Da un discorso di Paolo Nori sulla dittatura.
(Il discorso completo è lunghissimo, ma vale la pena leggerlo tutto).
L’hanno messo anche in prigione, l’hanno mandato al manicomio, l’hanno fatto morire di fame e lui non se la prendeva neanche con loro, se la prendeva con se stesso, devo scrivere di più, oggi non ho scritto le mie tre quattro pagine.
Eppure sarebbe stato così facile, per Charms, la prima cosa, tutti noi avremmo fatto così, credo, mettersi a pregare dei cancheri al potere sovietico, dare la colpa della propria rovina e della propria caduta a un potere cieco e sordo e ingiusto e crudele e stupido, e invece no, e per questo noi oggi non abbiamo in mano delle invettive, ma dei capolavori. Che è una testimonianza, secondo me, di una grandezza che nasce dal niente, di un’anima immortale, veramente.
Dice
Che cos’è la letteratura? Domanda scema, dice Genette:
Una delle questioni all’ordine del giorno della movimentata scena letteraria contemporanea è quella dei padri: esistono ancora o sono stati finalmente uccisi tutti? I poeti e i prosatori moderni riconoscono qualche loro maggiore o si considerano tutti figli di nessuno? Concetti come tradizione letteraria o canone hanno ancora qualche significato? E via questionando.
Il castello dei fantasmi incrociati
Bottega di lettura
i monologhi della varechina
sacripante!