Archive for August, 2007

[dtfn] XXIII – Letteratura e vita

Friday, August 10th, 2007

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/L’intenso e fecondo rapporto fra letteratura e umanità non è perfettamente simmetrico. Avrai notato, credo, che nella nostra conversazione l’iniziativa è nelle mie mani: sono io che decido sia i tempi sia i contenuti del nostro amichevole dialogo, mentre tu non hai il potere di cambiarli o di proporre i tuoi. Questa situazione non dipende da protervia mia o da tua debolezza. È un aspetto naturale del rapporto fra uomini e racconti, e né tu né io abbiamo il potere di modificare la natura delle cose.

Il nostro campo d’azione è assai limitato, a ben pensarci. I racconti non possono fare altro che impastare parole attorno a un’emozione o a un pensiero umano mentre gli uomini non possono fare altro che reagire a quell’impasto con nuovi pensieri e nuove emozioni. E se gli uomini non possono modificare le parole dei racconti, è pur vero che i racconti non possono cambiare le emozioni e i pensieri degli uomini. Se io mi lascio prendere talvolta dal timore di annoiarti o di perderti, è proprio perché non posso intervenire sulle sensazioni che si affollano in te man mano che ti leggo. Certo, posso notare un momento di perplessità o di sconcerto, una pausa di riflessione o un moto di ilarità, ma non ho mai un quadro completo e preciso delle tue reazioni. Analogamente, credo, tu non hai una comprensione chiara e totale delle mie parole, ed è questo che alla fin fine ti convince che non sarebbe giusto modificarle, anche se di tanto in tanto qualcuna di loro ti infastidisce o ti irrita.
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Fenomenologia del complotto

Monday, August 6th, 2007

Domanda: Visto quello che è successo negli Stati Uniti, secondo lei esiste un problema pedofilia nella Chiesa?
Risposta: “È una montatura, hanno tirato fuori cose di 50 anni fa. Secondo me il Vaticano ha sbagliato a pagare gli indennizzi, quelle sono responsabilità personali. La verità è che, partendo dagli Stati Uniti, è in atto un’offensiva ebraico-radical chic che mira a screditare la chiesa cattolica. I pedofili sono ovunque nella società”. (don Piero Gelmini, 5 agosto 2007)

Chissà perché, quando la chiesa cattolica si trova al centro di qualche scandalo o disavventura giudiziaria, prima o poi arriva un esponente della chiesa cattolica ad evocare lo spettro del complotto ebraico. Dev’essere una specie di riflesso pavloviano. Poi il gaffeur di turno chiede scusa, nevvero: non sia mai che egli volesse offendere i fratelli maggiori, ci mancherebbe. Intendeva dire “massoni”, mica “ebrei”.

Ah, ecco, meno male. C’è qualcosa che non torna, però: non era stata la lobby gay a scatenare l’ultimo complotto anticattolico?

C’è un problema di fondo in questa proliferazione lobbistica: se i complottardi si ostinano ad andare ciascuno per conto proprio, le energie si disperdono e l’obbiettivo si allontana. Che si organizzino, dico io, che fondino una Federazione, una Lega, una Convenzione delle Lobby Antipapiste e mettano mano al Grande Complotto, ché con tutti ‘sti complottini non ci si raccapezza più.

E anche questa è fatta

Friday, August 3rd, 2007

Mentre l’italico popolo s’incolonna eroicamente verso il meritato riposo estivo, i primi due vibrisselibri escono dal limbo dorato dell’editoria digitale e s’apprestano a varcare le soglie dell’editoria papirizzata e delle librerie.

– Il saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata uscirà presso le edizioni Il Maestrale nella primavera del 2008, probabilmente in marzo.
– Il romanzo di Monica Viola Tana per la bambina con i capelli a ombrellone uscirà presso Rizzoli a fine gennaio 2008.

Ma come, dice, butti lì la notiziona così, quasi senza averne l’aria? Manco uno stappo di spumante? un corteo festante? un rave party editoriale? una sfilata di carri allegorici a Viareggio? Eh, dico, faremo festa, certo, ma pur sempre col nostro inconfondibile understatement, perdiana.

La transumanza dal bit alla carta è il tratto finale del lungo cammino che porta i vibrisselibri dall’oscurità alla piena luce. Diciamo che è un po’ come maritare le figliole: fin qui le abbiamo accompagnate noi vibrisselibrai, accudendole e proteggendole dalle insidie del vasto mondo, ma adesso sono grandi e andranno avanti con le loro gambe. In questi casi si fa festa, certo, ma non manca mai una lacrimuccia di commosso distacco.

Ma bando ai sentimentalismi: l’avventura continua. Altre fanciulle sono in età da marito, altre ancora lo saranno presto. EDITORI! Fatevi avanti, orsù, non siate timidi, appropinquatevi, corteggiatele e chiedete la loro mano. Non saremo così insensibili da negarvela

Là fuori qualcuno ci ama

Wednesday, August 1st, 2007

Fra le cose che si perdono crescendo (va be’, diciamo pure invecchiando), causando talvolta un lieve sussulto di nostalgia e di rimpianto, c’è il riconoscimento delle proprie imprese da parte degli altri. Non parlo di encomi solenni, né di elogia aulici e altisonanti, bensì di quei piccoli segnali che lasciano intendere, quasi di soppiatto, che qualcuno che non sei tu apprezza il frutto della tua fatica e del tuo impegno.

Da piccoli, da molto piccoli, è sufficiente conquistare la stazione eretta o emettere suoni simili a parole perché un nugolo di astanti esploda in grida di giubilo e applausi da stadio. Da grandi, prodursi in un triplo salto mortale o scrivere la Récherche sono imprese che hanno ottime probabilità di passare quasi inosservate. Niente di grave, beninteso. Anzi, è bene che sia così: aiuta a collocare la gratificazione in quello che si fa, al netto degli applausi. Ciò non toglie che quando da adulti capita di intercettare uno di quei piccoli segnali, proprio la loro progressiva rarefazione li fa apprezzare ancora di più.

Questa cogitabonda premessa mi serve per dire a Elena F. Ricciardi che la sua inattesa attenzione alla produzione di vibrisselibri è per me uno di quei piccoli segnali, quindi mi sembra giusto mandarle a mia volta un segnale di apprezzamento. Ma che ha fatto Elena per scatenare questa tempesta segnaletica? Facile: ha letto tutti i vibrisselibri pubblicati fin qui e a tutti ha dedicato una recensione, dimostrando sul campo che i nostri libri sans papier sono libri a tutti gli effetti, anche prima che qualche editore papirizzato se ne renda conto.

Il catalogo di Elena F. Ricciardi è questo:

Andrea Comotti, L’organigramma
Demetrio Paolin, Una tragedia negata
Monica Viola, Tana per la bambina con i capelli a ombrellone
Eugenio De Medio, Nenio
Alessio Paša, Appuntamento con il notaio