Non sono sicuro che personaggi della levatura di un Cicchitto, di un La Russa o di un Gasparri siano in buoni rapporti con la logica, e tuttavia sento il dovere morale di dir loro una cosuccia così semplice da essere ovvia.
Se la maggioranza parlamentare decisa nel segreto dell’urna dal popolo sovrano si spacca da sola, si polverizza, si frantuma, si sbriciola, si tira, insomma, da sé medesima una formidabile mazzata in capo, non è molto sensato urlacchiare a destra e a manca che l’unica soluzione all’eventuale crisi di governo è tornare al voto perché altrimenti si tradisce la volontà degli elettori. La volontà degli elettori, o pidiellini belli, l’avete già tradita voi nel momento esatto in cui, per beghe tutte vostre, avete spaccato in due un partito che agli elettori si era presentato unito. Vedervi pestare i piedini e piagnucolare Napolitano-comunista-blutto-cativo-gnègnègnè è uno spettacolo molto imbarazzante. Un po’ di contegno, suvvia.
Poi non dite che nessuno ve l’aveva detto.
Aaahhh! I riprovevoli lettori veloci che allignano nella blogosfera non possono capire il piacere sottile dello slow reading. L’esempio qui proposto è tratto da Usenet, la forma più antica e nobile di discussione in rete, così nobile che la scommetterei ignota ad almeno l’ottanta per cento dei blogger contemporanei. Anche in Usenet, purtroppo, oggi si tende a privilegiare il messaggio breve, minimalista, noto nel gergo di questo mezzo di comunicazione come post monoriga. Tuttavia qui non è impossibile trovare contenuti di più largo respiro, adatti a chi, come me, preferisce la leggiadra e giocosa compulsazione del Corpus Hermeticum all’ignobile scansione rapida dei titoli o, nei casi più fortunati, degli indici di libri, saggi, riviste e quotidiani.
Il castello dei fantasmi incrociati
Bottega di lettura
i monologhi della varechina
sacripante!