Un grande amatore della vita

November 23rd, 2006

Questo commosso (e per me commovente) articolo del grande critico e filologo Gianfranco Contini apparve sul quotidiano La Repubblica a tre giorni dalla morte di Antonio Pizzuto, avvenuta a Roma il 23 novembre 1976, ed è stato ripubblicato come introduzione a Si riparano bambole, Sellerio 2001. Lo ripropongo a trent’anni esatti dalla morte di Pizzuto, nell’ambito della pizzuteide.

Con Antonio Pizzuto è scomparso il primo dei nostri grandi «giovani scrittori». Questo coetaneo esatto di Carlo Emilio Gadda finito a Roma da Palermo come lui da Milano, uscito in pubblico nel 1956 e autore di libri sempre più arrampicati nell’arduo, sembrò essere il fratello maggiore della «nuova avanguardia». Ma poi questi fievoli e involontari legami si scissero, e Pizzuto seguitò impavidamente a scavare per proprio conto, lucidamente coercendo la grammatica e la ragione, solo. Questo fino a qualche mese fa, quando il morso della malattia gli impedì di continuare a scrivere.

I suoi ultimi libri stampati è come se fossero inediti; letteralmente inediti sono ancora parecchi: anche noi, suoi inadeguati fedeli, nel tentare di accompagnare per la salita questo Joyce italiano, lo seguivamo a fatica in quell’aria troppo ossigenata delle grandi vette, andine o tibetane. Però Pizzuto ha tutto il futuro innanzi a sé: lui era incalzato dalla necessità di scrivere con estenuante lentezza; la sua fama – o la sua gloria – lo aspetta sicura.

Ma nel momento della sua morte io penso all’amico, all’uomo sobrio, modestamente vissuto nella sua solitudine troppo ascetica per essere chiamata piccolo-borghese, fuori d’ogni società letteraria, in una non illustre periferia romana dove, praticamente prigioniero delle gravi fratture di alcuni incidenti, dell’artrosi e soprattutto dell’agorafobia, spiava il primo allungarsi delle ombre il 21 di giugno e con ansia attendeva che si accorciassero, tornassero alla vita, per Natale. Perché Pizzuto era un grande amatore della vita, quest’uomo eccessivo nel riso, eccessivo nel pianto, eccessivo nell’amore, eccessivo nell’amicizia. Era un mio amico. Consentitemi di non dire altro.

Gianfranco Contini

Assente ingiustificato

November 22nd, 2006

Come argutamente argomentava maria strofa in un commento al post precedente, già vecchio di cinque giorni (il post, dico, non il commento), non è che negli ultimi tempi io sia granché presente qui o in altri lidi blògghici. Non che questo sia un male, per carità, specialmente se ripenso a certe mie divagazioni sulla presenza di qualche mese fa.

Sì, lo ammetto, sono alquanto assente, e nemmeno assente giustificato, dato che giustificazioni per ora non ne ho portate affatto. D’altronde devo dire che giustificare un’assenza, come usava e usa ancora a scuola, mi sembra un’assurdità. Sono le cose ingiuste ad aver bisogno di giustificazione. A scuola mi sarebbe piaciuto portare tutti i giorni un foglietto firmato dalla mamma con su scritto: «Signora maestra, so bene che la mia presenza reca tormento e assillo a lei, che a causa mia deve stare a scuola invece di dedicarsi a più piacevoli occupazioni, ma lei sa meglio di me che gli esseri umani raramente si comportano secondo giustizia, quindi anche oggi sono qui a renderle odiosa la vita. Nel chiederle perdono per la mia ostinazione, le porgo i miei ossequi».
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La nascita del mostro librario

November 17th, 2006

vibrisselibriCronisti più diligenti e coscienziosi di me redigeranno resoconti puntuali e particolareggiati della presentazione ufficiale di vibrisselibri, che si è tenuta ieri a Roma. Quanto a me, cercherò di restare terra terra, propinando tal quale all’incauto lettore il groviglio di impressioni e sensazioni che da ieri mattina cresce indisturbato nelle ampie sale vuote della mia coscienza. In questo post non c’è un nome che sia uno, men che meno il mio, perché dimenticarne anche uno solo sarebbe un delitto orrendo.

Tanta gente, ma tanta proprio, e la saletta a offrire le sue misure contenute per amplificare l’effetto folla. Cinquanta persone assiepate, parte in piedi parte a sedere, con appendici tardive accalcate sull’uscio, per assistere al debutto della mostruosa creatura genitrice predestinata di mostri libreschi.
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Che giornata!

November 15th, 2006

Oggi è stato un giorno davvero speciale per diversi motivi che vado a elencare:

1. È il mio quarantaquattresimo compleanno.
2. Andrò a nanna presto, per non perdere il treno che domattina mi porterà a Roma per la presentazione di vibrisselibri.
3. Ho ricevuto una bella notizia: maria strofa ha aperto un blog.

Vado a dormire felice e contento. Buonanotte a tutti.

Pizzuto a Roma il 30 novembre

November 14th, 2006

Giovedì 30 novembre, ore 17, sala Burcardo, via del Sudario 44, Roma

 

Conferenza su
Antonio Pizzuto a 30 anni dalla scomparsa

 

Interverranno:

Maria Pizzuto, presidente della Fondazione Antonio Pizzuto
Mario Lunetta, scrittore, presidente del Sindacato Scrittori
la dottoressa Benedetta Panieri
il giornalista Salvatore Bufera
l’editore Antonio Pagliai

Moderatore Gian Maria Molli
L’attore Gianni Musy leggerà brani tratti dalle opere e dai carteggi.

La carta non è tutto (ma aiuta)

November 14th, 2006

vibrisselibriCom’è, come non è, dopo mesi e mesi di paziente gestazione vibrisselibri sta per fare il suo ingresso ufficiale nel mondo tutt’altro che magico dell’editoria italiana. Creatura mostruosa essa stessa – metà casa editrice e metà agenzia letteraria – vibrisselibri si prefigge fin dalla nascita lo scopo di dar vita a libri mostruosi, libri che le case editrici normali e deplorevolmente prive di deformità non si peritano di abortire.

I prossimi appuntamenti (ai quali tutti i lettori di letturalenta sono naturalmente invitati):

Roma, 16 novembre 2006
Il 16 novembre 2006, alle ore 11.30, a Roma presso il Caffè Fandango (Piazza di Pietra 32/33), si svolgerà la conferenza stampa di presentazione di vibrisselibri. Partecipano: Lucio Angelini, responsabile del Comitato di lettura; Gaja Cenciarelli, responsabile della redazione; Giulio Mozzi, ideatore di vibrisselibri; Demetrio Paolin, autore del saggio Una tragedia negata pubblicato da vibrisselibri; Filippo La Porta, critico letterario; Loredana Lipperini, giornalista.

Milano, 12 dicembre 2006
Il 12 dicembre 2006, alle ore 18, a Milano presso la Libreria Feltrinelli di Via Manzoni, si svolgerà la presentazione dei primi libri pubblicati da vibrisselibri: L’organigramma di Andrea Comotti e Una tragedia negata di Demetrio Paolin. Parteciperanno, oltre agli autori: Giulio Mozzi, ideatore di vibrisselibri; Margherita Trotta, redattrice.

Per saperne di più:
Tutto su vibrisselibri
Il manifesto di vibrisselibri
I libri di vibrisselibri

Maestra di morale o prostituta dei porti?

November 13th, 2006

Pierre-Daniel Huet, tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Pierre_Daniel_Huet(Continua da qui)

Il Trattato è un libro che parla di letteratura senza usare mai la parola letteratura, che all’epoca non esisteva o non aveva il significato che le diamo oggi. In mancanza di una parola precisa, Huet è costretto a usare perifrasi, e così facendo arriva talvolta a coniare definizioni bellissime.

I Persiani non hanno punto ceduto agli Arabi nell’arte di mentire piacevolmente; mentre ancorché la menzogna fosse loro in altri tempi molto odiosa nell’uso della vita, e non proibissero altro con tanta severità a’ loro Figliuoli, nulladimeno, piaceva loro infinitamente ne’ loro Libri, e nel commerzio delle Lettere; se pure le finzioni debbonsi chiamar menzogne. (pag. 15)

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ROCKABECKETT

November 10th, 2006

RockabeckettLettore!

Vuoi celebrare anche tu il centenario della nascita di Samuel Beckett? Vuoi conoscere meglio un grande classico del Novecento? Vuoi farti una bella sorpacciata di materiale audio-video?

Allora non puoi mancare a ROCKABECKETT: Rapide e lente amnesie, probabilmente la più esaustiva retrospettiva beckettiana mai proposta in Italia: quasi settanta opere, fra filmati cinematografici e teatrali e lavori radiofonici, riportati su supporto digitale per l’occasione. Una rassegna articolata in sottocapitoli per fotografare tutti i campi dell’attività artistica toccati dalla genialità dello scrittore.

Dove: Milano, Cinema Gnomo
Quando: dal 14 al 23 novembre 2006
A cura di: Fabio Francione
Uno speciale ringraziamento a: Federico Platania, Antonella Bacchini

Il programma completo
Per saperne di più

A seguire, nel gennaio 2007 le Edizioni Falsopiano pubblicheranno un volume tratto dall’iniziativa, a cura di Fabio Francione e Federico Platania.

Letturalenta su La Stampa

November 9th, 2006

Interrompiamo la normale programmazione (leeeeeeenta) del presente blog per segnalare un evento destinato a restare un hapax nella storia del medesimo presente blog: esso blog oggi è stato citato in un articolo del quotidiano torinese La Stampa dedicato allo slow reading e firmato da Fabio Sindici.

Qualche tempo fa il giornalista mi aveva rivolto alcune domande sulla lettura lenta, in preparazione dell’articolo. Per ovvi motivi di spazio non ha potuto riportare integralmente né le domande né le risposte, che per onorare il motto del blog sono ovviamente chilometriche. Dato che qui problemi di spazio non ce ne sono, riporto qui sotto la nostra conversazione.
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[dtfn] VI – Novella prima

November 8th, 2006

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/Noto in te sintomi di perplessità: un sopracciglio inarcato, un leggero segno di diniego accompagnato da un ghigno ironico, una mano raccolta a imbuto che ripetutamente oscilla dalle parti del mento. Forse ti sembra che il mio discorso si stia facendo oscuro? Credi che la mia autocoscienza vacilli? Pensi che io stia divagando? No, davvero, su questo voglio rassicurarti: il mio percorso narrativo è sotto controllo, la mia trama si sta sviluppando secondo il progetto originario, e tutte le intenzioni e le promesse verranno mantenute. Però non hai tutti i torti a rilevare una piccola deriva sibillina. Capisco che ti turbi e ti perplima. Tenterò di rimediare portando a sostegno delle mie teorie poetiche l’esempio di un racconto non ancora trascritto, ma che qui da noi è già un best-seller.

[Senti, è inutile che tu continui a tormentarmi con questa solfa del diritto di prelazione, cosa inaudita che suppongo tu abbia inventato per l’occasione. Me ne frego se è giapponese, è chiaro? Una storia è una storia è una storia è una storia, ed è patrimonio di tutti, nessuno escluso! Se ti va di scriverla, scrivila come ti pare, ma piantala di assillarmi con queste baggianate!]
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Beckett e Pirandello, via Pizzuto

November 7th, 2006

Antonio Pizzuto e Andrea CamilleriQuesta testimonianza di Andrea Camilleri su Antonio Pizzuto è stata pubblicata nell’edizione di Ravenna uscita per i tipi di Polistampa nel 2002 a cura di Antonio Pane. La ripropongo qui per gentile concessione dell’editore. Questo brano di Andrea Camilleri non può essere riprodotto senza l’esplicita autorizzazione di Polistampa.

Due debiti con Pizzuto

di Andrea Camilleri

Di e su Antonio Pizzuto si è detto e discusso tanto che oggi uno storico della letteratura italiana del ‘900 non può che ripercorrere sentieri già battuti, è costretto a riproporre un misto di luoghi comuni (lo scarto tra il tardivo esordio e l’assoluta novità della proposta, ad esempio) e di acutezze continiane. Non essendo né un recensore né uno storico, qui mi piace dire in tutta libertà del mio personale rapporto di lettore. E di debitore. Debitore non in quanto scrittore, ma in quanto uomo di teatro.

Ebbi la fortuna d’imbattermi nella prima edizione di “Signorina Rosina” nel 1956 in una libreria di Roma. Ne sfogliai qualche pagina, le odorai, sapevano di buono, andai alla cassa. Non sempre capita che sia tu a comprare un libro, certe volte succede che il libro si faccia comprare da te. Nei giorni seguenti lessi il romanzo almeno tre volte, sempre più preso e divertito, ricordo persino che a un certo momento mi provai (cosa che prima non avevo mai fatto) a munirmi di penna e matita per tracciare una sorta di, per dirla con Ruggero Jacobbi, minima statistica delle presenze della signorina Rosina nel suo continuo apparire e sparire da fiume carsico, nel suo ripresentarsi di volta in volta trasformata, altra (zingara, asina, cuoca, ecc.). Questo certosino esercizio, se non mi fornì del tutto la mappa del labirinto, mi mise almeno in grado di conoscere l’elemento principale del labirinto stesso, vale a dire la mancanza del senso del tempo come viene comunemente e rassicurantemente inteso anche in narrativa, dove l’azzardo è il flash-back, l’alterazione sequenziale, il monologo interiore. Qui è diverso. È infatti praticamente impossibile rispondere a questa pur semplice domanda: in quale arco temporale si può racchiudere la vicenda del romanzo? Pochi anni? Dieci anni? Una vita? Oppure si tratta, cito ancora Jacobbi, di una atemporalità che è il significato immanente di un’attesa perpetua?
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Da Huet ad Auerbach a Genette

November 5th, 2006

Frontespizio del Trattato sull'origine dei romanzi di Pierre-Daniel Huet, tratto da http://vibrissebollettino.net(continua da qui)

I lettori dilettanti – schiera alla quale appartengo – hanno un vantaggio impagabile sui lettori di professione: possono leggere quello che vogliono. Il programma di lettura del lettore professionista è dettato da scadenze editoriali, impegni culturali, necessità di aggiornamento e altre consimili urgenze di lavoro, mentre quello del lettore dilettante si determina quasi da solo, di lettura in lettura: ogni libro chiama il successivo senza rispettare percorsi obbligati. Il lettore dilettante può decidere, per esempio, di compulsare l’opera completa di un autore, oppure di esplorare la produzione di un secolo di suo gradimento, semplicemente perché in quel dato momento gli va di farlo. Ecco perché nella mia libreria arlecchinesca – fra romanzi d’ogni colore, guide turistiche, novelle, manuali di cucina, cantiche, epistolari e biografie – è possibile trovare libri come Mimesis di Erich Auerbach (1946) o Figure III di Genette (1972), pilastri rispettivamente della critica stilistica e della narratologia: mi andava di leggerli e li ho letti e, avendoli letti, non ho potuto evitare che la lettura del Trattato li evocasse fin dalle prime righe:
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L’ultima frontiera dello spam

November 3rd, 2006

Va be’, può anche darsi che sia la penultima frontiera, non l’ultima, dato che io non sono particolarmente esperto della questione, ed è facile che mi sia perso qualche puntata. Sia come sia, la cosa è divertente, quindi la condivido coi lettori di passaggio.

Il metodo più comune per veicolare spam sui blog è quello di inviare raffiche di commenti contententi link ai siti che lo spammer vuole pubblicizzare. I commenti arrivano solitamente su vecchi post, forse nella speranza che siano meno controllati dal titolare del blog e quindi meno soggetti a operazioni di bonifica. Nel mio caso a questo tipo di spam ci pensa Akismet, un plug-in che, già che siamo in tema, consiglio vivamente a chi ha un blog gestito con WordPress. Da quando l’ho installato, circa tre mesi fa, ha bloccato oltre 16.000 commenti di spam senza un falso positivo che sia uno, cosa quest’ultima che ha del miracoloso.

Bene, questo fino a ieri. Oggi sono andato a curiosare nelle statistiche Technorati di letturalenta, trovando due nuovi link dall’aria alquanto sospetta:
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Paolo Giovio, Elogi degli uomini illustri

November 1st, 2006

Paolo Giovio, Elogi degli uomini illustriÈ uscito uno dei più bei libri italiani di sempre, anche se è scritto in latino. Trattasi degli Elogia veris clarorum virorum imaginibus apposita, quae in Musaeo Ioviano Comi spectantur (Venezia 1546), che uniti agli Elogia virorum bellica virtute illustrium (Firenze 1551) formano il volumone Elogi degli uomini illustri curato da Franco Minonzio per i «Millenni» di Einaudi. È la prima traduzione integrale dei celebri Elogia o Ritratti di Paolo Giovio, gran libro la cui unica menda visibile è il non modico prezzo di 90 euro, ma pazienza.

Paolo Giovio (1483-1552) era un tipo alquanto eccentrico: medico, filosofo, vescovo, finissimo letterato e umanista, ma soprattutto grande amante e praticante del pettegolezzo più sfrenato. Nel 1538 iniziò la costruzione di una magnifica villa sul lago di Como, che nelle sue intenzioni doveva diventare Museo, ovvero luogo dedicato alle muse, aperto alla visita di amici e conoscenti. La villa comprendeva una galleria in cui erano esposti circa duecentocinquanta ritratti di celebrità antiche e moderne collezionati da Giovio nell’arco di tutta la vita. Gli Elogia furono inizialmente concepiti come cartigli destinati a illustrare questi ritratti.
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[dtfn] V – Commento primo

October 30th, 2006

(Il manoscritto ritrovato di letturalenta. Frontespizio e indice)

Saku Paasilahti: De te, fabula narratur (1999), tratto da http://rikart.lib.hel.fi/A conclusione del mio secondo capitolo compare questa frase (un po’ elegiaca, invero, probabilmente a causa di qualche civetta di passaggio): Quando mi abbandonerete, o immagini viventi di qualsivoglia racconto, quando non avrete più nulla da raccontarmi, allora i segni sparsi sulle mie pagine cadranno per sempre nell’oblìo: dimentichi di tutto, analfabeti, insignificanti.

Ho verso questa mia frase un debito esegetico che non voglio lasciare insoluto. Essa racchiude il non troppo velato timore che un giorno abbia a verificarsi una catastrofe: quando mi abbandonerete, dissi, dando quasi per certo che la minaccia prima o poi prenderà corpo e slancio per abbattersi su di me. Per un racconto sarebbe letale essere abbandonato da coloro di cui si nutre. (Stavolta l’ho acchiappata io, la civetta, una metafora che ha fatto di tutto per non lasciarsi catturare. Perché son bastarde, eh!, bastarde bastarde bastarde! S’infilano dappertutto a tradimento, ma quando ne cerchi una, via che corrono a nascondersi). Nutrimento spirituale, beninteso, non vorrei allarmarti. Il racconto morirebbe d’inedia, simile a un infante abbandonato dalla madre, a un maestro senza allievi, a un seme senza terra, a un operaio lasciato privo di rappresentanza sindacale, a un motore disseccato di carburante, a un ubriaco a cui si nega il vino.
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