Là comincia il Messico è un libro in cerca di editore. Alcuni capitoli sono apparsi su diverse riviste negli anni passati e alcuni lettori hanno avuto il piacere di leggerlo integralmente. Fra questi happy few sono capitato anch’io, per una di quelle combinazioni solo parzialmente riconducibili a cause razionali che spesso accadono nei sotterranei della metropoli lettoria.
L’autore di questo romanzo, infatti, è Gualberto Alvino, che qui è già apparso due volte nella sua veste più nota di infaticabile esegeta e curatore di Antonio Pizzuto. Dopo i primi contatti molto formali, che sono sfociati nei suoi importanti contributi alla mia pizzuteide, Gualberto e io ci siamo lasciati un po’ andare, le formalità si sono allentate e si è creato un clima di reciproca simpatia. Solo a questo punto Gualberto mi ha “confessato” di aver scritto Là comincia il Messico e me lo ha affidato.
Durante e dopo la lettura ho mandato all’autore alcune impressioni e note che mi fa piacere condividere qui, tali e quali, con i lettori di letturalenta, che alla fine di questo post troveranno anche un link al capitolo finale del libro.
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Settima puntata della pizzuteide di letturalenta (si veda la categoria Pizzuto per l’elenco completo degli interventi) e secondo contributo del battagliero professor Gualberto Alvino, che non ringrazierò mai abbastanza per la sua disponibilità. La pizzuteide, come sanno i lettori più affezionati, è la mia privata celebrazione di Antonio Pizzuto nel trentennale della morte. Pizzuto è uno dei maggiori autori italiani del Novecento, nonché uno dei meno conosciuti in Italia. La sua scarsa notorietà deriva soprattutto dal suo essere un autore difficile, che molti critici, anche tra i più esperti e qualificati, non hanno esitato a definire illeggibile.
Nella breve introduzione all’articolo allegato a questo post, Maria Pizzuto – figlia di Antonio Pizzuto ed energica animatrice della Fondazione a lui intitolata – scrive:
La mia passione per Antonio Pizzuto risale a poco più di due anni fa. Nel gennaio del 2004, infatti, scrivevo su ICL (il newsgroup it.cultura.libri) un’entusiastica recensione della mia prima lettura pizzutiana. In questi due anni ho letto molto altro di questo ineffabile gigante della narrativa, ma devo dire che l’entusiasmo misto a naïveté di quella prima lettura non è venuto meno. Pizzuto è un po’ così: più lo leggi più ti accorgi che al suo cospetto sei un poppante della letteratura, le cui certezze e supposte (è il caso di dire) conoscenze letterarie si sciolgono come glicerina in corpore vili.
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sacripante!