Angiolino

March 1st, 2011

In una roulotte vicino alla cabina elettrica dormiva Angiolino. Nessuno sapeva quanti anni aveva o di chi era figlio: forse era lì da sempre, forse era arrivato cent’anni prima su una nave di pirati, dicevano. Dalle cinque del mattino camminava su e giù per il lungomare sciorinando il suo monologo meteorologico continuo: domani libeccio, non uscire in mare; oppure: arriva scirocco, domani piove. Era matto, certo, ma non sbagliava mai. Al suo funerale, pagato dal comune, piangeva tutto il paese.

Segni forti di declino civile ed estetico

February 28th, 2011

Il titolo scelto da Giornalettismo per l’ultima fatica letteraria di Federico Moccia è acidissimo, ma non ingiusto: Povera Yara, dopo la morte le tocca anche Moccia.

Il fecondo re della prosa melenso-pop ha infatti deciso che il mondo non poteva fare a meno di uno svolazzo moccesco sulla tragedia di Brembate e, dopo lunga e sofferta riflessione ha partorito una lettera, che nel vano tentativo di commuovere tocca apici irraggiungibili di sentimentalismo posticcio e cattivo gusto, terminando con con un capolavoro di umorismo macabro involontario — “io e tutti gli altri che amano, piangiamo con te” — rivolto a una persona che disgraziatamente non potrà mai più piangere.

Se mai ci fosse bisogno di segni forti del declino civile ed estetico che affligge l’Italia, questo sgorbio di Moccia sarebbe perfetto. Vado a vomitare.

A proposito di scuola pubblica

February 28th, 2011

Oggi siamo governati da un presidente del consiglio pagliaccio che spara ad alzo zero sulla scuola pubblica e da una ministra della pubblica istruzione pagliaccia che non si sente in dovere di difenderla. Sessant’anni fa sulla scena politica non c’erano pagliacci, ma persone serie come Piero Calamandrei. (via pessima)

Piero Calamandreidiscorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime… Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

Il governo del fare

February 25th, 2011

Se non ci fosse di mezzo una tragedia di dimensioni ancora ignote, ci sarebbe di che ridere a crepapelle di fronte allo spettacolo di insipienza e dilettantismo del governo italiano di fronte all’evoluzione della crisi libica.

Il ministro della difesa si dice pronto a mandare i militari in qualunque zona della Libia per recuperare italiani in difficoltà, ma solo se autorizzato dal ministro degli esteri, il quale nel frattempo resta in attesa di ricevere istruzioni dal presidente del consiglio, cioè da quello che all’inizio della crisi non telefonava a Gheddafi per non disturbarlo.

Il ministro degli interni — lo stesso che ha appaltato a Gheddafi la gestione dei flussi migratori dal nordafrica fregandosene allegramente delle convenzioni europee e internazionali — adesso piagnucola che l’Europa — cattivona! — non vuole aiutarlo, e a dargli manforte interviene il ministro della difesa, il quale — per ingannare il tempo mentre aspetta l’autorizzazione del ministro degli esteri, che intanto aspetta istruzioni dal presidente del consiglio — sbraita che presto arriveranno qui migliaia, ma che dico migliaia, milioni di profughi! Ci invaderanno! Usciranno dalle fottute pareti!

Nel frattempo il presidente del consiglio si è prudentemente fatto di nebbia. Facile prevedere che ricomparirà soltanto a crisi risolta, dichiarando giulivo che tutto si è sistemato solo grazie a lui.

Questi, si badi bene, sarebbero quelli del governo del fare. Sì, del fare pena in mondovisione.

Signore

February 22nd, 2011

In treno, tra Roma e Bologna, furono mie compagne di viaggio una giovane filippina e sua figlia di quattro anni. Entrambe sfoggiavano splendidi sorrisi color nocciola. La bimba mi mostrava i disegni colorati che andava creando su un quadernetto, mentre la madre mi raccontava le imprese di una donna di nome Signora, dicendo ogni tanto alla bambina: non disturbare il signore. Poco prima del mio arrivo (loro proseguivano per Milano), la mamma mi domandò: signore, anche tu a casa tua hai pilippina?

Cento disegni per Centuria

February 19th, 2011

Per informazioni:
Istituzione Biblioteca Classense, Via Baccarini 3, 48121 Ravenna.
Tel 0544 482112 — segreteriaclas@classese.ra.it — www.classense.ra.it

Paolo della Bella in Wikipedia.

PRESENTAZIONE della mostra (Dal sito di Paolo della Bella)
di Carlo Tossi

«Ho l’impressione che i racconti di Centuria siano un po’ come i romanzi cui sia stata tolta tutta l’aria. Ecco: vuole una mia definizione del romanzo? Quaranta righe più due metri cubi d’aria. Io ho lasciato solo le quaranta righe: oltretutto occupano meno spazio, e lei sa bene che con i libri lo spazio è sempre un problema enorme».

Questa citazione di Giorgio Manganelli, Paolo della Bella ce l’ha scolpita in testa e l’accompagna da molto tempo in tutte le sue elucubrazioni artistiche; per lui, non a caso amante dei racconti più che dei romanzi, togliere l’aria non vuol dire necessariamente togliere il superfluo, convinto com’è che esista anche un superfluo necessario. Manganelli, sostiene della Bella con inconsueta risolutezza, ha tolto sì l’aria, ma solo quella cattiva: l’aria che asfissia… il lettore! Perché allora non “usarli” questi racconti fatti di sola aria balsamica, si è detto; e, proprio come Manganelli, si è imposto il formato (22×31,7). «Avevo per caso molti fogli da macchina leggermente più grandi del normale, – è sempre Manganelli che parla – e mi è venuta la tentazione di scrivere sequenze narrative che in ogni caso non superassero la misura di un foglio: è un po’ il mito del sonetto, cioè di una struttura rigida e vessatoria con la quale lo scrittore deve necessariamente misurarsi. Ma il fascino è tutto qui: in un tipo di scrittura che ti obbliga all’essenziale, che ti costringe a combattere contro l’espansione incontrollata. Insomma credo che se non avessi avuto quei fogli non sarei mai riuscito a scrivere questo libro».

Cento disegni per Centuria. Questa mostra non nasce per caso, anche se il caso gioca la sua parte, come direbbe Dubuffet; l’idea di farsi trascinare dai racconti di questo splendido libro, pieno di stimoli, di sollecitazioni e provocazioni, era troppo seducente e lusinghiera per un disegnatore, anch’esso anomalo, paradossale e, perché no, oserei dire manganelliano. Paolo della Bella non ha e non ha voluto illustrare i racconti, è un compito che non gli compete, lui non rappresenta, ma interpreta. D’altra parte non si trattava di fare un’operazione editoriale, che so un “libro parallelo” bensì una mostra, anche se una mostra di disegni tratti o ispirati da un libro di racconti assurdi, surreali, fantastici; scritti da «uno scrittore che non assomiglia a nessun altro, inconfondibile in ogni sua frase, un inventore inesauribile e irresistibile nel gioco del linguaggio e delle idee», come scrive Italo Calvino nell’introduzione all’edizione francese di Centuria datata 1985. Paolo della Bella che ha letto Manganelli, che lo ha “consultato”, perché credo che Manganelli sia un autore anche da consultare, ha per Centuria una venerazione particolare; questi cento piccoli romanzi fiume lo hanno ispirato, guidato e “ossessionato” con la loro verità menzognera, la loro stravagante bizzarria. Questi disegni, altrettanto menzogneri e apparentemente incoerenti, rappresentano, proprio come i racconti, la sintesi tra l’essenziale e la ricercatezza; tra la spontaneità e la costrizione. Tuttavia, anche per la natura stessa dei racconti, essi non hanno influito direttamente e/o necessariamente sui disegni, ma si sono insinuati nella coscienza critica, nella personalità, di questo curioso e stravagante artista. Egli ci racconta che dopo aver letto, anni fa, e riletto, di recente, proprio per predisporsi a questa impresa, Centuria, di averlo poi chiuso e, alla maniera di Paul Klee (scusatelo forse si è lasciato un po’ prendere la mano), ha «chiuso [anche] gli occhi per vedere»!

Il suo amico

February 16th, 2011

Il suo amico sembra avere una curiosa disposizione a percepire le cose inesistenti, o assenti, con la stessa forza, se non con una forza più intensa, con la quale una persona qualunque percepisce le cose esistenti e presenti.

[G.Mozzi, Lettera accompagnatoria, in Questo è il giardino, Theoria 1993, Mondadori 1998, Sironi 2005].

Il primo racconto di Giulio Mozzi compie vent’anni, e come regalo ha scelto di regalarsi a noi lettori in comodo e gratuito formato elettronico.

Nemesi

February 15th, 2011

Oggi il gip di Milano Cristina Di Censo ha rinviato a giudizio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Il processo, vero e proprio terremoto istituzionale, inizierà il 6 aprile.

Sempre oggi, durante la discussione del decreto “milleproroghe”, il Senato ha approvato un emendamento che istituisce la Giornata della memoria per le vittime del terremoto de L’Aquila e di altre calamità. La giornata è stata fissata per il 6 aprile, anniversario del terremoto aquilano del 2009.

E allora? Niente, è solo che oggi la nemesi va di moda, e non volevo far mancare il mio prezioso contributo.

L’inquieta zitella

February 15th, 2011

La maestra aveva quarant’anni e non era sposata. Le quarantenni non sposate erano chiamate zitelle dal popolino illetterato. La maestra zitella non si arrabbiava: ella si inquietava, perché, diceva, secondo la lingua italiana ad arrabbiarsi sono i cani, mentre gli esseri umani, che cani non sono, si inquietano. Quando si inquietava, la maestra urlava: io mi domando e dico! Nessuno di noi bambini ha mai saputo che cosa si domandasse l’inquieta zitella, né ella aggiunse mai un vero detto al dico.

Già si fa fatica a trovarne

February 8th, 2011

Il soprannome di Mario era Busone. Se qualcuno lo salutava con un ciao Mario, quasi si offendeva. Mario non aveva mai nascosto la propria omosessualità, anzi, ci teneva molto a far sapere in giro che gli piacevano i maschi, perché, diceva, già si fa fatica a trovarne, figùrati se pensano che mi piacciono le donne. Passata la sessantina, ricordando gli amori eroici della gioventù, concludeva: eh, alla mia età, con il cuore che comincia a perdere colpi, i bocchini è meglio farli che farseli fare.

Poche pippe

February 1st, 2011

Mengoli Antonio di mestiere faceva lo spazzino. Quando al bar arrivava uno nuovo, si presentava a voce alta: Mengoli Antonio, spazzino assunto con contratto a tempo indeterminato presso l’azienda municipalizzata della nettezza urbana, AMNU. Sempre così, anche quando l’AMNU divenne AMIU, poi ACOSER, SEABO e chissà cosa. Un giorno, era ormai prossimo alla pensione, aggiunse: adesso ci chiamano operatori ecologici, ma a me non mi fregano: finché lavoro con la ramazza io sono spazzino, poche pippe.

Tre cose

January 29th, 2011

La prima cosa da osservare a proposito dei docenti universitari italiani (ma lo stesso vale per chi insegna nelle scuole elementari, medie e superiori) è che parecchi sono indegni del loro ruolo. (…) La seconda cosa da osservare a proposito dei docenti universitari italiani (ma lo stesso vale per chi insegna nelle scuole elementari, medie e superiori) è che sono spesso eccellenti. (…) La terza cosa da osservare a proposito dei docenti universitari italiani (ma lo stesso vale…) è che un docente pessimo non verrà punito e un docente ottimo non verrà premiato.

Leggi tutto l’articolo sul blog di Claudio Giunta, docente di Letteratura italiana presso l’università di Trento.

Antisemitismo

January 27th, 2011

A mo’ di celebrazione privata della giornata della memoria, mi sono messo di buzzo buono a tradurre un elenco di episodi di antisemitismo accaduti nel 2010 che si trova sul sito dell’Anti-Defamation League. L’estensione grafica e geografica dell’elenco rappresenta bene le dimensioni del fenomeno e aiuta a ricordare (appunto) che l’antisemitismo è un problema contemporaneo, non il relitto di un passato oscuro.

L’elenco mostra anche le tracce di una trasformazione in atto. L’antisemitismo classico, fondato su pregiudizi razziali, religiosi e ideologici, è difficilmente difendibile da quando la Shoah ha mostrato quanto tragici possono essere i suoi esiti, e quindi chi dipinge svastiche o ebrei col naso adunco si attira disgusto e riprovazione universale.

Riprovazione che, invece, spesso non scatta quando la motivazione dell’antisemitismo si sposta dal piano razziale a quello politico, dall’ebreo complottardo e avaro all’israeliano oppressore e imperialista. Sarò strano, ma a me non sembra normale che uno che ce l’ha con Israele lanci una bomba contro una sinagoga al Cairo, né che chi accusa gli israeliani di opprimere Gaza lo vada a scrivere sulla porta del consiglio ebraico di Hessen, né che un rabbino svedese venga minacciato di morte al grido di “fottuto israeliano”.

Per questo mi auguro che anche quest’anno il presidente Napolitano ripeta quello che ha già detto in passato e che a molti non piace sentir ripetere, e cioè che l’antisemitismo si maschera sempre più spesso da antisionismo. Mi auguro che molti, specialmente a sinistra, si accorgano che fra accusare Israele, scelgo a caso, di essere il suggeritore occulto della politica americana in Medio Oriente e accusare gli ebrei di ordire complotti per dominare il mondo c’è un legame molto forte, anche se inconfessabile.

Buona lettura.

—————————-

Argentina

21 luglio 2010 — Junin — Scritte antisemite sono state lasciate presso gli uffici locali del partito politico Coalicion Civica Reencuentro, con svastiche e le parole “Morte all’ebreo”, con evidente riferimento al presidente del partito, che è ebreo. L’episodio è stato preceduto da una minaccia di morte ricevuta giorni prima dal presidente del partito.

20 luglio 2010 — Corrientes — Alcune svastiche sono state disegnate con vernice spray sulla porta della residenza di un ex parlamentare ebreo. Un sasso è stato lanciato contro una finestra.

1 aprile 2010 — Santa Teresita — Svastiche e frasi antisemite come “Morten Juden” (Morte agli ebrei) sono state dipinte nei pressi di un albergo in cui più di duecento persone stavano celebrando la Pasqua ebraica. Ignoti vandali in moto hanno gridato slogan antisemiti simili passando vicino all’albergo nella notte del 31 marzo.

13 gennaio 2010 — Mar del Plata — Vandali hanno disegnato una svastica vicino all’ingresso della Sinagoga Miramar e lanciato un sasso contro una delle sue finestre, frantumando i vetri.

Austria

30 Luglio 2010 — Villach — Cinque ragazzi tra i 17 ei 19 anni hanno vandalizzato un memoriale per le vittime del nazismo. I cinque erano noti alla polizia come membri di un gruppo neo-nazista. Il monumento, con i nomi dei residenti che sono stati uccisi dai nazisti, è stato più volte danneggiato da quando è stato inaugurato nel 1999.

5 marzo 2010 — Alta Austria — Vandali hanno deturpato i muri dell’ex campo di concentramento nazista di Mauthausen con insulti anti-ebraici e anti-turchi.

Belgio

21 maggio 2010 — Bruxelles — Un rabbino ebreo stava camminando per strada quando un secchio d’acqua è stato versato su di lui dal balcone di un appartamento.

13 aprile 2010 — Bruxelles — Una bottiglia molotov è stata lanciata contro una sinagoga nel quartiere di Anderlecht. I vicini hanno spento il fuoco, che ha causato solo danni superficiali.

5 aprile 2010 — Anversa — Secondo una denuncia alla polizia, tre donne intorno ai vent’anni di origine araba hanno urlato insulti contro pedoni ebrei da una macchina. Una donna, scesa dalla macchina, ha afferrato una giovane ragazza ebrea per la gola, e ha minacciato di ucciderla. Quando un giovane ha cercato di separarle, le altre due donne sono scese dalla vettura gridando insulti antisemiti, e una ha colpito il giovane. La polizia, giunta sul posto, ha ristabilito l’ordine.

1 aprile 2010 — Anversa — Un ebreo facilmente riconoscibile è stato avvicinato mentre stava raggiungendo la sua auto, parcheggiata in una strada vicino a una moschea, e gli è stato detto: “Se ti vediamo di nuovo ti ammazziamo”.

15 gennaio 2010 — Anversa — Una bottiglia molotov è stata lanciata contro l’ingresso principale della sinagoga Bouwmeester. Alcuni segni di bruciature sono rimasti sul muro vicino alla porta, ma nessun altro danno è stato segnalato. La polizia sta indagando.

Bulgaria

14 maggio 2010 — Sofia — Su un memoriale per i soldati sovietici della seconda guerra mondiale sono state dipinte con vernice spray stelle di David e la frase “occupanti da terre lontane.”

Canada

5 aprile 2010 — Gatineau, Quebec — Due studenti della Carleton University, tra cui il vice presidente dell’associazione degli studenti, sarebbero stati molestati e inseguiti da un gruppo di uomini che brandivano un machete e urlavano insulti antisemiti in inglese e arabo. Le vittime hanno dichiarato di essere stati aggrediti fuori da un bar da un gruppo di dieci uomini, che avevano minacciato di colpirli. Dopo essere corsi in un parcheggio nelle vicinanze, gli assalitori sarebbero riapparsi in una macchina, chiamando gli studenti “fottuti ebrei” e brandendo un machete. Mentre gli studenti scappavano dal parcheggio, uno degli aggressori ha lanciato il machete, mancandoli di poco.

Repubblica Ceca

30 agosto 2010 — Praga — Una svastica è stata tracciata sulla scalinata della Sinagoga del Giubileo.

Danimarca

15 giugno 2010 — Copenaghen — Alcune lapidi sono state spezzate nel cimitero ebraico.

Egitto

21 febbraio 2010 — Il Cairo — Un uomo che dichiara di avercela con Israele ha lanciato una valigetta contenente una bomba artigianale nell’ultima sinagoga attiva della città, Shaar Hashamyim. Un uomo di 49 anni è stato arrestato e accusato dell’accaduto.

Francia

11 ottobre 2010 — Parigi — A uno studente di liceo ebraico è stato posto sulla schiena un adesivo con la scritta: “Io boicotto l’occupante israeliano.”

3 ottobre 2010 — Strasburgo — Svastiche e scritte antisemite sono state dipinte sulla casa di un medico ebreo.

29 settembre 2010 — Aubervilliers — Un adolescente ebreo in cammino verso una sinagoga è stato aggredito e rapinato da più persone, che hanno detto “Sporco ebreo, sto andando a prendere il mio coltello” e “Noi algerini ti uccideremo”.

13 settembre 2010 — Tolosa — Una sinagoga in un quartiere di Tolosa è stata scassinata e sull’arca della Torah è stato scritto “sporchi ebrei”.

24 agosto 2010 — Parigi — Una lettera anonima con minacce di morte e nove proiettili è stata inviata alla sinagoga di Drancy (un sobborgo di Parigi dove il governo di Vichy istituì un campo di transito da cui 65.000 ebrei furono deportati nei campi di sterminio). La minaccia di morte recita “sporco ebreo, ficcheremo nove proiettili in ognuno di voi”. Secondo quanto riferito, la lettera conteneva anche una svastica e un’allusione alla flottiglia di Gaza, e una lettera simile è stata ricevuta da una sinagoga a Stains, un altro sobborgo di Parigi.

17 agosto 2010 — Tolosa — Una donna ebrea è stata avvicinata in una piazza da due uomini, che le rimproveravano di comprare prodotti alimentari e di non rispettare il digiuno del Ramadan. Quando la donna ha risposto di essere ebrea, i due uomini l’hanno chiamata “sporca ebrea” e l’hanno colpita alla testa, facendola cadere a terra. Una guardia di sicurezza che era presente non è intervenuta. Quando gli investigatori della polizia in seguito hanno chiesto alla guardia perché non ha fatto nulla, ha risposto che lui aveva fretta di tornare a casa per rompere il digiuno del Ramadan al tramonto. L’attacco, si è verificato alle 7:30 di sera. Il tramonto quel giorno era alle 20:55.

3 agosto 2010 — Marmande — Un memoriale dell’Olocausto nella città di Marmande, nei pressi di Bordeaux, è stato vandalizzato. Il monumento, che elenca i nomi dei campi in cui gli ebrei francesi furono deportati, è stato verniciato con scritte come “bugie”, “sionismo”, e il simbolo del dollaro. Nelle vicinanze la stessa vernice rossa è stata utilizzata per disegnare svastiche e la scritta “La Francia ai francesi!”.

29 luglio 2010 — Parigi — svastiche sono state tracciate con vernice spray sui diversi negozi kosher e una scuola ebraica nel centro di Parigi.

22 luglio 2010 — Melun — scritte antisemite e svastiche sono state tracciate con vernice spray sulla parte anteriore dell’unica sinagoga della città e su tutto il muro di cinta. Il procuratore generale della città, a sud-est di Parigi, ha detto che alle indagini sarebbe stata data la massima priorità, poiché questo è stato il primo attacco di questo genere a Melun.

21 luglio 2010 — Wolfisheim — Ventisette tombe sono state profanate in un cimitero ebraico vicino a Strasburgo.

13 giugno 2010 — Nizza — Un gruppo di giovani uomini di origine nordafricana ha lanciato pietre contro un rabbino Chabad al grido “ebreo assassino”.

7 giugno 2010 — Parigi — Un uomo di origine nordafricana camminava lungo il corridoio di un treno, gridando: “Sei un ebreo? Sei un ebreo? “Quando è arrivato a un uomo che gli sembrava ebreo, ha gridato: “Non mi piacciono gli ebrei! Voglio picchiarti. Hai visto che cosa hanno fatto i tuoi cugini a Gaza?”. Poi gli ha dato un pugno in faccia facendolo cadere a terra. La vittima è stata ricoverata.

4 giugno 2010 — Parigi — Cinque studenti, dai 14 ai 21 anni, sono stati sottoposti a insulti antisemiti e minacce a una stazione della metropolitana nel sobborgo parigino di Brunoy. Due uomini li avrebbero insultati gridando “Morte a voi”, “ebrei, vi ammazzeremo tutti”, e “Fofana, Fofana” (il nome del leader della Banda dei Barbari che ha torturato e ucciso Ilan Halimi nel 2006). Uno degli aggressori, secondo quanto riferito, ha mostrato un coltello e ha fatto il gesto di tagliare la gola. Dopo che uno studente ha chiamato la polizia, gli uomini sono stati arrestati in un supermercato vicino.

7 giugno 2010 — Metz — Una bottiglia molotov è stata lanciata contro un una casa di cura per ebrei anziani. Nessun danno è stato segnalato.

6 giugno 2010 — Nizza — Un rabbino è stato insultato per strada e pietre sono state lanciate contro di lui, ferendolo a una gamba.

30 aprile 2010 — Nimes — Tre uomini, descritti come di origine araba, hanno aggredito un uomo ebreo di 80 anni con gas lacrimogeni di fronte alla sinagoga della città, e hanno lasciato la scritta “fottuti ebrei” sul muro. Dal 5 maggio la polizia ha un sospetto in custodia e sta ricercando gli altri due. L’attacco è stato ampiamente condannato, anche da parte del Consiglio musulmano di Francia.

18 marzo 2010 — Marsiglia — La scritta “gli ebrei sono puttane” è stata dipinta con vernice spray sulla sinagoga Ohel Yaacov.

26 gennaio 2010 — Strasburgo — Svastiche e frasi antisemite, come “Juden Raus” (fuori gli ebrei) sono state dipinte su più di trenta lapidi in un cimitero ebraico locale. Alcune lapidi sono state danneggiate o capovolte.

Germania

28 agosto 2010 — Dresda — È stato appiccato il fuoco alla porta di un’impresa di pompe funebri ebraica, ma è stato subito spento dai vigili del fuoco, avvisati da un ciclista di passaggio.

4 agosto, 2010 — Bocholt — Dieci lapidi sono state vandalizzate in un cimitero ebraico con svastiche e altri slogan antisemiti.

22 giugno 2010 — Sahlkamp, Hannover — I membri di un corpo di danza ebraica sono stati costretti a lasciare il palco durante un festival di strada di quartiere, dopo che un gruppo di bambini e adolescenti ha bersagliato i ballerini con pietre e usato un megafono per gridare frasi antisemite. Uno dei ballerini è rimasto ferito. Il corpo di ballo della Congregazione ebraica liberal di Hannover ha concluso la sua esibizione. Gli assalitori erano di origine libanese, palestinese, irachena, iraniana e turca. Politici e associazioni locali hanno manifestato indignazione e incredulità per l’accaduto.

15 giugno 2010 — Babenhausen — svastiche sono state dipinte con vernice spray sulle lapidi delle tombe nel cimitero ebraico della città.

1 giugno 2010 — Hessen — Le scritte “Free Gaza — lunga vita all’intifada globale” e “Stop ai crimini contro la flottiglia di Gaza” sono state lasciate sulla porta del Consiglio ebraico.

16 maggio 2010 — Worms — Una sinagoga è stata cosparsa di liquido infiammabile e data alle fiamme durante la notte, annerendo l’esterno, ma con nessun danno di rilievo. La polizia ha trovato otto copie di una nota che afferma: “Finché non darete pace ai palestinesi, non vi daremo pace”. Kurt Beck, premier dello stato tedesco della Renania-Palatinato, ha dichiarato: “Il colpevole dovrebbe sapere che un simile atto contro un tempio ebraico è uno sfregio che perseguiremo con tutti i mezzi legali”.

26 marzo 2010 — Berlino — Un uomo e due donne, tutti attorno sui vent’anni, sono stati picchiati sulla banchina della stazione della metropolitana. I tre sono stati avvicinati da un uomo che ha chiesto loro se erano ebrei. Secondo quanto riferito, l’uomo è ritornato poco dopo con un gruppo di giovani che hanno attaccato i tre con botte e calci e colpendoli in testa con bottiglie di birra.

Grecia

22 giugno 2010 — Atene — svastiche rosse sono state dipinte sulle pareti del Museo Ebraico di Grecia.

13 giugno 2010 — Kavala — “ebrei assassini” è stato scritto con la vernice spray su un muro del locale cimitero ebraico.

6 giugno 2010 — Komotini — Un uomo è stato arrestato perché sospettato di aver dipinto una svastica con la vernice spray su un memoriale dell’Olocausto.

17 maggio 2010 — Rodi — Il monumento all’Olocausto sull’isola di Rodi è stato vandalizzato. Un oggetto pesante è stato usato per danneggiare la facciata di granito in più punti.

13 maggio 2010 — Salonicco — stracci imbevuti di benzina sono stati utilizzati per appiccare il fuoco a una tomba nel cimitero ebraico. Svastiche e scritte antisemite come “Fuoco agli ebrei” e “Juden raus” sono state lasciate su diverse lapidi e sul muro del cimitero. Tre attivisti greci neo-nazisti sono stati arrestati perché sospettati di aver scritto slogan nazisti sui muri del cimitero. Il governo greco ha condannato fermamente i vandalismi.

6 gennaio 2010 — Creta — ignoti vandali hanno fatto irruzione nell’unica sinagoga dell’isola e dato fuoco all’edificio con un’improvvisata bomba incendiaria. Gli autori hanno anche lanciato un pezzo di sapone contro l’edificio, per esemplificare la comune espressione greca anti-semita “ti ridurrò a una saponetta”. L’edificio ha riportato danni significativi da acqua e fumo.

India

5 gennaio 2010 — Mumbai — La casa Chabad locale ha ricevuto una lettera con minacce di un altro attacco. La lettera diceva: “Israele cani. Colpiremo ancora. Heil Hitler” ed era accompagnata da una foto di Hitler. La lettera è stata ricevuta vicino al luogo di un attacco terroristico di più di un anno fa, che ha ucciso sei ebrei, tra cui i rabbini che gestivano il centro.

Italia

15 agosto 2010 — Trani — La scritta “Juden Raus” (fuori gli ebrei) e una svastica sono state tracciate con vernice spray sul muro esterno di un edificio residenziale a Trani, una città di 50.000 abitanti nell’Italia meridionale.

13 maggio 2010 — Roma — Graffiti di scherno ad Anna Frank e una svastica sono stati dipinti con vernice spray su un muro vicino a una vecchia fortezza dove i nazisti uccisero anti-fascisti durante la seconda guerra mondiale e che nel 2009 è stata dedicata alle vittime del nazismo e del fascismo. I graffiti usavano un gioco di parole in italiano per significare “Anna Frank non è riuscita a farla franca”. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha denunciato l’incidente come “osceno e vergognoso”.

Kirghizistan

8 settembre 2010 — Bishkek — Un tubo-bomba è stato lanciato contro la sinagoga un’ora prima dell’inizio delle funzioni per il capodanno ebraico.

Lettonia

7 dicembre 2010 — Riga — svastiche sono state disegnate con vernice spray su più di 100 tombe nel nuovo cimitero ebraico. In una conferenza stampa, il presidente lettone Valdis Zatlers ha detto: “Noi condanniamo assolutamente il vandalismo nei cimiteri ebraici e chiediamo di fare tutto il possibile per trovare i responsabili e riparare il danno.”

Lituania

21 agosto 2010 — Kaunas — Una testa di maiale truccata con cappello e basette è stato lasciata fuori da una sinagoga.

20 gennaio 2010 — Vilnius — Una statua per commemorare il dottor Tsemakh Shabad, una figura quasi leggendaria nella tradizione ebraica di Vilnius, è stata deturpata con vernice.

Polonia

15 luglio 2010 — Varsavia — Vandali hanno profanato la tomba di una donna polacca che ha salvato circa 2500 bambini ebrei dalla morte durante la seconda guerra mondiale. Le parole “Fuori gli ebrei” sono state scritte con vernice spray sulla tomba di Irena Sendler, che è annoverata fra i Giusti tra le Nazioni dello Yad Vashem in Israele.

8 maggio 2010 — Rzeszow — Durante una partita di calcio i tifosi di una squadra locale hanno esposto uno striscione di grandi dimensioni con una caricatura stereotipata di un ebreo dal naso aquilino con una kippah bianca e blu — i colori della squadra avversaria — e la frase, “Morte ai nasi adunchi”.

13 marzo 2010 — Cracovia — Un ex campo di concentramento, Plaszow, è stato deturpato con slogan antisemiti come “Juden Raus” (fuori gli ebrei) e “bene Hitler”. Il vandalismo è stato scoperto in occasione del sessantasettesimo anniversario della liquidazione nazista del ghetto di Cracovia.

Romania

aprile 2010 — Miercurea Ciuc — Tre giovani ungheresi sono stati arrestati in una città della Transilvania per aver affisso un poster sul muro di un supermercato con la scritta “Vergognati. Hai comprato di nuovo da ebrei”. I tre sono membri della Guardia locale ungherese che è affiliata con il partito radicale Jobbik in Ungheria. La frase sul cartellone è stata utilizzata in Ungheria durante la seconda guerra mondiale.

Russia

6 ottobre 2010 — Barnaul — Gli slogan “L’Olocausto è un mito”, “Adolf aveva ragione” e “Morte agli ebrei” sono stati scritti con vernice spray sulla sinagoga della città.

21 giugno 2010 — Tver — Una bomba artigianale è esplosa all’esterno di una sinagoga russa, causando danni materiali. I funzionari della polizia hanno classificato l’incidente come “teppismo maligno” e ritengono che sia stato motivato da antisemitismo. Esperti di terrorismo dalla sede di Mosca del Servizio federale di sicurezza hanno avviato un’indagine penale.

17 marzo 2010 — Tver — Volantini con la foto del rabbino capo di Russia Berl Lazar sono stati appesi ai lampioni, assieme alla frase: “Ricorda, il nostro principale nemico è l’ebreo. Se lo vedi, picchialo!”.

Spagna

16 giugno 2010 — Torremolinos — Una svastica è stata disegnata con la vernice spray nei pressi della sinagoga locale.

1 febbraio 2010 — Madrid — Un giovane ebreo chassidico è stato fermato per strada nel centro di Madrid da una donna che lo ha schiaffeggiato e gli ha rivolto ripetuti insulti, tra cui “Sporco ebreo”, “Voi ebrei siete responsabili di tutti i mali del mondo” e “Voi ebrei siete ladri”. Gli astanti hanno chiamato la polizia, che è arrivata mentre la donna era ancora lì, e ora sta indagando.

Svezia

10 ottobre 2010 — Malmo — Circa 10 ragazzi hanno lanciato uova e bidoni della spazzatura contro un edificio dove si stava svolgendo un ritiro di fine settimana per bambini ebrei. È stato inoltre riferito che i ragazzi gridavano “Heil Hitler” e “porci ebrei” durante l’attacco.

23 luglio 2010 — Malmo — Una piccola esplosione la mattina presto ha annerito l’ingresso della sinagoga e ha rotto tre finestre. Un biglietto con la minaccia di una bomba era stato lasciato davanti alla porta sinagoga il giorno prima.

7 luglio 2010 — Stoccolma — Un rabbino stava camminando verso casa dalla stazione ferroviaria centrale di Stoccolma, quando quattro giovani di origine araba gli hanno gridato: “Tu morirai, fottuto israeliano, fottuto assassino, sarai battuto”. I quattro poi sono corsi verso il rabbino, che è fuggito saltando su un taxi vicino.

2 giugno 2010 — Stoccolma — Un allarme bomba è scattato quando qualcuno ha chiamato il centro della comunità ebraica dicendo: “il centro ebraico salterà in aria oggi”.

14 marzo 2010 — Stoccolma — Sono state lanciate pietre contro il centro della comunità ebraica, rompendo una finestra.

Turchia

25 giugno 2010 — Istanbul — La polizia ha arrestato un uomo sospettato di progettare omicidi di rabbini a Istanbul. Secondo i media l’uomo, sui vent’anni, aveva inviato una minaccia anonima a una sinagoga di Istanbul.

Ucraina

27 ottobre 2010 — Evpatoria — La scritta “Morite sporchi giudei” e alcune svastiche sono state dipinte con vernice spray su una sinagoga.

21 aprile 2010 — Kiev — Le scritte “Morte agli ebrei” e “L’Olocausto continua” sono state lasciate sui muri di una scuola ebraica.

19 aprile 2010 — Ternopil — Ventisei tombe nel cimitero ebraico della città sono state vandalizzate con scritte antisemite e le altri graffiti.

Diecimila di super

January 25th, 2011

Il ragionier Parenti metteva diecimila lire di benzina nella sua Fiat 126 color pisello tutti i giovedì alle sei di sera. Si fermava alla pompa, sempre la stessa, porgeva le chiavi del serbatoio dal finestrino mezzo abbassato e diceva a labbra strette: diecimila di super. Dopo il rifornimento riprendeva le chiavi, dava in cambio una banconota da diecimila, si aggiustava il cappello sulla testa, metteva in moto e ripartiva. Una domenica mattina l’ho incontrato in autobus: non mi ha riconosciuto.

Lei lo trova esagerato

January 21st, 2011

Rogo di libri, tratto da en.wikipedia.org/wiki/File:NewYorkSocietyForTheSuppressionOfVice.jpg«Trovo esagerato ed ardito, oltre che privo di senso, il paragone con la solita immagine del rogo dei libri». Lo dichiara Elena Donazzan.

Elena Donazzan è l’assessore all’istruzione della Regione Veneto che pochi giorni fa ha avuto questa luminosa idea: invitare «i direttori scolastici a non adottare testi di autori che continuano a mantenere la loro firma all’appello del 2004 a sostegno di Cesare Battisti».

Ancora parole sue, neh, virgolettate dal Gazzettino, da cui forse — anche per consentire alla Donazzan una migliore comprensione di sé medesima — vale la pena di estrarre ed evidenziare il concetto fondante della luminosa idea:

non adottare testi di autori che sul caso Battisti la pensano diversamente dalla Donazzan.

Questa è precisamente la base ideologica dei roghi di libri dall’antichità ai giorni nostri: non potendo bruciare le idee sgradite, perché sono incorporee, o gli autori sgraditi, perché non sta bene e poi la gente si impressiona, si bruciano i simboli di quelle idee e di quegli autori, cioè i libri.

E se non bastasse l’equivalenza ideologica, c’è anche l’equivalenza degli effetti: se per assurdo i presidi veneti impazzissero tutti assieme e mettessero in pratica il suggerimento della Donazzan, quei libri sparirebbero dalle scuole, esattamente come se fossero stati bruciati.

Il paragone regge eccome. Nell’attesa che se ne renda conto anche Elena Donazzan, è possibile scorrere un elenco parziale dei suoi antenati.