Attenzione: blog comunista!

March 13th, 2006

Tazza comunista, tratto da www.communist-party.org.ukSe l’ha fatto il Corriere della Sera, non vedo valide ragioni per non farlo anch’io, ergo pongo in bella vista l’opportuno cartello:

S’avvisano gli imprudenti e lascivi frequentatori di questo luogo di divagazioni irragionevoli che letturalenta è un blog comunista. Il suo tenutario, infatti – individuo notoriamente doppio e incline a riprovevoli perversioni – il 9 aprile prossimo venturo darà il suo voto libero e democratico alla coalizione di centro-sinistra.

Riconosco al governo in carica il merito di aver donato alla patria momenti di ilarità supremi e difficilmente ripetibili, dovuti in gran parte alle naturali doti cabarettistiche del Presidente del Consiglio, ma anche a talenti emergenti come l’economista creativo Tremonti, il vignettista padano Calderoli e il filosofo giocoliere Pera. Ridere fa bene allo spirito, è vero, ma a patto di non esagerare: altri cinque anni di comiche mi sembrano francamente eccessivi.

So, ahimè, che l’affissione di codesto avviso mi costerà un calo del 21% degli accessi da Milano e zone limitrofe, ma confido in una cospicua compensazione dalle regioni rosse e dal comune di Ceppaloni.

Una sola pagina nera

March 9th, 2006

Pagina neraSi assuma come postulato iniziale e indimostrabile di questo profondo e imprescindibile saggio quanto segue: la pagina è bianca, la scrittura nera. Non dico, si badi bene, che questa caratteristica è osservabile in tutte le manifestazioni fenomeniche della scrittura. Dico piuttosto che l’idea prevalente di scrittura, radicata da secoli in strati profondi dell’inconscio, si presenta come segno nero su sfondo bianco.

Infatti, come diceva quello:

 

 

Se pareba boues
alba pratalia araba
& albo uersorio teneba
& negro semen seminaba.

Che sarebbe poi a dire:

Spingeva avanti i buoi (le dita)
solcava arando un campo bianco (la carta)
teneva un bianco aratro (la penna d’oca)
e seminava nero seme (l’inchiostro)
Read the rest of this entry »

Oggi tutti dal divano

March 8th, 2006

Perché mai dovrei faticare a scrivere un post, se l’ha già scritto lei?

Ciò che io non desidero non esiste

March 7th, 2006

Hypterodonte in viaggio per la luna, tratto da www.ariverneversleeps.comEra una notte di luna piena. Incipit alquanto banale, ne convengo, ma che altro si può dire di una notte di luna piena se non che era una notte di luna piena? Certo, uno scriba di solido mestiere e regolarmente iscritto al sindacato cercherebbe e forse troverebbe soluzioni più eleganti. Che so, potrebbe sostenere che la tenebra notturna cedeva il passo al fulgore pieno e rotondo di Selene; oppure potrebbe concentrarsi su un sasso, un timido sasso abitualmente grigio che, sfavillando come un diamante, proiettava un’ombra nerissima sulla sabbia candida di luce. Questi o altri artifizi aiuterebbero senz’altro lo scriba a guadagnare fama e recensioni positive, ma non cambierebbero di una virgola la nuda realtà dei fatti, ovvero che senza alcun dubbio era una notte di luna piena.
Read the rest of this entry »

E dove morì, povero e trascurato

March 6th, 2006

Antonio Pizzuto, tratto da www.polistampa.comNel trentesimo anniversario dell’eradicazione di Antonio Pizzuto dal palcoscenico grottesco che non senza sprezzo del ridicolo siamo soliti definire vita, le pagine culturali dei maggiori quotidiani nazionali pullulano di omaggi, ricordi, notizie, discussioni, recensioni, dibattiti, picche e ripicche, sillogi monografiche, citazioni e dotte disquisizioni sul massimo rappresentante della narrativa italiana, a suo dire ingiustamente trascurato o bistrattato dai critici: Alessandro Baricco.

Nel tentativo inane e perdente di distogliere per un momento lo sguardo dal povero pavone ferito, continuiamo qui – in forma come sempre privata, clandestina e cospirativa – a proporre lacerti, frammenti, ritagli e notiziole a margine del grande marginale Antonio Pizzuto.
Read the rest of this entry »

Le parole spesso parlano di cose

March 3rd, 2006

Ludwig WittgensteinChiedo venia all’improvvido lettore che nonostante le mie reiterate prove di demenza continua tuttavia a leggere questo blog, ma devo fare una cosa un po’ irrituale nella dinamica blogghica. Si tratta di questo: prendo un commento a un mio post e lo faccio diventare post. Lo faccio perché credo che questo commento sia un post potenziale di un blog che ancora non esiste.

Fatto questo, prometto che leggerò attentamente questo post, e che tenterò di commentarlo come merita. Essendo io notoriamente lento, se qualcuno lo commenterà prima di me non mi offenderò.

Il post di kalle b.
Tu dici, o letturalenta: «Ecco, io credo che le parole parlino sempre e soltano di loro stesse, non di cose. Le cose sono manifestazioni fenomeniche delle parole: togli la parola sogno e i sogni cesseranno di esistere. Il che non significa che tu e io smetteremo di sognare, sia chiaro, ma solo che non saremo più in grado di parlare di sogni»

qui non mi trovi d’accordo. Le parole spesso parlano di cose. Non sempre, ma quasi. Se elimini la parola sogno, credo proprio che la notte continuerai ad essere visitato da certe cose che approssimativamente corrispondono a quel che noi, qui ed ora, chiamiamo sogni. Forse sarebbe un po’ più complicato spiegarsi tra di noi (“sai, stanotte ho avuto un…, sì insomma, stavo a letto, ma poi mi sono addormentato ed ho visto certe cose…” etc.). Ma scommetto che a qualcheduno verrebbe in mente di usare un nome, per una roba del genere.

Vale il viceversa, no? Quando si scopre qualcosa di mai visto prima -diciamo una nuova specie di lucertoloni nel mezzo della foresta amazzonica, o un continente inaspettato- gli si trova subito un bel nome nuovo di zecca -diciamo Hypterodonte, o America. Ma quella cosa stava lì da prima eh. Non è che l’atto di nomina produce la sua esistenza. A meno di essere Dio in persona.

Insomma, per dirla alla Wittgenstein: le parole sono la superficie di un’acqua profonda. La superficie, certo, e di un’acqua assai profonda. Ma c’è una relazione, tra il fondo del mare e le onde che ci viaggiano su.

Di cosa parliamo quando parliamo di hypterodonte

March 3rd, 2006

Odradek, tratto da www.kafka.orgSpesso mi coglie il dubbio che le parole non siano necessariamente comunicative, dubbio che si fa più tenace quando penso alla letteratura. Infatti, se non è del tutto irragionevole ipotizzare che chi scrive un discorso elettorale, o uno spot pubblicitario, o il manuale d’uso di un ordigno, o un trattato di astrofisica abbia un qualche intento comunicativo, mi sembra esercizio alquanto ozioso formulare la stessa ipotesi per chi scrive un racconto o un romanzo o altra opera finzionale. Cos’avrà mai voluto comunicare Cervantes con il Don Chisciotte, se non il Don Chisciotte medesimo, inteso come organizzazione premeditata di frasi, paragrafi, capitoli e punteggiatura?

Son problemi, osserva un onesto visitatore, ma che c’entra l’hypterodonte?
Read the rest of this entry »

L’ombra lunga di Ernest Pinard

March 1st, 2006

Jennifer Jones in Madame Bovary (1949), tratto da home.hiwaay.net/~oliver/Avvertenza: anticipo la mia piena solidarietà al volenteroso lettore che, dopo essersi sorbito per intero questo post, lo giudicherà completamente delirante. Tuttavia, a parziale discolpa dell’autore di codesto delirio, inviterei il medesimo lettore a tener conto del fatto che a volte la realtà supera la fantasia.

Il processo
Nel 1857 il Tribunale di prima istanza di Parigi si riunì per decidere su un’accusa di oscenità. La pubblica accusa era rappresentata dal procuratore imperiale Ernest Pinard. L’imputato principale era lo scrittore Giulio Mozzi, autore del racconto Amore incluso nella raccolta di racconti Il male naturale. Al termine di un acceso dibattimento accusa e difesa pronunciarono le loro arringhe e la corte emise il verdetto.
Read the rest of this entry »

Impronte d’hypterodonte

February 26th, 2006

Segnalo a eventuali visitatori veloci e distratti la presenza della pagina Hypterodonte, facilmente raggiungibile dalla sezione ‘Pages’ di questo medesimo blog. Essa pagina è un compendio della letteratura hypterodontica che va sviluppandosi in rete in questi giorni.

Nel ringraziare i generosi blogger che hanno fin qui aderito alla campagna per la salvaguardia dell’hypterodonte, ricordo che si tratta di campagna permanente, aperta alla partecipazione di chiunque voglia postare sul proprio blog testi e immagini hypterodontici, secondo i propri tempi e costumi blògghici. Non ci sono premi in palio, se non una menzione speciale nella Storia universale dell’hypterodonte, che prima o poi qualcuno certamente pubblicherà.

Appello per la salvaguardia dell’hypterodonte

February 23rd, 2006

Giotto, La Giustizia, Cappella degli Scrovegni. Tratto da www.anisa.itMi sembra assai scorretto che i motori di ricerca ignorino completamente l’hypterodonte, e ritengo che sia giunto il momento di porre rimedio a questa grave ingiustizia. La cortina di silenzio che avvolge questo argomento è indubbiamente il sintomo di pericolose derive censorie che, se non adeguatamente contrastate, possono arrivare a minacciare seriamente l’inalienabile diritto alla libertà di espressione. Tacere oggi dell’hypterodonte significa preparare il terreno per tacere domani della deriva dei continenti, o del prezzo del riso, o del commercio di figurine adesive, consegnando scientemente all’oblio conoscenze vitali per lo sviluppo sociale ed economico del genere umano.

Lancio pertanto qui e ora un appello per la salvaguardia dell’hypterodonte. Blogger di tutto il mondo, uniamoci! Si dia inizio su tutti i blog alla diffusione sistematica e martellante di notizie su questa creatura vissuta ai confini fra sogno e veglia, oggi ingiustamente dimenticata. Facciamo conoscere al mondo le sue abitudini, i suoi comportamenti, i vizi e le virtù, le inclinazioni morali e politiche, testimonianze scritte o iconografiche su avvistamenti remoti o recenti, saghe e leggende che lo vedono come protagonista o deuteragonista, testi scientifici, discorsi e conferenze tenuti da o su l’hypterodonte. Google e Technorati saranno testimoni della nostra tenacia!
Read the rest of this entry »

Niccolò! Niccolò!

February 21st, 2006

MachiavelliLa prima pagina del “Domenicale” del Sole 24 Ore di domenica scorsa è interamente dedicata a Niccolò Machiavelli. Trattasi di paginone promozionale per la nuova collana di libri allegati al quotidiano, I classici del pensiero italiano, ma pazienza.

Come molti ignorano, e con ottime ragioni, il tenutario di questo luogo di perdizione lettoria e libresca è un amante di Machiavelli in misura smodata e quasi imbarazzante. Non è che lo ammiri, lo apprezzi, mi piaccia… no no, lo amo proprio di brutto, come Francesca ama Paolo, come Eloisa ama Abelardo, come Madame Bovary ama l’amore. Un giorno, quando sarò in pensione, mi libererò di tutti i libri della mia piccola e lacunosa biblioteca e passerò il resto dei miei giorni a compulsare l’edizione nazionale delle sue opere, in corso di pubblicazione presso la Salerno editrice.
Read the rest of this entry »

Bibliografie monomaniacali

February 19th, 2006

Bibliografia, tratto da www.jacobeo.netMi pare equo e solidale elevare a dignità di post gli splendidi risultati del bellissimo gioco stupido qui giocato a partire da un’idea di Federico Platania.

Ricordo inoltre che Giuseppe Ierolli ha proposto un’interessante variante incipitaria, che consiste nel riscrivere l’incipit dei libri citati utilizzando la chiave monomaniacale adottata per i titoli. Per i risultati di questa variante, rimando ai commenti del post Un bellissimo gioco stupido, riportando qui a mo’ di esempio l’incipit della Récherche rivisto dallo Ierolli medesimo:

A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: «Mi addormento». E, mezz’ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar la nonna mi svegliava;…

Ecco a voi, siore e siori, famose bibliografie riviste e corrette in chiave ossessivo-monomaniacale dai capziosi lettori di letturalenta:
Read the rest of this entry »

La realtà è quella lì

February 17th, 2006

Sistema solare tolemaico, tratto da pctidifi.mi.infn.itNei commenti al post precedente fb parla di realtà da un punto di vista scientifico: la realtà osservabile, misurabile, riducibile a leggi fisiche. Il discorso scientifico esercita su di me il fascino delle lingue sconosciute: la mia onesta ignoranza delle materie scientifiche, conquistata a prezzo di duri esercizi di annientamento della memoria, fa sì che di quel discorso io percepisca solo il suono piacevole e la melodia incantatrice, senza alcun rischio di coglierne il significato.

Tuttavia anche un discorso scientifico è fatto di parole e le parole hanno il dono dell’indeterminatezza e dell’imprecisione, da cui deriva il loro elevatissimo potere evocativo e incantatorio. Le parole hanno quasi sempre un lato illuminato e uno oscuro. Il lato illuminato indica qualcosa – un oggetto, un’idea, un sentimento – mentre quello oscuro evoca altro, senza indicarlo esplicitamente. A causa di questa intrinseca doppiezza, le parole sono un eccezionale strumento di fraintendimento.
Read the rest of this entry »

La lettura come menzogna

February 14th, 2006

Manuel Frattini in Pinocchio, tratto da www.ilrossetti.comEssendo la verità inconoscibile per via di ragione, è facile intuire quanto sia difficile dimostrare l’inclinazione alla menzogna di chicchessia. Anche lasciando in pace il solito cretese che afferma che tutti i cretesi mentono, concludere al di là di ogni ragionevole dubbio che una frase, un’azione, un’intenzione, un pensiero o financo un desiderio siano fallaci e menzogneri è impresa inaccessibile alla mente umana. Ma l’uomo, per sua fortuna, non è solo ragione.

Prendiamo il lettore. Non è da oggi, lettore, che vado mostrando le dubbie qualità morali di questo individuo asociale, dissoluto e ìnfero. Già nel suo sguardo obliquo, nei suoi gesti eccessivamente cauti, nella sua voce sottile e sibilante, nel suo passo costantemente incline alla circolarità, è possibile percepire una natura sospettosa, misantropa, amante dell’oscurità e del nascondimento. Tutto il contrario dell’uomo onesto, sincero e produttivo. Il laborioso operaio, il paziente maestro, l’intraprendente industriale, l’imparziale giornalista, il giudice giusto e il politico illuminato: tutti costoro agiscono alla luce del sole, mostrando apertamente le loro opere e sottoponendole con lealtà al giudizio del popolo e della storia.
Read the rest of this entry »

Un bellissimo gioco stupido

February 10th, 2006

Trombone, tratto da www.artsalive.caCopincollo una parte di un post di Federico Platania che si può leggere integralmente nel sito della benemerita compagnia dei Librintesta, e precisamente qui. Il post descrive un gioco definito stupido dall’autore e che, come tutti i giochi stupidi, supera in intelligenza e possibilità creative la maggior parte dei giochi intelligenti.

Un gioco stupido
(di Federico Platania)

Uno dei sintomi della mia imminente follia è un giochino mentale, estremamente stupido, che mi trovo a fare spesso di fronte alle liste, in particolar modo di fronte alle discografie e alle bibliografie. Non so perché, mi viene istintivo cominciare a sostituire, in ogni voce dell’elenco, una parola con una parola fissa.
Read the rest of this entry »