus</em> e zone limitrofe. Alla fine, un grande cuscino di rose rosse è stato posato sul tumulo. Prima di uscire, Serena ci ha invitati a visitare la tomba di Pietro, il mitico papà del suo papà, sul quale Carlo non molto tempo fa ha prodotto l&#8217;unico suo testo pubblico di argomento intimo che io conosca. </p>
<p>Ci siamo incamminati verso le auto in compagnia di nonna Alba e mamma Tiziana, scambiandoci notizie, ricordi e aneddoti su Carlo e notando una curiosa convergenza fra i loro racconti e quelli di noi amici di tastiera. Una conferma indiretta della schiettezza con cui maria strofa stava in rete, riuscendo a essere sempre pienamente sé stesso, a dispetto dei numerosi travestimenti. Tiziana ha guidato il piccolo corteo, di nuovo motorizzato, fino a casa sua, dove ha riservato a una ventina di invitati, fra cui l&#8217;intiera rappresentanza blogosferica, un&#8217;accoglienza a dir poco imperiale, accompagnata da una familiarità di cui ancora adesso faccio fatica a capacitarmi: un osservatore esterno avrebbe giurato che ci conoscevamo tutti da trent&#8217;anni almeno.</p>
<p>Abbiamo parlato per ore. Di Carlo, certo, ma anche ciascuno di un pezzetto di sé, tanto che Tiziana e Paolo, per esempio, hanno scoperto comuni origini molisane. Tiziana ci ha raccontato che nella sua famiglia c&#8217;è da sempre l&#8217;usanza di fare convivio quando qualcuno muore, per mitigare il dolore con l&#8217;allegria, mescolando lacrime e risate. E abbiamo riso, oh se abbiamo riso, ascoltando gli aneddoti familiari raccontati dalle donne di Carlo: Alba, Tiziana, Serena, Silvia. Il Conte ha già riportato la frase-mito della giornata, by nonna Alba: la minigonna definita &#8220;mantovana della figa&#8221;. Un genio.</p>
<p>Siamo andati via alle otto di sera, con la promessa di rivederci ancora, e sai mai che non ci riusciamo davvero. Ho accompagnato Paolo e Andrea in stazione e ho puntato il muso dell&#8217;auto verso sud. Radio spenta, per lasciare la mente libera di ripercorrere le immagini e le parole di una giornata speciale, dove lutto e condivisione, riso e pianto, dolore e allegria si sono dati il cambio continuamente, quasi a imitare l&#8217;umore variabilissimo del compianto-festeggiato. Addio Carlomaria, e grazie per tutto quello che ci hai lasciato: l&#8217;amore per i libri, i tuoi libri, le tue ineguagliabili performance cibernetiche, le tue splendide donne.</p>
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		<title>Ciao Carlo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 09:12:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carlo Berselli non c&#8217;è più. Era una persona straordinaria, un uomo generosissimo, eccessivo in tutti i sentimenti, come solo i grandi sanno essere. Spero che nel luogo in cui andrà a stabilirsi ci sia una biblioteca sconfinata, aperta notte e giorno. Ci rivediamo là, Maria Strofa. La figlia Serena lo ricorda così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo Berselli non c&#8217;è più. Era una persona straordinaria, un uomo generosissimo, eccessivo in tutti i sentimenti, come solo i grandi sanno essere. Spero che nel luogo in cui andrà a stabilirsi ci sia una biblioteca sconfinata, aperta notte e giorno. Ci rivediamo là, <a href="http://mariastrofa.splinder.com/">Maria Strofa</a>.</p>
<p><a href="http://cid-67e8e9f471b38e81.spaces.live.com/Blog/cns!67E8E9F471B38E81!159.entry">La figlia Serena lo ricorda così</a>.</p>
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		<title>Vero è ben, Pindemonte!</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 23:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche la Speme, ultima Dea, fugge i sepolcri Leggendo questo post di Sergio Garufi su Nazione Indiana &#8211; e in particolare un riferimento ai sepolcri degli uomini illustri e ai luoghi che i medesimi frequentarono da vivi &#8211; mi è tornato in mente l&#8217;inane mio tentativo di scovare tracce del da me amatissimo Niccolò Machiavelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt" alt="Machiavelli" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/Machiavelli.jpg" /><em>Anche la Speme,<br />
ultima Dea, fugge i sepolcri</em></p>
<p>Leggendo <a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/12/18/moleskine-5/">questo post di Sergio Garufi</a> su Nazione Indiana &#8211; e in particolare un riferimento ai <a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/f/foscolo/dei_sepolcri/html/sepolcri.htm">sepolcri</a> degli uomini illustri e ai luoghi che i medesimi frequentarono da vivi &#8211; mi è tornato in mente l&#8217;inane mio tentativo di scovare tracce del da me amatissimo <a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/m/machiavelli/index.htm">Niccolò Machiavelli</a> nei luoghi che lo videro corridore di boschi, uccellatore di tordi e gran giocatore di <a href="http://letturalenta.net/2005/10/la-piu-famosa-lettera-di-tutta-la-letteratura-italiana/">triche-trach</a>.</p>
<p>La cosa risale a cinque anni fa, data che nel sistema di riferimento uèbbico coincide con la preistoria. Sull&#8217;episodio all&#8217;epoca ci ho pure scritto <a href="http://groups.google.it/group/it.cultura.libri/msg/b5cc44d1ffab56ab">un post</a>, che qui vado a trascrivere (sì sì, è corto, cortissimo).<br />
<span id="more-361"></span><br />
==========<br />
I santuari dei grandi della letteratura sono presi d&#8217;assalto dalle fameliche orde dei pellegrini letterari, disposti a percorrere qualunque distanza e a sopportare disagi inenarrabili, pur di trascinare i loro corpi mortali negli stessi luoghi che ospitarono quelli dei loro miti.</p>
<p>E quando raggiungono la meta, allora guardano, ascoltano, toccano tutto quello che capita loro a tiro, accecati dal desiderio perverso di congiungere i propri sensi con quelli degli scrittori.</p>
<p>Ma gli autori più scafati sanno farsi beffe di questi mostri. Niccolò Machiavelli, per esempio, non si fa mica fregare, lui, dagli zombi che calano a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sant'Andrea_in_Percussina">Sant&#8217;Andrea in Percussina</a>.</p>
<p>La sua residenza di campagna, l&#8217;Albergaccio, dove patì il confino e dove compose le sue opere maggiori, adesso è la sede di un&#8217;azienda vinicola.</p>
<p>L&#8217;incauto lettore necrofilo si mette in viaggio, pregustando l&#8217;immondo rapporto carnale postumo.</p>
<p>Per bene che gli vada, potrà al massimo degustare un bicchierino di rosso, oltretutto vinificato con metodi del tutto ignoti  all&#8217;oggetto della sua insana passione.</p>
<p>Io neanche quello, perché la cantina era chiusa quando sono arrivato.</p>
<p>Ben mi sta!</p>
<p>Così imparo a cercare le reliquie di un morto, quando ho sempre a portata di mano le sue pagine, che morte non sono. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bevi alla stessa coppa vita, e morte</title>
		<link>http://letturalenta.net/2007/06/bevi-alla-stessa-coppa-vita-e-morte/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2007 20:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[severino cimitero]]></category>
		<category><![CDATA[usenet]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo fa nel newsgroup it.cultura.libri allignava uno spirito raro, in tutti i sensi. Postava con diversi pseudonimi, come carlo andrea o severino cimitero, e ogni sua frase era un concentrato di splendida ironia e di alta cultura. Oggi maria strofa mi ha mandato due suoi sonetti. Cioè, diciamola tutta: i sonetti sono di Shakespeare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin: 0pt 10px 0px 0pt" alt="William Shakespeare" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/shakespeare.jpg" />Tempo fa nel newsgroup it.cultura.libri allignava uno spirito raro, in tutti i sensi. Postava con diversi pseudonimi, come <em>carlo andrea</em> o <em>severino cimitero</em>, e ogni sua frase era un concentrato di splendida ironia e di alta cultura. Oggi <a href="http://mariastrofa.splinder.com/">maria strofa</a> mi ha mandato due suoi sonetti.</p>
<p>Cioè, diciamola tutta: <a href="http://www.gutenberg.org/etext/1041">i sonetti sono di Shakespeare</a> e il carlandrea si è limitato a tradurli, però dire <em>si è limitato</em>, visto il risultato, mi sembra limitativo. Ovunque tu sia, o severino (spero proprio non al cimitero), ti possa raggiungere il mio augurio di buona vita.</p>
<p><strong>I</strong><br />
Belle creature danno al mondo i figli<br />
sì che quel fiore di bellezza duri:<br />
quando saran gualciti i loro gigli,<br />
ne fioriranno ancora eredi puri.</p>
<p>Tu no, non curi al tuo sguardo di brace<br />
nutri la fiamma di propria sostanza<br />
oscuri ogni chiarezza, togli pace,<br />
fai carestia là dov&#8217;era abbondanza.</p>
<p>La tua bellezza fulgida, l&#8217;orgoglio<br />
che primavera annuncia e porta gaio,<br />
fiorisce e muore in un solo germoglio<br />
paga il suo dolce pegno a te, usuraio.</p>
<p> Sii generosa al mondo, o ridi forte:<br />
 bevi alla stessa coppa vita, e morte.</p>
<p><strong>II</strong><br />
Quaranta inverni al tuo bell&#8217;incarnato<br />
in guerra di trincea daran l&#8217;assedio<br />
sarà il tuo manto, fiero ed invidiato,<br />
lacera veste, senza più rimedio.</p>
<p>Ti chiederanno dov&#8217;è lo splendore,<br />
dove il tesoro dei giorni migliori:<br />
togli lo sguardo, spento d&#8217;ogni ardore,<br />
non far che la vergogna ti divori.</p>
<p>Sii prodiga di te, rendi la pura<br />
bellezza del sembiante ad un erede:<br />
sarà il tuo pegno, pagherà l&#8217;usura,<br />
questa salvezza un figlio ti concede.</p>
<p> Rinasci in lui, sconfiggi il tuo declino:<br />
 scalda il tuo sangue al sangue di un bambino.</p>
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		<title>mancano ancora molte lettere alla &#8216;zeta&#8217;</title>
		<link>http://letturalenta.net/2006/11/mancano-ancora-molte-lettere-alla-zeta/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 00:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[usenet]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra ieri quando maria strofa, sull&#8217;ormai mitico newsgroup it.cultura.libri, scriveva: Ha passato anni sulla &#8216;m&#8217; di Machiavelli. Poi si occupa della &#8216;m&#8217; di Mann. Adesso è ingaggiato con Montaigne che ci ho premura di rileggerlo perché se fa come con il Machiavelli, qui non può più dire niente nessuno. Si vede che è un ottimista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra ieri quando <a href="http://mariastrofa.splinder.com/">maria strofa</a>, sull&#8217;ormai mitico newsgroup it.cultura.libri, scriveva:</p>
<p><font color="#0000ff">Ha passato anni sulla &#8216;m&#8217; di Machiavelli.</p>
<p>Poi si occupa della &#8216;m&#8217; di Mann.</p>
<p>Adesso è ingaggiato con Montaigne che ci ho premura di rileggerlo perché se fa come con il Machiavelli, qui non può più dire niente nessuno.</p>
<p>Si vede che è un ottimista il Tassinari: mancano ancora molte lettere alla &#8216;zeta&#8217;, ma lui procede in ordine alfabetico. Ecco, questo è ottimismo.</p>
<p>(Sempre che non salti fuori con Moravia fra due mesi! C&#8217;è anche da vedere quanti autori con la lettera &#8216;m&#8217; intende fare prima di passare alla &#8216;n&#8217;!)</font></p>
<p>Ma non era ieri. Era il 12 marzo 2003, più di tre anni e mezzo fa, che non è una vita, certo, ma neanche un battito di ciglia. Quelle parole scritte da Maria a mo&#8217; di burla amichevole &#8211; e <a href="http://groups.google.it/group/it.cultura.libri/browse_frm/thread/7eda79dc092b1f50/">come tale accettate da me</a> &#8211; mi fecero vedere chiaramente per la prima volta un aspetto peculiare del mio modo di leggere libri: la lentezza.</p>
<p>Insomma, per farla breve, il 12 marzo 2003 può essere considerata la data di concepimento di letturalenta. Sappia pertanto il lettore di questo breve post notturno che se ogni tanto viene qui a consumare un po&#8217; la rotella del mouse, la colpa è anche di maria strofa.</p>
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		<title>Kafkiane rimembranze</title>
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		<pubDate>Tue, 09 May 2006 22:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Circa quattro anni fa, in una recensione a Lettere a Milena postata in icl, l&#8217;autrice Ol&#8217;ga riportava questo passo di una lettera di Kafka: «È all&#8217;incirca come quando uno, prima di ogni passeggiata, dovesse non solo lavarsi, pettinarsi ecc. &#8211; già questo costa fatica &#8211; ma siccome prima di ogni passeggiata gli mancano sempre tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 0px 0pt" alt="Franz Kafka, tratto da mek.oszk.hu" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/kafka.jpg" />Circa quattro anni fa, in una <a href="http://groups.google.com/group/it.cultura.libri/browse_frm/thread/2e016a8c2f807ed5">recensione a <em>Lettere a Milena</em></a> postata in icl, l&#8217;autrice Ol&#8217;ga riportava questo passo di una lettera di Kafka:</p>
<p>«È all&#8217;incirca come quando uno, prima di ogni passeggiata, dovesse non solo lavarsi, pettinarsi ecc. &#8211; già questo costa fatica &#8211; ma siccome prima di ogni passeggiata gli mancano sempre tutte le cose necessarie, dovesse anche cucirsi il vestito, farsi le scarpe, fabbricarsi il cappello, tagliare il bastone e così via». </p>
<p>Questo brano, dissi allora in risposta alla recensione, pone «l&#8217;accento sulla fatica di Kafka, la sua sensazione di non essere attrezzato per stare al mondo, l&#8217;angoscia di non saper andare <em>al di là</em>». </p>
<p>E aggiungevo:</p>
<p>«Quando cerco di leggere Kafka mi sento esattamente così: affaticato, disarmato, inquieto. È come un muro da scalare. Ci provo a più riprese, ci rinuncio, lo mollo per anni e poi ci riprovo, per vedere se il tempo mi ha fornito l&#8217;attrezzatura giusta per poter andare <em>al di là</em>. Macché! Io invecchio, divento più lento, più pesante, le mie chance di riuscire a oltrepassare il muro calano inesorabilmente».<br />
<span id="more-125"></span><br />
E posso dire che negli ultimi quattro anni non ho fatto progressi significativi. Kafka per me continua a essere in buona misura invalicabile, e non perché sia un autore <em>difficile</em> o particolarmente <em>oscuro</em>, ma per motivi diametralmente opposti: è talmente chiaro e comprensibile da risultare inaccettabile, respingente, repellente. La realtà che mette in scena, soprattutto nei racconti, è così precisa, dettagliata e internamente coerente da risultare spaventosa. Kafka non è un surrealista o uno scrittore fantastico, ma un iper-realista che descrive il mondo citando tutti i particolari, anche i meno appariscenti, e dando a tutti i dettagli lo stesso rilievo e la stessa importanza. Questa precisione estrema ha un effetto sconvolgente, perché porta in primo piano questioni che nella vita di tutti i giorni noi comuni mortali tendiamo a considerare marginali o scontate. Atti naturali come mangiare e bere, passeggiare, assistere a uno spettacolo, addormentarsi e risvegliarsi, lavorare, vestirsi e spogliarsi, in Kafka diventano fatiche improbe, fonti di dubbi angoscianti, barriere insuperabili, incubi.</p>
<p>A riprova del fatto che i miei progressi su Kafka sono generalmente trascurabili, quasi un anno dopo <a href="http://groups.google.com/group/it.cultura.libri/browse_frm/thread/d0bab4029e077426/5109f4bb9c64fb97#5109f4bb9c64fb97">sempre in icl</a> scrivevo:</p>
<p>«Io, quando m&#8217;azzardo a leggerlo, cado in uno stato di <em>sospensione della percezione</em>, una sorta di <em>straniamento</em>, con forti rassomiglianze al rincoglionimento però. Il risultato è che al termine di una qualsivoglia lettura kafkiana ho bisogno di una forte <em>iniezione di realtà</em>, come fare una passeggiata, mangiare un gelato, o cose simili».</p>
<p>Una realtà in cui <em>tutto</em> è in primo piano è una realtà inquietante quasi per definizione. La prospettiva e la distanza sono rassicuranti: una diga vista da lontano non turba più di tanto, ma trovarsela davanti all&#8217;improvviso durante una gita nei boschi in una giornata nebbiosa &#8211; un gigantesco blocco di cemento sorto da chissà dove che occupa tutta la visuale &#8211; mette addosso una paura tremenda. Lo dico con cognizione di causa, perché mi è successo vent&#8217;anni fa e ancora non l&#8217;ho dimenticato. La realtà messa in scena da Kafka ha le stesse caratteristiche di quella diga: è angosciante perché incombe, perché è troppo vicina, perché non lascia vie di scampo, perché è talmente enorme da diventare <em>tutto</em>.</p>
<p>Nella discussione di tre anni fa <a href="http://strindberg.livejournal.com/">Damiano Zerneri</a>, kafkiano di lungo corso, esemplificava così la mia dichiarazione di straniamento tendente al rincoglionimento:</p>
<p>«Mi pare che il procedere dello straniamento agisca in questo modo: tu leggi una storia, poniamo si tratti del Processo di cui abbiamo appena parlato, nella quale non c&#8217;è nemmeno un particolare il quale nella sua essenza sia meno che reale. Eppure quella realtà è come traslata in un&#8217;area straniante, reale ma nello stesso altra, da suscitare sensazioni contrastanti. Riemergi dal libro, vale a dire dalla realtà <em>altra</em> e subito hai voglia, per reazione, per disagio, di una realtà <em>questa</em>». </p>
<p>Al che concludevo:</p>
<p>«Sì, direi che ci siamo. Kafka è realista in una realtà che appartiene interamente solo a lui. Non è <em>surrealista</em>, non è <em>impressionista</em>, non rimanda in alcun modo intenzionale alla realtà <em>questa</em>, come dici tu. Quando leggo Kafka so perfettamente dove sono, ma non saprei dire come ci sono arrivato; so che non è il mio mondo, ma non saprei dire perché non lo è».</p>
<p>Sì d&#8217;accordo &#8211; dirà il perplesso lettore &#8211; ma perché stai qui a menarmela con queste kafkiane rimembranze?</p>
<p>Eh, che domande. Mi sembra <em>ovvio</em> che lo faccio a causa di un libro, altrimenti che razza di lettore sarei? Il libro è <a href="http://www.quodlibet.it/generale/singole/anders.html"><em>Kafka pro e contro</em></a>, un saggio di Günther Anders pubblicato di recente da Quodlibet, in cui ho ritrovato molti dei temi che uscirono in quelle discussioni libresche di qualche anno fa: il realismo di Kafka, la sua inadeguatezza a vivere, l&#8217;invalicabilità della sua prosa, l&#8217;angoscia di non poter andare <em>al di là</em>.</p>
<p>E proprio su questo tema l&#8217;analisi stringente e raffinata di Anders offre un punto di vista originale ed efficace, l&#8217;idea cioè che per Kafka l&#8217;<em>aldilà</em> coincide con l&#8217;<em>aldiqua</em> comunemente inteso: mentre gli uomini solitamente identificano l&#8217;<em>aldilà</em> con il mondo ultraterreno, Kafka lo identifica con questo mondo, con la realtà da cui si sente escluso e a cui tenta invano di appartenere.</p>
<p>Sono già andato lungo e quindi mi fermo qui, ma forse sul libro di Anders dirò altro, presto o tardi.</p>
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		<title>Anche io da grande voglio fare la sensitiva</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Mar 2006 12:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ha rifatto. Il noto fisico de &#8216;sto par di celle &#8211; di cui agli albori di questo blog avevo già segnalato l&#8217;esilarante promemoria per la prossima campagna elettorale &#8211; trova evidentemente nello scontro politico in atto materia utile per alimentare la sua vena creativa. Ora s&#8217;immagina veggente e anticipa lo svolgimento e i contenuti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 0px 0pt" alt="Duello, tratto da learning.cc.hccs.edu" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/duello.jpg" />L&#8217;ha rifatto.</p>
<p>Il noto <em>fisico de &#8216;sto par di celle</em> &#8211; di cui agli albori di questo blog avevo già segnalato l&#8217;esilarante <a href="http://letturalenta.net/2005/10/promemoria-per-la-prossima-campagna-elettorale/">promemoria per la prossima campagna elettorale</a> &#8211; trova evidentemente nello scontro politico in atto materia utile per alimentare la sua vena creativa.</p>
<p>Ora s&#8217;immagina veggente e anticipa lo svolgimento e i contenuti del prossimo duello televisivo fra aspiranti primi ministri. L&#8217;originale usenettiano si può leggere <a href="http://groups.google.com/group/it.fan.culo/msg/97668e45bf45f9ad">qui</a>, ma lo ricopio qui sotto per maggiore comodità del pigro lettore di passaggio.</p>
<p>Buona lettura!<br />
<span id="more-100"></span><br />
<strong>Anche io da grande voglio fare la sensitiva</strong><br />
di <em>tu non sei il mio popolo</em></p>
<p>Siamo in grado, grazie alle nostre sconvolgenti capacità premonitrici, di anticipare all&#8217;inclito pubblico e alla colta guarnigione lo svolgersi degli avvenimenti che andranno ineluttabilmente a verificarsi nel prossimo grande duello televisivo ad usum incerti tra P e B, moderato da V, e già qui si potrebbe obbiettare che non compare nemmeno una vocale, ma vabbè, pazienza. Quella che segue è la nuda cronaca degli eventi e grazie al fatto che ve la racconto adesso voi potrete in futuro vedere, senza perder nulla di fondamentale, la terza puntata di Wojtyla, da uomo a papa, da papa a morto e da morto a santo. Quindi ringraziate, anziché alzare il sopracciglio e ficcarvi le dita nel naso.</p>
<p>    ***</p>
<p>V: Accogliamo, un applauso, questa sera i due contendenti al tro&#8230; alla guida del prossimo governo, i due leader degli schieramenti, i due scherani del leaderamenti, l&#8217;onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Onorevole Imprenditore Don, no, senza il Don, almeno per adesso poi chissà, ma Cav. sì eh? Cavaliere B! applausi, grazie, e poi ci sta coso, lì, quello che è ex-questo ed ex-quell&#8217;altro signor, che già mi sto a allarga&#8217;, P. La prima domanda che vado a porvi nel pieno e solare rispetto della par condicio è: come stanno davvero le cose in Italia?</p>
<p>B: La ringrazio per questa domanda perchè avevo proprio voglia di risponderla. Malgrado i profeti di sventura e le cassandre che si sono insinuate dappertutto ed in particolare in certa statistica, le cose in Italia vanno bene, ma che dico bene? meglio! Certo, quelli che stanno nella parte sinistra della campana, sentono appunto un&#8217;altra campana, ma io, che sto lassù in cima a destra, come vanno le cose lo so, e lo dico chiaro e forte!</p>
<p>P: Ma io sono tranquillo, mi metto lì in mezzo e sto calmo, e non vado certo a vedere se uno è bayesiano oppure no e d&#8217;altra parte&#8230;</p>
<p>V: ma passiamo alla seconda domanda, un applauso, in modo che i due contrendenti possano esprimere il loro pensiero in modo compiuto e rispettando in pieno le pari opportunità di accesso al messaggio radiotelevisivo: che ne diciamo della chiesa? eh? eh?</p>
<p>P: Guardi, io non voglio sbilanciarmi e preferisco restare calmo e fermo senza tirare nessuno per la tonaca perché la chie&#8230;</p>
<p>V: ma sentiamo subito l&#8217;arguta opinione del Pres. Cons. Grand. Piduist. On. B!</p>
<p>B: Io, un prete che sta colla sinistra, o non è un prete, o è uno spretato! Non è umanamente comprensibile e d&#8217;altronde lo ha detto anche Ruini. Noi dobbiamo fermare questi atei e anche certa parte della chiesa che li spalleggia non rendendosi conto del male che fa all&#8217;Italia e alla sua credibilità all&#8217;interno della conferenza episcopale. Noi abbiamo aumentato il numero di messe del sette virgola quattro percento, e siamo, lo dico con orgoglio, al primo posto NEL MONDO! E che diancine!</p>
<p>V: Parliamo adesso del problema della ricerca. Cosa si può fare per migliorare la ricerca in Italia? Prego i contendenti di rimanere all&#8217;interno, un applauso, dei limiti stabiliti dalla par confucio.</p>
<p>B: Guardi, io, preferisco che si ricerchi poco perchè sennò va a finire che mi trovano, ma se proprio si deve ricercare che si ricerchino gli scheletri nell&#8217;armadio di quelli che fanno gli intrecci indecenti tra giunte comuniste, e certe scoperte, comuniste, che provocano il panico nei mercati e propalano l&#8217;idea che l&#8217;entropia debba crescere sempre, laddove noi l&#8217;abbiamo diminuita del sei virgola tre per cento che ancora oggi nessuno ci vuol credere e si stropicciano gli occhi e le orecchie ma è la verità vera e sono sincero quando dico che sono sincero.</p>
<p>P: Io sono sereno, io sono calmo, io voglio unire e quindi non mi muovo perché chi si muove non sta fermo ma chi sta fermo non si muove, e quindi&#8230;</p>
<p>V: Ma passiamo subito, appena dopo un piccolo applauso, a un altro argomento importante, per non dir fondamentale. Il problema dell&#8217;industria, del commercio, dell&#8217;artigianato, dei&#8230;</p>
<p>B: Ah! non riesco a stare zitto! Io, quando vedo certa, confindustria, certa confartigianato, certa confcommercio, certa confagricoltura mi domando: ma dove vivono questi signori? In un qualche attico pagato colle quote dei propri iscritti? In barca a vela? Barca, poi, al massimo una barchetta, siamo seri. Ma se abbiamo fatto trentasette riforme e trenta riforme delle riforme e cinque riforme delle riforme delle riforme, ma cosa si pretende ancora da noi? Abbiamo cantato, abbiamo portato la croce e abbiamo abbassato del due percento il tasso di colesterolo. Questi sono i fatti!</p>
<p>P: Io dico una sola cosa: bisogna stare calmi, tranquilli e sereni e io lo sono. Grazie anche al fatto che vado spesso in bicicletta e quelli che salgono su col loro passo non scoppiano a metà della salita, Quindi salgo su col mio passo. Senza agitarmi, Quasi senza muovermi. A parte i pedali, s&#8217;intende.</p>
<p>V: L&#8217;Italia, dicono i giornali&#8230;</p>
<p>B: E questa non ce la faccio proprio a trattenermela e quindi vado a dirvegliela: i giornali scrivono, scrivono, scrivono ma cosa combinano davvero di concreto? Glielo dico io, i giornali si schierano mentre invece dovrebbero stare fermi! e su questo devo, purtroppo, dar ragione al signore qua presente, anche se non è ben chiaro se sia davvero presente o se, levandogli la maschera, non viene fuori che c&#8217;è sotto uno con in baffetti, i baffini, i bassotti con tutto quel che ne consegue e che ben sappiamo, tranne una certa storiografia distorta e prezzolata.</p>
<p>P: Non dobbiamo cedere alle suggestioni. Ci sono i dati di fatto e ci sono le opinioni. Io, per conto mio, mi metto lì, buono buono e vado avanti, piano pia&#8230;</p>
<p>V: Bene! un applauso e andiamo avanti, ché la gente vuole sapere: vorrei quindi sentire l&#8217;opinione del signore vestito di grigio e anche un po&#8217; incanutito, diciamo le cose come stanno, a proposito dei conti pubblici.</p>
<p>P: Con la calma si ottiene tutto e i conti pubblici veri, noi ancora non li conosciamo ma quando li conosceremo, li renderemo noti, ma lentamente, senza spargere allarmismi ma unendo, anziché dividere.</p>
<p>B: Noi cioè io, invece, voglio proprio dividere in particolare la torta che mi spetta, per la mia storia, per il mio curriculum che non ha pari direi addirittura nel mondo, per la mia geografia, per la mia milza e per tutti quelli che come me credono che se si dà retta a certa culinaria si finisce che nessuno mangia niente tranne i bambini che sappiamo bene cosa ne fanno certa parte di certa parte di certa parte della sinistra e me lo lasci dire che proprio non ce la faccio a non dirmela e cantarmela e suonarmela. Ma come si fa, dico io, a essere di sinistra e votare per la sinistra? È un controsenso grosso come una casa che significa che altro che cadaveri uno ci deve avere nell&#8217;armadio, nell&#8217;armadio c&#8217;è un vero e proprio camposanto! E chissà cosa troveremo dentro il baule o sotto il sofà.</p>
<p>V: Bene, grazie, un applauso e parliamo adesso, sempre nel rigoroso rispetto della par con frocio, dei problemi sociali, dei pacs. Sentiamo l&#8217;illuminata opinione dell&#8217;arcidu&#8230; del Signor Direttor, Pres. del Cons. dei Min. sua Maestà B.</p>
<p>B: Sono contento che lei mi abbia fatto questa questione di cui ora vado ad esplicitare il mio pensiero nel proposito. Noi ci attendavamo che certa recchionaggine non si mettesse a mettere i bastoni tra le ruote che ci sarebbe anche la barzelletta ma ora, purtroppo, coi tempi contingentati da certa parte della cronometria non c&#8217;è nemmeno il tempo di dirlavela e dobbiamo per forza essere sempre seriosi che non si può nemmeno stemperare un po&#8217; la questione e quando le cose stanno così io dico che c&#8217;è un problema di democrazia vera e propria che viene da mettersi le mani nei capelli. Noi, e lo ribadisco con forza, abbiamo aumentato del tre per cento all&#8217;anno le vendite di vaselina e tutti ormai hanno il telefonino che vibra ed è solo certa parte della categoria degli uomosessuali, quelli passivi, che si lamenta ma abbiamo fatto tutto il possibile e anche l&#8217;impossibile e poi non tutti sono belli e forti come mè.</p>
<p>P: Io penso che quando lo si piglia al cesto bisogna stare soprattutto fermi e calmi, e infatti io me ne sto bel bello fermo e calmo e anche tranquillo, senza alzare i toni, senza agitarmi che sennò quelli godono anche di più.</p>
<p>V: dopo il solito applauso chiedo ora ai due contendenti di rivolgersi direttamente agli italiani, agli elettori, ai telespettatori, ai babbaloni e nel rigoroso e puntiglioso rispetto sostanziale nonché formale della par casaccio do per primo, appunto a casaccio, la parola al signore noioso sedicente leader del fantomatico centrosinistra meglio noto come il mortadella. Prego.</p>
<p>P: Io agli italiani dico soprattutto, state calmi, state sereni e aiutateci a voltare pagina e a far riparti&#8230;</p>
<p>V: Va bene, grazie, basta così. Ma ascoltiamo adesso le flautate parole del nostro Presidente, Premier, Primate, Primattore, Primo Carnera, Primintutto:</p>
<p>B: Queste regole ingessate da sepolcri imbiancati non mi permettono a mè di dire le cose in senso compiuto perchè non si può fare un ragionamento che sia uno con questi lacci e lacciuoli eredità dei disastri compiuti dal centrosinistra dalla breccia di Porta Pia ai giorni nostri che sono stati sempre al governo e al sottogoverno con certa parte della politica, certa parte della magistratura, certa parte dei governi locali, certa parte delle tifoserie e ve lo dice uno che ha vinto tante champions anche se, purtroppo è accaduto, addirittura, che certe squadre di certi paesi siano, roba da non credere ai propri occhi che me li devo stropicciare, riuscite a segnare certi goal e a fare certe rimonte che bisogna avere chissà cosa nell&#8217;armadio per farlo. Ma noi intendiamo andare avanti per la nostra strada e non ci faremo intimidire dai giornali e dalle televisioni tutte e tutti indistintamente nelle mani adunche della sinistra che sparge catastrofismo come tante cassandre. E quindi io vi dico, in verità, viva Mè, datemi il cinquantuno per cento e se è di più tanto meglio che poi ci penso io a far le cose che son da fare che lo so io quali sono.</p>
<p>V: Bene, ringrazio i due contendenti anche se mi sembra che uno dei due sia stato un filino ripetitivo mentre il Grand Uff. Lup. Mann. Cav. Lord Sir Med. d&#8217;Or. Pres. Cons. Min. Rep. It. ha spiegato, secondo il mio modesto parere e nel rispetto addirittura pignolo della par depalle, molto efficacemente le sue sacrosante ragioni. Saluto quindi i telespettatori e diamo la linea alle telepromozioni. Buonasera.</p>
<p>    ***</p>
<p>Ecco qua, tarallucci miei, come andranno le cose. Ora devo dare una ricucita allo strappo del continuo spazio temporale che pare un colabrodo e poi me ne andrò a caà. Raccomandandovi di non stropicciarvi troppo l&#8217;uccello vi saluto indistintamente e vi ricordo che par condicio, ma invece è un par de&#8217; ciufoli.</p>
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		<title>Alla ricerca del verso perduto</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2005 23:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In data 12 luglio 2005 l&#8217;utente Linnio lanciava il seguente quizzettone su it.cultura.libri: quizzettone: a quale poeta appartiene uno dei pi&#249; bei versi della letteratura italiana, ovverosia &#8216;la turbata armonia degli incanti&#8217;? ricchi premi e cotillons. Decisi di partecipare al gioco e mi lanciai in una rocambolesca ricerca della quale inizialmente riportai soltanto il risultato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 0px 0pt" alt="Immagine tratta da http://www.nig-uk.com/legal/" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/ricerca.jpg" />In data 12 luglio 2005 l&#8217;utente Linnio lanciava il seguente quizzettone su it.cultura.libri:</p>
<p><em>quizzettone: a quale poeta appartiene uno dei pi&ugrave; bei versi della letteratura italiana, ovverosia  &#8216;la turbata armonia degli incanti&#8217;? ricchi premi e cotillons.</em> </p>
<p>Decisi di partecipare al gioco e mi lanciai in una rocambolesca ricerca della quale inizialmente riportai soltanto il risultato finale. In data 14 luglio, infatti, scrivevo:</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm">Ci&ograve; messo due giorni, scartabellando gugol digesti e pandette. <br />&#8230; <br />Mi son fatto un mazzo tanto! <br />&#8230; <br />Alla fine l&#8217;ho trovato&#8230; <br />&#8230;solo che l&#8217;ho trovato diverso. </p>
<p>L&#8217;incauto Linnio, completamente ignaro delle conseguenze della sua avventatezza, il giorno seguente pose la fatidica domanda:</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm">cio&egrave;? </p>
<p>domanda che mi consent&igrave; di procedere alla meticolosa ricostruzione della ricerca di cui sopra. Tutto quello che segue, o incredulo lettore, corrisponde a verit&agrave; e fu messo per iscritto qual monito alle future generazioni, acciocch&eacute; vedano come pu&ograve; ridursi un essere umano apparentemente normale quando s&#8217;accosta al sacro fuoco letterario come un Icaro intrepido e imprudente.</p>
<p>Ecco dunque cosa risposi in quel medesimo 15 luglio 2005:</p>
<p><span id="more-41"></span></p>
<p>&Egrave; una lunga storia, ma oggi la dea bendata mi ha concesso la grazia di una leggera febbre intestinale che, tralasciando i risibili effetti secondari, mi d&agrave; agio di raccontarla distesamente, per la gioia del molto onorevole pubblico. </p>
<p>Come sempre si fa in questi casi, iniziai le ricerche dal codice  Guglense I, cercando nel suo indice la voce &quot;turbata armonia degli incanti&quot;, inclusiva delle virgolette a indicare la ricerca della frase esatta. Con mia grande sorpresa, il codice, solitamente cos&igrave; prodigo di informazioni, non ne produceva alcuna, proponendomi timidamente, quasi a scusarsi della sua insipienza, di Provare a eliminare le virgolette dalla ricerca per ottenere pi&ugrave; risultati. </p>
<p>Irritato dalla scarsa utilit&agrave; del Guglense I, ignorai il consiglio, e passai sdegnato a consultare il Guglense II che, come ognun sa, &egrave; specializzato sugli archivi dei gruppi di discussione. L&igrave; fiutai l&#8217;usta di un tal Ireneo Funes che il 30 maggio del 2002 dichiarava nel niusgruppo it.diritto[1]: </p>
<p>&laquo;Sai cos&#8217;ha risposto un mio amico, nel lasciare la fidanzata, che &#8211; dopo averlo fatto disinnamorare &#8211; lo faceva letteralmente impazzire nel chiedergli il perch&eacute; di questo distacco? &quot;Turbata armonia degli incanti&quot;.&raquo; </p>
<p>Eureka! gridai. La lezione collimava con l&#8217;oggetto dell&#8217;indagine, sia pure a meno dell&#8217;articolo determinativo <em>la</em>. Ci sono! Ci sono! esclamai al colmo dell&#8217;eccitazione, e d&#8217;un tratto capii cosa dovette provare Poggio Bracciolini quando nell&#8217;estate del 1416 rinvenne la prima copia non mutila di Quintiliano nell&#8217;abbazia benedettina di San Gallo, presso Costanza. </p>
<p>Ma non divaghiamo! </p>
<p>Compulsai avidamente i documenti contenuti nell&#8217;incartamento restituito dal Guglense II con s&igrave; rara efficienza, e a un certo punto trovai un&#8217;indicazione bibliografica che, pur leggermente criptica, aveva tutta l&#8217;aria di essere risolutiva. Tal Arturo, rispondendo al succitato Ireneo Funes, dichiarava: </p>
<p>&laquo;La citazione (riferita al reato in oggetto) si impone: dalla rubrica sembrerebbe &quot;un incipit poetico, tra rondismo ed ermetismo, sui fremiti di un&#8217;adolescenza delusa&quot; (U: Eco, I limiti dell&#8217;interpretazione, pag. 127).&raquo; </p>
<p>Lupus in fabula! gridai. S&ugrave;bito abbrancai il tomo dell&#8217;illustre semiologo, rischiando nella foga di strappare la fragile sovracopertina, e mi lanciai sulla pagina indicata, sperando di trovare col&agrave; un lessema, una nota, un indizio di quale fosse il grande poeta autore di cotanto verso. Se non lo sa Umberto Eco, mi dicevo, posso anche spararmi nelle pa&#8230; Ma insomma, per farla breve, ecco cosa trovai scritto fra i dotti ragionamenti del sommo bustinaro: </p>
<p>&laquo;C&#8217;&egrave; nel codice Rocco un comma che s&#8217;intitola &quot;turbata libert&agrave; degli incanti&quot; e posso leggere questo titolo come un incipit poetico, fra rondismo ed ermetismo, sui fremiti di un&#8217;adolescenza delusa.&raquo; [2] </p>
<p>Tutto combaciava, la citazione da Eco era certamente esatta, ma non v&#8217;&egrave; chi non possa immaginare il mio sgomento nel constatare che il capzioso romanziere prestato alla critica testuale proponeva una lezione del verso affatto discordante da quella in esame: &quot;turbata libert&agrave; degli incanti&quot;, diceva con sconfortante evidenza, e non, come mi sarei aspettato, &quot;turbata armonia degli incanti&quot;. Ulteriori indagini nel Guglense I confermarono l&#8217;esistenza di un articolo 353 del Codice Penale intitolato &quot;Turbata libert&agrave; degli incanti&quot;, e qui si arenarono le mie ricerche. </p>
<p>Stanti gli attuali risultati mi pare ragionevole attribuire il verso &quot;turbata armonia degli incanti&quot; all&#8217;anonimo amico di Ireneo Funes, che lo pronunci&ograve; in data ignota, ma verosimilmente anteriore al 30 maggio 2002, per liberarsi dalle fastidiose e reiterate richieste di chiarimento dell&#8217;ex-fidanzata a proposito del loro fallito amore. </p>
<p>Resta naturalmente aperta la possibilit&agrave; dell&#8217;esistenza di una lectio difficilior del succitato articolo 353 C.P., misteriosamente sfuggita alle brame catalogatrici del Guglense I, ma per la valutazione di questa ipotesi non dispongo, grazie al cielo, di sufficienti mezzi d&#8217;indagine. </p>
<p>[1] si veda l&#8217;intera discussione all&#8217;indirizzo: <br /><a href="http://groups.google.com/group/it.diritto/browse_thread/thread/a0c1c9e0a934082/3e9954866ac49dfa">http://groups.google.com/groups?threadm=G8nJ8.103749%24zW3.1697789%40</a>&#8230; </p>
<p>[2] <br />U.Eco, I limiti dell&#8217;interpretazione, Bompiani 1990, pag. 127. </p>
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