Archive for September, 2006

Opere complete di Learco Pignagnoli

Saturday, September 30th, 2006

Opere complete di Learco PignagnoliÈ uscito questo libro, Opere complete di Learco Pignagnoli, pubblicato dall’editore Aliberti. La prima cosa che ho pensato guardando il libro in libreria è che sulla copertina c’è scritto Daniele Benati, e poi sotto Opere complete di Learco Pignagnoli, come se l’autore del libro fosse Daniele Benati, non Learco Pignagnoli. Questa ipotesi all’inizio mi ha un po’ spiazzato, perché a dire il vero io speravo proprio di leggere le opere di Learco Pignagnoli, non un libro di Daniele Benati, anche se naturalmente non ho niente di personale contro i libri di Daniele Benati.

Ho dato un’occhiata veloce al libro, per vedere un po’ com’era fatto, e ho visto che ha quattro sezioni. La principale si chiama Opere, ed è la più corposa, poi c’è un’appendice suddivisa in tre parti:
– Giacomo, romanzo autobiografico di Learco Pignagnoli
– Poesie, di Learco Pignagnoli
– Opera teatrale, di Learco Pignagnoli

Però!, ho pensato, che autore poliedrico, questo Pignagnoli.
(more…)

Luoghi e (non) letture

Friday, September 29th, 2006

GrenarOggi su Vibrisse c’è il mio contributo alla rubrica Come si leggono i libri, curata da Bartolomeo di Monaco. I lettori più pertinaci di letturalenta possono anche fermarsi al primo capitoletto, dato che il secondo l’hanno già letto qui.

Colgo l’occasione per segnalare Grenar, il sito curato da Gianfranco Recchia dove il contributo di cui sopra è comparso per la prima volta. Grenar è uno dei luoghi dell’apposita sezione di collegamenti di questo blog, sezione che raggruppa siti che mi è capitato di visitare e sui quali ogni tanto ritorno. Funzionano un po’ come la memoria di cose che tecnicamente sono passate, ma che in realtà riaffiorano spesso sulla soglia del presente. In alcuni di questi luoghi ho anche lasciato una labile traccia, e Grenar è uno di questi.

Sì va be’ – si chiederà impaziente il lettore in affanno perché sta per perdere il tram – ma cos’è Grenar? Cito dal suo manifesto:

Come funzionano le narrazioni? Qui si indaga sul viaggio del racconto, sul perché sta in acqua e sul perché fa naufragio. Si può narrare con diversi mezzi espressivi: parole, immagini, movimento, suoni, rumori, silenzi, pieni, vuoti. (…) Non è una rivista, non è un blog, per cui viene aggiornato quando c’è materiale interessante. Vuole essere un sito funzionale, ciò che contiene deve servire a chi cerca proprio quelle informazioni. Per questo ha ambizioni di micro-enciclopedia. L’attracco più probabile per il navigatore curioso è una ricerca sul web.

Secondo me vale la pena farci un salto ogni tanto, anche senza cercare niente di particolare, giusto per il piacere di leggere cose come questa o come quest’altra.

Un Pizzuto letto Bene

Thursday, September 28th, 2006

Carmelo Bene, tratto da www.teatro.orgGrazie ai buoni uffici di gabryella – che i numi d’ogni ordine e grado la proteggano – la pizzuteide presenta oggi un lettore d’eccezione per un brano di Signorina Rosina, il romanzo di Antonio Pizzuto uscito per l’editore Macchia nel 1956 e ripubblicato con varianti da Lerici nel 1959. Il brano letto dal signore in effigie è parte del capitolo diciottesimo, che riporto in calce (in grigio i brani saltati da Bene).

Vorrei infine sottolineare come va a finire questo atto di lettura. Finisce con Bene che dice Voglio incoraggiare a leggere Pizzuto, perché Pizzuto va letto.


(more…)

De te fabula narratur

Wednesday, September 27th, 2006

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/S’intenda il presente post come introduzione, prologo, prefazione, preludio, antefatto, capostipite di una serie di altri che da lui discendono. Come i lettori meno portati allo zapping blògghico e più attenti ai dettagli avranno notato, infatti, questo post inaugura una categoria nuova di zecca denominata DTFN, dove lui e i suoi simili saranno custoditi per sempre (limitatamente alla fault tolerance del server che ospita letturalenta, si capisce).

L’illustrazione qui sopra esiste in modo del tutto indipendente dal contenuto del post. È la copertina di un libro creato nel 1999 dall’artista finlandese Saku Paasilahti e conservato nella biblioteca Rikhardinkatu di Helsinki, la cui galleria Web merita ripetute visite.
(more…)

Ci vorrebbe come il pane

Friday, September 22nd, 2006

di Maria Pizzuto

Eccellentissimo filologo, quale egli, il nostro Gualberto Alvino ha scandito le dissonanze presenti nelle centinaia di pagine dell’opera di Mauro Canali Le spie del regime, il libro dominato dall’arbitrio di voler mettere in luce propri impulsi elevati a “coscienza della storia”. Scoli di commissariati periferici e di tenenze dell’Arma gestite alla buona, da lui gabellate come documenti dissecretati, da assodare studiosamente, resi come palese specchio di un cinquantennio.

Quel libro è stato un pantano di dolore per me. Ha sconquassato i tre sistemi difensivi dell’organismo: la linfa è stagnata nei miei arti inferiori in una sorta di elefantiasi da impedirmi di indossare le scarpe se non maggiorate di tre numeri; il sistema immunitario, collassatosi, mi ha esposto a ogni sorta di danni cutanei, di esasperati stati infiammatori; quello circolatorio ha esaltato pressioni arteriose massime e minime con sbalzi da ictus: perdite improvvise di equilibrio quando in piedi, vertigini, stati di panico e insonnia, fino alla depressione. Mi trascinavo notte e giorno su una poltrona con comandi elettronici da farne un letto, e ciò per quattro mesi circa.

(more…)

L’arte di mentire piacevolmente

Thursday, September 21st, 2006

Pierre-Daniel Huet, tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Pierre_Daniel_HuetDal mio rientro a oggi non ho scritto molto qui, e di questo naturalmente mi pento e mi dolgo, ma con misura e senza eccessi di contrizione. Il motivo principale di questa afasia settembrina è che ultimamente mi sto occupando di libri che non esistono e, come tutti sanno, le cose che non esistono sono molto più esigenti di quelle che esistono in termini di tempo, attenzione, cure. E poi bisogna parlare con molta prudenza delle cose che non esistono, per non correre il rischio di farle esistere anzitempo e bruciarle.

Uno di questi libri che non esistono di cui mi sto occupando, a dire il vero, un poco esiste già, tanto che chiunque lo desideri può trovarlo in questo punto esatto della grande rete. A me però piacerebbe che questo libro esistesse in modo diverso da come esiste adesso. Mi piacerebbe che le parole di questo libro generassero altre parole, e che queste parole nuove, scritte oggi, avvolgessero il testo originale come la carta avvolge il cioccolatino. La carta che avvolge il cioccolatino lascia intendere che al di là di lei medesima c’è un cioccolatino, e invita il goloso a sbarazzarsi di lei, se vuole mangiarsi il cioccolatino.
(more…)

A volte ritornano

Monday, September 18th, 2006

Hypterodonte in viaggio per la luna, tratto da www.ariverneversleeps.comMa tu pensa, a mesi e mesi di distanza l’Hypderodonte continua a dar segni di vita. Ho ricevuto il testo che segue da un gentile signor Kumar Iqbal Chandrimarathan, che pubblicamente ringrazio. A margine consiglio anche la ricerca hypterodonte nutella in Google…

Un’e-mail hypterodontica dal sig. Kumar Iqbal Chandrimarathan

Egregio Sig. Tassinari,
Sono capitato per caso sul suo blog e con grande sorpresa ho scoperto la pagina
dedicata all’Hypterodonte.

Non immaginavo che l’interesse per l’Hypterodonte fosse così grande. Io lo conoscevo soltanto tramite le ricerche del prof. Franco Binda, archeologo rupestre della Svizzera italiana. Stranamente, non ho trovato nessun contributo che citasse il prof. Binda nel suo blog e mi sono quindi permesso di mandarle qualche informazione al riguardo.

Il Prof. Binda, grande esperto di massi cuppellari nella Svizzera italiana, ha ipotizzato l’esistenza di un “percorso dell’hypterodonte” marcato da certe cuppelle (incavi preistorici eseguiti nel granito) coniche straordinarie presenti sui massi della Svizzera italiana e del nord della Lombardia e del Piemonte. Sembra che i massi segnati da queste cuppelle coniche siano disposti su una linea arcuata che inizia forse già nei pressi di Cuneo (l’autenticità dei rari ritrovamenti di cuppelle coniche in questa provincia non è accertata), per passare in Valle d’Aosta, nel Cantone Ticino (Svizzera) e disperdersi nella provincia di Sondrio.

Il prof. Binda afferma che le cuppelle coniche (assolutamente atipiche rispetto a quelle che si incontrano normalmente nelle Alpi) siano state scavate dagli hypterodonti lungo il percorso della loro transumanza ciclica. La forma delle cuppelle sarebbe infatti difficilmente realizzabile dagli abitanti della zona nel paleolitico e coincidono invece esattamente con la forma e le dimensioni dell’unghia dell’indice dell’hypterodonte, secondo i rari ritrovamenti dei resti degli arti di questa specie.

Spero che questo contributo possa interessarla e, se volesse più dettagli al riguardo, le consiglio di consultare le pubblicazioni del prof. Binda.

Distinti saluti,

K. I. Chandrimarathan

Che fare?

Thursday, September 14th, 2006

Stavo or ora ripensando a un celebre aforisma di Giorgio Manganelli che mi frulla in testa da anni: Ogni libro contiene tutti i libri.

Così celebre che non ricordo dove l’ha scritto. Forse in Pinocchio, un libro parallelo, posto che l’abbia scritto da qualche parte.

Dall’enunciato tapiresco discendono due interessanti strategie operative:
1. Leggere un solo libro e poi sostenere senza tema di smentite di averli letti tutti.
2. Leggere tutti i libri per poter dire senz’ombra di dubbio di averne letto almeno uno.

Monolèggere o plurilèggere? questa è la domanda. La risposta, inutile dirlo, non ce l’ho.

Un nuovo linguaggio

Tuesday, September 12th, 2006

Naviga a vele spiegate, la pizzuteide, con questo saggio di Salvatore Butera intitolato Un nuovo linguaggio, che illustra in modo chiaro e appassionato i due pilastri della rivoluzione linguistica di Antonio Pizzuto, lessico e sintassi. Salvatore Butera vive a Castronovo di Sicilia, luogo squisitamente pizzutiano, e si è laureato con una tesi intitolata Comunicare Pizzuto.

Un nuovo linguaggio
di Salvatore Butera

Parole pesanti. Come macigni. E dense. Ogni singola parola trascina con sé testi musica immagini: come Internet. Ma vent’anni prima che il web nascesse.

Leggere Antonio Pizzuto è come arrampicarsi sull’albero di Cosimo di Rondò. All’inizio stare sull’albero è difficile, ci si sente a disagio, si pensa che non si potrà stare lassù per molto tempo. Poi, una volta abituati, vediamo cose che gli altri non vedranno mai, insieme a lui partecipiamo anche a una rivoluzione. Ecco, leggere Pizzuto, inerpicarsi tra le sue pagine, è come partecipare (anzi, per usare verbi cari all’autore palermitano: «compartecipare», «contuire») alla rivoluzione letteraria e comunicativa che lo scrittore ha concepito. Ne esce un linguaggio nuovo per vedere il mondo come se fosse la prima volta.

Lessico e sintassi sono state le due fondamenta riedificate da Pizzuto: ne ha cambiato le regole mescolandole anche con quelle di altre lingue moderne e antiche. Un lavoro da saltimbanco per creare un al di là linguistico (o un al di qua come sostiene Gabriele Frasca).

[Leggi tutto il saggio in formato pdf] (242 KB)

Si ricomincia

Monday, September 11th, 2006

Va be’, mi rendo conto che in questo giorno ad alta tensione simbolico-commemorativa il mio rientro dalle ferie non è una gran notizia, ma va bene lo stesso. Confesso peraltro – correndo volentieri il rischio di sembrare (o essere) cinico – che la fine delle vacanze ha su di me effetti molto più nefasti di altre fini che l’11 settembre evoca, come la fine della storia, la fine del mondo, la fine dell’umanità, eccetera. Per dirla in breve: se ieri fosse finito il mondo avrei risolto in un sol colpo tutti i miei problemi; essendo invece finite soltanto le mie vacanze, ho un problema in più.

Come sempre, però, per una cosa che finisce molte altre nascono e fioriscono, quindi bando alle tristezze e alle lamentazioni e largo alle segnalazioni.

Zop lancia in grande stile una nuova sfida narrativa intitolata I falsi incipit. In breve, si tratta di aggiungere un pezzo di scrittura in cima a libri famosi, in modo che il pezzo aggiunto sfoci con grazia e naturalezza nell’incipit autentico.

Compie due mesi esatti l’ultima impresa collettiva lanciata da Herzog, I mondi si raccontano, dedicata a scandagliare e a portare in superficie quel che si racconta in blogosfere lontane e in lingue poco frequentate.

Riapre i battenti Mi ricordo, il blog squisitamente perecchiano ideato da Melpunk, dedicato a raccogliere quel che gli italiani si ricordano del loro passato più o meno recente.

In agosto è nato Eldamar, creato da Orso di Terre selvagge, un blog dedicato a Tolkien in cui si parla di prime edizioni o edizioni numerate, speciali e limitate inglesi ed italiane dei volumi del Professore. Consigliatissimo ai bibliofili e ai tolkeniani, imperdibile per chi è le due cose assieme.

Meglio quando il caso, e se duole, togliersi il dente

Wednesday, September 6th, 2006

di Maria Pizzuto

A questo punto, meditando sul già detto, sentirci come il fuco. Una volta raggiunto l’affondo della regale vagina, altro non restarci come fondazione non riconosciuta, la morte.

Trenta opere d’autore, di nuovo veicolate con successo come prodotto editoriale, appagare il nostro scopo significandosi: compimento di un’opera omnia nel limitato spazio di sette anni a fondatione condita.

Un impegno in grado di porci al primo posto nell’ultimo scorcio d’un inizio-millennio come espressione del modo più dinamico di produrre cultura di qualità.

Chi altro, di là da noi, in grado di poter affermare un altrettanto felice esito a fronte di un altrettanto gravoso impegno?

Risultato raggiunto da noi tramite un dinamismo da potersi definire al limite delle umane possibilità.

Noi, come fondazione non riconosciuta, esprimiamo la vivente realtà di uno sforzo d’azione culturalmente legale svolto da una gestalt compatta, formata da editori non commercialmente goduriosi, ma aventi un intelletto attento a impegni ardui; un’attenzione disinvoltamente ricusata da ben più grossi calibri ai quali ci rivolgevamo ritenendoli fruibili di diritto di prelazione per far rivivere le grandi opere.

(more…)

La pendola di Napoleone

Sunday, September 3rd, 2006

Pendola a Matsumoto, Giappone, tratto da flickr.com/photos/richardsouder/34516041/Fuori fa un po’ freddo, quindi spengo la sigaretta e rientro. Mentre chiudo la porta finestra, getto un’occhiata al salotto da sopra la spalla e penso che c’è un discreto disordine qui dentro: carte sparse sulla scrivania; i cuscini del divano dislocati in posizioni improbabili; libri accatastati un po’ ovunque; polvere. Riprendo in mano il libro che ho finito poco fa e lo apro a caso, forse sperando che l’incanto della locanda si ripeta. Guardo le parole allineate sulle righe; le riguardo; leggo qualche frase. Non succede niente. Mi concentro sulle parole che leggo, le rileggo, ma non perdo mai il contatto con il salotto e con il suo disordine così materiale, concreto, sensibile, tutt’altro che metafisico, un disordine che sento familiare e amichevole, figura di un altro disordine che mi riguarda.
(more…)