Posts Tagged ‘lettura’

La locanda

Monday, August 7th, 2006

Henri Regnault, Interno di Taverna, tratto da www.museodevigo.orgMi trovo in una locanda buia e fumosa. Che sia una locanda, a dire il vero, è solo una mia supposizione. Cosa sia veramente questo luogo, se di luogo si tratta, non saprei dirlo con esattezza. Più che fumosa, poi, dovrei dirla nebbiosa o indistinta o vaga: attorno a me vedo soltanto i contorni sfumati di oggetti presumibili, ma di esistenza assai incerta. Vedo tracce labili di tavoli potenziali; odo frammenti di suoni che alludono a voci; fiuto uste deboli e confuse di qualcosa che assomiglia al vino, o forse all’idea del vino, o a un suo lontano ricordo. Quanto all’oscurità, sarebbe più corretto definirla penombra, o meglio ancora citazione di una penombra traslucida, lattiginosa, opalescente.
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Il Progetto

Tuesday, July 11th, 2006

Copista, tratto da www.monasteriodeyuso.orgSono un copista, un riproduttore di parole altrui, un uomo addetto a passare allo scanner quel che altri uomini hanno creduto opportuno fissare sulla carta. Sono uno dei mille e mille copisti che stanno lavorando a un progetto semplice, ma formidabile. Qui, nella sede segreta che ci ospita da anni e in cui concluderemo le nostre oscure esistenze di copisti, lo chiamiamo semplicemente Il Progetto. Il Progetto è articolato in quattro fasi.

Fase 1, Biblioteca Universale: trascrivere tutti i libri del mondo in un database replicato su migliaia di macchine interconnesse, dislocate parte a terra e parte su satelliti orbitanti. Il database sarà interrogabile via Internet da qualunque punto del globo, in qualsiasi momento. Si potranno cercare singole parole, frasi, autori e opere; confrontare edizioni diverse della stessa opera e individuare le varianti sarà questione di attimi; in pochi decimi di secondo si potranno individuare tutti i libri in cui un aforisma o una sentenza sono citati.
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Il testamento del lettore

Thursday, April 6th, 2006

Testamento. Tratto da www.sahara.itSono un lettore e in questo momento mi trovo presso il notaio che mi aiuterà a redigere il mio testamento. Il notaio mi sta spiegando che l’incipit rituale di queste pratiche mortuarie è una frase del tipo «Io sottoscritto Tal dei Tali (seguono dati anagrafici), nel pieno possesso delle mie facoltà mentali…».

Cominciamo male, vorrei dire al notaio, ma in realtà non apro bocca. Vorrei dirgli che questo incipit un poco mi spaura, perché temo che adottandolo così com’è io corra più d’un rischio di dire il falso. Innanzitutto c’è la questione dei dati anagrafici, che il notaio sembra dare per scontata, ma che per me è alquanto problematica: dove sono nato come lettore, e quando? Dovrei dichiarare il giorno il mese e l’anno in cui aprii il mio primo libro e il luogo in cui mi trovavo, ma proprio non riesco a ricordarlo. D’altronde, siamo seri, chi mai a questo mondo ha ricordi precisi e chiari sul momento della sua nascita? E poi non sono sicuro che sia corretto far corrispondere il parto lettoriale con la lettura del primo libro: prima dei libri ci sarà pur stato un abbecedario e cartelli stradali e insegne di negozi decifrate a fatica.
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Letture ambigue

Wednesday, March 29th, 2006

PaperoconiglioIl pregiudizio che il testo nasca da un atto di scrittura è duro a morire, forse perché la concezione autoriale della letteratura è uno strumento di marketing molto potente: i testi non vendono, gli autori sì. Basti pensare che un libro intitolato Napoli siamo noi scritto da un signore di Cuneo può vendere migliaia di copie, se quel signore si chiama Giorgio Bocca. L’avesse scritto il brigadiere Cafiero Pasquale, che sta a Poggio Reale dal cinquantatrè, non se lo fumerebbe nessuno.

Dicono i dotti: ogni testo presuppone un lettore. Mica vero. È vero piuttosto il contrario: ogni lettore presuppone un testo. Ogni lettore ha in mente un testo che non è mai stato scritto, e se lo va a cercare in quelli che qualcuno s’è preso la briga di scrivere. Se ci fai caso, lettore, tu non stai leggendo queste ciarle mie perché loro hanno in mente te, ma perché tu hai in mente qualcosa che si accorda in modo ragionevole con le mie ciarle, le quali possono continuare a loro piacimento, ma se di quel che dicono non te ne fregasse niente avresti già cambiato canale.
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Dialogo di un libro col suo lettore

Thursday, March 16th, 2006

Trialogo, tratto da www.infed.org- Salve lettore.
- Tu parli?
- Certo che parlo, perché ti stupisci? Mi stupisco fors’io del tuo parlare?
- Che un essere umano parli, invero, non fa meraviglia. Se si escludono i muti, gli afasici e i dementi, gli uomini si differenziano dagli altri animali per la capacità di parlare.
- Ti sembro forse un animale?
- No, in verità.
- E di che ti stupisci, allora? Se la capacità di riprodurre l’effabile con suoni articolati distingue l’uomo dagli altri animali, ciò non esclude che altri enti, non uomini e non animali, godano di analoga proprietà, ne convieni?
- Ne convengo.
- E dunque non dovrebbe farti meraviglia che un libro - che con tutta evidenza non è uomo e non è animale - parli.
- Dunque tu parli…
- Devo dire che non ti trovo particolarmente versato nell’arte di conversare, lettore: che io parli è un fatto, e non mi sembra argomento di particolare interesse.
- Noto una punta di sarcasmo nelle tue parole.
- Non mi dire…
- Cerca di capire, invece di prenderti gioco di me: ho avuto molti libri per le mani in vita mia, e mai hanno proferito parola o intavolato discussioni. Non posso dire che tacciano, questo no, ma non emettono suoni. I loro discorsi sono silenziosi e arrivano alla mente passando per gli occhi, non per le orecchie.
- Eppure io parlo.
- Questo è vero.
- Già…
- …
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Scrittura e lettura

Tuesday, March 14th, 2006

Vermeer, Lady writing a letter with her maid, tratto da www.ibiblio.orgLettura e scrittura, come dicevo un paio di post fa, sono vizi confratelli. A riprova di questo, dalla blogosfera italica nascono con sospetta simultaneità due iniziative – l’una scrittoria, l’altra lettoria – separate quanto a comitato organizzatore, ma strettamente legate da eversivi lacciuoli sotterranei.

Sul fronte della scrittura, fervono i preparativi per le Scritture di strada, animate da volontari che metteranno carta e penna a disposizione di passanti desiderosi di lasciare una labile traccia scritta del loro passaggio terreno. Recita il bando: Domenica 7 Maggio andremo nelle vie e nelle piazze, ci fermeremo nelle perifierie o nei centri distratti, fermeremo la gente per strada, e daremo consapevolezza a chi forse diversamente non l’avrebbe, o l’ha smarrita e barattata, di avere cose da dire e da scrivere, e della necessità di farlo subito, con urgenza perfetta, proprio in quel luogo tra asfalto e cielo.

Lato lettura, invece, spunta dal tronco di Vibrisse un nuovo ramo intitolato per l’appunto Bottega di lettura, dove altri volontari – non paghi d’aver sottratto all’incremento del PIL ore preziose per dedicarle ai libri – doneranno alla congrega dei leggenti altro tempo speso a compilare accurate recensioni ricche di commenti mercuriali, irriverenti note a margine, chiose scaltre e glosse capziose. La bottega di lettura s’avvia a diventare silloge, epitome, centone e regesto nazionale del vizio di leggere.

Entrambe le iniziative sono aperte a nuove adesioni. Gli aspiranti estorsori di scritture e contrabbandieri di letture possono rivolgersi ai siti sopra linkati per informazioni.

La lettura come menzogna

Tuesday, February 14th, 2006

Manuel Frattini in Pinocchio, tratto da www.ilrossetti.comEssendo la verità inconoscibile per via di ragione, è facile intuire quanto sia difficile dimostrare l’inclinazione alla menzogna di chicchessia. Anche lasciando in pace il solito cretese che afferma che tutti i cretesi mentono, concludere al di là di ogni ragionevole dubbio che una frase, un’azione, un’intenzione, un pensiero o financo un desiderio siano fallaci e menzogneri è impresa inaccessibile alla mente umana. Ma l’uomo, per sua fortuna, non è solo ragione.

Prendiamo il lettore. Non è da oggi, lettore, che vado mostrando le dubbie qualità morali di questo individuo asociale, dissoluto e ìnfero. Già nel suo sguardo obliquo, nei suoi gesti eccessivamente cauti, nella sua voce sottile e sibilante, nel suo passo costantemente incline alla circolarità, è possibile percepire una natura sospettosa, misantropa, amante dell’oscurità e del nascondimento. Tutto il contrario dell’uomo onesto, sincero e produttivo. Il laborioso operaio, il paziente maestro, l’intraprendente industriale, l’imparziale giornalista, il giudice giusto e il politico illuminato: tutti costoro agiscono alla luce del sole, mostrando apertamente le loro opere e sottoponendole con lealtà al giudizio del popolo e della storia.
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Quando i lettori fanno ‘oh’

Saturday, January 21st, 2006

Gioachino Chiesa, Davanti al Terzo Millennio, tratto da /www.uffizi.itLo stupore è quell’atteggiamento verso le cose che l’uomo maturo, istruito e produttivo si ritrova suo malgrado a condividere con i bambini. Situato a metà strada fra l’onesta ingenuità dell’infante e l’irrevocabile tensione alla demenza del geronte, lo stupore è la capacità di considerare nuove tutte le cose, da una gita domenicale sulla luna alla fermata del tram.

Nella vicenda esistenziale del lettore, come è noto, non ha luogo un rapporto diretto con le cose. Il lettore infatti non vive: egli legge. I viventi acquistano conoscenza e saggezza mediante l’esperienza delle cose del mondo: essi nascono, lavorano, viaggiano, pensano, amano, soffrono, muoiono. Qualsivoglia conoscenza del lettore – ammesso che il lettore possa conoscere alcunché – passa invece attraverso il filtro della parola scritta. La nascita del lettore è un incipit; il suo lavoro è un racconto verista; i suoi viaggi sono grand tour settecenteschi; egli pensa i pensieri dei filosofi, ama d’amor romantico o libertino o cortese, soffre le pene degli eroi epici, e la sua morte è prevedibilmente un explicit.

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La sindrome schizoide da iperlettura compulsiva [2]

Tuesday, January 10th, 2006

[questo articolo del prof. Letturalenta, qui pubblicato in due puntate, è apparso su Reader's Disorders, semestrale della Facoltà di Letturopatia dell'Università di Kazan, vol. XV, fasc. 2, luglio-dicembre 2003]

The Mad Reader, tratto da gdl.cdlr.strath.ac.uk4. I rimedi
La sindrome schizoide da iperlettura compulsiva comporta una progressiva incapacità di distinguere realtà e immaginazione, vita e letteratura, azione e finzione, fino a identificare la letteratura come unica realtà possibile. I rimedi dovranno pertanto mirare a indebolire la dose di letterarietà assunta dal lettore mediante la lettura. Abolire completamente i libri può provocare gravissimi danni collaterali, come dimostrato da un esperimento condotto nel 1997 in Russia: a un gruppo di otto lettori fu negata la possibilità di leggere per trenta giorni. Già al dodicesimo giorno i casi in cui la sindrome era più avanzata manifestavano gravi disturbi della personalità, inclusa una forte propensione al cannibalismo.

Per combattere questa malattia socialmente molto pericolosa, occorre pertanto agire sul contenuto dei libri in circolazione, più che sulla loro accessibilità. Pur non esistendo ancora una classificazione completa dei princìpi testuali che possono favorire una regressione della patologia, è già possibile elencare alcune linee guida a cui gli editori dovrebbero attenersi per contribuire a debellarla:

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La sindrome schizoide da iperlettura compulsiva [1]

Monday, January 9th, 2006

[questo articolo del prof. Letturalenta, qui pubblicato in due puntate, è apparso su Reader's Disorders, semestrale della Facoltà di Letturopatia dell'Università di Kazan, vol. XV, fasc. 2, luglio-dicembre 2003]

The Mad Reader, tratto da gdl.cdlr.strath.ac.uk1. Il contesto sociale
Come tutti sanno, il lettore è un individuo socialmente inutile, uno che spreca fra le pagine dei libri il tempo che i laboriosi cittadini son soliti dedicare ad attività favorevoli al prodotto interno lordo. Lucidi e acuti sociologi hanno rilevato più di un’analogia tra il comportamento del lettore e quello dei delinquenti comuni, per i quali è difficile stabilire se delinquere sia un’attitudine acquisita per imitazione di comportamenti devianti o per reazione ai meccanismi di emarginazione che la società degli onesti mette in atto contro di loro.

L’ipotesi attualmente più accreditata è che il lettore inizi a leggere per un generico desiderio di trasgressione e che in seguito, quando la società degl’illettori lo relega ai margini, perseveri nel vizio come forma di autodifesa: tagliato fuori dalla logica competitiva dell’economia, respinto da una società votata al dinamismo e alla produttività, snobbato dagli onesti lavoratori, il lettore cerca consolazione e rimedio alla solitudine nell’unico luogo che sembra offrirgli accoglienza e ospitalità – il libro – senza rendersi conto di aggravare così la sua posizione.

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Prendere i critici a calci in culo

Saturday, January 7th, 2006

Calcio, tratto da www.smegalot.comIn un’intervista recente Philip Roth ha lanciato contro la critica letteraria una delle sue tipiche invettive al vetriolo. L’intervistatore dice "forse non dovremmo parlare affatto di letteratura", e Roth prende la palla al balzo:

Ha, ha. Questo è parlare! Starei a meraviglia se ci fosse una moratoria di cento anni sulle chiacchiere letterarie, se si chiudessero tutti i dipartimenti di letteratura e le riviste di libri, e si bandissero i critici. I lettori sarebbero soli coi libri, e chi osasse dire alcunché sui libri sarebbe arrestato o fucilato sul posto. Sì, fucilato. Una moratoria di cento anni sull’insopportabile chiacchiera letteraria. La gente dovrebbe essere lasciata sola a combattere con in libri e riscoprire cosa sono e cosa non sono. Tutto il resto sono chiacchiere. Chiacchiere senza senso. Quando si fanno generalizzazioni si entra in un mondo completamente diverso da quello della letteratura, e non ci sono ponti fra i due.

Sembra quasi che il racconto che mi ha dettato il post Critici simoniaci falsari abbia fatto due chiacchiere anche con Philip Roth. E forse anche con George Steiner, che in Vere presenze – saggio pubblicato nel 1989 – scriveva:

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Un dizionario impazzito

Thursday, December 22nd, 2005

Giorgio Manganelli, tratto da www.villagevoice.comDice daldivano nei commenti a un paio di post fa:

Il mio vocabolario ha un fascicolo in meno, passa da effeminatore a facoltà senza colpo ferire; quando cerco un vocabolo vado sempre lì, in quello iato. il mio vocabolario diversamente abile mi corrisponde in modo uguale e contrario, se io non leggo lo scibile lui non lo contempla, se lui non lo contempla io non lo leggo. però perdo le ore di fronte al connubio effeminatore e facoltà (perché il mio vocabolario è anche sagace e io lo so, anche se non lo leggo tutto).

A parte il fatto che l’ho letto e riletto rischiando di cascarci dentro, perché quell’immagine del dizionario col buco nero ha una gran forza di gravità, questo pensiero mi ha fatto venire in mente un’intervista a Manganelli (toh! chi si rivede) apparsa sul Corriere della Sera nel giugno del 1990, poco dopo la sua morte (ora in La penombra mentale, Editori Riuniti 2001). Dopo aver chiacchierato di letteratura, delle sue sedute presso lo psicanalista junghiano Ernst Bernhard, di superstizioni e di menzogne, di centro e di periferia, insomma di una fetta ampiamente maggioritaria dello scibile umano, l’intervistatrice Caterina Cardona tenta di riepilogare con un’ultima domanda:

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Il lettore è uno che non legge quasi nulla

Monday, December 19th, 2005

«Un lettore di professione è in primo luogo chi sa quali libri non leggere; è colui che sa dire, come scrisse una volta mirabilmente Scheiwiller, ‘non l’ho letto e non mi piace’. Il vero, estremo lettore di professione potrebbe essere un tale che non legge quasi nulla, al limite un semianalfabeta che compita a fatica i nomi delle strade, e solo con luce favorevole.» (G.Manganelli, Lunario dell’orfano sannita, Einaudi 1973, pag. 107)

Pur non essendo un lettore di professione, non posso non riconoscermi in questo ritratto manganelliano. La capacità di dire non l’ho letto e non mi piace fa parte del bagaglio esistenziale di qualunque lettore, non solo di quello del lettore professionista. Anzi, credo che il lettore dilettante, quello che paga per leggere, possa esprimere il celebre giudizio di Scheiwiller molto più liberamente del lettore di professione, che proprio in virtù del professionismo non è sempre libero da vincoli di deontologia, di etichetta, di pressioni ambientali.

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Il lettore è scemo

Monday, December 12th, 2005

Dürer: frontespizio per La nave dei folli. Immagine tratta da www.users.cloud9.net/~bradmcc/Che cos’è la letteratura? Domanda scema, dice Genette:

Se temessi meno il ridicolo avrei potuto gratificare questo saggio di un titolo ch’è stato già grossolanamente usato: «Che cos’è la letteratura?» – Il testo illustre che ha posto tale domanda a sua titolazione in verità non vi ha risposto; il che tutto sommato è molto saggio: a domanda sciocca, nessuna risposta; ragione per cui la vera saggezza consisterebbe nel non porre neppure l’interrogativo. (Gérard Genette, Finzione e dizione, Pratiche editrice 1994, pag. 11).

E chi sono io per dar torto a Gérard Genette? Genette è un tale che una volta, nell’inverno del 1969, si trovò bloccato in casa da una tempesta di neve. Per ammazzare il tempo si mise a ragionare un po’ sul discorso narrativo e – com’è come non è, ragiona che ti ragiona – sfornò Figure III, uno dei testi fondamentali della narratologia contemporanea. Dar torto a Genette proprio non si può, quindi si accolga come postulato incontestabile che chiedersi cos’è la letteratura è esercizio vacuo, inutile e sintomatico di una non vaga inclinazione alla demenza.

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Notizie da blog altrui

Sunday, December 4th, 2005

Immagine tratta da www.uweb.ucsb.edu/~seg1/test/middlebrow.htmlSegnalo con colpevole ritardo il concorso Letture in treno, lanciato qualche giorno fa da tre prodi bloggher. E visto che oltre che lento son pure pigro, copincollo l’annuncio dal blog di Melpunk:

La matematica non è un’opinione diceva Totò. Per cui, 1 + 1 + 1 fa tre, che siamo noi: Melpunk, Boris Battaglia ed Eiochemipensavo(che poi è la Giuria) che proponiamo Lettureintreno, concorso aperto alle foto che contengano un libro (ben riconoscibile) a bordo di un treno (o di un vagone della metropolitana). Le foto vanno inserite sul sito Flickr previa semplice iscrizione, entro il 31 dicembre 2005. Ai vincitori delle categorie "Librintreno" e "Librinmetro" saranno inviati due libri dal sottoscritto. Tutto chiaro?

Immagine tratta da serp.la.asu.edu/clipart_dir/clipartidx.htmlSegnalo inoltre la lenta (che bello!) ma inesorabile diffusione blogghica del fenomeno DADIsta. Nuovi strepitosi racconti a firma senzaqualita e EM! Nuovi imperdibili gadget a firma Matisse! Vivi anche tu le mirabolanti avventure DADIste! Resta sintonizzato sul blog del padre fondatore.