Archive for the ‘Uncategorized’ Category

E anche questa è fatta

Friday, August 3rd, 2007

Mentre l’italico popolo s’incolonna eroicamente verso il meritato riposo estivo, i primi due vibrisselibri escono dal limbo dorato dell’editoria digitale e s’apprestano a varcare le soglie dell’editoria papirizzata e delle librerie.

– Il saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata uscirà presso le edizioni Il Maestrale nella primavera del 2008, probabilmente in marzo.
– Il romanzo di Monica Viola Tana per la bambina con i capelli a ombrellone uscirà presso Rizzoli a fine gennaio 2008.

Ma come, dice, butti lì la notiziona così, quasi senza averne l’aria? Manco uno stappo di spumante? un corteo festante? un rave party editoriale? una sfilata di carri allegorici a Viareggio? Eh, dico, faremo festa, certo, ma pur sempre col nostro inconfondibile understatement, perdiana.

La transumanza dal bit alla carta è il tratto finale del lungo cammino che porta i vibrisselibri dall’oscurità alla piena luce. Diciamo che è un po’ come maritare le figliole: fin qui le abbiamo accompagnate noi vibrisselibrai, accudendole e proteggendole dalle insidie del vasto mondo, ma adesso sono grandi e andranno avanti con le loro gambe. In questi casi si fa festa, certo, ma non manca mai una lacrimuccia di commosso distacco.

Ma bando ai sentimentalismi: l’avventura continua. Altre fanciulle sono in età da marito, altre ancora lo saranno presto. EDITORI! Fatevi avanti, orsù, non siate timidi, appropinquatevi, corteggiatele e chiedete la loro mano. Non saremo così insensibili da negarvela

C’è sempre una prima volta

Thursday, March 15th, 2007

Ebbene sì, per la prima volta nella storia di questo blog di periferia ho eliminato un commento, precisamente qui.

Mi permetto di darne pubblica notizia – abusando in un certo qual modo della pazienza dei lettori – per sottolineare che non tollero l’antisemitismo in qualsivoglia forma si presenti, da quella apertamente fascista e negazionista, a quella subdolamente mascherata da antisionismo.

Sono intollerante? Pazienza. Preferisco essere intollerante che contribuire, anche solo indirettamente e involontariamente, alla diffusione di pregiudizi e falsità contro il popolo ebraico.

Se qualcuno è interessato a prendere visione del testo eliminato, può chiedermelo per email, ma avviso preventivamente i richiedenti che stile e contenuti hanno un discreto effetto emetico.

È stato un buon anno

Saturday, December 30th, 2006

Orbene.

Con rara puntualità, in anticipo perfino, anche quest’anno è giunto il momento ineludibile del bilancio, o consuntivo o rendiconto che dir si voglia. Al fine di rendere l’edifizio rendicontatorio ancora più pericolante di quanto risulterebbe a volerlo costruire con un pizzico di criterio, comincerò dalla fine, ovverossia dal tetto.

Gli ultimissimi tempi di letturalenta sono stati segnati da un fenomeno raro e prezioso – la catalessi dell’ADSL – che entra oggi nel fatidico settimo giorno, termine ad quem per certificarne la definitiva scomparsa. Sette giorni disconnessi, utilissimi per dedicarsi a intense letture e meditazioni rapinose.

Letture mostruose, eroiche e imprudenti, come è imprudente l’eroe che scava a mani nude fra le rovine e le macerie di un cataclisma alla ricerca di un timido segnale di vita: egli dimentica le cure del giorno, gli affetti familiari, le ambizioni, i sogni e financo il blog, pur di non sopravvivere accanto all’orrendo rimorso di aver tralasciato qualcosa di utile a salvare il salvabile.

Quanto alle meditazioni, non tema il lettore: non si tratta di profonde discese gnoseologiche, né di vertiginose ascese verso le sfere somme dei massimi sistemi, bensì di piccole gitarelle fuori porta, magari in collina, nel tentativo di osservare le proprie imprese da una distanza ragionevole, ancorché non abissale.

Più di un anno fa, al termine di un anno dedicato alla commemorazione di Pier Paolo Pasolini, annunciavo tra il serio e il faceto che l’anno venturo – ovvero questo declinante 2006, sarebbe stato dedicato alla memoria di Antonio Pizzuto, uscito dal novero dei mortali il 23 novembre 1976. Fui facile profeta nel prevedere che la commemorazione pizzutiana sarebbe passata quasi inosservata nel turbinoso mondo delle patrie lettere. A differenza di Pasolini, infatti, Pizzuto non può garantire elevati profitti editoriali, e quindi tacquero le pagine culturali dei quotidiani, tacquero i maggiori blog letterari, tacquero i sedicenti critici che affollano sgomitanti le redazioni di riviste più o meno letterarie.

A maggior ragione, quindi, sono molto soddisfatto di non aver taciuto io, piccolo e marginale profeta involontario di una grandezza a me incommensurabile. Con me non tacquero, arricchendo con i loro contributi la mia piccola pizzuteide: Maria Pizzuto, Gualberto Alvino, Benedetta Panieri, Gian Maria Molli, Gabriella Mosca, Salvatore Butera, Felice Paniconi, Rosalba Galvagno, Maurizio Sperati, diversi siti e blog amici, Andrea Camilleri, l’editore Polistampa. A tutti, inclusi quelli che potrei aver colpevolmente dimenticato, dico ancora una volta: grazie, grazie, grazie. La pizzuteide resterà aperta, naturalmente, perché con Antonio Pizzuto non è davvero possibile chiudere.

Fui facile profeta, dissi poco fa. Ebbene, quest’anno mi è capitato anche questo, ovvero di essere nominato sul campo profeta del lentismo in un articolo di Fabio Sindici pubblicato su La Stampa il 9 novembre. Il giorno successivo questo umile blog ha sfondato per la prima volta il muro delle mille visite giornaliere, traguardo stracciato solo in occasione della presentazione di vibrisselibri, quando il freddo contatorino ha superato quota milletrecento. Ah, dimenticavo, naturalmente non ho idea di cosa sia codesto lentismo di cui sono ufficialmente profeta, altrimenti che razza di profeta sarei, scusa, se profetizzassi qualcosa che conosco.

Il paragrafo precedente, nominando vibrisselibri e i lettori del mio bloggo per gli appunti, mi offre il destro per concludere degnamente questi stralunati Season’s Greetings. Lavorando in vibrisselibri (sì, lavorando, anche se senza contropartite economiche) ho conosciuto un sacco di belle persone. Belle davvero, dico. Dovessi nominarli uno a uno farei notte, ma sappiano tutti i vibrisselibrai eventualmente in ascolto, e dico proprio tutti, che quest’anno per me è stato un buon anno soprattutto grazie a loro.

E ai lettori di letturalenta cosa posso dire? Dico che io non ho ancora capito perché essi perseverino nel deprecando vizio di leggere libri, ma ancor meno capisco come mai a quello aggiungano il vizio di passare ogni tanto di qua. Chi ha la pazienza di farlo, tuttavia, sa bene che io apprezzo in modo particolare le cose che non capisco, che dimentico, che capitano a prescindere, soprattutto a prescindere da me, e quindi grazie, o lettori!

Che vi siano lievi tutti gli anni a venire, a partire dal prossimo.

Letturalenta su La Stampa

Thursday, November 9th, 2006

Interrompiamo la normale programmazione (leeeeeeenta) del presente blog per segnalare un evento destinato a restare un hapax nella storia del medesimo presente blog: esso blog oggi è stato citato in un articolo del quotidiano torinese La Stampa dedicato allo slow reading e firmato da Fabio Sindici.

Qualche tempo fa il giornalista mi aveva rivolto alcune domande sulla lettura lenta, in preparazione dell’articolo. Per ovvi motivi di spazio non ha potuto riportare integralmente né le domande né le risposte, che per onorare il motto del blog sono ovviamente chilometriche. Dato che qui problemi di spazio non ce ne sono, riporto qui sotto la nostra conversazione.
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Uno!

Thursday, October 12th, 2006

ritratto_del_lettore2Mo ve’! Quasi non me ne accorgevo: il nove ottobre scorso letturalenta ha compiuto un anno!

Che dire? Che fare? Ci vorrebbe un discorso serio e ben calibrato sullo stato d’avanzamento del progetto, un bilancio onesto dei risultati ottenuti, una proba dichiarazione di intenti per il futuro. Ma queste cose, per quanto necessarie e utili, devono fare i conti con alcuni dati di fatto chiari e inconfutabili, fra i quali l’evidenza che qui non c’è progetto alcuno, né risultati, né intenzioni.

Mi limiterò pertanto a farmi gli auguri, conditi da un’amichevole tiratina d’orecchi e da una vigorosa stretta di mano a me medesimo, così, giusto per immergere l’occasione in un clima festoso e cordiale. Questo blog è onorato dalla presenza di lettori attenti e preziosi, alcuni conoscenti, alcuni sconosciuti, nessuno a me parente (che io sappia), taluni graziosamente loquaci, talaltri dediti a un sagace silenzio ombroso o timido. Ringrazio di cuore tutti voi leggenti, e spero che non cediate mai alla tentazione di lasciarvi guarire dal vizio di leggere, che leggiate me o altro poco importa.

L’avventura del signor lentalettura è iniziata qui. Dove andrà a parare, dove e quando finirà non è un problema di oggi.

Scrittomisto

Tuesday, October 3rd, 2006

A quanto pare è partito il concorso Scrittomisto al quale ho incautamente iscritto un mio malloppo qualche mese fa. Cliccando qui si visualizza l’elenco completo dei testi in concorso, mentre da qui si arriva direttamente al mio malloppo. Per votare i testi in concorso occorre prima registrarsi.

Vibrisselibri e altri pendolarismi

Tuesday, July 25th, 2006

1. Vibrisselibri

Aggiornamento: Novità su Vibrisselibri comunicate da Giulio Mozzi qui.

L’idea originaria, la fonte prima, la scaturigine, perfino, del progetto vibrisse libri (o vibrisse, libri o vibrisselibri) sta qui. L’idea di Giulio Mozzi, in estrema sintesi, è dare visibilità in rete a testi che, pur essendo buoni testi, non sono riusciti a trovare un editore, nella speranza che questa visibilità li aiuti a trovarne uno.

Idea strana – dirà il rapido lettore transeunte – ma la cosa più strana, almeno per quanto mi riguarda, è che il prode letturalenta è entrato a far parte dell’impresa. Evento invero sorprendente, essendo egli una delle persone più pigre e refrattarie agli impegni che io abbia mai conosciuto.

Nel mese o poco più trascorso dal lancio dell’idea mozziana a oggi, l’idea si è concretizzata. Oggi vibrisselibri ha una redazione, un ufficio stampa e un comitato di lettura, quest’ultimo addirittura dotato di un decone, vertice di una gerarchia dal sapore vagamente esoterico. Il prode letturalenta si è intruppato nel comitato di lettura, che a tutt’oggi conta una trentina di lettori volontari.

Forte del suo incarico istituzionale, egli ha trascorso l’ultimo fine settimana a compulsare il primo dei testi candidati, un tomino di settecentocinquantamila battute spazi inclusi, sul quale per evidenti ragioni di riservatezza (e di sfinitudine) il prode si rifiuta di fornire ulteriori dettagli. Sia come sia, il meccanismo si è messo in moto e sta macinando. Se ne riparlerà di sicuro prossimamente. Stay tuned!

2. L’estate di letturalenta
Come tutti gli anni, per motivi di sicuro disinteresse generale, il titolare di questa ridotta lettoria trascorre il periodo che va all’incirca da metà luglio a metà agosto pendolarando audacemente fra Bologna e una sperduta località dell’appennino tosco-emiliano priva di telefono fisso e impermeabile ai cellulari. Condizione invidiabile, anche perché detta località giace a oltre mille metri di altitudine, giacitura questa che comporta una temperatura più bassa di dieci gradi rispetto a quella cittadina.

Uno degli effetti di questo pendolarismo è che il titolare in questione è sconnesso tutte le sere e durante il fine settimana. Questo lo dico affinché l’affezionato lettore non si sgomenti per l’eventuale minor frequenza d’aggiornamento di questo blog nelle prossime settimane.

Qualora nel sullodato lettore si fossero già manifestati i prodromi della crisi di astinenza, potrà trovare temporaneo conforto su Vibrisse, che oggi ospita un mio contributo elbano nella sezione Giro d’Italia con Vibrisse curata da Bartolomeo di Monaco.

Il lentissimo (e pertanto laudabilissimo) Roberto Casati

Tuesday, July 18th, 2006

Pare che un beffardo giuoco di reciproche lentezze caratterizzi i saltuari et occasionali rapporti fra Roberto Casati e letturalenta. Egli, or sono sei giorni, rispose con lodevolissima lentezza a un post di sette mesi fa, e io mi accorgo solo oggi della sua risposta. Oltretutto pare che la gentile e qualitativa Gabryella a cui egli si rivolge abbia in questi giorni il computer fuori uso (in panne, per dirla con lei medesima), cosa questa che assai probabilmente causerà ulteriori rallentamenti nelle comunicazioni. Tutto ciò è meravigliosamente lento.

Roberto Casati ripropone qui la soluzione al problema sollevato da Gabryella nel post antico, ovvero se siano Roberto Casati e Luciano Coen la stessa persona. La risposta di Casati è già comparsa sulla Stampa mesi fa, ma il fatto che sia qui riproposta lascia supporre che nessuno abbia finora sciolto l’enigma. Se qualche impavido loico di passaggio volesse cimentarsi, faccia pure come se fosse a casa sua.
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Partecipai!

Wednesday, June 28th, 2006

Ho mandato il malloppo (pdf, 839 KB) a Scrittomisto, allegando come da regolamento «un breve testo di 300 battute che riassuma i contenuti dell’opera (abstract)», ovvero questo:

Prove di lettura, esercizi di scrittura, diatribe letterarie e i saggi di un improbabile professore concorrono a illustrare il personaggio implicito di ogni testo – il lettore – rivelando la sua natura di essere ambiguo, incline alla demenza, inutile e socialmente pericoloso.

Prima di inviarlo, ho corretto qualche refuso e aggiunto didascalie alle immagini tratte da altri siti, nonché l’avviso che queste immagini potrebbero essere coperte da copyright. Per il resto è uguale alla bozza che avevo messo in linea qualche giorno fa.

A tutt’oggi il malloppo è stato scaricato 131 volte. L’idea che là fuori ci siano più di cento persone che potrebbero anche averlo letto già mi mette un po’ in ansia. Non oso pensare a cosa mi succederà se per caso verrà pubblicato, e infatti non ci penso.

In bocca al lupo, malloppo!

Aggiornamento delle ore 23:23
La solerte e attentissima redazione di Scrittomisto mi ha fatto notare che il malloppo eccedeva il limite massimo consentito dal regolamento. L’ho pertanto scorciato e riconsegnato, e adesso è ufficialmente in lizza. Forse dovrei mettere in linea la versione definitiva, però mi fa fatica.

Due cose

Saturday, June 17th, 2006

Prima cosa. Sono attualmente dislocato in una amena località marittima, dove mi tratterrò fino alla fine della prossima settimana. Essendo qui dotato di una connessione GPRS del tipo “a manovella”, che va e viene a suo piacimento, può darsi che nei prossimi giorni non sarò molto presente in rete.

Seconda cosa. Oggi il laborioso e perecchiano melpunk ha messo in linea un mio mi ricordo nell’apposito blog.

Partecipo!

Tuesday, June 13th, 2006

Innanzitutto, ancora grazie a tutti i pazienti lettori di letturalenta per i commenti al post precedente. Dopo attenta e riflessiva elucubrazione (della quale ritengo sano e doveroso risparmiarvi i dettagli), ho preso la seguente irrevocabile decisione:

Partecipo!

E dunque bando alle ciance, e si passi senz’altro alla fase due.

Ho messo in linea una bozza del malloppo (pdf, 839 KB) che manderò alla redazione di Scrittomisto. Ai pazienti lettori – specie se affetti da insonnia e del tutto disinteressati ai mondiali di calcio – chiedo suggerimenti editoriali del tipo:
– Togli questo
– Aggiungi quello
– Cambia quest’altro

In particolare, accetto volentieri suggerimenti per il titolo, che per adesso è un semplice quanto banale “Letturalenta”. Fatto questo, giuro che non rompo più le scatole con questa cosa, se non per comunicare se e quando la redazione di Scrittomisto accetterà di mettere il malloppo in lizza.

Grazie ancora a tutti!

Che faccio, partecipo?

Friday, June 9th, 2006

Procediamo con ordine.

Orbene:
1. Ci sono dei signori che hanno fondato una casa editrice che si chiama Unwired Media.
2. Poi hanno fatto una collana che si chiama Scrittomisto, dedicata a diffondere su carta contenuti provenienti dalla rete.
3. La collana Scrittomisto è stata inaugurata a metà maggio con sei titoli scritti da blogger storici molto famosi, e altri titoli usciranno in luglio.
4. Nel frattempo questi signori di Unwired Media hanno organizzato un concorso, col suo bravo Regolamento.

Incuriosito da questa cosa, ieri sera ho copincollato in un documento OpenOffice i post di letturalenta pubblicati nelle categorie lettura, scrittura, diatribe e prof. Letturalenta, che lì per lì mi sono sembrati i più adatti al tema proposto. Visualizzando poi le proprietà del documento così ottentuto ho notato – con mio grande sconcerto e spavento – che il malloppo risultante rispetta i requisiti dimensionali richiesti dagli organizzatori, ovvero almeno 140.000 battute spazi inclusi.

Allora ho pensato: che faccio, partecipo?

E dato che io sono costituzionalmente refrattario a rispondere alle domande che mi pongo, giro la domanda agli eventuali lettori che si trovassero a passare di qua in questi giorni.

Post-it pro fauno

Thursday, April 20th, 2006

Arno Schmidt, tratto da www.lavieri.itRicordo a eventuali napoletani smemorati che oggi hanno l’opportunità di assistere a una presentazione di Dalla vita di un fauno di Arno Schmidt, Lavieri editore.

20 aprile 2006, Napoli ore 18: «Il pomeriggio di un fauno». Presentazione del romanzo Dalla vita di un fauno presso il Goethe-Institut. Relatori: Giancarlo Alfano, Gabriele Frasca, Domenico Pinto. Marco Palasciano leggerà brani del libro. Altre informazioni sul sito del Goethe-Institut.

Ricordo inoltre la pagina su Arno Schmidt, completa di cronologia, bibliografia, foto e link ad altri siti sull’autore.

Aggiungo che Dalla vita di un fauno è un piccolo grande libro molto ben curato dal suo curatore Domenico Pinto. È un libro breve e densissimo, gelido e passionale, comico e angelico. Particolarmente consigliato a chi ama le avanguardie, i fumetti, Joyce, il cinema muto, Totò e Antonio Pizzuto.

aggiornamento:
Un riepilogo della presentazione.
Il Fauno sul Corriere del Mezzogiorno.

Corsi e ricorsi catastrofici

Wednesday, April 19th, 2006

Hugo von Hofmannsthal, tratto da www.aeiou.atL’inquietudine non cessa di essere generale, il dubbio e la confusione aumentano piuttosto che diminuire. Gli effetti materiali della catastrofe che noi abbiamo vissuto restano immensi; ma noi ci accorgiamo che gli effetti spirituali sono ancora più terribili e ricchi di implicazioni. Tentiamo di farci strada verso la chiarezza, di capire cosa è distrutto e che cosa è ancora in piedi, ma il senso dell’ordine in noi – l’unico che sarebbe capace di tali giudizi – è danneggiato nel profondo. Nessuno è tanto ricco di spirito, nessuno ha un intelletto tanto acuto da sollevarsi al di sopra di ciò che avvolge tutto e tutti.

I nostri timori, che prendono a tratti l’accento del terrore, trovano costantemente nuovo alimento da ogni parte, le nostre speranze sono incerte e vaghe; la più forte di esse è paradossalmente quella che noi deriviamo proprio dalla grandezza di quel che ci minaccia e dalla vasta possanza degli eventi.

Fra l’epoca della nostra giovinezza e l’oggi sta un abisso, e un abisso i cui bordi non sono neppure stabili, ma si allargano di ora in ora. Il concetto del limite, l’unico sul quale noi siamo capaci di fondarci nelle cose dello spirito, è in procinto di dissolversi come fumo nell’aria; l’incommensurabile, l’indefinita materia senza forma della nostra esperienza del mondo inonda il campo della nostra esistenza. Quel che sta accadendo è terribile e non è quasi più passibile di interpretazione.

Noi viviamo in un momento critico del mondo che non offre quasi spazio alle celebrazioni. Dalle guerre tra i popoli e dai conflitti fra le classi hanno preso origine guerre di religione di un nuovo tipo, guerre spirituali tanto più mortifere quanto più esse vengono condotte nella semioscurità di una reciproca non conoscenza; una setta lotta contro l’altra e nessuno vuole riconoscere in che modo inquietante i pesi terribili della volontà che le masse hanno di affermarsi materialmente e spiritualmente vengano scambiati in silenzio nel volgere di una notte: ora l’economia si traveste da spirito, ora lo spirito da economia.

[Hugo von Hofmannsthal, Retaggio dell’antichità, discorso pronunciato il 5 giugno 1926, in L’Austria e l’Europa, a cura di Giampiero Cavaglià, Marietti 1983]

(Trovo sorprendente, e anche un po’ inquietante, che parole pronunciate ottant’anni fa suonino tanto attuali).

Cento

Friday, April 7th, 2006

CentoEbbene sì, sono il primo a stupirmene, ma pare che con questo facciano cento. Cento post, intendo. No, tranquilli, non mi sono messo lì a contarli uno a uno: il numero di post è una delle informazioni riportate nella console di amministrazione di WordPress. 100 post in circa 180 giorni fa poco più di un post ogni due giorni, che per uno lento come me è un ritmo forsennato.

Forse a questo punto dovrei fare un discorso di quelli che si fanno nelle occasioni importanti, come i matrimoni, gli anniversari o i funerali, ma mi sembra francamente eccessivo. Un blog in fondo è solo un posto dove una persona più o meno psicopatica traccia qualche scarabocchio fra un’incombenza quotidiana e l’altra. Anche se, a dire il vero, c’è il rischio che il blog diventi a sua volta un’incombenza, cosa che personalmente preferirei di no.

Quindi niente discorsi, né buoni propositi per il futuro, né promesse. Auguri a letturalenta per i suoi primi cento post, poi sarà quel che sarà, domani è un altro giorno, chi vivrà vedrà, eccetera eccetera.