La sindrome schizoide da iperlettura compulsiva [1]

[questo articolo del prof. Letturalenta, qui pubblicato in due puntate, è apparso su Reader’s Disorders, semestrale della Facoltà di Letturopatia dell’Università di Kazan, vol. XV, fasc. 2, luglio-dicembre 2003]

The Mad Reader, tratto da gdl.cdlr.strath.ac.uk1. Il contesto sociale
Come tutti sanno, il lettore è un individuo socialmente inutile, uno che spreca fra le pagine dei libri il tempo che i laboriosi cittadini son soliti dedicare ad attività favorevoli al prodotto interno lordo. Lucidi e acuti sociologi hanno rilevato più di un’analogia tra il comportamento del lettore e quello dei delinquenti comuni, per i quali è difficile stabilire se delinquere sia un’attitudine acquisita per imitazione di comportamenti devianti o per reazione ai meccanismi di emarginazione che la società degli onesti mette in atto contro di loro.

L’ipotesi attualmente più accreditata è che il lettore inizi a leggere per un generico desiderio di trasgressione e che in seguito, quando la società degl’illettori lo relega ai margini, perseveri nel vizio come forma di autodifesa: tagliato fuori dalla logica competitiva dell’economia, respinto da una società votata al dinamismo e alla produttività, snobbato dagli onesti lavoratori, il lettore cerca consolazione e rimedio alla solitudine nell’unico luogo che sembra offrirgli accoglienza e ospitalità – il libro – senza rendersi conto di aggravare così la sua posizione.

2. Dalla devianza alla patologia
La lunga consuetudine con il delitto àltera sensibilmente la psiche del lettore e la sua percezione della realtà. Il libro – che dalle persone mentalmente stabili è correttamente inteso come complemento d’arredo o strumento di svago occasionale – diventa per il lettore immagine e più spesso sostanza antropomorfica. Egli tende a stabilire con i libri relazioni sentimentali e amicali che imitano in tutto e per tutto i normali rapporti umani, a discapito di questi.

Il lettore, a stadi avanzati della sua degenerazione psichica, tende ad attribuire alle situazioni e ai personaggi romanzeschi uno statuto di realtà superiore a quello delle normali e oneste incombenze sociali e produttive. Non è difficile immaginare l’entità dei danni che questi disturbi possono provocare alla stabilità politica e alla floridità economica della nazione, ed è pertanto urgente approfondire con cura le cause e i possibili rimedi.

3. I sintomi
Il complesso di disturbi della personalità del lettore è noto come sindrome schizoide da iperlettura compulsiva. I sintomi si individuano studiando attentamente l’elocuzione dei soggetti. Non è raro, infatti, che il lettore pronunci in modo apparentemente assennato ed equilibrato frasi sconnesse che rivelano la presenza della sindrome. Alcuni esempi aiuteranno a inquadrare le caratteristiche della patologia a diversi livelli di avanzamento:

– Livello 1. Questo romanzo mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo: uno dei primi sintomi della sindrome schizoide da iperlettura compulsiva è la progressiva incapacità di distinguere realtà e immaginazione. A questo stadio il soggetto è generalmente recuperabile.
– Livello 2. Finalmente un libro da leggere col dizionario accanto!: frase rivelatrice di un degrado incipiente delle facoltà comunicative del soggetto, tipico di stadi avanzati della malattia, ma non ancora incurabili.
– Livello 3. Qui è come se il tempo non esistesse: il soggetto ha completamente perduto il senso della realtà. Frasi di questo tipo si riscontrano per lo più in lettori cronici e irreversibili.
– Livello 4. Questo libro è una finestra aperta sulla letteratura: il soggetto che resiste ai tentativi di dissuasione da affermazioni di questo tipo può essere generalmente dichiarato incurabile. Frasi di analoga gravità sono Questo libro contiene tutti i libri, La letteratura è fatta di parole, eccetera.

(Nella prossima puntata i rimedi e le conclusioni)

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9 Responses to “La sindrome schizoide da iperlettura compulsiva [1]”

  1. Calma says:

    Oddìo, professore, sono messo male!

  2. zop says:

    c’è solo una cosa peggiore del lettore: uno scrittore!

  3. gabryella says:

    pare che il Lombroso catalogasse le stigmate della diversità tipica del lettore in una fisio-gnomica infame e deviante: nella schiena curva, nell’occhio difettoso per il troppo moto, nella faccia che, di frequente, muta l’espressione dal riso al pianto e dove lo stupore innesca un’imprevedibile e colpevole emozione (per non dir nulla sulla deformazione d’indice e pollice della mano destra, consumati da inesausta azione)..insomma, s’evidenzia nel soggetto l’impronta d’una incurabile involuzione verso l’evoluzione

  4. letturalenta says:

    CalMa, resisti! Stanno per arrivare i rimedi!

    zop, non sai quanto sono d’accordo: l’ho anche scritto nel primo post di questo blog.

    gabryella, credo che il termine di codesto processo invevolutivo sia ben illustrato dall’individuo ritratto in basso a sinistra nell’immagine allegata al post.

  5. gardenia says:

    non mi toglierai il saluto sapendomi inguaribile lettrice? ***

  6. Penso che arriverà per tutti il momento che lasceremo i libri :-)

    Bart

  7. daldivano says:

    il citazionismo è di matrice nevrotica, nulla di veramente patologico, purché non si trasformi in compulsione ossessiva (questo mi dice la lacrima di Barolo Chinato di Alba, nel tentativo di sfuggire alle mie labbra) :-)
    un buon anno!

    daldivano

  8. Maura says:

    Sono una malata terminale…

  9. […] La sindrome schizoide da iperlettura compulsiva [1] La sindrome schizoide da iperlettura compulsiva [2] [questo articolo del prof. Letturalenta,pubblicato in due puntate, è apparso su Reader’s Disorders, semestrale della Facoltà di Letturopatia dell’Università di Kazan, vol. XV, fasc. 2, luglio-dicembre 2003] […]

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