Archive for October, 2007

Il tempo stringe

Wednesday, October 31st, 2007

Già, proprio come i vestiti di qualche anno fa.

Non che sia necessariamente un dramma, anzi: avere poco tempo libero significa averne molto occupato. Se è occupato bene o male, poi, è cosa da stabilirsi, ma tant’è.

Il rapporto fra tempo libero e tempo occupato è un problema dibattuto sin da epoche remote. Gli antiqui, che come tutti sanno erano infinitamente più saggi di noi, dividevano il tempo in otium e negotium, e le parole stesse mostrano chiaramente che l’ozio, dovendo proprio scegliere, era da loro prediletto.

Poi arrivò un tale, probabilmente uno psicopatico grave, a dire che il lavoro nobilita l’uomo. Da allora sono tempi durissimi per tutti quelli, quorum ego, che nel profondo dell’animo loro restano irredimibilmente fancazzisti pur adeguandosi ai paradigmi moderni (più spesso per necessità che per senso di responsabilità, beninteso).

Questo per dire che se il lettore di passaggio prova una giusta ira nel notare l’attuale deblogghizzazione di questo blog, la sua fissità così contraria alla natura del mezzo, distragga i suoi strali dall’innocente tenutario e li diriga piuttosto contro quel tale.

Per il resto tutto bene, grazie.

[dtfn] XXIV – Novella terza, La morte dell’Autore [7]

Friday, October 26th, 2007

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/VII
Sono passati molti anni da quel pomeriggio che ha mostrato soltanto a me il suo volto eroico ed epocale. In seguito ho cercato caparbiamente di rimuovere dalla memoria la data di quel giorno, nel timore che potesse coincidere con un evento memorabile per molti, come l’assassinio di un cantante famoso o una festa patronale. Alla fine ci sono riuscito, e oggi ricordo soltanto che era una bella giornata di sole. Le mie previsioni sulla fortuna dell’Autore in seguito al mio piccolo intervento sul capitolo undicesimo dell’Opera 39 si sono poi rivelate esatte, e ancora oggi fioriscono gli studi attorno a colui che la critica aveva bollato come un insulso scrittore seriale.

Sono particolarmente orgoglioso di essere considerato ancora oggi lo scopritore di questo talento così accuratamente nascosto in migliaia di pagine rigorosamente sciatte: L’Opera 39 fu pubblicata un mese dopo la scomparsa dell’Autore, e io corsi subito dal mio relatore annunciandogli entusiasta che avevo scoperto un’incredibile discrepanza fra lo schema del romanzo, che avevo fotografato durante la mia visita, e la stesura dell’undicesimo capitolo. Questo particolare poteva essere l’indizio di qualcosa di interessante, spiegai, forse l’apertura di una nuova fase creativa tragicamente stroncata dal destino, o forse un invito a rileggere l’opera dell’Autore da un nuovo punto di vista. Il relatore mise in campo tutto il suo buon senso per convincermi a lasciar perdere. L’Autore è morto, mi diceva, lascialo riposare in pace, ma il mio entusiasmo alla fine vinse la sua prudenza e decretò la fine prematura delle Tecniche e prospettive del romanzo contemporaneo nell’era posteriore al postmoderno.
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[dtfn] XXIV – Novella terza, La morte dell’Autore [6]

Wednesday, October 24th, 2007

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/VI
Restava un ultimo dettaglio da sistemare, il più importante. Osservai con cura la disposizione dei volumi nella biblioteca per individuare i punti di provenienza di quelli allineati sul tavolo di consultazione. La vastità delle scaffalature mi stava dicendo con estrema chiarezza che quel lavoro avrebbe richiesto troppo tempo, quando un’intuizione salvifica ebbe la cortesia di suggerirmi la strada giusta: sul retro di copertina del primo libro trovai annotata a matita la sigla SO‑IV‑8‑27, che doveva corrispondere alla collocazione che andavo cercando. Anche gli altri libri avevano sigle simili e ipotizzai che la prima parte indicasse il punto cardinale, la seconda corrispondesse al piano della libreria partendo dal basso, la terza alla colonna partendo da sinistra, e la quarta alla posizione del libro nello scaffale univocamente determinato dalle prime tre.

Una rapida verifica sperimentale su due volumi scelti a caso confermò l’ipotesi, dato che alle coordinate definite dalle sigle c’erano vuoti perfettamente compatibili con il libro designato, preceduti e seguiti da volumi con sigle identiche nelle prime tre parti a quella mancante. Strappai un foglio dal piccolo bloc notes che portavo sempre in tasca e, usando il palmo aperto della sinistra come appoggio, vi ricopiai i titoli e le sigle, poi lo ripiegai e lo nascosi all’interno della cintura con lo stesso sistema usato per la scheda di memoria della macchina fotografica. Sfilai i segnalibri da tutti i volumi e li posai in un vassoio che ne conteneva molti altri, poi ricollocai ogni libro al suo posto, seguendo l’infallibile segnaletica delle sigle.
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[dtfn] XXIV – Novella terza, La morte dell’Autore [5]

Monday, October 22nd, 2007

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/V
Dopo aver reso questo tributo di incalcolabile valore alla memoria di colui che dopotutto aveva accettato di ricevere uno sconosciuto laureando privo di raccomandazioni per aiutarlo a concludere dignitosamente il suo corso di studi, tolsi la macchina digitale dal mio zainetto e fotografai lo schema del romanzo, poi tornai in biblioteca per dedicarmi alla trascrizione dell’ultima fatica dell’Autore, il suo testamento letterario affatto involontario e casuale, la sua mai pianificata Opera 40, che decisi di destinare alla sempiterna gloria dei capolavori mai scritti.

Dal lucernario che si apriva sulla campata sudovest del tetto pioveva una luce pomeridiana, distribuita nella stanza in modo tutt’altro che democratico, con grande vantaggio della parete sulla sinistra di chi entrava provenendo dallo studio, tanto che la massa cunimorfa che giaceva sul lato opposto passava in secondo piano rispetto a una porzione rilevante della libreria e al tavolo di consultazione, sul quale brillavano in piena luce alcuni libri ben allineati ed equidistanziati, i bordi inferiori collimati al lato lungo del tavolo. La dominante lignea dell’arredamento e l’immobilità dell’insieme, fatta eccezione per la luce che impercettibilmente digradava, conferivano alla scena l’aspetto di un dipinto antico, turbato appena dall’abbigliamento tardo novecentesco dell’illustre trapassato.
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bombasicilia ±

Wednesday, October 17th, 2007

bombasiciliaA sei anni dalla fondazione, che risale al 19 ottobre 2001, Bombasicilia cambia faccia e passo, diventando il primo tumblelog letterario italiano, ovvero un po’ più di un sito statico e un po’ meno di un blog. bombasicilia ± ospiterà segnalazioni brevi che accompagnano foto e filmati, piccole cronache contro un inarrestabile svanire.

La rivista online trimestrale Bombasicilia s’è chiusa col numero nove nell’aprile del 2007. Nel maggio dello stesso anno è uscito un numero zero cartaceo per le edizioni Navarra di Marsala (TP). Tutti gli arretrati sono disponibili in versione pdf, direttamente qui. Sul sito sono annunciati nuovi progetti, quindi vale il vecchio adagio radiofonico: stay tuned!

Il resto è silenzio

Tuesday, October 16th, 2007

Armando Adolgiso, Il resto è silenzioChe Armando Adolgiso non sia immune da un sano furore iconoclastico nei confronti di qualsivoglia bellettrismo lo sapevo da un pezzo. Che lo fosse già venticinque anni fa non lo sapevo. Adesso lo so. Il resto è silenzio fu pubblicato dall’Adolgiso per l’appunto venticinque anni fa e in occasione dell’anniversario l’autore si è regalato una riedizione on-line, scaricabile dal suo sito.

Vorrei scrivere una lunga prefazione a questo capolavoro, ma altri più saggi e preparati di me l’hanno già fatto, lasciando nel libro una traccia indelebile del loro prezioso lavoro critico. È anche grazie a loro che Il resto è silenzio non potrà essere facilmente consegnato all’oblio.

Niente primarie

Monday, October 15th, 2007

Non sono andato a votare alle primarie del costituendo Partito Democratico. E siccome mi fa fatica scrivere un post sul perché e il percome non ci sono andato, rimando alle ineccepibili motivazioni di Ipazia. Aggiungo solo che non ho capito bene perché la cosa più urgente e improcrastinabile nella fase costituente di un partito sia l’elezione del segretario.

Nobel e legalità

Friday, October 12th, 2007

Il premio Nobel per la letteratura fu assegnato per la prima volta nel 1901 al poeta francese Sully Prudhomme, mentre nel 2007 è stato vinto da Doris Lessing, inglese, 88 anni fra pochi giorni, vecchia gloria letteraria dde sinistra dei tempi antichi, quando i comunisti erano comunisti, i fascisti erano fascisti e governavano i democristiani. La sua fama non è più quella di allora in questi tempi moderni in cui i fascisti e i comunisti sono specie protette e governa un democristiano.

Tra i candidati al Nobel del 2007 c’era anche Philip Roth, e infatti la Lessing ha ricevuto il premio a cinquantasette anni dal suo libro d’esordio The Grass is Singing, pubblicato in Inghilterra nel 1950. Se l’Accademia Svedese terrà questo passo, Philip Roth – che ha esordito nel 1959 con Goodbye, Columbus – vincerà il Nobel nel 2016, a soli 83 anni e con ben cinque anni di anticipo sulla Lessing, la quale – notizia imprescindibile – assieme al premio ha conquistato il primato di anzianità dei Nobel per la letteratura.

Come undicesima donna laureata, poi, la Lessing porta a sei il numero delle premiate negli ultimi cinquant’anni, interrompendo la parità con le premiate dei primi cinquant’anni. Non per niente fu molto amata delle femministe, Doris Lessing.

Ed è amata anche dai pacifisti, tanto che nell’anno del suo esordio letterario fu premiato Bertrand Russel, inglese come lei e come lei paladino della libertà e dei diritti umani, nonché ideatore di un celebre paradosso su barbe e barbieri da lui enunciato – coincidenza ricca di reconditi significati – nel 1901, anno di nascita del premio Nobel per la letteratura.

E questo ci riporta all’inizio del post, cosa che dimostra, nell’ordine, che in questo mondo tutto si tiene, che un terremoto in Cina può causare il battito d’ali di una farfalla svedese e che Doris Lessing non ha mai fatto la barba a Bertrand Russell.

N.B.: O lettore, se hai l’impressione che i sottili ragionamenti qui esposti siano leggermente sconclusionati e illogici, pensa che in Italia vive gente come Gianfranco Fini, convintissimo che l’illegalità si combatte aumentando le pene e costruendo più galere, o come Sergio Cofferati, più propenso a demolire che a costruire: sgomberare i centri sociali, tagliare i servizi comunali, chiudere i locali pubblici alle nove di sera, radere al suolo i campi nomadi. Poi si lamentano che la ggente si butta nell’antipolitica.

[dtfn] XXIV – Novella terza, La morte dell’Autore [4]

Wednesday, October 10th, 2007

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/IV
Appena udii il tonfo inconfondibile che un corpo sovradotato di grasso produce quando si schianta senza controllo su un pavimento di legno, avrei voluto balzare in piedi per prestare soccorso, ma per un certo tempo rimasi impaniato nelle insidie basculatorie della poltrona, che sommate alle sue giravolte ribaltabili rendevano più che arduo il compito di abbandonarla.

Liberatomi infine in un sol colpo da quella trappola e da quella dell’intreccio del capitolo undicesimo – dove un maschio innominato volava in aereo da Gerusalemme alla volta di una barca ancorata di fronte a una spiaggia di Sharm‑El‑Sheik, barca già occupata da una femmina senza nome che uscita dall’ufficio era passata da un negozio prima di attraversare il centro per recarsi a casa e di lì, a nuoto, alla sullodata barca, dove stava leggendo Le avventure di Augie March – mi precipitai in biblioteca e lì lo vidi, atterrato da una forza enorme e misteriosa che l’aveva inchiodato su un fianco, le gambe lanciate all’indietro e leggermente flesse al ginocchio, i piedi uniti, le braccia distese in avanti, la testa un poco arrovesciata, formando nel complesso una figura simile a un coniglio che spicca il salto, quando si fosse escluso da quel quadretto il particolare del libro ancora stretto nella mano sinistra con il pollice conficcato fra le pagine a guisa di segnalibro.
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[dtfn] XXIV – Novella terza, La morte dell’Autore [3]

Tuesday, October 9th, 2007

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/III
Lo stato mentale caotico determinato dall’affollarsi dei pensieri dimidiati non era percepito con chiarezza dall’Autore. Manteneva apparentemente il dominio dei suoi gesti e delle minime azioni del momento, anche se, a ben guardare, andare e venire dal balcone alla costosa poltrona iper‑snodata della scrivania, accendere sigarette per spegnerle quasi subito, mutare così spesso la postura, abbandonarsi talvolta a momenti che si sarebbero detti di riflessione, non fosse stato per quell’espressione ebete che li accompagnava, tutto questo si sarebbe presentato a un osservatore esterno come un segnale di nevrosi, se non di definitiva demenza.

Dai vertici dei cartigli dedicati ai luoghi si dipartivano sottili linee orizzontali che proseguivano fino all’estrema destra dello schema. All’interno della griglia formata da queste linee divisorie se ne muovevano altre più spesse, ognuna di un colore corrispondente a quello di un personaggio. La progressione orizzontale delle linee consentiva di seguire i personaggi nel tempo, mentre i loro movimenti verticali, a volte obliqui, riflettevano gli spostamenti fra i diversi luoghi.
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[dtfn] XXIV – Novella terza, La morte dell’Autore [2]

Thursday, October 4th, 2007

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/II
Tutto preso dal ricordo di quella lezione di poetica, solo alla fine l’Autore si rese conto di averla ripetuta a voce alta con lo stesso tono di voce della prima volta, e tastandosi le guance e i lati della bocca ritrovò al tatto la medesima espressione del volto. Ripeté ancora mentalmente la breve prolusione, non senza un certo compiacimento per l’acutezza della risposta, così ricca di citazioni e pregevoli inserti di letteratura italiana, russa e francese. Diderot, poi… Diderot… Ecco che dall’abisso magmatico dei pensieri iniziati e mai conclusi, risalì in superficie quella frase così assertiva e impudente: Con i piaceri violenti accade come con le pene profonde: sono muti.
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Il sesto

Tuesday, October 2nd, 2007

Riccardo Ferrazzi, I nomi sacri, vibrisselibri 2007Vibrisselibri offre ai lettori il suo sesto libro, come sempre completo di copertina e privo di carta. L’autore è Riccardo Ferrazzi, il titolo è I nomi sacri, il resto qui.

Dalla quarta di copertina:

Diverso è il percorso di Giorgio. Il suo è in fondo un cammino verso il sapere: le donne che incontra – Alba, Iside, Fedra, Odile/Odette (due gemelle), Silly Sally – sono i gradini di un percorso iniziatico che conduce a Sofia (dalle iniziali dei nomi delle donne): ma alla fine proprio Sofia si sottrae alla sua conoscenza. In conclusione del romanzo Giorgio, fatto savio dall’esperienza vissuta, rinuncia apertamente alla sapienza. (…) Lo scioglimento finale, che culmina con l’immagine dell’amplesso cosmico del sole e della luna nell’ultima eclissi del millennio, è di grande efficacia.

Buràn 3, Il conflitto

Tuesday, October 2nd, 2007

Buràn 3, Il conflittoÈ uscito il terzo numero di Buràn, la rivista che avvicina alla rete italiana voci e mondi remoti, grazie a un lavoro paziente e volontario di traduzione. In questo numero, intitolato Il Conflitto, Buràn ospita 48 voci di 24 paesi diversi, suddivise nelle consuete sezioni Il Materiale e L’Immaginario.

Ma la novità più interessante è che per questo numero Buràn ha potuto contare sulla collaborazione fattiva del British Council di Londra, che ha messo in contatto la redazione con giovani scrittori africani, e della Boston University, che ha messo a disposizione i testi della rivista Agni, e si è adoperata per ottenere dagli autori prescelti il permesso di pubblicazione. Una rete di collaborazioni che supera i confini virtuali di Internet, creando contatti e corrispondenze molto reali e concrete.

Da buon vibrisselibraio so bene che queste cose accadono immancabilmente quando si mettono in moto iniziative di editoria in rete, ma questo non mi esime dal ringraziare i redattori di Buràn per il loro lavoro, né tanto meno dall’augurare buona lettura ai lettori di Buran n.3, Il Conflitto.

XXIV – Novella terza, La morte dell’Autore [1]

Monday, October 1st, 2007

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/I
Dove mai è situato il confine fra ragione e istinto, geometria e caos, conoscenza e analfabetismo? Così andava interrogandosi da ore il taciturno e immobile Autore. Con i piaceri violenti accade come con le pene profonde: sono muti. Leggeva e rileggeva questa frase, l’Autore, a bocca chiusa. Apriva e richiudeva il Paradosso sull’attore. Lo riapriva senza fallo e senza alcun motivo apparente a pagina trentanove, e sempre gli occhi suoi ricadevano su quella frase, la percorrevano da sinistra a destra e la trasmettevano senza esiti apprezzabili al cervello, che si limitava a riecheggiarla, senza mai illuminarla del benché minimo baluginare di senso.
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