Ho deciso: scriverò la mia autobiografia, un’opera destinata a rappresentare me medesimo al più alto grado possibile di veridicità. Stenderò innanzitutto un piano di lavoro molto dettagliato. Preparerò un indice, una bibliografia e un accurato elenco delle necessarie appendici. Procederò quindi allo studio dei testi di riferimento, redigendo per ciascuno una rigorosa recensione e mantenendo aggiornato uno schedario cronologico e uno tematico. Compilerò quindi per ogni capitolo tracce di stesura ordinate e precise, che andrò infine a sviluppare una per una.
La prima parte dovrà contenere una breve ma significativa genealogia che ponga in adeguata evidenza le mie origini biologiche e spirituali, senza tralasciare una doverosa disamina degli stimoli culturali e ambientali che i miei maggiori assorbirono e che determinarono le loro scelte politiche ed esistenziali, indirizzandole energicamente verso la decisione consapevole di mettermi al mondo. (more…)

Non so perché, ma quando ho letto
Diceria dell’untore è un libro che fin dal titolo propone un’atmosfera iperletteraria. L’untore è per noi lettori post-manzoniani una figura unicamente finzionale, romanzesca, quasi mitologica, che non può esistere al di fuori di un racconto o di un romanzo: è un concetto, un’astrazione, un simbolo. Nessun lettore s’aspetterebbe mai di trovarsi un untore in carne e ossa sull’uscio di casa o in ufficio o al bar, e se anche ne incontrasse uno non lo riconoscerebbe, perché dell’untore si può dire solo ciò che si dice di Dio nel vangelo: nessuno l’ha mai visto.
Antonio Pizzuto è autore ctonio, infero, sotterraneo, aduso a propagarsi lentamente per rari e inconsapevoli contagi fra sparuti e timidi lettori. Con analoghe modalità,
Lo stupore è quell’atteggiamento verso le cose che l’uomo maturo, istruito e produttivo si ritrova suo malgrado a condividere con i bambini. Situato a metà strada fra l’onesta ingenuità dell’infante e l’irrevocabile tensione alla demenza del
Dieci giorni fa lo scrittore Giacomo Sartori
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Questo è un racconto
Dal 2 al 5 Febbraio, nell’ambito di In Edita blog, si terrà il primo festival nazionale DADIsta. Gli allievi della scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova declameranno il manifesto DADIsta e leggeranno pubblicamente alcuni componimenti. Dadeus ex-machina della manifestazione sarà il poliedrico Antonio Zoppetti – fondatore del DADIsmo – che per l’occasione cercherà di autolimitarsi a un’opportuna forma esaedrica regolare. Informazioni sempre aggiornate su
Il perecchiano scultore oulipiano lettore bartezzaghiano pittore enigmofilo pistoiese bibliomane – e qui listòmane – Paolo Beneforti ha aperto la versione italiana del sito francese
4. I rimedi
In
Il castello dei fantasmi incrociati
Bottega di lettura
i monologhi della varechina
sacripante!