Un viandante sorpreso dalla notte trova rifugio nel castello di Beseno dove i fantasmi della Casata, dall’ultimo erede a ritroso sino al primo che l’ha fondata, si manifestano per raccontare ognuno la propria storia e tutti insieme quella del castello.
Ma cos’è ‘sta roba? si chiederà non senza ragione il lettore in transito.
Si tratta dell’ultimo parto dell’operosa e fantasiosa mente di zop, al secolo Antonio Zoppetti, per l’occasione in combutta con Davide Ondertoller. I due hanno affidato a un drappello di volenterosi blogger il compito di svolgere la fabula sopra riportata. Ogni autore ha composto un capitolo della storia, nessuno sapendo cosa avrebbero scritto gli altri. Tecnica simile ai cadavre exquis surrealisti, per un risultato non meno surreale.
Ma bando alle ciance! Il resto della faccenda è a disposizione del lettore nell’apposito blog del Castello dei fantasmi incrociati, dove si può leggere il risultato finale di cotanta impresa, nonché notizie sulla manifestazione Portobeseno, viaggio tra fonti storiche e sorgenti web che si svolgerà al castello di Beseno (Tn) dal 16 giugno al 20 luglio 2006.
Wuz, come molti lettori retaioli sanno, è il nuovo nome del portale di informazione libraria che fino a poche settimane fa si chiamava librialice.it, ma non è di questo Wuz che si parla qui, bensì di una rivista nata all’inizio del 2002 e che si chiama, manco a dirlo,
Nei commenti al post precedente si chiacchierava di origini, di scrittura come riscrittura, di silenzio; e queste deliziose chiacchiere mi han fatto pensare a un libro che ho letto tempo fa e che parla di tutte queste cose, fra l’altro. E dato che scrivere significa riscrivere, non vedo perché dovrei riscrivere quello che ho scritto allora su quel libro: tanto vale copiarlo tale e quale.
Basta! Ho deciso: scriverò un romanzo, un grande romanzo, il più grande romanzo di tutti i tempi! Niente e nessuno mi potrà fermare. Quando mi metto in testa una cosa, io.
Quando ho proposto a Federico Platania di mostrarmi il retrobottega del suo libro, lui mi ha risposto così:
Si diceva di un’idea originale su Franz Kafka espressa da Günther Anders nel suo unico saggio sull’autore praghese, Kafka pro e contro, recentemente ristampato da
Settima puntata della pizzuteide di letturalenta (si veda la categoria Pizzuto per l’elenco completo degli interventi) e secondo contributo del battagliero professor Gualberto Alvino, che non ringrazierò mai abbastanza per la sua disponibilità. La pizzuteide, come sanno i lettori più affezionati, è la mia privata celebrazione di Antonio Pizzuto nel trentennale della morte. Pizzuto è uno dei maggiori autori italiani del Novecento, nonché uno dei meno conosciuti in Italia. La sua scarsa notorietà deriva soprattutto dal suo essere un autore difficile, che molti critici, anche tra i più esperti e qualificati, non hanno esitato a definire illeggibile.
Circa quattro anni fa, in una
Sono un imbianchino o decoratore o tinteggiatore che dir si voglia, e quindi è ragionevole dire di me che sono uno che tinteggia o decora o imbianca, ma fra tutte le parole che possono definire me o il mio lavoro io preferisco di gran lunga imbianchino e imbiancare, per via di quell’esplicito riferimento al bianco, parola carica di significati simbolici, emblema del vuoto, del gelo, dell’assenza, ma anche della purezza e soprattutto del candore.
[questo post fa ovviamente :-) il paio con
Perché io credo che questo sarebbe il vero modo ad andare in paradiso: imparare la via dello inferno per fuggirla [Niccolò Machiavelli, lettera a Francesco Guicciardini del 17 maggio 1521].
– Salve, scrivano.
Il castello dei fantasmi incrociati
Bottega di lettura
i monologhi della varechina
sacripante!