Ho aggiornato la pagina delle statistiche con i dati di dicembre. Non so perché, ma là fuori, nel vasto e periglioso mondo, c’è qualcuno che ogni tanto passa da queste parti. Potrebbe perfino darsi che qualcuno di quei qualcuni che passano si fermi un momento a leggere le mie divagazioni su lettura e zone limitrofe. Chissà, tutto è possibile.
Sia come sia, ringrazio tutti i passanti e tutti i lettori, compresi i motori di ricerca, gli aggregatori e gli spammer, che con i loro robot fanno un 10% circa del traffico. Ringrazio in particolare le persone che ogni tanto lasciano un commento, incluso l’anonimo coprofilo omofobo che ha commentato così la impareggiabile e imprescindibile lettera di Machiavelli a Vettori: è una cagata… sc ritta da un frocio.
Auguro a tutti quanti un anno di rade e lentissime letture.
«Un lettore di professione è in primo luogo chi sa quali libri non leggere; è colui che sa dire, come scrisse una volta mirabilmente Scheiwiller, ‘non l’ho letto e non mi piace’. Il vero, estremo lettore di professione potrebbe essere un tale che non legge quasi nulla, al limite un semianalfabeta che compita a fatica i nomi delle strade, e solo con luce favorevole.» (G.Manganelli, Lunario dell’orfano sannita, Einaudi 1973, pag. 107)
Machiavelli ha scritto «la più famosa lettera di tutta la letteratura italiana» (Ridolfi). Si tratta della lettera a Francesco Vettori del 10 dicembre 1513. Talmente famosa quella lettera, che riesce difficile pensare che ci sia ancora spazio per ricamarci su. Eppure…
Il castello dei fantasmi incrociati
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sacripante!