Cento

April 7th, 2006

CentoEbbene sì, sono il primo a stupirmene, ma pare che con questo facciano cento. Cento post, intendo. No, tranquilli, non mi sono messo lì a contarli uno a uno: il numero di post è una delle informazioni riportate nella console di amministrazione di WordPress. 100 post in circa 180 giorni fa poco più di un post ogni due giorni, che per uno lento come me è un ritmo forsennato.

Forse a questo punto dovrei fare un discorso di quelli che si fanno nelle occasioni importanti, come i matrimoni, gli anniversari o i funerali, ma mi sembra francamente eccessivo. Un blog in fondo è solo un posto dove una persona più o meno psicopatica traccia qualche scarabocchio fra un’incombenza quotidiana e l’altra. Anche se, a dire il vero, c’è il rischio che il blog diventi a sua volta un’incombenza, cosa che personalmente preferirei di no.

Quindi niente discorsi, né buoni propositi per il futuro, né promesse. Auguri a letturalenta per i suoi primi cento post, poi sarà quel che sarà, domani è un altro giorno, chi vivrà vedrà, eccetera eccetera.

Il testamento del lettore

April 6th, 2006

Testamento. Tratto da www.sahara.itSono un lettore e in questo momento mi trovo presso il notaio che mi aiuterà a redigere il mio testamento. Il notaio mi sta spiegando che l’incipit rituale di queste pratiche mortuarie è una frase del tipo «Io sottoscritto Tal dei Tali (seguono dati anagrafici), nel pieno possesso delle mie facoltà mentali…».

Cominciamo male, vorrei dire al notaio, ma in realtà non apro bocca. Vorrei dirgli che questo incipit un poco mi spaura, perché temo che adottandolo così com’è io corra più d’un rischio di dire il falso. Innanzitutto c’è la questione dei dati anagrafici, che il notaio sembra dare per scontata, ma che per me è alquanto problematica: dove sono nato come lettore, e quando? Dovrei dichiarare il giorno il mese e l’anno in cui aprii il mio primo libro e il luogo in cui mi trovavo, ma proprio non riesco a ricordarlo. D’altronde, siamo seri, chi mai a questo mondo ha ricordi precisi e chiari sul momento della sua nascita? E poi non sono sicuro che sia corretto far corrispondere il parto lettoriale con la lettura del primo libro: prima dei libri ci sarà pur stato un abbecedario e cartelli stradali e insegne di negozi decifrate a fatica.
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Campagna Sono un coglione 2006

April 5th, 2006

Il lettore è coglione, su gentile concessione di Paolo Beneforti, parolevaligia.splinder.comIn tempi non sospetti avevo rivelato che il lettore è scemo. Forte di questa primogenitura, oggi posso dichiarare con giustificato orgoglio che il lettore – quanto meno il lettore che alberga in me – è non solo scemo ma anche coglione. Dichiara infatti il nostro (minuscolo) presidente del consiglio:

«Ho troppa stima per l’intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse»

Caro (si fa per dire) Silvio Berlusconi, lei è un emerito imbecille: sarà infatti il primo uomo politico (si fa per dire) italiano a essere defenestrato da un esercito di coglioni.

Ringrazio l’egregio coglione Paolo Beneforti per la maglietta personalizzata. Si consiglia inoltre il pregevole Elenco di coglioni rabelesiani depositato dal Beneforti medesimo sul blog Ecolaliste.

Gianni Biondillo è un coglione.
Loredana Lipperini è una cogliona.
Babsi Jones è una cogliona.
CalMa è un coglione.
Lucio Angelini è un coglione.
Gabryella è una cogliona.
daldivano è una cogliona.
fb è un coglione.
decablog è un coglione.
melpunk è un coglione.
ipazia è una cogliona.
Gonzo è una cogliona.
Miku è un coglione.
namasté è una cogliona.
Maura è una cogliona.

Aderisci anche tu alla campagna Sono un coglione 2006!

Si riparano bambole

April 4th, 2006

Bambola da riparare. tratto da www.dollsbydiane.comLa mia passione per Antonio Pizzuto risale a poco più di due anni fa. Nel gennaio del 2004, infatti, scrivevo su ICL (il newsgroup it.cultura.libri) un’entusiastica recensione della mia prima lettura pizzutiana. In questi due anni ho letto molto altro di questo ineffabile gigante della narrativa, ma devo dire che l’entusiasmo misto a naïveté di quella prima lettura non è venuto meno. Pizzuto è un po’ così: più lo leggi più ti accorgi che al suo cospetto sei un poppante della letteratura, le cui certezze e supposte (è il caso di dire) conoscenze letterarie si sciolgono come glicerina in corpore vili.

A mo’ di monito d’autore per l’aspirante lettore di Si riparano bambole, depongo qui un breve accenno al libro tratto da una lettera di Pizzuto a Vanni Scheiwiller del 3 ottobre 1960 (A.Pizzuto – V.Scheiwiller, Le carte fatate, a cura di Cecilia Gibellini, Scheiwiller 2005):

«Sono lieto che Lei stia per leggere Siribambole, dubito però che possa farlo dal 6 al 9 corr., poiché è un libro au lo ralenti, ma certo un’idea d’insieme potrà formarsela anche in 3 giorni e valga essa a invogliarla per una lettura più calma».
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Sono commosso

April 2nd, 2006

StatisticheNon so che dire, sono senza parole (che per un lettore è davvero il colmo). Pare che questo bloggherello da diporto sia visitato in misura decisamente superiore ai suoi meriti. Più di 7500 visite in marzo, con oltre 15000 pagine viste. 26000 visite e 58000 pagine dalle origini ai giorni nostri. Sono numeri bassi in assoluto, lo so, ma rapportati alla mia dimensione sono stratosferici.

In marzo letturalenta ha ricevuto in media 244 visite giornaliere. Metti pure che la metà se ne vada tra visite multiple degli stessi visitatori e robot, resterebbero oltre 100 individui che tutti i giorni danno un’occhiatina, che son pur sempre il quadruplo dei proverbiali 25 lettori di Manzoni. C’è di che preoccuparsi…

Per farla breve, i 100 lettori di letturalenta sono avvisati: se qui si continuano a leggere digressioni, divagazioni, svagatezze e sproloqui d’argomento per lo più lettorio, è colpa loro, non mia.

(Insomma, cerchino di capire lorsignori che io li sto in realtà ringraziando di cuore, ma a modo mio, ché altrimenti mi commuovo).

Arno Schmidt a Napoli

March 31st, 2006

Arno Schmidt, tratto da www.lavieri.itUn amico mi avvisa, e volentieri comunico, che in aprile ci saranno ben due presentazioni napoletane per Dalla vita di un fauno di Arno Schmidt, Lavieri editore, in uscita in questi giorni.

1 aprile 2006, Napoli a Castel dell’Ovo, ore 10.30: Galassia Gutenberg. Presentazione della «Collana Arno»: Dalla vita di un fauno e Prove tecniche di romanzo storico letti da Marco Palasciano. Interverranno Carlo Rescigno, Domenico Pinto e Daniele Ventre.

20 aprile 2006, Napoli ore 18: «Il pomeriggio di un fauno». Presentazione del romanzo Dalla vita di un fauno presso il Goethe-Institut. Relatori: Giancarlo Alfano, Gabriele Frasca, Domenico Pinto. Marco Palasciano leggerà brani del libro. Altre informazioni sul sito del Goethe-Institut.

Per chi come me sa poco o nulla di uno dei più importanti autori tedeschi del secolo scorso, Lavieri ha creato una sezione dedicata ad Arno Schmidt, completa di cronologia, bibliografia, foto e link ad altri siti sull’autore.

Letture ambigue

March 29th, 2006

PaperoconiglioIl pregiudizio che il testo nasca da un atto di scrittura è duro a morire, forse perché la concezione autoriale della letteratura è uno strumento di marketing molto potente: i testi non vendono, gli autori sì. Basti pensare che un libro intitolato Napoli siamo noi scritto da un signore di Cuneo può vendere migliaia di copie, se quel signore si chiama Giorgio Bocca. L’avesse scritto il brigadiere Cafiero Pasquale, che sta a Poggio Reale dal cinquantatrè, non se lo fumerebbe nessuno.

Dicono i dotti: ogni testo presuppone un lettore. Mica vero. È vero piuttosto il contrario: ogni lettore presuppone un testo. Ogni lettore ha in mente un testo che non è mai stato scritto, e se lo va a cercare in quelli che qualcuno s’è preso la briga di scrivere. Se ci fai caso, lettore, tu non stai leggendo queste ciarle mie perché loro hanno in mente te, ma perché tu hai in mente qualcosa che si accorda in modo ragionevole con le mie ciarle, le quali possono continuare a loro piacimento, ma se di quel che dicono non te ne fregasse niente avresti già cambiato canale.
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L’editore

March 27th, 2006

Nanni Balestrini. Tratto da www.nannibalestrini.itDeriveApprodi da qualche anno sta ripubblicando i libri di Nanni Balestrini. Quest’anno è arrivata la ristampa di L’editore, che uscì da Bompiani nel 1989. Recita la quarta di copertina: «Un giovane regista, un professore universitario, un libraio e una giornalista si ritrovano durante un weekend in montagna a discutere sulla possibilità di realizzare una sceneggiatura cinematografica sulla vicenda di Giangiacomo Feltrinelli, l’editore dell’omonima casa editrice morto a causa di un’esplosione che nelle sue intenzioni doveva abbattere un traliccio dell’alta tensione a Segrate, alle porte di Milano».

Ho come l’impressione che Balestrini sia un autore molto conosciuto e poco letto. Nelle frequenti diatribe letterarie, in rete e non, il suo nome non compare quasi mai. Forse, come dice lui stesso in questa intervista, l’editoria italiana da un certo momento in avanti ha dimenticato gli anni ’70, e con loro ha dimenticato Balestrini, che di quegli anni è una delle principali voci narranti.
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Argomento del giorno: il cainano

March 24th, 2006

Cainano. Tratto da senzaqualita.splinder.comIl cainano è rettile di canale. Cinque volte al dì tende alle sue prede una perniciosa rete. Quattro volte su cinque preda. La quinta, adirato e furioso, lancia il tipico lamento di sconfitta: Forza Italia! Uno potrebbe anche non crederci, ma giuro sulla testa di sandrobondi che è vero.

(con invito a eventuali volenterosi blogger a scrivere il loro post sul cainano).

Vanità

March 23rd, 2006

George BrummellHanno un loro destino i sentimenti. Ce n’è uno contro il quale tutti sono spietati: la vanità. I moralisti l’hanno screditata nei loro libri, anche coloro che hanno meglio dimostrato quale larga parte essa abbia nelle nostre anime. Gli uomini di mondo, i quali a modo loro son pure moralisti, giacché venti volte al giorno devono giudicare la vita, han ripetuto la sentenza scritta nei libri contro quel sentimento, l’ultimo di tutti, a sentir loro.

Le cose possono essere oppresse come gli uomini. È vero che la vanità sia l’ultimo sentimento nella gerarchia della nostra anima? E seppure è vero, giacché è al suo posto, perché disprezzarla?…
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Anche io da grande voglio fare la sensitiva

March 22nd, 2006

Duello, tratto da learning.cc.hccs.eduL’ha rifatto.

Il noto fisico de ‘sto par di celle – di cui agli albori di questo blog avevo già segnalato l’esilarante promemoria per la prossima campagna elettorale – trova evidentemente nello scontro politico in atto materia utile per alimentare la sua vena creativa.

Ora s’immagina veggente e anticipa lo svolgimento e i contenuti del prossimo duello televisivo fra aspiranti primi ministri. L’originale usenettiano si può leggere qui, ma lo ricopio qui sotto per maggiore comodità del pigro lettore di passaggio.

Buona lettura!
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Poesia d’aria primaverile

March 21st, 2006

PrimaveraDice Gabryella che oggi è la giornata mondiale della poesia patrocinata dall’UNESCO e da un sacco d’altra brava gente. In emilia-romagna oggi è anche la festa dell’aria, che si dovrebbe festeggiare spostandosi solo a piedi, in bici o coi mezzi pubblici, al nobile scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di tenere pulita l’aria che respiriamo.

E poi, non serve neanche dirlo, oggi inizia ufficialmente la primavera. Approfitto della fortunata coincidenza per far prendere un po’ d’aria a una poesia di Pascoli (da Myricae) che nomina una giornata di marzo.

CONTRASTO

I
Io prendo un po’ di silice e di quarzo:
lo fondo; aspiro; e soffio poi di lena:
ve’ la fiala come un dì di marzo,
azzurra e grigia, torbida e serena!
Un cielo io faccio con un po’ di rena
e un po’ di fiato. Ammira: io son l’artista.

II
Io vo per via guardando e riguardando,
solo, soletto, muto, a capo chino:
prendo un sasso, tra mille, a quando a quando:
lo netto, arroto, taglio, lustro, affino:
chi mi sia, non importa: ecco un rubino;
vedi un topazio; prendi un’ametista.

Neuropa

March 20th, 2006

NeuropaNeuropa è un libro antico quanto a sviluppo della sua vicenda editoriale. Al giorno d’oggi, si sa, un libro nasce prima della sua uscita in libreria, quando qualcuno ne parla nei luoghi deputati alla promozione libraria, campa a stento un paio di settimane sui banconi delle novità, vivacchia un altro paio di mesi sugli scaffali tematici e infine entra nel turbine delle rese, dei remainder o del macero.

Un tempo, invece, molto tempo prima di Walter Benjamin, i libri restavano in libreria per molti mesi, a volte per anni interi, e gli adepti del sacro fuoco letterario ne discutevano per lungo tempo dopo averlo letto e riletto. Neuropa, poema epicomico in prosa di Gianluca Gigliozzi, snobba da par suo le normali librerie in cui si accalcano sgomitando schiere di normali romanzi, racconti e simili abusate formule narrative.
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Dialogo di un libro col suo lettore

March 16th, 2006

Trialogo, tratto da www.infed.org– Salve lettore.
– Tu parli?
– Certo che parlo, perché ti stupisci? Mi stupisco fors’io del tuo parlare?
– Che un essere umano parli, invero, non fa meraviglia. Se si escludono i muti, gli afasici e i dementi, gli uomini si differenziano dagli altri animali per la capacità di parlare.
– Ti sembro forse un animale?
– No, in verità.
– E di che ti stupisci, allora? Se la capacità di riprodurre l’effabile con suoni articolati distingue l’uomo dagli altri animali, ciò non esclude che altri enti, non uomini e non animali, godano di analoga proprietà, ne convieni?
– Ne convengo.
– E dunque non dovrebbe farti meraviglia che un libro – che con tutta evidenza non è uomo e non è animale – parli.
– Dunque tu parli…
– Devo dire che non ti trovo particolarmente versato nell’arte di conversare, lettore: che io parli è un fatto, e non mi sembra argomento di particolare interesse.
– Noto una punta di sarcasmo nelle tue parole.
– Non mi dire…
– Cerca di capire, invece di prenderti gioco di me: ho avuto molti libri per le mani in vita mia, e mai hanno proferito parola o intavolato discussioni. Non posso dire che tacciano, questo no, ma non emettono suoni. I loro discorsi sono silenziosi e arrivano alla mente passando per gli occhi, non per le orecchie.
– Eppure io parlo.
– Questo è vero.
– Già…
– …
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Scrittura e lettura

March 14th, 2006

Vermeer, Lady writing a letter with her maid, tratto da www.ibiblio.orgLettura e scrittura, come dicevo un paio di post fa, sono vizi confratelli. A riprova di questo, dalla blogosfera italica nascono con sospetta simultaneità due iniziative – l’una scrittoria, l’altra lettoria – separate quanto a comitato organizzatore, ma strettamente legate da eversivi lacciuoli sotterranei.

Sul fronte della scrittura, fervono i preparativi per le Scritture di strada, animate da volontari che metteranno carta e penna a disposizione di passanti desiderosi di lasciare una labile traccia scritta del loro passaggio terreno. Recita il bando: Domenica 7 Maggio andremo nelle vie e nelle piazze, ci fermeremo nelle perifierie o nei centri distratti, fermeremo la gente per strada, e daremo consapevolezza a chi forse diversamente non l’avrebbe, o l’ha smarrita e barattata, di avere cose da dire e da scrivere, e della necessità di farlo subito, con urgenza perfetta, proprio in quel luogo tra asfalto e cielo.

Lato lettura, invece, spunta dal tronco di Vibrisse un nuovo ramo intitolato per l’appunto Bottega di lettura, dove altri volontari – non paghi d’aver sottratto all’incremento del PIL ore preziose per dedicarle ai libri – doneranno alla congrega dei leggenti altro tempo speso a compilare accurate recensioni ricche di commenti mercuriali, irriverenti note a margine, chiose scaltre e glosse capziose. La bottega di lettura s’avvia a diventare silloge, epitome, centone e regesto nazionale del vizio di leggere.

Entrambe le iniziative sono aperte a nuove adesioni. Gli aspiranti estorsori di scritture e contrabbandieri di letture possono rivolgersi ai siti sopra linkati per informazioni.